Racconti di Elisabetta Santoro


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche



Dormiva appoggiata ad un ricordo
Chiuse gli occhi per addormentarsi, ma non ci riuscì subito. I suoi occhi erano gonfi di pianto faceva quasi fatica a chiuderli, alla fine dopo parecchi tentativi ci riuscì.
Elena cercò di non pensare a quello che era successo quella sera , era il 31 Dicembre e tutti festeggiavano ma lei no, non ne aveva motivo . Non appena il sonno ebbe la meglio su di lei, il suo pensiero tornò alla stessa notte di vent'anni prima e quel ricordo era nitido come il cielo in una mattina d'estate.
Non sarebbe andata a nessuna festa quella sera, avrebbe guardato la tv fino a tardi e poi sarebbe andata a dormire, da sola, triste e con il pensiero che un altro anno stava finendo e quello nuovo stava iniziando, e lei a 25 anni, era ancora sola.
Poi la sua migliore amica Debora si intromise,o chissà forse il destino, e così anche se poco convinta,si ritrovò con un invito per quella sera .Era andata così: quel pomeriggio del 31 Dicembre tutto e tutti sembravano avere fretta, il traffico era frenetico, la gente si accalcava nei negozi per gli ultimi acquisti,mentre Elena passeggiava in centro senza fretta . Fu proprio in centro che incontrò Debora, era tanto tempo che non si vedevano,così si fermarono in un caffè per bere una cioccolata calda e per fare quattro chiacchiere. L'invito era arrivato così per caso, come per caso aveva incontrato la sua migliore amica, e come sempre per caso la sua vita stava per cambiare." Cosa fai questa sera"? le aveva chiesto, ad un tratto senza nemmeno aver introdotto l'argomento. Elena imbarazzata per quella domanda abbassò gli occhi e mentre giocava con il cucchiaino nella tazza ormai vuota, disse"Niente di speciale cenerò dai miei e forse poi vedrò qualche amico." "Perché non vieni con me ad una festa"? le chiese Debora, tutta entusiasta della sua proposta,"Dai, vedrai ci saranno molti ragazzi che non conosci potresti anche incontrare l'anima gemella!!." E così dicendo le aveva sorriso maliziosamente e le aveva fatto l'occhiolino .Elena sempre più imbarazzata aveva rifiutato ma il "ciclone" Debora l'aveva travolta e non era stata in grado di rifiutare oltre. Arrivò l'ora di prepararsi per la serata, era seduta sul letto nella sua stanza accanto a una pila di vestiti che si era provata e che poi aveva abbandonato in modo disordinato sul letto. Cosa avrebbe indossato? Non c'era niente di adatto nel suo guardaroba e poi, guardandosi allo specchio del comò che le stava di fronte, si maledisse per non essere stata dal parrucchiere e dall'estetista. Finalmente poi, vide in fondo all'armadio un vestito nero, classico, di velluto con delle bordature in oro , e una volta indossato si specchiò e decise che non era poi così male. Scelse delle scarpe decolteè nere anche queste classiche con un tacco altissimo. Se doveva essere al meglio, tanto valeva usare tutte le armi in suo possesso. Si raccolse i lunghi e fluenti capelli neri in un acconciatura elegante e si truccò con cura. Ecco ora era davvero pronta! Debora suonò il campanello, Elena prese il cappotto e la borsa che stavano sulla sedia, e prima di scendere si guardò un ultima volta nel grande specchio che stava nell'ingresso spense la luce ,chiuse a chiave la porta e si avviò per le scale.
Ci impiegarono un po' a raggiungere il locale dove si svolgeva la festa a causa del traffico congestionato .Il locale ,una rinomata discoteca in città,era già gremita di gente quando arrivarono la festa sembrava già essere cominciata .Il locale era invaso dalla musica molti festoni colorati appesi alle pareti inneggiavano all'imminente arrivo del nuovo anno .Era felice di aver accettato l'invito di Debora, si sentiva a proprio agio e decise che per quella sera avrebbe abbandonato tutti i suoi pensieri tristi e che si sarebbe divertita un po' .Debora le presentò molte persone e lei con un sorriso di circostanza scambiò alcune parole con tutti ." Possibile che Debora conosca proprio tutti qui?"pensò ad un tratto, stanca di stringere mani di sconosciuti ripetendo" Piacere Elena"
Continuando naturalmente a sorridere. Poi ad un tratto lo vide, quasi nascosto dalla moltitudine di gente.se ne stava, la da solo, appoggiato ad una colonna situata in un lato della stanza, una mano nella tasca dei pantaloni, nell'altra stringeva un flute. Si voltò di scatto quasi come se si fosse accorto che qualcuno lo stava fissando e incrociando lo sguardo di Elena ,sollevò piano il bicchiere in segno di brindisi e poi bevve tutto di un fiato.
Era un ragazzo alto, dal fisico atletico, biondo e con due immensi occhi azzurri, che quasi si confondevano con il colore del maglione che indossava quella sera .Fu così che vide Andrea per la prima volta e quell 'immagine le rimase impressa per sempre. L'aveva incuriosita non c'era dubbio, perché se ne stava lì tutto solo? Possibile che non conoscesse proprio nessuno?. Senza mai smettere di osservarlo, si avvicinò a Debora che stava allegramente chiacchierando al centro di un crocchio di gente che si era formato in un angolo della stanza, e tirandola per un braccio e scusandosi con i suoi interlocutori, le chiese se conoscesse quel ragazzo e avendo cura di non farsi notare troppo glielo indicò."Chi? Andrea, certo che lo conosco", le rispose e poi guardandola con aria inquisitoria le chiese:" Non dirmi che..." poi non finì la frase si voltò di scatto la afferrò per un braccio ed esclamò:"vieni te lo presento" .Debora era fatta così, non a caso tutti la chiamavano il"Ciclone" , lei come tale travolgeva tutto e tutti. Era solare, un'amica eccezionale , una di quelle che tutti vorrebbero incontrare nella vita .Fu così che si ritrovò a stringere la mano di Andrea e subito notò che aveva una stretta forte e decisa,non di quelle sfuggenti, e la cosa le piacque molto. Poi vide che al polso sinistro indossava un braccialetto d'oro di quelli con la piastrina , d'istinto Elena lo girò e vi lesse:"Andrea". Poi si pentì di quel gesto e, sentendosi molto in imbarazzo, gli chiese scusa. "Perché la donna più bella della festa dovrebbe scusarsi?" le rispose . Era fatta! L'aveva conquistata, ed entrambi risero Era incominciata così, si erano poi sposati dopo qualche anno avevano avuto due splendidi figli vivendo felici insieme per vent'anni .Ad un tratto poi se ne era andato, l'aveva lasciata sola, si era innamorato di un'altra donna gliel'aveva detto proprio quella notte del 31 Dicembre , e lei si era addormentata abbracciando il cuscino di lui quasi volesse dormire appoggiata ad un ricordo.

Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche