Inverno
Cielo cenerino
aria rasoio
fronde necrologiche
precarietà sorteggiate
giochi di mute
metamorfosi oculari
gong di campanili
pagliuzze di merli
croci redenti
-Mandorli fioriti
....speranza
Da:Soste Precarie
Dittatori
Squittii nella foresta
ruggiti nelle tane
topi con la criniera
leoni spelacchiati
-Rivendicano troni
iene in frac
-Mosè con la flotta
dal cielo salva le razze
-Cantano tre volte i capponi
a confessioni sterili
-Sepolti i ricordi
dei funghi avvelenati
di Hiroshima
-Ossa a segnalibro
tra pagine di terra
unico lettore
il silenzio
Da:Destini E Presagi
Il cavaliere veccia
Un corvo calò a picco sulla
testa
e rubò la parrucca lavata a
festa
al Cavaliere Veccia Tempesta
Fulmineo il commendatore Frasca
Aniello
si levò una scarpa e la lanciò
all’uccello
che colpito mollò gracchiando la
refurtiva
sospinta dal vento volo nel
fiume in piena
azzannata da un pesce simile a
una iena
Incarognito il sole sulla pelata
lucida e sudata
ove si rifletteva beffardo il
ghigno dell’amico
che prese una frasca e in capo
glie la pose adagiata
Proprio in quel momento passò
una bionda
il grande amore segreto del
cavaliere Veccia
ricorso proprio alla parrucca in
strategia
per far colpo sulla Signorina
Florenzia
A tal visione emozionato e
imbarazzato
s’inchinò a salutare devoto
spasimante
e cadde la larga fronda dal capo
pesante
e il lucido deserto apparve
all’amata
la quale rossa in viso e
imbarazzata
balbuziente disse: se avesse i
capelli
neri soffici e lucenti come
gioielli
sarebbe identico al Cavaliere
Veccia
che nel mio cuore tentò aprir
breccia
-La storia non va oltre
..strategie in corso
Da:Poesie Cialtrone
Rondine di maggio
Con nuovo lustro piumaggio
con fatica hai lasciato altro paesaggio
sei tornata e saluti con delizioso volteggio
tra l’odore dell’erba pronta a foraggio
al vecchio tetto farai fra poco atterraggio
Nell’impervio lungo viaggio
degli umani hai rischiato il linciaggio
per fortuna appena in tempo al riparo di un faggio
e alla iena delusa è rimasto della tua morte il miraggio
anche se rimanderà a settembre la delusione di maggio
Poi mi racconterai spero buone notizie
per porre il mio cuore in lieve delizie
spero all’altro capo di terra sian cadute malizie
ci siano anime candide non corrotte a sporcizie
uguaglianze che hanno sconfitto ingiustizie
Qua la vita scorre con grande dolore
io ho perso anche l’unico amore
e il sorriso è finito nel vortice del malumore
ai denti nell’inciampo la parola si fa rumore
l’anima ha fatto secco tonfo nello squallore
Caro amico il male è ovunque lo stesso
in ogni terra ci sono occhi col male riflesso
c’è il malvagio che sfrutta il dimesso
a chi tanto oro e a chi nulla è concesso
il povero ha l’unica forza di rimanere perplesso
Da:Vite Tremule
Il bullone
Una vite e un dado
servirono a lungo un motore
ma un giorno questo
dopo colpi di tosse si spense
grippaggio fu l'amaro responso
e quando il meccanico a fatica
smontò ogni pezzo ossidato
gettò in un angolo i sopra citati
fedeli in anni al serraggio
per sostituirli con altri cromati
Un giorno passò un rigattiere
e caricò l’accumulata ferraglia
ma mentre col carretto viaggiava
verso il cimitero dei metalli
una voce sottile si pose all’orecchio
..buon uomo avvitami al mio amore
disse il dado
L’uomo rovistò e trovò i due pezzi
l'avvolse e poi li lanciò in un torrente
e quando lo sguardo seguì il tonfo
un forte bagliore gli fermò il respiro
S’avvicinò e scorse una grande pepita
la raccolse e felice esclamò...una vite
può cambiare per sempre una vita
Da:Destini E Presagi
Egoismi
Ci alleviamo per esserci utili
e nell’ozio avidi ci risparmiamo
in attesa a far lievitare profitti
e spalmarceli lucidi addosso
-Imprenditori delle nostre carcasse
che gli avi ci consegnarono
per archiviarci i loro fallimenti
è così che siamo ridotti
vanitosi umanoidi in cattività
prigionieri e guardie di se stessi
mercanti e acquirenti dei propri occhi
-L’amore,alibi irrazionale, decantato
a sublimare anime affine
in cosmico abbraccio a fratellanze
altro non è che baro specchio
ove vogliamo riflettere occulte ambizioni
convogliate in individuali egoismi
-Tutto è tramite a personali opulenze
e con mille artifici gratifichiamo
pedine circuite che avanzano avidamente
divorando ostacoli a mire prefisse
-Tutto volge a un corpo fine a se stesso
che solo la morte paritaria
plasma a collettivi eterni silenzi
Da:Destini E Presagi
Porcili
Occhi toppati
politici bendati
sguardi stetoscopici
rosee carni allacciate
sproloqui bombardati
narici consumate innevate
nervi sfibrati
Santini filigranati
su comodini intarsiati
-Andirivieni sincronizzati
giochi solitari
d’arti superiori
di plebei compiaciuti
origlianti
-Porcili Statali
copule vidimate
ingrassi veri
contenti palafrenieri
Da:Destini E Presagi
Anni 60
Vigile di leccornie corruttive
l’usciere dirigeva traffici
della regione Molise
…primo piano olio
caciotte in fondo a destra
salsicce terzo piano
polli al secondo,prima a sinistra
nasceva uno dei primi centri commerciali
copiato in seguito dagli Americani
Affluivano dalle campagne e dai paesi
ad ungere l’intasata burocrazia
e liberare pensioni, posti di lavoro
illegalità varie e truffaldine illusioni
Non era raro vedere sul pullman
uscire da una borsa la testa d’una papera
o le orecchie di un coniglio
oppure specie d’estate sentire
il tanfo nauseabondo dei formaggi
misto a fumo di trinciato forte
e odore di sudore a svolazzo d’ascelle
per non parlare dei fiati
al salto di denti marci macerati al vino
Tra i viaggiatori molti contadini
ispide barbe e cappelli habitat a funghi
vestiti impregnati di stalla e fuliggine
e con Grosse mani ove calli e crepe
parevano mappe di dirupi viste dal satellite
La strada era piena di curve
e gli occupanti navigavano
alcuni vomitavano senza vedere il mare
ma poco importava il ballo alle budella
un ufficio del paradiso in terra l’attendeva
e al ritorno un coniuge biascicante
che col pollice saltava palline di rosario
Da:Destini E Presagi
Reading
Metastasi promiscua
da malaffare a religione
-Ruggine al ferro
tarlo al legno
zecche al sangue
nefasti ai tre regni
mancavano solo ai reading poetici
a distribuire targhe
a impacchettare ipocrisie
a imputridire anime
a ghettizzare idee
a diplomare fiati
a decodificare abbai
Politici
venditori di fumo
giocolieri di sinonimi
e doppie negazioni
sommate
ritrattabili affermazioni
in certezze variabili
Oh! voi poeti
rosei sazi e paffuti
a declamare
anemie di letargie
ai figli di Dracula
assetati
Da:Destini E Presagi
Il restauratore
La ruggine ha divorato l’ingegno
come l’odio l’amore
-Un tempo testimone di vita
Pegaso alle anime unisone
ora ossa di ferro alla terra
ma c’è sempre un matto che passa
in cimiteri senza lapidi
e scorge tracce d’amplessi
di cervelli metallici sepolti da incurie
-Riesuma sforzi morti d’un epoca
e con essi i suoi anni
di carne e ferro alle spalle
li porta al garage ospedale
chirurgo,a rate di pazienza
opera,assembla li sveglia
dalle avide anestesie del tempo
-Si sente padre a vecchio rinato
e incipria ritornate memorie lontane
con vernice le veste
di benzina e olio l’allatta
di rimiri l'ingrassa
-Finalmente dopo mesi vagisce
rutta, singhiozza, trema
si tacita ,s’alza cammina
sorretto da braccia tremanti
veloce smanioso tra campagne
assopite al freddo progresso
corre verso traguardi di ieri
-Frankenstein ha ascoltato il suo angelo
ha adottato un vecchio bambino
riscritto all’anagrafe
.....Moto Guzzi... il suo nome
Da.Destini E Presagi
Lingerie
Facce da lingerie
su manifesti elettorali
sbavano in segreto
a riparo di dicerie
elettori arrapati
Politici prostitute
e clienti votanti
finti recalcitranti
sognano primizie esclusive
Da bordello
a religioso tempio
che sdogana marchette
e un coniuge cornuto
consapevole
in agi d’orgoglio
sventola vessillo
di famiglia modello
Da.Destini E Presagi
Targhe
NASDAQ,PIL, MIB,MIDEX
targano reati i politici
su motori di tasse e sgomenti
rombano su anime autostrade
dirette al podio dei demeriti
-Riforniti da menzogne
tra guardrail di croci
illuminate da proclami
sorpassi a destra e sinistra
e litanie contromano
-Applausi harakiri
e fanfare dei credenti
negli annali cementati
-Viaggio inverso ai posteri
a ovest l'alba del pubblico
Da:Destini E Presagi
Nebbia
Fuma oppio la terra
stordisce vite
rantolano in occhi appannati
-Brancola nell’indefinito un cacciatore
mossi d’abbagli i capelli
ali di preda al mirino
smuovono bacio di dito al grilletto
e tuono d’amplesso
sbarba la valle un urlo
-Navigano su polvere schiuma
atterriti e festosi
a sottrazione invertita
canti d’uccelli in dileguo
Da:Destini E Presagi
Randagio
Passeggia un cane con un vecchio
claudicante ansimante
pigia col bastone sputi d’addio
sul muro dell’orizzonte
negli occhi lucidi la scommessa
non sa se cadrà a est
o a ovest del dolore
-Dura poco l’enigma
battacchio al cappello cadente un abbaio
s’accascia l'uomo al centro dell’oblio
-Randagio, nuovo nome
di compagnia all’animale,
-Pietre confetti del distacco
Da:Destini E Presagi
Sisma
Fremito d’ali
Striduli canti
Risate di luci
Tremori di pietre
Polvere e incensi
Tetti di cotone
Condomini di stelle
Corone di flash
Sottrazioni d’anagrafe
Podio di croci e valige
Carni al tartufo
Mugugni di cani
Atletica di schermi
Diamanti di lacrime
Da:Destini E Presagi
Stupori
Odore di polvere e addio
strilla il passero sul ramo
il bimbo lo addita
e gli intitola un dentino
una foglia scossa dal battesimo
si stacca,vortica,saluta
plana su un ricciolo
innesca un sorriso fessurato
e uno sbuffo di vento
l'avvita al cielo,
muore il primo stupore
il pianto vela lo sguardo
inghiottito dall’orizzonte
-Un seno riannoda il filo
del primo distacco
riporta la mimica in standbay
Da:Destini E Presagi
Patria
Povera mucca
color neve e carbone
e occhi a mezza luna
legata con catene
alla staccionata Europa
e tutti a spillar latte
notti e giorni
e pochi pietosi in affanno
a portargli da mangiare
Poi qualcuno ha incominciato
a rubare pastura e acqua
e lentamente le ossa
divenute impalcatura
del muggire agonia
Altri si sono guardati le scarpe
slacciati le cinghie
hanno stimato anche la pelle
e con slogan salvifici
mentalmente sono diventati calzolai
Dal grembo i bimbi
chiedono svezzi
prima del parto
-i vecchi s’abituano
a nuovi cappuccini
di vino e caffè
Dal macello
a mettere d’accordo tutti
uscirà una pergamena
con scritta la parola
…..AMEN…………............
Piangono i morti a Caporetto
si sciolgono lacrime alle Alpi
s'inabissano croci alla memoria
Pasteggia nefasto il tarlo
coi libri di storia
Da:Destini E Presagi
Elezioni
Gran fermento i candidati
limano ideologie circonferenziali
a misura del partito da scegliere
Partono tutti centristi
per poter virare a destra e a sinistra
verso moderati o estremisti
conservatori o progressisti
cattocomunismi o laici osservanti
Promettono giustizia ,libertà e prosperità
ma è poco chiaro se usano il plurale maiestatis
o gli slogan si estendono anche al popolo
Parlano di una terra,fiore all’occhiello
omettono specificare di quali giacche
Nei simboli idee migliori
asini in biblioteche e pecore volanti
maiali coi coltelli che s’affettano da soli
-Querce,faggi e ulivi a evocare frescure
estive o di galera a seconda
Se adepti o avversari
-Pani e pesci,terra e mare
effigi a naufraghi e centri d’accoglienza
-caciotte e bastoni a intuire
permessi di soggiorno o espulsioni
Occulti e palesi giochi d’alleanze,
nazionalismi selezionati promiscui d’etnie allargate
con socialdemocrazie monarchiche
- reduci moderati pragmatici oltranzisti
con liste civiche anarchiche partigiane
Acqua e olio,fumo e occhi
lupi e pecore,volpi e galline
metafore d'intellettuali a coesione garantita
elogiata a caratteri cubitali
(tranne da qualche sovversivo pessimista
che evoca guerre e miserie)
da giornalisti veri che scrivono
di ritrovata ......unità nazionale
Da:Destini E Presagi
Footing
Donne corrono nei parchi
a recuperare decenze
ma grasso e cellulite
anticipano cervelli
oscurati da sudore freddo
A seguito cani
pisciano traguardi di resa
tra canti trasloco delle gazze
pagato argento liquido rugiada
Fucinate illusioni
cadono foglie morte
morbide a passi disertori
e sudario a pensieri
arresi a intenzioni
Vene di specchi rotti
rami tra luce tremolante
salutano la muta
donano farfalle morte
a ogni ruga da riempire
Orologi alati da fiatoni
bari misurano ritorni
nel tempo di ieri
sparato su una foto
Da:Destini E Presagi
Il gatto
Tre zampe all’istinto
una per l’assolo al dolore
e due lucciole nelle tenebre
il vecchio gatto ferito
allertato da fruscii
comprime respiri ribelli
Trucco inceppato
di nuvole diradate
svela la luna
subito ammantata
ma nel breve bagliore
cambia la partita
di prede e predatori
Mestrui odori
slacciano azzardi
subito spezzati in versi
incisi in altro sangue
Sul salice un allocco
frusta amori timidi
e il tonfo di una raganella
gong a cuori in ritirata
Palpitano nel silenzio
bramosie di fauci
e ormoni al guinzaglio
Da:Destini E Presagi
Camerieri
Sotto occhi di volpi
pinguini all’equatore
servono pesci a pavoni e polli
Andirivieni a schiocchi
e galatei sproloquiati
lampade polari a rotte recintate
Vetri,porcellane e acciai
concerto intestinale
e mani ad arco a giro di vite
Metamorfosi faine
a fruscii e tintinnii
sguardi truci sorridenti
a esche digerite dai padroni
Pranzi e cene
albe e tramonti
su fili tesi di voci..grazie
Ruotano ossa le mani
a nasi frecce
fuori bersaglio
camice al fritto
premio consolazione
Da:Destini E Presagi
Un rumore
-Sento un rumore alla porta
come quando chiudevi
i libri di scuola
poi penso...
il tuo cuore fuggito
mi viene a trovare
o sarà la tua mano
che cerca d'aprire
o forse è solo un ricordo
che vuole gentile tornare
oppure un cartone
sospinto dal vento
-M'affaccio,fuori tutto tranquillo
ancora una volta tra i deliri
mi sono tutto inventato
-Maledetto vento
completamente assente
almeno un dubbio
lo potevi lasciare
e confondere questa pace mortale
col soffio di un'anima
Da:Vite Contromano
Vento
Fiato d’ anime riunite
in lotta per affermare lamenti
a pene inadeguate ai peccati
il vento schiaffeggia corruzioni di vivi
mischia in vortici implori e bestemmie
con abbaiare di fame o lucri di finte
assoggettate a spietati padroni
che della razza vantano spietati l'orgoglio
Ali di coltelli, foglie di canne
tagliano desideri alle gole
mentre il sottile tronco si piega
s’inchina, frusta voleri di Dio
Impazziti alcuni animali
i loro odori giungono
a bocche insultate
sollecitate da stomaci vuoti
Bianchi assassini i gabbiani
volteggiano, aspettano
lanci di pesci
in onde furiose
Capelli sfibrati
chiudono occhi agli amori
per farli sognare gia’ persi
e s’abbracciano forte
a sentirsi ritrovati in sintonie smarrite
che l'invisibile furia prestigia
Vento, questo nulla invisibile
alato da presagi
con rumori di moniti
mischia carte e mette in gioco
destini d’anime già precarie
in sorteggi di parti,
casuali,sperati
acclamati,oltraggiati
cancellati
Da: Voci Dall'Inferno
Settembre
-Ombre pesanti
facchini del sole
traslocano arrivederci
pallottolieri d’anime
radiografate da cielo terso
-Su sabbia, nomi puzzle di consonanti
scompaiono nell’ossario del mare
archiviati dai pesci
in pagine di rumori
da decodificare in solitudini
-Aquiloni zavorrati
ad anni prigione di corpi,
ombrelloni
vegliano promesse migratorie
-Settembre
stazione di foglie
biglietti in scadenza
nella destinazione del vento
-Requiem di cicale
spartiti d’ozio
e mani tremanti
da finestrini d’automobili,l’orchestra
-Ritorni,senz’occhi
contesi da ricordi
e da abitudini affamati di futuro,
abbaia un cane sull’autostrada
orfano d’una ciotola
cerca una cuccia nei cervelli
-Un filo legato al naso
e alla coda d’una rondine
la speranza
-Aculei di ricci sull’asfalto
per la corona dei perdenti
Da:Destini E Presagi
Molise
Bretella del tempo
spogliatosi dal ripetersi
gettata dal
mare alla
montagna
contesa a rifugio da
cani e pidocchi
Molise arco di spalle
licenziato dalla cintura
oppressa da scroto gonfio d’attese
sceso inciampo al progresso
Antichi azzanni a miserie
valli e colline sdentate bocche
ove nel vuoto morso
tra aureole rapaci
aleggiano aborti tramandi
Eterno calvario d’ovini
portano in spalle Politici
che divorano erba e pecore
e superstiti belar al deserto
speranza in implori al cielo
In lampi d'occhi il segno
cometa un pensiero rovente,
migrazione è l’arca
sudore e sangue il
mare
Da:Destini E Presagi
Agosto
Nella calma che fu di tutti
e ormai comprata illegale dai furbi
ciabattando i turisti irritano
guai a guinzaglio dei residenti
Vocii di bambini in cattività liberate
radunano tormenti ai vecchi
notai al pomeriggio
stilano testamenti su scacchiere
s’immaginano feretri scettri
e si giocano sguardi sgranati
premiati e puniti al lascito
Sotto ombrelloni a specchio
i Politici rimettono nuovi fili
al rosario di carni roventi
rotolate ai piedi
Su guide di Bibbie VIP
donne all’amo del tempo di spalle
mediano con creme incensate
litigi sotto bussole di nasi smagnetizzati
nella valle del
seno
tra natiche a bucce d’arancia
e visi a scorza di cocomero
Qua e là cartelli allusivi
a Buddismo occidentale
..si accettano anche
cani..
e qualche bestiola osserva
la foto canina e perplesso come a dire
…non è una novità
il decreto solo aggiunge
anche la specie a quattro zampe
Da:Destini E Presagi
Prototipi ambulanti
Per le feste assoldate agli agi prestigiati
con cianfrusaglie colorate allerta al misero,
faine somigliano a umani D.O.C. immatricolati
chiedono di Dio al portafoglio dei turisti
con fruscii e tintinnii,gong a preghiere
vane addomesticanti a pietà marmoree
e restituite dinieghi a muso duro,vangelo clonato
S’aggirano tra i tavoli,altari sconsacrati
con fiori orfani di primavere
profumano naftalina e miserie fuggiasche
a nasi impomatati e arricciati di gelidi benestanti
orgogliosi a forgiate carità tolleranti a sagome
ombre del male all’anima assolata a blasoni
Occhi,spilli calamitati da mani in finta cerca
poi a taglio pendolo a indicare vie senza nome
e allora raccolgono esacerbate mimiche
da sommare a passi,mossi da nervi burattini fuori guida
e cialtroni vanno nei replay ingoiati
lubrificati da salive distillate
da fiamme di speranze
A sera forse metteranno un panino in cassaforte
e ladro lo stomaco a luce di baro specchio lunare
spia combinazione di striduli crampi,
con un rutto glie lo rubera'
Da:Destini E Presagi
Bancarelle
-Sulle bancarelle
a tre euro orologi Cinesi
fatti di ferro e respiri pignorati
nelle fabbriche di frequenze cardiache
misureranno tempi progressi a retromarcia
su dorsi polsi oscillanti
a mezzaluna sugli affari
-Collane Indiane
mendicano pavoni colli
ruotati su piumaggi
adocchiati da bracieri sguardi
-Ignari Adepti del Marchese De Sade
Marocchini sventolano cinghie
adatte più a mettere in fuga che sorreggere
e cuoi reclamizzati cromano nasi diffidenti
-Maiali rosolati mimano pasti al limone
e dimagriscono sotto ghigliottina
nella terapia di panini cesarei
-Pesci arrugginiti in aceto e zafferano
adescano stomaci segugi a campane
che frustano rumori di piatti
concerto adunate nelle case
-Noccioline Americane
sterilizzate in clessidre Caronte
profumano in omaggio a un numero
inchinato a un Santo
………..sul calendario
Da:Destini E Presagi
Nozze d'argento
Tempo contato
con cani e denti
segnato coi capelli
Rughe mappe d’amore condiviso
e occhi punti cardinali
all’unisono forfettario
Delizie di croci guadagnate
fiori di girasole
salpi e approdi di luce
a orientare pensieri statici
Brilla in fondo al fiume
letto d'impeti in letargo
fuso a quattro labbra
soffiate da un saluto
argento sorriso,
Un pesce lo raccoglierà
a carità
da cambiare in oro
alla dogana dei ricordi
Da :Destini E Presagi
Orgoglio 2
Gli anni rifiutano rischi
di mischiarsi ad altri anni
collana di perle e sassi
-amore, paura di perdersi e trovarsi,
ci monitoriamo con cagneschi sguardi
e sogghigni festosi mossi da diffidenze
alternandoci a bocca e ossa
e lo sputo,trofeo
Ah! due candele consumate
a tre quarti a inizio festa rimandata,
l’orgoglio non ce lo vede nessuno
siamo i solo testimoni
d’invisibili colpi infertoci
e le vittorie di turno
esistono se vivo il perdente
Alchimie di pensieri segreti
rifiutati dalle carni oltraggiate
-anime,fiori mai sbocciati
sempre gelati nella coda dell’inverno
Da :Destini E Presagi
A una festa
A una festa rividi tanta gente
con cui avevo affettato l’infanzia,
m’accorsi che non avevamo più
nulla da condividere
e in segreto sentivo bisogno di ragionare
indagare su scie di chi fummo
e quando per un attimo
i fotogrammi dei ricordi
slittavano nei pensieri
eravamo così sconosciuti
senza né voglia né coraggio di conoscerci
e ci guardavamo negli occhi
abbeverati nelle primavere essiccate
subito bassi a coprire l’indagine
-Il tempo aveva forgiato di nascosto
a ognuno le anime e noi
tentavamo interpretarle
su calcolati danni di carcasse
che furono prototipi
ormai in qualche foto persa e se ritrovata
destava più intenzione il retro
con la speranza d'una data scritta
-Avrei potuto parlarvi di Lei
amore di gioventù ma io non ricordo mai
dei giocolieri del silenzio
e nel rivederla le assegnai un volto
refrattario al mio sguardo
perso nel sorteggio del domani
Da:Destini E Presagi
Utili e inutili
Al mondo esistono due specie umanoidi
gli utili alla macchina sociale e sono pochi
mai appariscenti,modesti,ingranaggi a servire
preservare diversità meravigliose del progetto cosmo
e gli inutili che proliferano a dismisura
tra questi ci sono quelli sciatti,ignoranti
deboli anelli di catena al tramando di prole
in speranza siano bella copia di loro
e i dannosi,in unico intento egoista
soddisfare loro ingordigie a ogni costo
a discapito della collettività
e inoltre in pretesa d'ostentare allori
estorti in subdoli occulti mercenari consensi
ignari destinati oblio al tirare di cuoia
-Gli inutili hanno comuni sincronie
credute altruismo,respirare e inquinare
-Io che scrivo mi sento utile,
costruisco casette ad animali d’inverno
trasporto semi di piante rare
in riparati fertili terreni
-con la scala rimetto al nido piccoli uccellini
implumi smaniosi al volo e caduti
-col piede faccio lento rotolare al sicuro
ricci chiusi sull’asfalto di strade
-Basta poco esser utili
piccoli gesti lungi dal lucro
in rispetto al dono di tanti stupori
omaggiati dal creato a chi li sa cogliere
e trasmettere ai posteri
-Anche il più sofisticato tecnologico motore
può rompersi all'incauto ignoro di semplice
apparente insignificante coppiglia
Da:Destini E Presagi
La volpe
Rosa dei venti
per mille fiuti
lampi di mire
apartheid canino
coadiuvato da mille fucili
Ombra notturna
promiscua a fruscii e paure
alata sopra al sonno
di ladri che additano furti
Antica metafora
di furbizia e ingordigia
sdogana in elogi colpe d'ignavi
Pelliccia d’invidia
a libertà e grazia di passi
-occhi,carati al buio pesto
che solo la morte può indossare
Saggia regina di prudenza
favola di bimbi innocenti
interpretata arguzie primizie
e analfabeta finita sui libri
Volpi e polli
uguali a politici e popolo
oggi equazione diffusa
a sconforto d’inganno
ma io mai ho visto
tra bestie comizi
e lucre promesse tradite
Da:Destini E Presagi
Modernità
Tra lupi e pastori non c'è distinzione
in accordo oltre agli agnelli vendono
intenzioni d’amplessi del gregge
Oggi figli adulti alle mode
vedono genitori gusci di semi morti al germoglio
e stupiti se questi accompagnano con amidi
esile pianta e tardano in terra a sparire
Qualcuno ha foto d’un campo di grano
e al computer bestemmia
fatica col mouse trasformarlo pagnotte
poi ripiega su ebay e compra contento
senza sposarla una bambola gonfiabile
La felicità magazzino mentale
da riempire ogni giorno con oggetti diversi
fino a non poter chiudere la porta
e spendono tempo utile a vegliarla
poi si torturano in rimpianti allo spreco
-Altri in segreto a giungere primi
all’isola del tesoro reclamata in TV
e ignoranti a bussole e stelle
persi assetati nel mare d’ingordigia
più bevono acqua salata più hanno sete
mentre miraggio non più oro
ma semplicemente una nuvola
che forse ridente passerà
specchio a sgomento del sole
Da:Destini E Presagi
Corro
In un grigio lunedì
che comprò la domenica
a fine ottobre
ubriaco di misture sorteggiate
ma rispettoso del di lì a poco
conclave dei morti
e anniversario di Santi
nacqui,povero
tanto
che anche l’ossigeno
tentò di rifiutarsi
a farmi partire
poi supplicato
fu felice di
allearsi al cervello
quando s’accorse
che questi,lungi
dal piattume
imperante
nelle masse allineate
a qualunquismi guidati
ma base di lancio
di migliori sogni
luce al mondo
-Poi arrivasti tu
…amore lo chiamano
quel disertare alla ragione
d’occhi e cuore
vedetta e motore
alleati dirompenti all’anima
e la mente bloccò il respiro
poi esploso sulla fronte
in sudore freddo
Ora
povero sfrattato
dalle stelle dove volavo
corro sulla terra
tennista folle
e zoppicante
che insegue la palla
lanciata contro muro d’aria
in un solitario senza rimbalzo
…su scie invettive
tra eco d’implori
che pregarono
l’ossigeno
e ora senza indirizzo
Da:Voci Scomode
Epitaffio 113
Scapolo,ricco,prepotente,Omero Rullapane
mai mancò a riunioni condominiali
e ogni volta a proporre costosi ripari
a problemi spesso futili o solo inventati
per il terrore degli inquilini
in affanni a sbarcare il lunario
e già altre volte costretti a ricorrere
ai suoi strozzini prestiti
Ora qui sepolto circondato da loculi vuoti
ognuno temendo beghe dagli inferi
ha raccomandato su carta ai cari restanti
d’esser posto dal suddetto distante
I parenti dei dirimpettai defunti
scagliano a oltraggio residui di ceri
e gambi di fiori recisi nei vuoti loculi
ormai riparo di topi e lucertole,mire di corvi
Forse leggenda ma qualcuno narra
d'aver visto spruzzi di preti
volati da benedizione nei paraggi
e al cadere sulla sua turpe foto
divenire fumanti scintille a disegno di coda
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 112
Italiano medio
scuola caciocavallo
diploma salumi
leccaggio politico
raccomandazione volpina
matrimonio supermarket
in cassaforte notarile
cognome sotto mattoni
macchina obbrobio fiat
da lavare domenica mattina
dopo aver rotto timpani
a tutto il condominio
col solito aspirapolvere in garage
-ora qui giace sotto lapide pacchiana
con dedica patacca fieristica
vegliata angeli gobbi,panciuti
e fiori plastificati scoloriti
recalcitranti al compito
Vittorio Cicoria detto Acetone
-ogni tanto qualcuno passa
davanti al loculo
e mano in tasca si gratta
al basso ventre,biascica
...meglio morire prima
che vivere in anonimo piattume
e finire numero d'appoggio
a cifre depennate
.......amen.................
Da:Destini E Presagi
Elezioni comunali
Nei paesi,Somari al salto d'ideologie
all'ippodromo di binocoli capovolti
e immessi in tresche senza fine
alle quali appioppano vessilli culinari
sventolanti a flatulenze labiali
Clan,fazioni,famiglie,tribù
marsupiali a bottini embrionali
a crocevia staccionata
teleguidati da supreme icone
in TV pastorizie
Piccoli Don Rodrigo
in oscuro galateo d'assonanze
alchimisti con sieri e urine
a luccichii dorati
moltiplicati da lenti a prosciutto
illudono a pregiato metallo
corvidi in amore
ma a volte Robin Hood
travestito da Don Abbondio
scaglia ai Signorotti
avvelenate frecce al deretano
e battono in ritirata
sui cento metri Usain Bolt
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 111
Qui giace Pardo Masalà
si collocò nel mezzo
tra zappa e sQuola
eccelso cameriere
detto l’Indiano,
faina al parcheggio
Intuiva dal consumo di pneumatici
se avveniva lascito di mance dei clienti
e così regolava mimiche e postura
in funzione d’infallibile intuito
-Burbero alle avarizie
zerbino a elargizioni
-la parola Signore
dal timbro di voce
poteva significare Dio
o marca d’anonima figura
-Oltre al tempo
lo sanno tutti
vendette a grammi anche l’anima
e ora non basta sorridere
in foto cotta su ceramica
mancano inchini al menù
e quelli di ricurvi immobili rovi
alla sola lapide che non risponde
Da:Destini E Presagi
Matrimoni oggi
Da lampo a tuono il tempo
per passare da matrimoni
a code ai sacrari per divorziare
Oggi ci si sposa a testa in giù
sugli aerei,sott’acqua,nei bordelli
e preti e cerimonieri al formaggio
si prestano alle cagliate
spruzzate d’acqua geroglifica
Chiamano amore a dirupo di denti
chimiche floreali a refrigerio di corpi
litografie di calendari
plastificati in vessilli annoiati
sventolati ai posteri harakiri
Sotto occhi guerci timbrati serrature
paffute prole imprinting a più cortili
seguono dissimili in stupori
allatto di galline,pecore in cova
Togati corvi preparano conce pelli
per scriverci la parola divorzio
passaporto al promiscuo brado
nel gioco di ormoni a dadi
In discarica sociale a curare
sguinzagli traumatici di cognomi
al tiro di fune
Da:Destini E Presagi
Mezzo giorno al
parco
A mezzo giorno di Giugno,al parco
sole incarognito sui catramasti Arlecchini
intenti all’ennesimo rappezzo
e refrattario su occhiali a specchio
di Statali che leggono giornali
Passo claudicante stremato dalla calura
sbircio titoli qua e là….
arrosti, domiciliari in ville ai politici
e arresti per la galera a ladruncoli
Alcuni vecchi parlano di pensioni
si fanno vento con le mani concave
per spazzare la puzza di tavole
che li pervade e sentono cappotto
Un guardone lascia cadere una moneta
e nel raccoglierla punta le gambe
di una ragazza in panchina che le usa ad arte
in alibi ai capricci del cane al guinzaglio
Le ombre dei passanti
sembrano figure di Botero,grasse deformi
mentre sul campanile le lancette dell’orologio
gatto e volpe in attesa di Pinocchio
Una folata di vento carica d’odori di cucina
droga i nasi che spingono salive alle gole,
Da:Destini E Presagi
Certi poeti oggi
Fronzolieri trasognanti
Imitano con inchini posturati a pecora
fiere schiene piegate al lavoro
e nel molleggio di teste allenate
tra leccar di piedi e ritte
in miracolo a incrociare
compiaciuti sguardi di potenti
come consumata manopola su e giù
di manuale pompa d’acquaiolo al deserto
che al tubo rovente di pseudo fontana,
speranzoso e in orgoglio porta
argenteo liquido filo elisir,
loro alla gola reverenziali sfiati
spacciati armonie d’anima
che all’orecchio fino frastuono arreca
ma in finta accondiscendenze
ingarbugli sdoganati lucro
e il decodificarli a caso sublime arte
che nel non senso,il podio
Da:Destini E Presagi
L'offesa
Oggi ,indifferenza e occulto sono originalità
verità è qualunquismo retorico,noioso
dicono sfiati sempre identiche litanie
ignari indirizzate al male lievitante
che non vedono o fingono di non vedere
e ripetizione ossessiva è un chiodo
trafugato dall'anima officina di rabbia
con cui si cerca di scavare un varco
tra macigni di mura a recinzione d’ingiustizie
mentre dall’alto secondini ghignanti
a chi vano a illudersi a scalfire fortezza
Offesa non è avere croce in spalle
al calvario frustato senza fine
ma il non vedertela portare
e in salita come al somaro disoccupato
affibbiano caritatevoli altro peso,
pretendono riconoscenza all’incarico
Dai tanti troni a veglia di cavie
parassiti manipolatori,imbonitori
unti dalla politica in supermarket-religione
la chiamano Patria questo inferno
laboratorio d’indigenti
iniettati d’illusioni al profitto
pegno di nervi e sangue senza riscatto
Da:Destini E Presagi
La storia
La storia è un cane da fiuto,
non molla mai le tracce
trova sempre i malvagi
e abbaia al popolo lo scovo
Passano millenni
casuale scova una moneta
un pugnale,una scarpa
un seme carbonizzato
e tutto è da riscrivere
cancella eroismi
scrive nomi in gloria
emersi dall’oblio
La storia è un segugio di Dio
Si guadagna il pane con la verità
La storia è forse un falco senza tempo
con artigli preda il passato nascosto,
lo spolpa del superfluo
e dal cielo lo lascia cadere
a prova d’acuta vista
a sorpresa nel presente
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 109
Lo straniero
L’unico modo per contargli gli anni
è trovare le bottiglie
ognuna l’ultima giurata dopo le prime
lanciate oltre il tramonto
e fatte rotolare nell'oltre variabile
ruotato a dorso di mano
ove fingeva di non voler andare
nella discordia dei passi in azzardo
Certe sagome tentano materializzarsi
a cottimo incompiuto
tra vertenze d’occhi indagatori
a prova d’assemblaggio
e reclami inquieti del prototipo
Morì in aprile mentre i bulbi
in viaggio inverso scoperchiavano la terra,
il legno sputava linfa d’orgasmi
e rose canine mimetizzavano farfalle
Di tutto si potrà dire
senza traccia d’una conferma,
spirali di tonfi in acqua cheta
e ignari ad allertati sguardi pescanti,
nascosto monello in risa
al lancio di sassi
Venne da chissà dove
in età tra neve e rughe d'assenso
per farsi inventare un luogo
-ora questa lapide il suo aeroporto
ove decollerà nella fantasia degli abitanti
verso una geografia da inventare
..................amen...........
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 108
L'anarchico
Tutta la vita in attesa d’un invasore
che desse dignità alla Patria,
sognai anche la rivoluzione
che mettesse in fuga manager della Sanità
super pagati per bancarotta
Carbone di stella frantumata dai sogni
l’unica donna che amai col leasing di parole,
aveva un occhio ruotante
socchiuso ai punti cardinali
del mondo rovesciato agl'ideali
e l’altro nel dolore senza meta,
con l’anima in più posti
mi rese esule da me stesso
e nell’imperfezione dello sguardo
a cerchio vibrante mi recintò al vago
arcobaleno di giudizi
Dinamite al cuore,la collera
m’attentò a Settembre,
tra calura e rimpatrio di rondini
si dilaniò candelotto la croce
Cera la speranza
servì luce ridicola al sole
e fu bersaglio nelle tenebre
agli idioti medagliati
Questa lapide il confine
tra foglie morte e piedi striduli
in vergogna fuggiti ai volti
............amen..............
Da:Destini E Presagi
L'avaro
Zombie
nel regno d’ombre
su trono cupidigia
a contare tintinnii e fruscii,
raschi ravvivanti
all’anima letargica
e mani senza volti
a passarsi litografie filigrana
infinita scena agli occhi
labirinti mentali
sproni a cumuli
esacerbati a pause
Giorni e notti
lievito a incassi
vegliati da cani nel cuore,
scodinzolano al profitto
abbaiano all’inflazione
pisciano su pietà grimaldelli
divorano sogghigni
Forziere d'ultimo piratesco viaggio
di vita negata
con banale combinazione
….fine….issata a bandiera,
la morte lo serra
nell’avidità
verme agli affetti
tarlo alla pace
marcescenza ai ricordi
scanno a cognomi
vampiro alla croce
corna di passanti alla foto
Da:Destini E Presagi
First Lady
Vecchie tenaglie arrugginite
sdentate e in archi di luce al morso
è ora di mollare chiodi d’oro
ormai promontori il groppone delle vacche
Despoti alla concia da iene a conigli
scappano palpitanti in salita
sgomenti a zig zag alle tane ostruite
Signore,rosari di perle
Regine dei lingotti,
acciaio liquido i cammelli a trasportarli
e i faraoni al letargo nelle teche
sotto luci psichedeliche
Farfalle al bozzolo mai schiuso
con colori osannati immaginati
ora i fiori sono piombo
d'ali incandescenti
a molla verso posto da svernare
ove marmotte grugniscono intrusioni
Rampolli,seta d’infinito gomitolo
ma il filo al tramando s’è spezzato
e un cappio di iuta insegue
riveriti turbanti diamantati
First Lady,tenaglie orfane a morsi
speranza è un rigattiere
prima di fusione a nuovi arnesi
Da:Destini E Presagi
Comunisti
Se gli smontavi la testa
per metterci altre idee
alla fine automi alzavano al cielo
sempre il pugno chiuso
fieri gridando.. compagno
Mani a mappe di promontori
facce a strade brecciate
pozzanghere gli occhi
e sul torbido riflessi di stenti
mai domi a granitico credo d’utopie
Divinità ferro e legno
stretti nella carne,falce e martello
su sfondo sangue bollente
in cornici di sogghigni
Comunisti d’un tempo
forgiati a ideali d’uguaglianza
indomiti a ingiustizie,
Croce su un simbolo
battesimo ripetuto
a temprarsi lucido dentro
stesso nome..compagno
In Italiano torchiato su binari
storti dalla lingua
infuocati al capolinea
litigavano con vocaboli
troppo lievi a intenti ideologici,
asini pigri delicati a congrua soma
fiati imborghesiti al dissenso
Toro nell'arena scatenato dal nemico
il lusso corruttivo da sconfiggere
in onor di Patria col rosso di vene
ed eroico coraggio
...costasse la morte
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 107
La vendetta mi fu sempre negata
da quelli che perdonano
e prendono punti su pelli indigenti
ogni dolore un gettone da spendere agi
occulto d’altrui soffocati disagi
Sia iena feroce alla preda,
fulminea alle spalle,il dolore truce
secco spezzi alle carogne sorrisi
e il nefasto a giustizia non abbia pietà
a ogni urla compaia sogghigno turpe faccia
e addito a rovente d'inferno attizzato
Che Lucifero vegli lasciti illeciti
siano taglienti lame alle mani
per millenni d’ogni afferro di prole
i respiri d’addio soffio di brace
e laviche pietre ai denti ogni imploro
benzina combusta all'anima i sogni
fonderia di preghiere la bocca
Questa lapide sia passaporto
di solo andata al regno eterno dei dannati
.........amen...................
Da:Destini E Presagi
Povera Terra
Ideologie,raccomandazioni
impegno,lucro
destra,sinistra, via del delinquere
centro,sala d’attesa
alle due indicazioni
è così la politica in Molise
terra di tresche e soprusi
ove Comunismo equivale
bottino comune
e Democrazia Cristiana
scippo con avallo di croce
Tartufi rari i Don Chisciotte
che hanno perso mulini
ma abbondano i Don Rodrigo
licenziosi a matrimoni promiscui
cornuti,p.....e e maiali
sposati da bravi arlecchini
Vidimate caciotte,schede elettorali
emanano tanfo ai raggiri di risa canine
povera terra di zecche e collari
dietro qualsiasi mano freccia
ad un osso o bandiera a una cuccia
Giovani e vecchi stesso destino
stesso percorso di lingue a sederi
uguale podio, dignità al loculo
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 106
In uno sperduto paese
ove il tempo gioca con le illusioni
e gli anni brucano aneddoti
un venerdì diciassette d'un mese pigro
sonnecchiante nacqui tozzo per la zappa
e in errore di grandi intuiti
mi destinarono prima al canto
rivelatosi plagio a ragli
e poi alle lettere ma la grammatica
si massacrò tra lingua e denti
e i congiuntivi parvero sputi di bisce,
mi salvò casuale la politica
l’unica nobile arte che accetta tutti
con acclami al posto sbagliato
e reclamizza colossali errori genialità
-promisi cose così grandiose inverosimili
che alcuni elettori si convinsero
spaventati di non esserne degni
altri terrorizzati di finire stressati
in clamori mediatici
e sperarono non s’avverassero
-entrai nel mondo dell’utopia
ovvero in limbo tra verità e bugie
che mi costrinse a mentire sempre
e quando rifiutai al contadino Tritapaglia
il finanziamento Europeo
di un bananeto in alta montagna
questi adirato m’accusò di parzialità
al che dovetti accondiscendere
al geniale progetto alternativo
d’un allevamento di ricci da tartufo
-Ora qui giaccio vergognoso,senza pace
in questo cimitero camerino
ove si truccano all'esordio le stagioni,
oggetto di continuo ciarlante pellegrinaggio
Santificato in immaginari collettivi
convinti che le mie idee
di troppi lumi per banali mortali
e eternamente ostacolate
dall’opposizione disfattista,invidiosa
Da:Destini E Presagi
Sguardi
peccaminosi
Pennellò lo sguardo
lieve sul viso angelico anemico
e fulmineo fu assorbito
dal velluto delle gambe
mentre le ciglia a molla pazza
continuavano a vibrare
al sobbalzo del dosso
di turgidi seni
subito al tremore
Socchiuse gli occhi
lucerne al mistero
per regalare uno spiffero
d'invalicabile sogno all'anima spugnosa
distaccata a rimirar giocosa imbarazzata
macchie invadenti di rossore antico
sulle pallide mascelle
della donna
che cercò aiuto
all'improbabile scompiglio
di ribelli capelli
per imbarazzo e peccato istruito
disertore al rifiuto
e lento s'espandeva
in violaceo sudore freddo
innesco d'abbandono
ferie e allerta di nervi
Le bocche,corde di chitarra
tese cercavano parole
esodo di vocaboli
farfuglianti rapiti da cuori sciolti
che macinavano in respiri
mentre lunghi segreti e silenzi maceri
in cassaforte educativa
chiedevano riscatto
nel saldarsi dei corpi
estranei ormai a rigori,
ossidati d' immagini retoriche
mai adoperate a ripulire
represse ansie esplosive
vani concistori familiari
Il silenzio di follie che
volevano dormire avvinghiate
allertò le lingue,spade contundenti
in incubo piacevole
nel desiderio d'annodarsi
incorniciate da labbra rosee
che invocavano buio in luce d'estasi
e incollarsi per spegnere
fiamme d'amore
La donna corse con le mani al petto
per addomesticare il seno
che pretendeva tatto di mani diverse,
le gambe sciolsero le briglie
e resero imperfetto buio
triangolo di gonna
che lasciò intravedere
un lembo di seta incandescente
ultimo baluardo di difesa
del mistero che voleva aprirsi
all'accoglienza di un maturo frutto
Lo squillo del telefono
suonò il gong
d'una realtà diversa,
le anime si ricomposero
a sfidare desideri
dell'etica e dei doveri di mestieri
coniugali------------------
Da:Soste Precarie
Comizi
Cambiano parrucche e lingerie
promettono amore duraturo
Maitresse vidimano sollazzi
e raccomandano fiori e cappelli da levare
nel tempio delle metamorfosi
Borseggiatori di anime
ipnotizzano entusiasmi
al vento di parole prestigiate
applausi slogan
a una taglia sul rinnego
cecchino di coscienze
appostato nel futuro
di certezze retroattive
Santini sconsacrati nelle mani
pregano tasche alate
a gonfiare portafogli
Canti,enfisemi sul degrado
resi glorie da laser iperbarici
Su stendardi
polli nelle tane
volpi nei pollai
ospitalità e fratellanze
nel vangelo da riscrivere
sugli scranni
Da:Destini E Presagi
Viagra
Bastasse una vernice marrone
a trasformare un vecchio ciuco
in infaticabile dromedario
Bastasse un olio speciale
Per portare al podio un motore sferragliante
Bastasse un costoso concime
a rinvigorire un albero ingiallito
Bastasse contare i propri soldi
davanti a uno specchio per raddoppiarli
Cicuta e ippocastani
assomigliano a prezzemolo e castagne
ma non sono commestibili
Ognuno al suo ruolo nel proprio tempo
e quando anche i Santi ridanno si
passi agli zoppi ma sempre pari all’età
dei miracolati
Da:Destini E Presagi
Elezioni
Cagli gossip
calendari miccia
slogan esche
minestroni puzzle
locandine grimaldelli
megafoni raucedini
passi tresca
riverenze allupate
volpini inchini
voci allocche
Santini laici
discorsi intrugli
retoriche placebo
sorrisi tenaglia
nasi freccia
teste martello
posture icone
file Indiane
sguardi iene
liste esproprio
responso obbrobrio
scrutatori occulti
giochi adulti
Papali seggi
Cardinalizi valichi
cabine refurtive
presidenti western
vidimati imbrogli
concia pubblica
topastri numeri
mimiche moviola
certezze millantate
posteri aleatori
fraseggi pasture
pensieri pigiati
promesse aquiloni
libertà necrologiche
grilletti glorie
sardinate calche
ignoranze incinte
bandiere slip
affettata Patria
commensali soliti
elettori fumati
autolesionismi alati
ideali fregati
futuro retromarcia
consulta marcia
podi baratri
deretani scudo
latitanti marchiati
-w l'Italia,omelia
Da:Destini E Presagi
Agresti cortili
In simbiosi nei vecchi cortili
uomini e animali dialogavano
con mimiche e sguardi
misuravano la vita con acciacchi
scandivano il tempo con ombre e spifferi
Pausa all’anima spugnosa vocii di bimbi
germogli a tramandi d’esperienza
boccioli preludio a frutti d’anni
lievito di cognomi in alchimie Divine
Vecchi carri,timbri al fango
e carrucole alimentari da fatiche e destini
sostavano la sera a cucce e trespoli
veglie di raccolto da smistare
paradiso di topi saettanti
ladri e auspici d’abbondanza
nel leale gioco di trappole
Danzanti sul selciato fanciulle
rosee al rimiro in tinelli d’acqua
e maliziose a sguardi indiscreti
lievito a pensieri evasi da età acerbe
e deliziati in fuga da ragli d’asini
rupestri Mozart,note d’ali ai piedi
Bisunti berretti ai chiodi
lune dimesse,cimeli speranze
incorniciate da peperoncini ed aglio
amuleti a scoraggiare il male
Frustati e accarezzati maiali
sacrificali messia alla ragione
ringraziati da gesti a croce
da Santini francobolli d'anima
da implori e sassi a ginocchia
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 104
Ovunque andai negli alberghi
fui sempre cliente esemplare
mai però avrei immaginato
che la federalberghi,esageratamente
m’assegnasse con insistenza
questa stanza per novantanove anni
-Per riconoscenza e rispetto del galateo
che mai omisi,ora anche se con sacrificio
lungi dal disdire almeno a tempo breve
il soggiorno
-Unico neo,avevo sempre preso
ovunque una matrimoniale
ma sicuramente ci fu un errore
di prenotazione da parte di mia moglie
che a onor di verità da quel giorno
che misi qui piede,forse ingelosita
da tal riguardo non l’ho più sentita
di sicuro prima o poi verrà
al più presto,lo spero proprio
-Altro particolare irrilevante
giusto a onor di pignola cronaca,
l’albergo è si comodo,accogliente
per carità in giro fiori freschi
ma l'atmosfera un pò fredda,
gli ospiti tutti silenziosi
nessuno saluta,al massimo
qualche ..amen.. ma si sa i costumi cambiano,
questi Inglesismi,Francesismi di moda
infarciti di reminiscenze Latine
inoltre la tecnologia ha prodotto
un certo isolamento,insomma
non ci si parla più come un tempo
………….Amen………………..
Pasquale Murato
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 103
Al miliardario Dante Pelliccia
Con risparmi d'una vita greve
ho installato in pieno inverno
nella tua cappella
un gigantesco frigorifero
e un potente condizionatore
le sole cose tra infiniti averi lasciati
che nel nuovo regno ti mancheranno e
sognerai in eterno
Ai lettori non sarà difficile
indovinare il regno
-Alcide Pezza il garzone,pose
………..amen………………..
Da:Destini E Presagi
Riflessioni al
vino
Chi è al governo ruba
l’opposizione fa il palo
perché sa che a ruoli invertiti
potrebbe ricevere stessi benefici
-Provate a immaginare
come per magia tutti i delinquenti
diventassero angioletti
che disastro,avvocati,giudici
disoccupati e costretti loro a delinquere
per sbarcare il lunario
perciò non vi stupite nel vedere
in tribunale assoluzioni ingiuste
in realtà è un ripopolamento
del male in quel settore
a rischio d’estinzione
stessa cosa per la religione
se non paventasse il diavolo
Da:Destini E Presagi
Latifondisti un tempo
Al mattino,scricchiolanti
e in finzioni a buona salute
con barbe ispide e lerci panni
brandelli a medaglie derelitti,
in fila da doppi intenti
a mostrarsi ed esser scelti
e seminascosti a celare acciacchi
al caporale senza gradi
promosso a malvagio
da latifondisti con anima
a lievitare in banca all’inferno
Un indice a mitraglia
o a freccia di sentenza
sceglieva fame o stenti
mimiche a sorrisi sdentati
o mani al mento a reggere
sconforto senza nervi
dimenticati dal masticare
A braccia conserte nei campi
l’aguzzino,spostava podio
a pause lampo dei fortunati scelti
e incitava occhi a terra,
segnava detrazioni,smorfie
di guasto rovente sudore
mosso da idraulici rancori
silenziati con biascichi
espulsi da raucedini
Non arrivava mai la sera
nera coperta dei morti vivi
macchiata di stelle
monete d'identiche facce al male
d'un sorteggio da interpretare
a umori al meno peggio d'un forse domani
Quei derelitti erano nostri avi
e noi impauriti di macchiare
con vergognose origini odierni agi
in segreto li abbiamo premiati
.......dimenticandoli
Da:Destini E Presagi
Pubblicitari
Il nonno imbecca a una a una le sue galline
poi mano a conca al loro sedere impomatato
raccoglie le uova,controlla la temperatura
le timbra e poeticamente le deposita nel cestello,
al casale in collina le asservirà a gustosi dolci
pronti al trasporto di casa in casa su calesse
peccato che per strada da anni ormai
nessuno tra macchine e fumi vede un cavallo
casomai solo asini vestiti da pappagalli
Il fattore ciuccia mammelle alle mucche
assapora il latte,strappa un ciuffo d’erba
dice grazie signor prato,poi con carriola
torna al vecchio rudere ristrutturato
e con la moglie fa mozzarelle da spedire
a domicilio con farfalle o uccellini
ma a quanto pare a causa del DDT e dei fucili
nessun pacco arrivato a gradito dono
Attrici, natiche al vento,tette al sole
sorridenti entrano per telefono
nei letti degli utenti imbolsiti,annoiati
e in due minuti guadagnano milioni
invece poche elemosine ai call center
per spiegare ai clienti infervorati che per via cavo
ci si può al massimo solo masturbare
Sono solo tre delle tante scene degli imbrogli
regia di luminari a film per menti deboli
da proiettare sugli schermi a milioni d’imbecilli
Pubblicitari miliardari si credono intelligenti
in verità altro non sono che occulti faccendieri
in uno Stato che squallido pastura bugie al popolo
e avalla questi al preciso compito di distrarre
continue malfatte governative spacciate leggi
Non comprate prodotti d’allocchi
e davanti casa lasciate roncola,rastrello e zappa
casomai qualche millantatore ridotto pezze al deretano
pentito,espia bugie a curar elemosinando
il vostro giardino
Da:Destini E Presagi
Affronto
Come mai alla scuola elementare
oggi non ci sono bambini
ma via vai d'adulti ben vestiti
e davanti all'ingresso certi ceffi
salutano posturati a pecora
con quaranta denti tra mascelle a molla
chiesi a due amici al bar
e questi..ma dove vivi fuori dal mondo
non sai che ci sono le elezioni
Riflettei un attimo e poi…
guardate siamo nel 2011
e voi al medioevo,andate ancora subdoli
sbavanti dietro a queste mignotte senza etica
cambiano ogni giorno cento bordelli
e mille parrucche al prezzo
-provate a guardare l’Italia da una cartina
v’accorgerete sembra di profilo nobile levriero
moribondo
-coda impidocchita,Puglia
-zampe posteriori maciullate,Calabria
quelle anteriori ingessate a costole di Toscana
-intestino flebato,Lazio
-naso aquilino,Liguria
-testa ammaccata,Piemonte-Valle d'Aosta
-cervello fuori uscito, Veneto-Friuli
e le isole due testicoli persi in mare
ma forse ritrovati visto che mi siete di fronte
-Altre regioni non menzionate,organi artificiali
vanamente trapiantati
Da:Vetriolo
Sport-caccia
Una cartuccia di piombo a piccoli pallini
sparata a 50 metri s'espande a cerchio
(rosata)d’oltre tre metri di diametro
il che vuol dire anche un cieco
in grado d’abbattere innocuo uccellino
or mi chiedo dov'è bravura di tiratore
che al bar mostra uccisioni d’alta mira
Li vedi tronfi tornare da eccidio
eroi al vanto tra deficienti in acclamo
e spacciarsi ligi ambientalisti ad esempio
si perché tra habitat distrutti e veleni
danno a superstiti minuscole vite precarie
mortale colpo di grazia
Parlano di sport-caccia ma non ho visto
mai atleti sparare avversari specie se disarmati
-Concludo con parole di Gandhi..
la civiltà d’un popolo la si vede
da come tratta i suoi animali
e i suddetti in riluttanza menzionati
sono incivili vili assassini
congelati in infantilismi ineducati, violenti,viziati
in anni sprecati al gioco di morte
-Badate bene,indole a soppressione d'animale
è parallelo binario su via di sangue umano
.................pianto inutile al raggrumo
Da:Destini E Presagi
Giacomo Leopardi
Recanati fu al genio inferno in terra
Papale luogo di bigotte lingue
tela di ragno a farfalla
e a ogni fior si vide oltre
in rimandi d’infinite pose di cielo a terra
E quando in miracolo
dilaniò alle spalle il morso
sempre alla mente, lampo
a colpa di tormento addio
al cuore assetato d’oblìo
Piccolo tronco a nutrire genio
del minuto albero si valutò legna
e superfluo parve ad occhi avari
armonia e profumo di sublime fiore
E’ osar d’ignavi a spoglie in marmo
che in nomea al tempo lievitano
osannare grandezze alle quali
falsi in vanto mai lumi accesero
Se qualcuno or sincero stima
dolore che macerò incanto al verso
non indaghi sesso,erba al cesto
e più che a cerca di natal germoglio
vada in omaggio al luogo ove
manipolato al dubbio benefico
in disadorno trascurato involucro
..elisir eterno all'anima riposa
…..Napoli…………………
Da:Destini E Presagi
Uallera
Nonno..nonno ti dici sempre
che ti s’è scassata la uallera
ma che significa
Vedi bambino mio
la uallera è un orologio
che abbiamo dentro
caricato dagli occhi
per tutta la vita
con immagini d’ogni giorno
e tra queste ci sono quelle cattive
pesanti s'accumulano
e rompono i meccanismi
Si ma a volte tu accusi
la nonna dello sfascio
eh! si quando era giovane
e la guardavo,dava corda agli ingranaggi
poi man mano con l’età rallentava
e la lancetta delle ore arrancava
ad arrivare in alto a mezzogiorno
fino a quando totale ferma
in basso sulle sei senza tempo
Ma perché quando fa freddo
ti lamenti di più?
..vedi caro nipote
con l’età si trasforma da orologio
a termometro e man mano
che l’inverno avanza
ogni speranza di ripararlo
finisce sotto zero
Ho capito nonno
cercherò di guardare
sempre cose belle
per una uallera funzionante
Da:Destini E Presagi
Primavera furfante
Armonia di suoni e colori
animali in festa
tentano primi approcci sessuali
creduti zuffe da occhi sgranati di bimbi
distolti con imbarazzo da madri
orfane di spiegazioni
ancor più improbabili
ad amplessi di cani,mimati
alle gambe di padroni
che tentano in riparo al buon senso
fughe da istinti fuori controllo
Mamma dice un monello
guarda le rondini in volo
una si crede somaro
e l’altra cavaliere a guidarla
e lei sorride,poi..hai visto
le fiabe s’avverano
anche gli asini volano
e pone due dita pinza sul naso
al furfante subito al riso
lancio di nuovo stupore
Da:Destini E Presagi
Bocciatura
All’esame di maturità
impietosi mi bocciarono
pongo a voi salienti passaggi
dai quali a torto si cementò verdetto
Dissi che l’invenzione più grande
di tutti i tempi fu l’elastico delle mutande,
da quel giorno in segno di resa
alle malfatte ognuno pote’alzare
tutte e due le mani
altrimenti una a tesa di stringa
In filosofia sostenni,
se l’invidia fosse diarrea
l’umanità passerebbe
intera esistenza con brache calate
In storia asserii.. Muzio Scevola
fu un prestigiatore
e Robin Hood era di Arcore
ove ancora un parente
ruba ai poveri per dare ai ricchi
In scienza mi superai
quando spiegai che Il maiale
altro non è che cinghiale avaro
senza vergogna al nudo
si vende le setole
A educazione fisica
sostenni,lo sport più praticato
e poco menzionato è la poesia
innesca gare di sbadigli
e vince chi più in raggiri
scrive,parla e non dice niente
Da:Destini E Presagi
Disagi
Ci sono troppi uomini bomba
dentro non hanno polvere
ma tanta rabbia compressa
che ogni tanto rompe alla ragione sigilli
e inaudita violenza deflagra
e come ogni ordigno elude distingui
azzera bene e male all’effetto
Tutti dicono sembrava tranquillo
dimentichi che a rate ognuno
ha contribuito nefasto all’innesco
Era chiaro evidente disagio
nell’indifferente emarginazione
nella mal ripartizione d’averi necessari
(indispensabili a minima dignità)
e Troppo spesso da furbi acquisiti illegali
a discapito del suddetto in esempio
Troppi,sordi e ciechi a ingiustizie
tronfi,sicuri intoccabili da malesseri
saldi al volante d'agi ferrei consolidati
tirano dritti su altrui pelli ponti d’ asfalto
fin quando queste ad eccesso di tiro e consumo
si spezzano al vuoto di baratro
Sempre lampante a ripetersi
sciagure annunciate e ignorate
e ignavi finti a sorprendersi
in reclamo a condanna d’avverso fato
e ancor peggio deplorevoli
...in implori a giustizia
al Divino che pur moniti
aveva dato a più echi
Da:Destini E Presagi
Egoismi
E non ve ne uscite che
ogni nascituro potrebbe essere
potenziale Mozart o Leonardo
la verità è che per vostri egoismi,
indigenti allevate nuovi schiavi al mondo
merce a vaglio e sorteggio di carcerieri padroni
sordi a lamenti,sogghignanti ad abbondo di scelte
Gli animali ,d’istinto
a seconda d’annate più o meno
prospere al cibo,ponderano,regolano nascite
invece umani al vanto d’essere
unica specie di saggia ragione
affidano al caso sguinzagli di prole
vile vanto d’arrogante gioco
al proseguo di già depennati cognomi
con fantasia immaginati riscatti in allori
e con leggi,labirinti allo stremo
o Religioni pasturate a misura
da secoli mai in lumi a verità appaganti
condiscono alibi di tacito ad altrui
mai dome sofferenze a ingiustizie
purtroppo con unico allevio possibile
……....la violenza .............
Da:Destini E Presagi
Razzismo
Se un Italiano insidia il mio territorio
dico che è un bastardo fascista,comunista
se Cinese,sporco muso giallo
se Africano,negro selvaggio
se Ucraino,schifoso viso pallido
se Tedesco,maiale mangia patate,
come vedete ogni insidia
varia in definizione
ma il risultato in dispregio non cambia
-La verità,l’uomo è animale
d'istinto difende il territorio
-Polentone,terrone
marchio oltre confine
di nord e sud in stessa Patria
da sdoganare in anni
con onestà comportamentali
-Musulmano,cattolico
a mo di Dio a misura
che accusi e condanni a priore
ipotetica intenzione
d’altrui abusivo costume
al valico territoriale
-Razzismo,alibi pseudo-cultura
su scie d'integri tramandi da onorare,
difesa occulta d'ogni specie
oltre il piscio a giro
di marchiante confine
Da:Destini E Presagi
Raccomandati
Meglio riempire l’Italia d’immigrati
e non di nostrani raccomandati
meglio di disperati che di falsi
meglio di poveri che di parassiti
meglio parlare cento lingue
che una sola carica d’imbrogli
meglio vedere sangue nelle piazze
e non nauseabonda feccia
-Raccomandazione
moneta-pergamena invisibile
concia d'onesta pelle d'inermi
a solito giro d’anime puttane
in molteplici innocenti candori
-Raccomandazione
nei laboratori d'ostentato potere
chimica d'inchiostro e sinistri silenzi
tra mimiche e gesti allusivi,lucranti
a esiliare lealtà
-Raccomandazione
Santità blasfema
porta in cielo croci sciancate
adagiate,comprovate in segreto
su nomi e simboli
reliquie a nicchie ambulanti
Da:Destini E Presagi
L'asino e l'onorevole
L’onorevole Rizieri Cilipoti
varò legge a salvaguardia di Somari
a condizione che questi
Imparassero a leggere
Illustri maestri Politici a tal compito
e in breve tempo recalcitranti allievi
pronti all’esame
Alle prove subito diverbio,
alcuni asini, felici emozionati
sostituirono hominis io narrante
Con iò asinus ragliante
Insomma l'esame finì male
con bocciatura testuale motivata
-elusione dell’io ad personam
sostituito con iò ad somarem
La storia finì in tribunale
il Giudice Concia Pesabene di Ciucaglia
spietato alla sentenza
proferì lapidario..Ab uno disce omnis
(da uno capisci come sono tutti)
altro che estinzione
qua la specie dilaga
..Nil est dictu facilius
(Niente è più facile che parlare)
Accusò Cilipoti di razzismo
lo condannò a pena di ragliare
e incidere a un comizio un CD
e l’intero ricavato
a finanziare transgenico pascolo
a insegnanti e allievi
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 101
Qui giace
Luigi Ronfa
impiegato Statale
vincitore del:
Ponte d’argento
Ghiro d’oro
Talpa di platino
Lepre di bronzo
Camaleonte d’0ro
Vischio di giada
Scavalcato disumano lavoro
dormì a piattaforma
d'altrui sogni
-Imboscato a occhi di Regime
fiero al dileguo
da ogni dar conto
e poi battagliero
a rinsavire complici
a sovrumane fatiche
ai cortei Sindacali
-Gli amici,colleghi
in lumi ai posteri
a onor di vita esemplare
dedita ad amor di Patria
commossi posero
…amen…………
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 100
Quanta gente incontrai
e sempre mi promisi
di non dimenticarla
man mano il tempo passava
e non ebbi voglia di ricordare nessuno
ogni faccia pareva segnalibro
tra tanti capitoli dolorosi
e così inseguendo il futuro
archiviai i ricordi
belli e brutti,erano anelli
cromati e arrugginiti
di lunga catena passamano
fino al capolinea
-Ora giaccio qui neutro
nel limbo senza riscatto
ignorato da quelli che dimenticai
e dagli ultimi che assistettero
pietosi alla slavina degli anni
e mai mi videro forte in vetta
-Niente fiori a omaggio
d’arroganza e declino privo di passato
…………amen…………
Da:Destini E Presagi
Enigma tombali
Nel cimitero di Scummara
paese ove Dio fece prototipi
ci sono tre tombe di arroganti
La prima,sfarzosa del Cavaliere Arraffa,
ricco con tre figli eredi al potere
-ci sono sempre manifesti elogi a compianto
La seconda,dell'avvocato Pelliccia
uno che non ebbe figli,
potente,temuto,a dismisura ossequiato
ora mai nessun fiore vi posa
La terza,vuota,eterno cantiere
di un certo Don Lasalma,
iena spietata ancora in buona salute
saldo a importanti comandi
e ogni giorno gara d’omaggi
biglietti firmati
tipo… mai ci lascerai
Un sol gesto accomuna i visitatori
pollice ,medio e anulare chiusi
e indice,mignolo dritti ribelli
nella mano in tasca o alla schiena
Bene o male ho capito le scene
oh! lettori,secondo voi
perché i suddetti di pari arroganza
ma solo ai due loculi gare d'affetto
invece all'altro totale l’ignoro?
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 99
Tutta la vita nel dissenso
ora ultimo occupante del dismesso
giaccio qui nel vecchio cimitero
dove i parenti sono pronipoti
le lapidi muschiate,spalti del tempo
e le foto incappucciate dal dolore spento
Unica compagnia,
qualche merlo Col suo lutto
e cinciallegre che nidificano
nelle fessure confini d’addii dimenticati
Solo il due novembre rari fiori
sparsi qua e là come a voler
riconfermare perduranti discrimini
lasciati da memorie sature
a sconosciute radici del cognome
Anche i cipressi,annoiati
fuggono verso il cielo
al vento salutano il futuro
sperano, ai piedi la natura
si riprenda il suo caos selvaggio
divori reliquie di se stesse
Perché io che me ne andai
di gran lunga dopo del sindaco
non rientrai come lui nel progetto
nel nuovo camposanto?
Esigui spauriti lettori
il dissenso inascoltato,sfortunato
che mai raggiunge clamore mediatico
lo si paga anche da morti
con indifferente abbandono
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 98
Mister X,tutta la vita
cantò al popolo peste e corna
spernacchiò politici ai comizi
disse che un Dio giusto
doveva farci erbivori e non onnivori
-Tra le azioni di rilievo,
liberò dei cardellini dai bracconieri
aiutò un riccio ad attraversare la strada
tolse un chiodo da un albero
nominò Re il cane Riccardo
cambiò la frizione alla macchina,
prima d’ammalarsi di solitudine
potò,concimò il giardino
e disse alle amate piante
quando non ci sarò più
fatevi perdurante allergia segreta
a ogni naso arrogante
-Al suo funerale tanta gente commossa
a compianto d’una voce spenta
che pur frustante li aveva nominati
togliendoli da squallido anonimato
-Si quei bastardi piangevano se stessi
lui era stato un megafono
e loro eroi alle invettive
alle quale ogni orecchio
filtrava retorica ininfluente
e santificava nomi bersagliati
-Capirono,il dissenso confermava
l'esistenza e da quel giorno
il silenzio,lenti li spediva alle tenebre
-L'unico amico su suggerimento del cane
questa lapide a onor di verità
....pose.....amen
Da:Destini E Presagi
Lampedusa
Dall’Italia,super pagati
eroici vanno con aereo
su sperduta isola d'Honduras
a parodiare fame e sopravvivenza,
famosi di bluff mediatici
che nessuna lucida memoria ricorda
e anonimi di tal vaghezza
della quale nessun onesto vuole lumi
Profughi veri a Lampedusa
roulette Russa il viaggio
e vittoria proiettile a ritentare ,
sono figli d’orgasmi di noia
sguinzagliati a riporto di preda
pegno al ventre di parto
Osserva L’italia altruista
ride, tifa,piange,santifica finzioni
ma ignora,scansa scene originali
maldestre ispiratrici
Il male,per gioco affascina
se vero dileguarsi alla larga
Passati da bradi dissensi
a salotti assensi
dormono serafici poeti
grassi sulle stolture
bonificate con inchiostro
a specchi di sconfinato amor proprio
Da:Destini E Presagi
Qualunquista
Io sono retrograde qualunquista
pessimista infarcito di luoghi comuni
alle parole:
- Politici
Subito presso la mano
a rassicurarmi sul portafogli
-Burocrazia
fulmineo,occhi imploranti al cielo
e segno di croce
-Popolo
pugnali,corro a saldare le spalle
al più vicino muro
-Padroni
sputo a terra,mi tocco al basso ventre
e immagino cani non di razza
-Elezioni
pecore sorteggiano confuse
tra pastori macellai e lupi
-Banche
rovescio le tasche
alzo le braccia a dire ho dato
-Turismo
invasioni Barbariche da tollerare
e soggiogare con roba luccicante
-Statale
arte dell’ozio retribuita
-FIAT
folcloristiche ferraglie
che si rompono per strada
-Italia
film western senza regista
dove vincono i cattivi
-Donne
adulte allergiche ai vestiti
-Religione
qualche comma di bugie terrene
-Cacciatori
deficienti sportivi che sparano
avversari disarmati
-Governanti
gente che dà biada a muli e somari
-Matrimonio
collante tra due cocci rotti da ubriachi
-Democrazia
somma di tante piccole dittature
-Libertà
sogno di fuggire dal pianeta terra
e vivere solo su una stella
-Comunismo
lavorare e a sera dover pagare
il datore di lavoro
-Amen
come a dire faccia pure il fato
Da:Destini E Presagi
Compiacenze
D’ippocrate
copia al fango,
ricettari,vidimatori
di falsa infermità a pidocchi
sciancati al salto
di nuovo avvinghio
d’usurpo,
medici compiacenti
laureati su geografie prosciutti
che in lumi
al massimo
in chirurgia a ferrare
spelacchiati asini
veto a macelli
ignari al peggio
ossidi a dolore
-A bandiera di patria
in vergogna
a bronzee facce
brucia il rosso
rifiuta appiglio l’asta
gela in gola
al reduce il canto
Da:Destini E Presagi
Modelle
Volti acerbi
spauriti su stecchini
timbrati a pizzi e fiorellini
lingerie primavera
mercanzia meteora
binario lucro
Credo sottrazioni
anoressia,ossa DOC
tenerezza,miraggi e incertezze
leccornie d'allupate fauci
Madri a capolinea
si restaurano film
iniettano in pellicole
futuro nel passato,
figlie adolescenti
agnellini tra coltelli
e chiamano stilisti
.. cucinieri,commensali
Lato A di medaglia,
l'altro,fantasmi
a predoni
dal nome.. Burqa
Da:Destini E Presagi
Opzioni
In mezzo una storia finita
e nel tempo impiccato al campanile
due opzioni che la primavera tentenna,
riparare la doccia e lavarmi
d'ogni tua carezza di ieri
e subire frode d’un idraulico
o rapina concordata in clinica privata
controparte a panacea al cuore ferito d'inganni
per non aspettare mesi il mio turno
d’esequie all’ospedale Statale
-ah! si la vita a volte
è una barca fuori rotta in tempesta
destinata a frantumarsi agli scogli
o calare a picco in misteri d'abisso
o sperare amplessi d'onde tra ire del mare
Il gatto,emblema solitudine
intuisce non avrà lucro futuro
da tetre scelte che vaglio,
saltella, insegue una carta
sospinta,frustata dal vento,
s’allena alla caccia
fin'ora evitata dagli agi
mentre il cane abituato a vegliare
dilemmi migliori morti sterili,
ha in bocca un manuale d’amore,
in copertina la coda d'un treno
che infilza sotto il tramonto
due occhi incolore,beffardi d'addio
Un canto di gufo schioda
le lancette dell'orologio,
consegna il giorno ingordo di dubbi
alle tenebre,sudario d'enigma
Da:Destini E Presagi
Asfissia
Certi uomini
pensano catturare donne
come pesci
solo invece dei bigattini
all’amo mettono carte di credito
Avvenuta la pesca
ritraendo il filo
c’è una piccola differenza,
i pesci muoiono subito asfissiati
le donne sottraggono
sottilmente
ossigeno al pescatore
condannandolo
all’asfissia
Da Destini E Presagi
Luna riflessa
Luna riflessa in una pozzanghera
moneta d’oro smarrita da Polifemo
al bimbo infarcito di favole
ancora tutte da codificare
e intinge tremula manina
a raccolta d'inaspettato dono
ma la sua ombra annulla l’incanto
e si spaventa
Passa un cane,
crede tuorlo d'uovo il riflesso
lo lecca,sente puzza di copertoni
abbaia,si dilegua
Poco dopo a un mendicante
confuso da crampi di fame
sembra piatto di polenta
perso da ladro in fuga,
immediato si ravvede,sputa
maledice l’inganno alle fauci
Due fidanzati
ruotano a luce giusta
e poi ai confini dello specchio ai piedi
affiancano i visi a farli entrare
saldati nell’aureola dal cielo omaggiata
e si giurano,spergiurano amore eterno
Io dopo aver visto suddette scene
concludo..è l’anima che veramente vede
e gli occhi assoldati al trasporto
delle immagini
Da:Destini E Presagi
Repubblica
-Asini griffati agli ippodromi
e Signore coi binocoli
estasiate segano
labbra con lingue,
spazzole dialettali
-Muli da parate
addobbati cronologici,
cianfrusaglie vidimate
in piazze da week and
carnevalate Cinesi
tarocchi d'impiegati
Statali
-Cavalli griffati
fascine,ceppi Prussiane
dissensi al peso araldico
scalci secessionisti
da improntare
-Sermoni,normative
carne al popolo
ossa al Re
idilliaci proclami
differenziati obbligo
in TV pluraliste
mono tematiche
-Prevenzioni,lapsus ripartizioni,
manna calamità affratellante
effige bandiere pallonate
a gloria trincerata
dietro giarrettiere,
trofei al valore
-Camerati,amici,compagni
segnaposti al menù carità
d’agnelli allupati
-religiosi e laici
chef e maitre
-Mano a giro rosario
liscio pance
.......ideali d'unità
incontrovertibile
Da:Destini E Presagi
Carogne
Al male incubato in avidità
nel tempo coltivate
Dio non è antibiotico
nemmeno aspirina
ma vecchio alchimista
paziente in infinite prove
a convertire egoismi d’anime di pietra
in soffice sorridente altruismo e raro ci riesce
perciò dopo aver chiuso arroganti
ogni porta ai suoi esperimenti
a nulla servirà invocarne il nome
quando inesorabile arriverà la fine
-Lui non risponderà
implacabile il suo diniego apparirà
al cerchio su tanti volti freddi
ai quali mai avete dato umano calore
e non servirà nemmeno il vostro oro
a fonderlo in maschere compianto
-L’unica banca,farsa ad accettare
l’ultimo investimento congelato
oh! Carogne sarà ..la terra
che azzererà il conto
Da:Destini E Presagi
Aria di Pasqua
Aria di presagi,
sotto cielo cenerino
recalcitranti a iniezioni di primavera
provano il funereo gli ulivi
con foglie muschio-argento
tra rintocchi d'immobili campane
percosse su schiene,
scivoli d’anni perpetuati errori
Macchie d'ogni anima
questi giorni in cui fu rimandato
al Re di pace il figlio muto
ambasciatore alato
inchiodato sopra un legno
Rondini,parate di croci nere
a risveglio di morte
cantano redenzioni e peccati
disegnano certezze aleatorie
sorteggiano a tetre menti
in cerca di riflessa luce
a dorso di specchio
agnelli sacrificali al riesumo
A terra,margherite
candidi bottoni d’angeli
a giochi di bambini
per distrarli da guerre
insegnate dal popolo,necessarie
Da:Destini E Presagi
Anniversario 150 anni
Sederi irridono stelle
Sciatalgie di kamasutra
ed ebete luna d’inverno
e fruttano pensioni d’accompagnamento
in questo circo che conia caciotte
nella zecca dei prosciutti
Amore, parola concia
a kermesse raggiri
d’olfatti al siero suino
Sventolano bandiere lingerie
a simboleggiare
prati, neve e sangue
e coprono speranza, anemia, vergogna
Corvi al cobalto in playback
doppiati da canarini clonati
al festival dei martiri
censurano galli al rinnego di Pietro
Giaculatorie salotti
di dentiere bianche
posturano morti con manichini,
cocktail sciroppato il pianto
omeopatico certificato
A sera miele su ferite
convegno di mosche al giorno
e bisturi omaggio a cicatrici,
futuro da scarnificare
Da:Destini E Presagi
Carnevale
Italia,dei raccomandati
in gioco a carnevale
circo mediatico
ove parodie di magnaccia,
ruffiani,ladri,galoppini,meretrici
in galateo provato
tra deformi dorati specchi
corrotti al veto di verità
Coriandoli,luciferine anime
tritate a neve finta colorata
a confondere mille imbonitori
in abitudini al grottesco occulto
normalità brevettate a ferire
ingenui ideali dissenzienti
di spauriti onesti
Toglietevi maschere serie
...buffoni maledetti......
tornate al peggio su misura
nel resto dei giorni,
pugnali in schiena curva
a spoglia umiliata Patria
Da:Destini E Presagi
Tasse
Se in Italia uno dice le tasse
tutti pensano siano concubine
dell’illustre Torquato Tasso
Un giorno chiesi all’oste una fattura
e questi subito chiamò un mago
non andò meglio con lo scontrino
fulmineo il cameriere prese
due modellini d’automobili
e le impattò frontali sulla tovaglia,
al che risposi ci vuole la partita Iva?
intervenne la padrona,fece l’occhiolino
imitò un grosso seno e ..c’è la Giulia
ben più giovane alle delizie
-insistetti mi serve a rimborso
e questa non ce ne sarà bisogno
sarai tu ad alzare bandiera bianca
ma Signora come faccio con la ditta
e lei...non se ne parla
la ragazza da qui non si muove
venissero a turno gli impiegati
Oh! Porco d’un cane esclamai
Signora, tu Rubi allo Stato
…s’aggiustò i capelli,sorrise
e magari fossi così giovane
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 94
Dopo che mi rubarono la zappa
col manico intarsiato d'uccellini
scrissi al Giudice Puleggia
con toni alti e aspri
e a caratteri cubitali
terminai la missiva
…voglio il manicomio
…voglio il manicomio
e questi mi fece internare
in un luogo dove mi dimenticarono
-In realtà non sapevo scrivere
lì dentro capii la differenza
tra manico mio e manicomio
-Ogni oggetto può essere letale
in mani sbagliate anche una penna
-Che questa lapide metta in guardia
gli umili,cavia esempio a rigore
di legge dei potenti senz'anima
...........amen...................
Remigio Scummara
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 93
Nominai unico erede Il mio cane
ma il Giudice ferrea femminista
annullò il testamento
e trasferì il lascito a mia moglie
che mai perdonò il mio maschilismo
e consegnò al canile l’amato Rizieri
-Ecco perché non viene nessun cane
a portare un fiore ai piedi di questa lapide
.......amen.......................
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 92
Mare calmo gli occhi
ad assorbire cibo
a piovre dell’anima
Cometa del Natale oscurato
l'amore, volto creta alle dita
d’artista ubriaco d’ispirazione
Mille raggi di fede
sotto il peso del tempo
a ruotare intorno al dubbio di Dio
Tra vita e oltre sperato
a metà il dolore
accattone vegliato
a cercare famelico,sconfini
e in finta al placarsi,
parassita la noia
a rigurgitare sbadigli
Fermò gli anni al dirupo
un dolce sorriso di fanciulla
subito imbalsamato in poesia,
ai tempi supplementari
in impari truccata partita
filo di luce,fessurò
nero sorriso alle tenebre,
segnò con lampo di gioia
speranza dell'oltre
in annali d'addio..............
...amen.........
Da:Destini E Presagi
Governare
Da bambino venivo assegnato
a Governare gli animali,
fornire loro il vitto
Monello perspicace sentivo dire ai politici
su scie di suddetto compito,
di provvedere a necessità del popolo
ma i conti non tornavano,
loro i fattori e noi le bestie
Pensando cosa succedeva a maiali,asini,
galline,vitelli,conigli,tacchini
si amorevoli assistiti
ma per Bacco con secondi fini
Stilai la mia acerba filosofia..
meglio vivere alla giornata in Anarchia
Da:Destini E Presagi
Matrimonio fantasma
Seduto sulla sponda del fiume
gettavo turpi pensieri in acqua
decisi poi di pescare
ma avevo in tasca solo un filo
ci legai la carta di credito
e la lanciai con forza lontano
Attesi davvero poco
e sentii vibrar la mano
e quando tirai la preda
grande fu la sorpresa
vidi una dentiera che mordeva la carta
e subito dopo apparve mia moglie
Decisi d'andare a caccia nel bosco
sparai con scarsa mira dei fagiani,
sgomento mi voltai a rassicurare il cane
e invece del segugio apparve
con un secchiello la mia consorte
aveva recuperato i pallini e li contava
Al ritorno entrai in una chiesa
c’era solo una donna vestita di nero
raccoglieva preghiere e implori
e le scambiava con le offerte
era di nuovo lei la mia amata
Il giorno dopo consultai uno psichiatra
disse hai sposato un fantasma
se non ci credi controlla il tuo conto in banca
infatti telefonai al direttore
e nessun gruzzolo giaceva al risparmio
mentre i carabinieri m’informavano
di mia moglie nessuna traccia
e mi misero una camicia di forza
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 91
Giaccio sul confine di due anime
una felice per essermi liberato da mia moglie
e l’altra triste per il distacco
dall'amatissimo asino Tarcisio compagno di sventure
-La despota senza tregue diede a lui estenuanti some
e a me pesante croce a interminabile calvario,
ora vecchio mio lo so che vorresti vendicarmi
ma non esagerare sferrale di tanto in tanto
solo qualche calcio per azzopparla,altrimenti
me la ritrovo qui agguerrita accanto
-Ti auguro tanto fieno e che le forze di Lei
vadano scemando in modo lieve possa caricarti
…………….amen…………………………
Tuo fedele amico... Alcide Rullo
Da:Destini E Presagi
Rivoluzioni
Più sembra ci sia
serafica eterna collaudata calma
più le rivoluzioni
sfociano in violenza estrema
che annulla convenevoli
amicizie e parentele
-Quello del piano di sotto
solitario idealista
deriso precario da una vita
figli dadi lanci di fato
finalmente sfoga repressa rabbia
col dirimpettaio spaccone
in sazietà filosofo al vanto,
sei persone in famiglia
messi in posti chiave
sigillati da prestigiata politica
Violenza non è funghi
ma semi archiviati al deserto
e quando finalmente
in fortuna rara al dissolversi
di smarrite nuvole
cambiano paesaggio
fulmineo germogliano
fiori e spine
mischiano archeologiche carte
speranze e trappole
a gazzelle e serpenti
metamorfosi incredula al viandante
Il poeta saggio raccomanda
state attenti furbi egoisti
potere è fucile spavento al ribellarsi
ma guai in mani avverse
guidate da repressa rabbia
d’ingiustizia
Non cercate poi religioni
a bonificare cappi
millantati prima in arroganza
..cravatte in festa
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 90
Le donne mi trovavano affascinante
con la mia aria trasognante
silenziosa tendente al riflessivo
in realtà ero soltanto svogliato pigro
e timido scribacchiavo poesie
per testimoniare a me stesso
che l 'immobilismo serviva
ad estrarre metafore filosofiche illuminanti
dalle bellezze del creato
-Le rare volte che decisi
farfugliante di conversare col gentil sesso
fui sempre frainteso,
ogni frase allusione complessa al pensiero altrui
a concatenare mille geniali intenti
insomma se a gola bruciata dicevo voglio bere
mai nessuna mi porgeva un bicchier d'acqua
perché la mia era sete metaforica
creativa, di sapere, d'esperienza,
d'affetto, di vendetta, giustizia,
inconscio d'umano genio a ogni altrui vapore d'anima
-Oh! donne che leggete questa lapide
in realtà ero solo un uomo banale
dal limpido egoismo
che volevate in gloria colorare con mille fantasie
-ero una creta qualunque
e voi sciocche a plasmarmi in mille statue
di principe azzurro
mi cercavate in ciò che non fui mai
e io v'aspettavo in quello che illuso volevo essere
-...........................amen............................
Da:Destini E Presagi
Presidente
Colorò di rosso
il bianco delle zebre
e appese un grosso pallone in Parlamento
a simboleggiare il mondo in mano
Cambiò la grammatica
distrusse la seconda persona
del presente indicativo
del verbo Rubare
Ordinò solo toghe rose
in aule giudiziarie,
imperativo fu
la legge è uguale per tutti
quelli che vengono governati
da uomini illuminati
Si fece fotografare
su croce di marmo di Carrara
poi s'ordinò al collo d’adepti
stampato su crocefissi d’argento
e chiese a Dio… mi consenta
Scrisse una canzone
del presidente operaio
lungo una catena di montaggio
da Mosca a Roma
passando per Milano,
la fece cantare dal suo menestrello
Sulla terra un nuovo Messia
senza Sinedrio,Erode e Pilato
dal nome Cesare
sempre pronto a dare consigli
in modestia si fece chiamare
semplicemente
….Presidente……..
Da:Destini E Presagi
Domenica delle palle
Sin dal mattino in TV notizie sportive
per finire a sera tardissima
sempre a parlare di palle,
palle a terra, ai piedi,dribblate,crossate
palle ai falli laterali,ad effetto,sul fondo
palle,parate,respinte,in campo,sugli spalti
palle spinte in avanti,retrocesse,sfuggite
accarezzate,col tacco,di punta,con mani
-Arriva finalmente notte
per un telegiornale sul mondo
che esclude le palle
ma con amara sorpresa
appare un volto di cera
che ha raccolto tutte le palle
compreso anche quelle d’allenamenti
dei giorni precedenti
e tutto d’un fiato le narra
….il Presidente del consiglio….
… ... CHE PALLE…………
d'altronde la terra e tutti pianeti sono a forma
......di palla
Da:Poesie Cialtrone
Ipocrisie
Cattolicesimo è uguaglianza
capitalismo al contrario disparità,
lotta all’ arricchimento
-Ora inquieto mi chiedo
ma come diavolo fanno
ad aver tal bronzea faccia
scudo a vergogne e bugie
milioni in disonesti agi
preservati a ogni costo
discriminanti a evangeliche fratellanze
a professarsi ferventi cattolici,
come tenere insieme ghiotte capre
e teneri leccorniosi cavoli
e millantare indenni gli ultimi?
-Oppure in altro esempio
pretendere mungere pecore e montoni
solo perché entrambi ovini
e non dissimili a occhi avidi
penduli apparati sotto coda
Da:Destini E Presagi
I vecchi
I vecchi,foglie ingiallite
seguono rassegnati
solo previsioni del tempo
Come cani da tartufo
un tempo onorati al reddito
hanno perso il fiuto
scavano un po’ ovunque
analizzano zolle
sperano intuire
e non essere rimpiazzati
A un palmo dal naso
fingono leggere il giornale,
seguire eventi
ignari e consapevoli
già sepolti a curve spalle
Biblioteche di rughe
fanno paura
e nessuno le consulta
oggi sapere è futuro
che taglia il passato,
ponte levatoio
catapulta all’intento
lascia dietro il vuoto
I vecchi
gusci semiaperti di semi
asciugati da nuovi germogli
e confusi a madre terra
Da:Destini E Presagi
La fune
può esser
cappio
appiglio
prigione
volo d’altalena
così il fiore
saluto di nascita e morte,
il bacio addio e rincontro
-Gli stessi organi genitali
simboli a spergiuri
e d’eroismi
-In realtà l’anima
identità incolore
e in circostanze
tinta delebile allegra e fosca
dalla psiche
irrazionale a circostanze
e su binari di tradizioni
in funzione dei luoghi
-Capita spesso
perciò sentire con stupore
di fronte a improvvisi gesti
orrendi o nobili
..eppur sembrava o non
dimentichi del folle
....pittore evento
esploso dal sociale razionale
spesso di comodo
in disagi imposto
Da:Destini E Presagi
Notte incerta
Sembra una notte come tante
ma la morte ha sciolto tentacoli,
il vento fiato di demoni sul collo
e le stelle scintille congelate
di denti artritici in risate
accademiche a plagio finto del tempo
Volti di cera
scivoli di luci
impasto di specchi
al freddo trasudano ore,
esche studiate del domani
amo al filo dell’ignoto
Si violentano i gatti
in amplessi consapevoli
e i miagolii virgole d’affanni
ad amori,trasfusioni d’incertezze
Sogni ,Salti tra respiri e tatti
rubati all’infanzia
-Nel dormiveglia, parole a raffica
cordone ombelicale
reciso da incubi addestrati
L’anima,cane devoto
a veglia di fattoria
col buio stanco s’addormenta
e iniziano i predoni la razzia
Da:Destini E Presagi
Dittatori
Sotto aria che lubrifica
libertà col sangue
scappano lepri
dittatori in salite
verso orizzonti podio di coda,
abbandonano fidi levrieri
con scodelle d’oro
e cd incisi dai loro cavalli
-Sputacchiere le loro statue
bacheche di necrologi le ville
neri confetti i gioielli
buco nell’acqua il potere
maga Circe le mogli
-Despoti
hanno letto tanti libri di storia
ai quali prima hanno strappato
ultimi capitoli
gradini a scendere
verso inesorabile parola
……FINE……………………
All'alba di nuovi poteri
spuntano fiori nei teschi
emersi da pelle di fango
Da:Destini E Presagi
Privacy
Cosa importa alla gente
di carciofi cetrioli pasta e zucchine
intercettati ricette al telefono
Tu Onorevole parli di prezzi e mignotte
mentre al governo vari severe leggi
su famiglia, moralità e prostituzione
e spendi in lampo compenso
a servigi di copule al vanto
quanto dispiaciuto millanti
d’esser irrisoria cifra
a disoccupato in un anno
Privacy.. quest’inglesismo aleatorio
caciotta ad alimentare l'occulto
estendibile anche a ladri
quando commettono si reato
d'intrusioni a domicilio
ma nell’esercizio delle loro funzioni
e se ripresi da maldestre telecamere
vero reato violazione d’operato,
soggetto a difesa d’avvocati
che a parità di parcella
confezionano sentenza appropriata
Chi del pubblico intimo vuole occuparsi
limpido deve rendere anima e operato
altrimenti giochi a dati malfatte
e se in sfortunata flagranza acciuffato
con dignità offra polsi a manette
evitando vili indecorose difese alla causa
Da:Destini E Presagi
Dispute
Il cuore disse al cervello
sei tu che comandi
ma io devoto ti irrigo
perciò non pretendere battiti giusti
quando udito e sguardo
mi portano nome e figura di Lei
altrimenti adotto ammutinamento
e possiamo entrambi morire,
preferisco affanno alla noia
impiccagione alla gola e non ozio
-A due passi un fiore rispose
meglio agonia in un vaso a festa
e non finire il mio ciclo
invisibile tra erbacce
-Intervenne una rondine
emozione è volo
verso nuovi orizzonti
e trespolo salvifico
in mare la mente
ove si posano gioia e dolore
e quando nulla v’atterra
l’anima ha perso le ali
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 88
Tutti lamentavano
ingiustizie sociali del governo
e la sera tornavamo a casa
guerrieri a identica sorte
e come diceva Dante
aver compagno al duolo scema la pena
-Tardi mi resi conto che false lagne
di quei furbi esorcizzavano
e coprivano loro privilegi
ottenuti proprio grazie al regime
segreto sostenuto alle urna
-Guardate le loro tombe tra sfarzi
mentre io in questo sperduto angolo
sotto muro cadente avvinto da rovi
tra topi e lucertole
-Sprecai il mio tempo
a corazza dei loro imbrogli
a concime dei mie disagi
rigogliosi tra ignavi
…….amen……………........
Da:Destini E Presagi
Tele-Lelesora
Notizie flash
Per i non vedenti a pagina
6969
Sotto stelle di corvi
cani per strada
fanno shopping di notizie
ai saldi Gossip
Scrofe in soffitte
e pecore in cantina
provano lingerie
per Giulio Cesare
Siero e ricotte in pillole
lanciate dall’aereo
ai disoccupati
organizzati
Puzza di baccalà a Milano
scoperto in villa
nascosto in reggiseni
tartufo contraffatto,
sequestrato dai Giudici
e donato alla caritas
Bambini al circo
donne in carriola
asini Cicerone
conigli a castello
porcelli a cavallo,
una nonna sussurra
che bordello
fortunati ciechi e sordi
A un criticato quiz
un vecchio ha vinto
tre caciotte e due escort
chiamate in lapsus criticato
...... mignotte ........
Buona notte
per assorbire questo casino
ci vorrebbero litri di vino
anzi una botte
Da:Destini Presagi
Patriottismi
Oh! Poeti di regime sanguisuga
potrei parlarvi di uccelli fragole farfalle
e cazzeggi vari per far bella figura
giuro son capace ma c’è altro cui pensare
non posso disquisire dei fiori incerti in cima
mentre l’albero lento sotto muore nel liquame
Un tempo c’era chi saggio lucrante parlava
dell’eden razionalista comunista
salvo poi scoprire esser dittatura criminale
bene gli stessi in agi allora e oggi
non si sono mai scusati dell’equivoco
anzi riciclati paladini d’odierna democrazia
E’ facile salottare di fame e miseria
dietro effige di rubata croce consumata
mentre si fanno costose cure dimagranti
come pure elogiare da alcove patriottismi
e in guerre senza senso pianificate da ingordigie
eroici fessi a difesa di madre terra
danno lucide piume alle polveri
E’ l’Italia dei furbi raccomandati
mistificatori professano lealtà di bandiera
e di questa,insulsi si vestono orgogliosi nella stoffa
infilzando l’asta in quel posto agli ideali
Potrei andare oltre ma so che non serve
quelli ipotetici che dovrei rinsavire
m’aspettano sereni addestrati
alla misura del cappio dorato
Da:Destini E Presagi
Ondivaghi
Da destra a sinistra al centro
meretrici del potere
possono andare dove vogliono
e così fanno calpestando ideali
ma angioletti ingenui, elettori
mani congiunte e mimiche a stupori
li seguono carponi ovunque
E’ il popolo maitresse del casino
che appende soprabiti e cappelli
nella sala d’attesa del bordello
per mance e parcelle di marchette
Cornuti e palafrenieri
anticipano intenzioni d’orgasmi
e vendono vitelli grassi
ancor prima che vacche copulano
e al resoconto di mancata consegna
al macello lamentano aborti di potere
Da:Destini E Presagi
Adatti
A volte un pezzo di vetro
riflesso alla luna appare
al povero stremato,affamato
moneta d'oro luccicante
tra foglie secche a passi striduli
così il sole in tutto il suo splendore
in periodo tetro d'inverno all'anima
amalgamata a cupa gelida atmosfera,
improvviso con ingannevole tepore
radiografa e sveglia con luce violenta
contorti serpenti ricordi
Amori,semi di fiori nel deserto
battezzati da smarrita nuvola dissolta
a germogli subito assetati
di li a poco arrostiti
nella calura ritornata perdurante
Eventi inaspettati,
appiglio d'inchinato ramo al naufrago
o miraggio solo ad annullare
collaudate difese
dal falco dolore in agguato
Da:Destini E Presagi
Il violino
Una sola corda
accarezzata più delle altre
vibrò l'anima più intima dei presenti
Svegliò dal letargo
sentimenti impolverati
nella scantinato dell'inconscio
e cautelativi con salive alle gole
battezzarono rinascite
nel bozzolo dei ricordi
Da due laghetti azzurri
letto di naufraghi pensieri
tracimarono due lacrime
subito sbarrate da un dito
Ogni anima ha bisogno
di giusta chiave per aprirsi
e il violino quella sera
fu un passepartout
a serrature arrugginite
custodi d'anni congelati
Da:Destini E Presagi
Vecchio organetto
Zummhete zummethe
zarracuhmmhà..fiuuumhà
zarracummàmmà
Vecchio organetto sfiatato
incendia sguardi da vipere
con denti inciampati a sorrisi
calamitati a svolazzi
di gonne a ventaglio
carceriere d’elettriche gambe
Sudore,polline pronto a migrare
mascelle rosse, tamburo a pudore
il mantice metafora di baci e distacco
e lo sfiato,bussare d’anima in gola
Atmosfere e balli d’un tempo,
quando le note, piccioni viaggiatori
tra segrete battaglie dei sensi
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 85
Ebbi grande merito
a trascrivere ogni sbronza
e tanti le chiamarono poesie
e tutti dissero che bevevo
per riempire i vuoti
della mia nobile anima artista,
in realtà deridevo il mondo
visto come ilarico noioso scenario
ove semplici pagliacci
ogni giorno a restaurarsi
penosamente decadenti maschere
-Il vero capolavoro
fu far passare poesie
le mie traveggole
a tal punto da crederci anch’io
e questo fu tragico errore
quando la vita mi mandò
alle tenebre in doloroso dubbio
..se avessero tutti finto
a credermi un Vate
e ora a ridere di me
oppure il mio imbroglio perfetto
destinato a perdurante gloria?
........amen.....................
Da:Destini E Presagi
6 Gennaio
Mamme sui tetti
alate per i figli
ma inseguono telenovelas
Padri alla finestra
dismettono bianche barbe
salutano pecore in volo
si rifirmano allo specchio
Consultate al vino
collaudate ernie di nonni
meteo di bimbi
prevedono nevicate
per non andare a scuola
Pani e panettoni
brufoli tartufi
tra pelle e diabete
dagli auguri al riciclo
in zuppone al latte
Favola di scope e carboni
dietro esausti nasi uncinati
ponti in ritirata da cielo a terra
Addobbi a riposo
e sogni zavorrati
in luccicanti palle
guidate da stanche comete
in squadrate geometrie
di cartoni imballati da ragni
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 84
Qui giace in atmosfera ancora scalpitante
come a voler chiedere ultima gara al cielo
l’uomo più veloce del mondo
detto il ghepardo
Nella sua lunga osannata carriera
solo tre persone al mondo lo batterono
con metodi fuori dallo sport
purtroppo finiti nell'albo delle glorie
-Un impiegato statale
nel dileguarsi alla vista d’un cartello
“ATTENZIONE LAVORI IN CORSO”
-Una donna in fulminea fuga
dopo aver appreso che l’amato sposo
era caduto in disgrazia economica
-Un sommo poeta quando a un meeting
gli chiesero della fame nel mondo,
come proiettile raggiunse un ristorante
A onor di giustizia e verità,
anonimi posero orgogliosi
in perdurante memoria
questa granitica lapide
........amen.....................
Da:Destini E Presagi
La miseria
La miseria non ama fronzoli
toglie quadri alle pareti
azzoppa mobili,rompe piatti
s’annida tra insulse mura
si fa un look tra tosse di fumo
d'un freddo camino
cambia connotati all'amore
spegne semafori alle parole
che si scontrano in invettive
All’aperto è vento carezzevole,di spalle
imbroglia in sollievo passi al baratro
e quando la si guarda in faccia
entra nello sgomento
s’avvinghia parassita all’anima
spegne la sua fioca luce
succhia linfa ai pensieri
spiuma ali ai pochi sogni
e se in riscatto arrivano miliardi,
antitarlo solo a fermare il danno
mai ridaranno integrità d'un tempo al legno
-La ricchezza vivrà corpo estraneo
in forzato adatto al compito
e sempre nella povertà della paura
........ad assolverlo
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 81
Qui giace **********
un baco d'inchiostro
venduto al silenzio
rottamato all'anagrafe
immatricolato alla morte
-Questa lapide
una targa Cinese
intenta a far circolare
tra nebulose menti
clandestino il nome
sanzionato all'oblìo
espulso al fastidio
-Chi posa un fiore,
briciola a segnalare
la via del ritorno
a un confuso ricordo
.......amen............
Da:Destini E Presagi
Flash 2
Uno scricciolo,
rossa bacca nel becco
e un fiocco di neve
sul minuscolo capo,
minuscolo babbo Natale
nel ricordo s’invola postino
a un amore bambino
da cantare sul davanzale,
ove si nascondevano
dietro vetri appannati
occhi turchini
due ciliegie alle guance
un sorriso col broncio
e una manina a imitare
un tergicristallo
sul cuore disegnato a vapore
Da:Destini E Presagi
Contadini un tempo
Con scarpe bussole di pensieri
tracciavano miserie
su sentieri sempre a capo
nella pagina del giorno,brutta copia
Aspettavano il sole partorisse
qualche luccicante moneta d’oro
ma sulla rugosa fronte,sudore
argento fuso si perdeva
sotto berretto a carità rovesciata
Da lontano l’orizzonte,trespolo sogni d'occhi
e filo per appendere ossa d’asciugare,
il tramonto alba vista di spalle
ad inseguire pane all’amo destino
Cantavano uccelli in festa a raccolti
nei campi,confini tagliati a vene d’avi
e difenderli trasfusioni d’antiche forze
A volte in cielo nero fumo di pipa
Dio arrabbiato,scagliava bianchi sassi
a massacro d’ogni frutto e germoglio
Seguivano preghiere a voce alta
a ricordarsi dono del creato
e in suppliche all’infinito
a riconfermarli alla terra
sfinita madre di pochi seni e tanti figli
Da:Destini E Presagi
Meteo 2
Popolo,occhiali al c*lo
e fiori sulle corna
reclama al meteo slavine
e piscia a monte della neve
La TV dice ci sarà Italia imbiancata
state a casa nel week end
ma partono ugualmente
aspiranti eroi dei lamenti
La neve è di destra
il ghiaccio di sinistra
anarchici sole e soccorsi,
inchiesta ai disagi
Dieci ore di fila
su vie senza sale sottratto alle zucche
per andare a sciare
col fuoristrada satellitare
Al parlamento ci sarà un'inchiesta
sul ministro del clima
troppi sperperi a sparar imprecisi le nuvole
e i termometri faziosi
rendono misure solo in quel posto
Lamenta un disoccupato
ma andate affa***lo pecore a caproni
sono due anni che m'alleno a masticare
a bocca vuota per illudere lo stomaco
e ho l'inverno gelido nel cuore a tutte le stagioni
Tra se sussurra un barbone
quanta gente infervorata
per un solo giorno casuale nei miei panni
Da:Destini E Presagi
Bianchi coriandoli
Dal cielo spugna d’ogni sguardo
bianchi coriandoli
su aquiloni ferrati a bastoni
carnevale anemico
Maschere rosse e turchine
ballo di denti
tra petardi di bocche silenziose
Passi al tonfo di valzer presagi
e note stridule di passerotti
impigliate a fiori di lampioni
Sapone nelle barbe
radici di berretti
ladri di ciglia inzaccherate
Mirini senza mira,nasi
s’offrono a grondaie di pensieri
infantili pisciano su scarpe,barche
in avaria con vele di stinchi,
approdo,ruotare a passi indietro
al primo uscio mercantico
Su uno spago vicolo
si riempiono impronte
col bottino d'una polmonite
Da:Destini E Presagi
Neve
Batuffoli di cotone
si legano compatti
a lenzuolo di morte
lo sanno bene i barboni
più che scivolare sorridenti
sulla settimana bianca
vengono trascinati
imbalsamati
Da:Destini E Presagi
Ricordi,iene affamate
divorano il presente
lo rigurgitano nel passato
alle nostre precedenti vite
sommate di volta in volta
Il presente non esiste
un secondo che ruota è già passato
e la memoria, elastico cordone ombelicale
tra ciò che è stato e il divenire
e tra questi due estremi
va avanti e indietro
il treno dei ricordi
che se non ci fossero
saremmo il nulla
a ingozzarci mai sazi del futuro
Questi fotogrammi chiamati vita
proiettati lenti e veloci
aggiornati d’ogni attimo
girano ciò che fummo
in ogni istante inseguito
subito alle spalle
Lo stesso orologio
illusorio cronometro psicologico
a segugio inseguitore
d'invisibile preda,il tempo
che solo l'anima a seconda
dei suoi umori,
lenta o veloce.. percepisce
archivia subito alla mente
ai posteri di se stessa
Da:Destini E Presagi
Noia
Pigri respiri
espulsi da sbadigli
intenti anche a molle
a far pulsare il cuore
Ali implumi,pensieri
cadono affamati dal nido
e tonfo nelle fauci del tempo
Gelida meccanica d’orologio
scalcia lancetta dei secondi
zavorrati d’apatie
Recipiente bucato,il silenzio
rumoreggia a disperdere ricordi
Crocefisso al muro
in mimica sconfitta,a dire
impossibile esaudire l’aleatorio
Cerca un trespolo di pace
nell’infinito
per riposare
…l'anima………
Da:Destini E Presagi
Carciofi
Carciofi alla griglia,in barattolo
guardano dal vetro avvocati
maledicono fertili liquami d'oro
Ingegnere, capo disastro ambientale
un topo guida la tua porsche
e tua moglie ha un amante
non sopporta linciaggi al lusso
La galera è dura
ormai Scudo politico pane sbriciolato
lo specchio il solo giudice da corrompere
fatti un rosario dei giorni da scontare
con bolle di sapone
Fuori la primavera è bella
e tu al buio castrato senza pecore
beli su carta scempi adoperati,
indulto il tuo vinile da copiare su CD
Dio muto delle messe finte
t’ha restituito capitale ed interesse,
viso nascosto dietro mani aperte
ultimo traguardo dei tuoi allori
A ogni visita chiederai del sole
per poterlo col dito disegnare al rancio
e ti mancheranno i lacci delle scarpe
e la cinghia per legarlo al soffitto
Intanto fuori qualcuno muore
come insetto su tela di ragno
………bastardo………………
Da:Destini E Presagi
Aria di festa
Profumi d’orti botanici
rinvigoriti da canti sacri
si propagano a valle dai conventi
scuotono apatie di pastori
sereni in viso abbracciano il creato
con l’anima ingrassano pecore
sollevano al cielo agnelli
seppelliscono monete di Giuda
Aria di festa
cuori aquiloni
parole coriandoli
ma c’è sempre una tristezza
fa il giro degli occhi
s’aggrappa a un sorriso
spegne una luce
scava una ruga
Cani e gatti si sposano
per ereditare esuberi
e in unico verso imitano
le voci degli angeli
acrobati sui rami degli alberi
In letargo nei loro cappotti
bimbi firmati si svegliano
minacciano capriole
sui seni di madre
barattano silenzi con additi
che inchiodano passi a vetrine
Da:Destini E Presagi
Sentieri
Rintocchi di campane
da chiesette di montagna
elettrizzano code
ultimi orpelli ostacoli
a tener socchiusa
la porta dell'estate
Litanie di sermoni
si propagano a voler riscaldare
l'aria che con spine di freddo
pungola viandanti
claudicanti lungo sentieri
dal mistico al precario
biascicando preghiere
appena al labbro
arpionate da ricordi
Lisci ciottoli
ognuno per una storia da saper leggere
s'abbeverano agli sputi
e ridono allo scivolare
di qualche scarpa subito derubata
d'osso rotto sul selciato
Una bestemmia
parola d'ordine per rialzarsi
e ne approfitta un dente a dileguarsi
corrompe con una finestra nera
il sorveglio all'anima
del sogghigno
Da:Vite Tremule
Sintonie interrotte
Aggrappato alla lancetta d’orologio
del vecchio campanile,un grillo
si diverte a far parte del tempo che scorre
Una cinciallegra lo vede e si tuffa
per farne prelibato boccone
e appena si posa a meno un quarto
la lancetta rotola veloce sulle sei
e il pennuto e l’insetto scivolano
in umori diversi riprendono il volo
Un vecchio guarda l’orario,fuma,tossisce
dice questo tempo va contromano
si liscia il viso per verificare
s’è sparita una ruga
Il prete aspetta il rintocco
del quarto d’ora finito
per cucinare spaghetti
e quando dalla finestra s’affaccia
l’acqua che bolle non benedice l’orario
sussurra…ieri sera qualcuno m’ha visto
prega e strappa in mille pezzi una foto
Poco dopo i rintocchi..din..don..
iniezioni a sorriso e sollievo
dal cielo immediato il perdono
senza aver chiesto fustigazioni al cilicio
Da:Destini E Presagi
Taglia per un amore ai lamenti
A raffiche di fiato sprecato
spero torni leggero un sollievo
in risparmio al compenso
di taglia ai lamenti
su copia del viso che ho dentro
Oh! litanie lontane
portatelo quì quest'amore
come Cristo a Pilato
e del sangue voglio solo una goccia
per ogni passo sprecato
sulle orme dell'odio
c'è una taglia per ognuno
che solleva in coppe di mani
il pianto di brina che eiacula
dolore all'assenza ogni notte
Ridate questo mio nettare ai sensi
scavate due fiumi alle fosse sul viso
per i riflessi del cielo che ho perso
dirò una preghiera a ogni raggio di sole
che accende nel buio al ricordo almeno il rancore,
darò un bacio a ogni stella
che offusca la fuga in inciampo
a ostacolare quel ladro allo smercio di cuore
che ingenuo aprìi a occhi malvagi
C'è ancora una taglia
con le mie speranze in omaggio
a ogni imploro strappato di bocca
a chi dell'anima mia il letto dei vizi s'è fatto
Amore p....na
spendi bene il mio cuore
dallo a cani affamati
torna sola a me preda sofferta
ho già pagato altro prezzo
agli artigli del tempo sprecato,
trenta danari al compianto
per impiccare nell'anima un amore tradito
..nessuno dopo la vendetta avrà grazia dal cielo
per scrivere dentro ormai tardi...il perdono
Da:Soste Precarie
Effigi italiche
Un asino in affanni,bocciato dall'Unesco
in salita tira il vecchio carro
con sopra tre cavalli da parate
Un operaio di quinto livello,anello al dito
e pezze a pararsi spalle,scava un fosso elicoidale
visionato da dieci capi in livrea,selezionati
in regolare concorso ministeriale
mentre l’ispettore governativo
compiaciuto scrive... procede bene
ci vuole premio produzione ai controllori
In una famiglia,quattro persone
sette stipendi FIAT
compresi quelli di cane,gatto e canarino,
in un’altra di cinque bocche,solo mezzo
l’unico che lavora è sem'invalido cassintegrato
All’asilo del mulino bianco
bambini firmati, rubano merende
e poi chiedono alla maestra
incidente probatorio,patteggiamento
altrimenti induldo dai genitori
Avetrana non è saluto Romano
ma deliziatorio,lucrante quiz su plastico
d’avvocati, giornalisti, criminologi
su fughe cronometrate di Diabolik
e se Eva tradita lo smaschererà
Su riviste letterarie si parla d’amori
che hanno sfidato tempo e storia,
celebrati su aereo ad alta quota
durati oltre un mese di trentuno giorni
sorprendendo persino rigorosi preti
L'oroscopo dice..ci sarà un eclisse
e alcuni Impiegati Regionali
balbuzienti alla sorpresa..oro-scopo
chiedono la durata per poter uscire
inosservati dall'albergo della croce rossa
Poesia è miele su ozio
o gioco di parole a incentivare digestione
e se fa riflettere va sterminata
Da:Destini E Presagi
Oltre
Dove il cielo copula con la terra,
l’orizzonte,recinto mentale
a valicarlo ci s’illude
di cambiare vita in variato scenario
ma è oltre incollato in identico bacio
che si sposta inseguito da stesso inconscio
Gli uccelli migratori
ritornano al vecchio nido
così i sogni sempre alla mente
Amore t’ho cercata in somiglianze
sempre nello stesso errore
i ricordi sono cani
riconoscono il padrone mascherato
e svelano al pubblico la farsa
Il cervello è spirale d’orologio
molleggia sempre intorno all’asse
corre dietro al tempo in involucro statico
così io a vagare in ogni posto
con anima ferma su oscuro male
a illudermi di nuova luce
Da:Destini E Presagi
Via di mezzo
Per il bimbo luna e lampione
entrambi irraggiungibili
allora una lampadina abbassa le mire
e quando felice la tocca si scotta
muore il suo primo sogno surrogato
Il dolore ama sorprendere entusiasmi,
unico antidoto la via di mezzo
malinconia agro-dolce
su fronte corrugata e viso disteso
confine a taglio d'ombra e luce
affioro di riso a labbra socchiuse
occhi vispi a dormiveglia in allerta
limbo d'anima tra pena e sollievo d'espio
volo tra ali e salto preludio a decollo
speranza tra matematica e preghiere
bisbiglio tra urlo e silenzio
palato guardingo tra miele e cicuta
cane in allerta tra sordità e obbedienza
nonchalance tra gelosia e amore
Da:Destini E Presagi
Notte di novembre
Notte di cialtroni e cani
urlano abbaiano al non senso
per riprendersi il tempo perduto
Le stelle,pallottoliere ai sogni
scintillano a occhi roventi
e la conta, attrito ai ricordi
deforma ombre a guinzaglio di figure
Passi, mannaie
tra doveri e intenzioni
a percuotere voci
cacciate da nidi d’eco,
cicale e grilli orchestrali
assoldati dalla luna,
foglie megafono a rasoi
e il vento fiato di mano tremante
Notte di poeti
nel mondo d’una lampada
registrano terremoti d’anime su fogli
asciugano con mute parole
cuori segnati da rughe
scavate dal silenzio
Da:Destini E Presagi
Moviola
Rubare è prassi
carcere eroismo,
avvocati e criminologi
parlano di male necessario
Vittime e carnefici
gareggiano per l’audience,
un occhio magico li confessa
ostia penitenza di fila in banca
Corrida nelle case
e vogliono cimeli
non importa se corna o basco
basta siano passati per il sangue
Giudici e filosofi sul trono
a sovvertire retoriche
con moviole a retromarcia
il ventre va verso il coltello,
spogliarsi può essere vestirsi
Da:Destini E Presagi
Novecento
Lupare e crocefissi
briganti e blasoni
cani e preti
campane e fiere
pane e tessere
fame e droga
piombo e oro
carbone e uranio
rinnegati e idealisti
puttane e icone
da Predappio a Piazzale Loreto
da Montelepre a Montecitorio
da confessionali a Saxa Rubra
dalla Libia all’Afghanistan,
locandine di primo e secondo atto
di novecento in tragedia Greca
nel terzo,appesa capovolta
vestita di nero
la maga Circe
cavalca su porcello
da Arcore a Roma
passando per Pontida
Da:Destini E Presagi
Compagnia
Non esiste solitudine
il cuore e i respiri,oscuri
non ci lasciano mai soli
sono portatori in spedizioni senza tregua
nei sentieri impervi dei pensieri
specie quelli speranzosi nei deserti d’anima
ove gli occhi confondono oasi e miraggi
Paura e dolore
spesso ci vengono a trovare
magari senz’avvertire
chiedono ospitalità
organizzano cupe riflessioni
e non se ne vogliono più andare
Gli amici, in identica sorte
aiutano a girare la ruota del tempo
impantanata nella noia
e se un entusiasmo li pervade
mettono le ali,dal cielo ci salutano
L’amore, giocattolo in vetrina
bello nella smania d’averlo
per passare il giorno dopo a sorpresa
di novità d’esposizione successiva
Un nome,un mistero
che qualcuno chiama Dio
parla senza voce e non risponde
e noi testardi a interrogarlo,
forse in questo tentato dialogo inanimato
facciamo sincera compagnia a noi stessi
nell'intima coscienza
Da:Destini E Presagi
Viale d'autunno
Binari d’alberi
elettrici antennati
puntano l’orizzonte
meta di speranze accumulate
Ai piedi biglietti a fine gare,
foglie in cerca d’un archivio
e qualcuna lo trova
in un libro,in un quaderno
magari si fa pagina
per una frase segreta
sfuggita ai lacci del cuore
Passa una macchina
irriverente sposta l’aria
disfa il tappeto
si riprende l’asfalto,
ingoia il futuro
col contachilometri
e lo digerisce nel passato
Inquietante in autunno
il viale del declino
pare freccia del tempo
scagliata al precario
e per svegliare il cielo,
pigro dorme sulla terra
Sul morbido i piedi
felpati sembrano
vogliano in segreto
fuggire dai pensieri
roditori di ricordi
Di tanto in tanto
qualche frasca scioperante
trattiene i suoi cimeli
al vento ladro mercante
Da:Destini E Presagi
Sabato
Rumori e droghe
nel vuoto lasciato dai pensieri
e nel fiume dei vomiti
la carpa cammina a retromarcia
Claxon marchiano tracciati
di noie al traguardo
mentre risate a guardia del riflettere
Il sabato è per terra
raccolto prima di seminarlo
impastato a deliri consenzienti
Copertoni sono palpebre
ruotano su pupille
sgommano su luciferini sguardi
cercando d’infilzare il tempo
Vomita lo stereo temporali,
fulmini le voci
nelle nebbie d’aliti,
schianto il futuro
acciuffato da sirene
Fiori senza radici
in luoghi dove nessuno
sognava trapiantarli,
sui giornali,fama d’un giorno
che famosi non vedranno mai
Da:Destini E Presagi
La frasca
Alla fine del viale
ove binari di bosso
in errata geometria
s'avvicinavano
e al tuo leggiadro passare
raschiavano la gonna
e nell’aria calma una frasca
corrompeva il vento
e carezzevole
superava inquadramenti
ti lisciava il viso
pettinava i capelli
lasciando tra essi una foglia
Geloso di quel tatto
percepito fendente al cuore,
recisi il ramo
e in concava mano
raccolsi la sua linfa
rossa di dolore
per scrivere sul selciato
……addio………......
Da:Destini E Presagi
Italia
Colossale camera
di baldacchino letto
elevato su zerbino mare
ove in sottofondo ragli
il Re copula
Candelabri e palafrenieri
cervo popolo
Maitresse
di suina stazza
segnano su lifting
parcelle boomerang
Da:Destini E Presagi
Il falco
Fosforescenze nella notte
appese alla paura
allertano respiri
a suppliche taglio di rasoio
Flebile vento
attrito di foglie secche
percezioni in centimetri
tra pulsioni e oblio
Strappo di nuvole
lanterna una stella
rotta e indice
di baffi e piume
Balzo fulmineo e
una coda di troppo
fune a carrucola
da tana a bocca
Urlo strozzato
applauso d’ali
trasloco di sangue
vita e morte s’involano
Da:Destini E Presagi
Un dente
Fiaba di nonna
dentino omaggio sul tetto
a lievitare
sogni d’un bimbo
Un passero ci gioca
fulmineo un gatto
l’afferra,lo spenna
per un pasto squisito
A due passi un corvo
osserva la scena
guardingo s’avvicina
becca il canino,s’invola
lo porta moneta
per clonarsi in amore
Ride fessurato il monello
aspetta da ingenua semina
vano premio celeste
ignaro di nascite e morte
Da:Destini E Presagi
Epitaffio misogino
Qui giace non per suo volere
incompreso genio
d'infiniti lumi
......amen..............
Ebbe vita greve
sin dalla nascita,difficile
la moglie lo lasciò
la legge lo perseguitò
la guerra lo ferì
la miseria lo accecò
la morte lo cancellò
- Fateci caso
tutte queste sciagure
hanno un nome al femminile
Da:Destini E Presagi
Lealtà sportiva
Ogni atleta ha i suoi tifosi
com’è giusto che sia
cosi come tra cacciatori ed animali,
ad esempio oggi in una gara
di giusto equilibrio in campo
un fucile esploso in autogol
ha regalato vittoria a un merlo
Premetto sono misantropo
quindi o poeti
che parlate sempre
di primavere ed uccellini
non vi sarà difficile indovinare
per chi fo fatto il tifo
Da:Destini E Presagi
Epitaffio misantropo
Due novembre
Denuncio qui su lapide
annuale violazione
della legge sulla privacy
-Faccio appello al garante
Affinché tutti i visitatori
siano qui condannati
a eterno silenzio
……….amen…………
Da:Destini E Presagi
Il panteologo
Molise
tal nome gridato in enfasi
da viaggiatore
a ogni orecchio giunse
nefasto sparo d’ereditata cartuccia
e un asino si getto al dirupo,
un cane imbracciò il fucile
e fece secco il padrone,
una volpe impattò sferragliante macchina,
morente si pentì era una Fiat
Un panteologo sussurrò
più che Regione
è gigantesca impronta luciferina
ove si sono adattati zecche e pecore
e uomini arano femminili ventri
per riprodursi clonati
e sguinzagliare emigranti
prole al mondo
Fanghiglie e ammucchiate pietre
abbracciano sciancate antenne
trespoli di solitudini
vedette a miserie e occulti sprechi
e al lancio di tozzo politico
pesci all’esca,boccheggiano
sognando padelle d’oro
Qui croci finte a Dio
adoperate a segnalarsi al tempo,
l'uomo ripose il taccuino
contento di terrena prova
d'un Dantesco regno
....l'inferno..........
Da:Destino E Presagi
Maestrale
Ladro di respiri e letarghi
pittore imbalsamatore
insaponatore di pelli siberiane
per una barba gelida
coperta a mimiche
confuse al dolore,
maledetto vento
voce rubata ai lupi
ulula sulla costa senza difese
a caccia d’ossa da salare
e follie,carboni morenti
da arroventare
S’inchinano palme al suo volere
coi rami asserviti a fruste
e allo schiocco spauriti passeri
disertano rifugio
cantando litanie d'addi
Si frantuma sillabe
d’artritica metrica
la parola amore
scavata nei silenzi,
covi di labile pace
sfuggita al massacro
di barbari pensieri
Da:Destino E Presagi
Foglie
Foglie in condominio
a piani alti e bassi
litigano per un posto
più vicino al cielo
Alcune al sole,vanitose
adombrano sorelle,
altre fanno carriera
assunte da uccelli
a sipario al nido
Difficile spiegare
che la natura è socialista
ed esse pari importanti
in ombre ristoro
Arriva l’autunno
cambiano colore
man mano giallo
pensano sia premio
Scambiate monete d’oro
rapite dal vento
ma scoperto l’abbaglio
le scaglia violente
e qualcuna felice
su una nuvola
più in alto di padre ramo
Poi tutto si placa,
tornano a madre terra
benedette da rugiada
pianto eterno d’occhi invisibili
veglianti senza tempo
alla caducità
....irreversibile d'ogni vita
Foglie
in sacrificio
a metafora vivente del creato
a dar lumi di precario
all'umano avido,arrogante
Da:Destino E Presagi
Invisibili
Radiche senza più terra
Affiorate in superficie,rughe
ognuna per una storia
strangolata all’anima
Occhi dorso a riflesso
il mondo vede se stesso
e loro invisibili
Fame,canzone di stomaco,
nervi corde pizzicate da silenzi
Esattore il dolore ormai partito
nessun pensiero da pignorare
Non temono niente
morte è aquila e nel suo sangue
possono volare
Eppure non riescono a cacciare
da scura mente e fanno paura
anomali serpenti in lungo letargo
tenuti a bada da fumi d’alcol
… hanno veleno antidoto,
resuscita ricordi
Da:Destini E Presagi
Certi giornalisti
Maggiordomi a fiati vibrati
zitelle in cancrena d’ignori
zerbini salottieri,pelli trofei
pirati guerci a presagi
sciacalli patentati,
sdoganati colombe
rigattieri di sproloqui
ambulanti di dolori
bracconieri di sentimenti
attori di pietismi esorcizzati
meretrici di parole
esorcisti di verità
becchini di dolori
laureati in ruffianerie
cani all’osso al giro di mano
bronzee facce schive a vergogne
vinili al canto d’ossequi
fusibili fusi a smentite rette
Caronte di labiali
psicologi del dopo sepolto
collezionisti di de profundis
Carogne mendiche a connubi
bandiere d’acqua a ogni colore
penne usuraie
faine al sangue
pesci ad esca filigrana
Attila d'onestà
Lucignoli d'etica
palafrenieri pietistici
profeti mercenari
rapaci di lacrime
Santoni digitali
infrarossi telecomandi
Da:Destini E Presagi
Valli
Sotto nuvole concistoro
fucili impomatati
in autunno mattatoio
musicato spari,cadenti note
nell’aria tesa a valli sepolcrali
Omelie di corvi cromati
profumate incensi motoseghe
che al tonfo d’alberi tossiscono,
preludio a rosolio,freno al pianto
Tramonti arlecchini
parodie ignote d’anime lepri
Da:Destini e Presagi
Magie
Incredibili magie
alcune inosservate,
una semplice cabina elettorale
trasforma
asini che si sognano leoni
in pecore mendiche d’un pastore
come pure una pelliccia di tigre
muta galline in pantegane
e i loro galli in cervi,
ancor più sorprendente
senza clamori mediatici
salumi col canto d'una passera
generano asini e maiali
Da:Destini e Presagi
Motel Statale 16
Rose nel portafiori
e un petalo per le scale
suicidatosi per non assistere
alle frizioni delle carni
Traballanti crocifissi alle pareti
e fiati a ruotare mulini d’amore
alla macina bionde e more
Il portiere,San Pietro fuori regno
con chiavi di filigrana
ognuna per uno sproloquio pregante
Tacchi a spillo
picchiano mattonelle,tasti
a scrivere cuori in gole
su facce faine,
angeliche nel parcheggio
302,307 non sono numeri lotteria
chiamati nella hall ma
pensieri bruciati o da incendiare
Da:Destini E Presagi
L'ubriaco
Buona sera buona sera a ogni sfera
con vecchia romagna etichetta nera
il brandy che crea atmosfera
anche se per l’amicizia che ci lega
io oso solenne brindare strega
e del governo chi se ne frega
Sono un parassita troglodita
voto De Mita o Tony De Vita
tanto Bettino fece ricco bottino
a noi non rimase che cicoria e vino
qualcuno dice non sono Craxi nostri
siamo gente tranquilla non mostri
Ora c’è Silvio Re di Arcore
menestrello canta anema e core
iamme... iamme i fesse so tante
facile è lasciarli tutti in mutante
La vita è una barca in un bosco
e la mappa di rotta in posto losco
A tutti buona notte buona notte
con una mazza e due pagnotte
Da:Destini E Presagi
Occhi
Occhi
non riescono più a vendere
immagini all’inconscio
per liberarsi, alleggerirsi
e andare a zonzo,
ormai sono bacheca
satura d’affissioni
necrologi di speranze
Si frantumano sul silenzio
nuove immagini
e di notte a palpebra abbassate
a pezzi entrano nei sogni
li fanno sudore
Occhi vegliano sui libri
batteri d’ignoranza,
stanchi s’arrendono a saggezze
nemiche di felicità artificiali
Finestre
aperte a qualche amore
ma entra solo carne,congelata
da consumare in fretta
Sguardi
poveri in discarica
a cerca d’un ricordo
al cuore rigattiere
Occhi e fantasia
dai balocchi
Caino e Abele
Da:Destini E Presagi
Rughe
Facce
mappe d’esperienza
e rughe ricordi sprofondati
canyon d’imboscate
mettono paura al cuore
Rughe
tracce d’anni ladri
al tentativo
di rubare al tempo
cimeli di pelle
Torrenti di sudore
in viaggio inverso
dal mare di lacrime
ad annaffiare montagne d’ossa,
salate,man mano
deserto all’anima
Rughe
prima conta d’un bambino
tenuto in braccia da nonni
gioca al salto di dita
su pioli d’addio
Da:Soste Precarie
Vecchio cameriere
Vecchio cameriere
tiene ancora passo
dribbla tavoli e bambini
scrive comande sui volti
vidimati in cucina
Capricci ,difetti e arroganze
comandano suoi andirivieni
barche su onde di parole
in mare d’approdi incerti
Stanco di servire
feste e svaghi sconosciuti
sogna posti senza voci
banditi ad orologi
ove posate sono ali a libertà
sopravvissute a pseudo-galatei
Occhi bruciati da saluti
assetati di silenzi
torturati da mimiche
e maschere di cera,
torvi sperano incollarsi
su passaporto d'espatrio
in oblio di pensione
Da:Destini E Presagi
Destra e sinistra
in Molise
corridoi d’untori
Destra e sinistra
spalle da pugnalare
Destra e sinistra
scappatoie al delinquere
Destra e sinistra
rotatoie al morso di code
Destra e sinistra
braccia assi di croci
a speranze e a calvario
Destra e sinistra
cenno d’occhi
a indirizzare l’occulto
Destra e sinistra
libeccio o maestrale
stessa rotta su scie pagnotte
Destra e sinistra
identiche pagine nere
variate nel verso
lette allo specchio
Destra e sinistra
due linee d'un triangolo
gigantesca freccia
segnala ad onesti l'ignoto
ai malfattori,bottini
Da:Destini E Presagi
Geppetto
Tra erba alta e ribelli radiche,un metallo
a stento rifletteva baci roventi di sole,
una moto pasto a intemperie
M’avvicinai all’ormai pietra di ferro
così distante dal servire ogni forma di vita
eppure un tempo lontano aveva rombato
alato sogni e ambizioni
Con fatica lo riesumai,
Geppetto decisi di riscrivere Pinocchio
Gran dispendio e vittoria tra gatti e volpi
vestiti meccanici prodighi a sotterrarlo monete
e quando finalmente burattino parlò
emozionato lo liberai ai balocchi,
divenne somaro e ravveduto poi bimbo
tuttora gran monello dentro di me
gioca a retromarcia con gli anni
Da:Destini E Presagi
Comignoli
Comignoli
tossiscono,sfumacchiano
rosari nuvolette
portano umori d’ossa al cielo
Trespoli tempra
a zampe di passerotti
esercitano piume a scaglie
coltelli al gelo
termometri a tremori d'incertezze
Monumenti a intemperie
festeggiati da tegole
ognuna a un pensiero calvo
Fari di vite a rilento
porgono all’aria rarefatta
parole calde,stanche al macero
in anime imbottite silenzi
Comignoli,penne intinte
nel calamaio inverno
per pagine scritte
con inchiostro trasparente
da analfabeti destini
e letti con significati diversi
da occhi in baro gioco di percezioni
a cuori in solitudine
a seconda del tempo
piombo o aquilone
Da:Destini E Presagi
Migrazioni
Sfideranno tempeste e fucili
oltre l’oceano la primavera
li aspetta con valigie di figli
alcune vuote riempite destino
Salutano rami, paesaggi
nidi,pelli dismesse
regalate all’autunno
ne farà bandiere d’addio
sull’orizzonte accorciato
Il cielo stazione d’oltre obbligato
benedice con spugne imbevute
libertà piumate,sconforto di gatti
Qualcuno ha un anello alla zampa
segnale d’un matrimonio blasfemo
tra volo sperato e tonfo auspicato
Oh! Creature col dono
di alzarvi alla terra
siate in alto postini
d’un mio sogno al Divino
a ogni mina ali in dileguo ai bambini
e una croce ai malvagi,
a ogni sparo nefasto il piombo
bersagli malsane intenzioni
Da:Destini E Presagi
Compleanni
Torta e diabete
alla stazione dei denti,
vanno e vengono
applaudono candele
Registro fiscale
i volti
sommano aliquote
al pignoratore
Non basta più fiato
a incappucciare fiamme
agli anni
Taglio d’ostia
benedetta a cottimo,
fette di capolinea
ingoiate a ricordi
Da:Destini E Presagi
Volti
Mappe
tracciate bene e male
verso anime sentiero
Tutti le interpretano
nessuno le sa leggere
viste allo specchio in negativo
e in ritocco ogni mattina
Mappe
ognuna per una stella polare
luce d’un sorriso
Milioni di pagine
geografia di destini
in cerca d’un editore al cielo
Da:Destini E Presagi
Sera di settembre
Serata settembrina
vento emigrato
aria vitrea
ove s’infrangono parole residue
e scivolano sui piedi gommosi
Cenere il cielo
carboni di tepore le stelle
ognuna per un sogno
da plasmare all’anima
punzecchiata dal freddo
di sangue a rilento
in vene stese al non senso
Quiete e pace
bambagia al cuore
riposa finalmente
lontano da foto
d’occhi maggiordomi
d'avidi pensieri
Faina la noia
s’intrufola
dissangua ozio dolce,
scrigno di felicità
furtiva
mentre quella attesa,indotta
spesso esaltazione,
volo in alto
ad allungare tonfi
d'illusioni
Da:Destini E Presagi
Cavilli giuridici morali
Per una mela posta esca-metafora infiniti anni fa
che qualcuno ingenuo colse,si scatenò cosmico dolore
-Io al vanto per una pera scambiata con tenera patata
a causa di malelingue finii dritto in galera
-Ubriaco sbagliai desinenza ed articolo
nel voler offrire a una donna affamata del frumento
e alla parola 'grana' mi tolsero libertà e reputazione
-Chiesi al prete copia di chiave
della chiesa casa di tutti da lui pubblicizzata
e fui spedito al manicomio
e quando in aula gridai al Giudice
lingua nefasta in-giustizia,costui capì
che l’accusavo d’errata applicazione
della suddetta e adirato rincarò pene
al fallo mio di vocabolo
-A primavera vantai d’aver visto grazioso cuculo
e come al solito,benpensanti equivocarono
con un fondoschiena femminile
da me emozionato,pronunciato ..cu…culo
-Italia paese strano,lenti a cavilli e bende alle travi
in effige su stendardi e bandiere simili ma esiguo distinguo
aste e corna a sorreggere
Da:Destini E Presagi
Flash 2010
Operai maledicono padroni
e questi i sindacati
protettori di raccomandati
che se la prendono con onestà
da sradicare
Negli ospedali lager
manager politici
laureati in agraria
misurano terra alle ossa
e angoli d’inclinazione
a inquadrature d’occhi di bue
Dispute in TV, sbotta un prete
ci vogliono cento vestiti di veline
per cucire uno chador
e in occidente non c’è distinguo
tra abiti e mutande
Tra clan e partiti
stesso intento in ruberie
varia solo voto d’elezione
spontaneo e barattato
Santi e croci convertiti
trebbie morali
gonfiano sacchi di reati
riserve in tribunali
Pesci fosforescenti
divorano uranio
e dal mare notti bianche
d’oscuro delinquere
Da:Destini E Presagi
Certi amori d'autunno
L’aria vibra allarme alle ossa
deride foglie tremanti al sorteggio,
giallo è timbro d’addio
Le nuvole dribblano il sole
divorziato da pelli
con orgasmi bruciati
e lento s’avvia verso orizzonti acerbi
in attesa di nuovi stupori
Incertezze dondolano il capo
a vecchi assuefatti a calure
collante al salto degli anni
ora soffiati da gracchi di corvi
Amore, in questa morte
che semina redenzioni
e di sangue e di linfa
noi illusi nell’eterno non senso
a correggerci immobili vite mentali
lo vedi il muschio
rende spugna la pietra
e il dolore stanco
suona il letargo
Da: Destini e presagi
Coda d'estate
Ultimo maquillage di rondini
al nido,mezza vita
altra metà oltre concentrici orizzonti
smarriti alla conta del cuore
intento a sommare nuove prole
Eroica vedetta di foglie di pioppi
ingiallite caduche bandiere
a vanità d’elusioni a regole
del tempo scritto in sorprese
che ognuno crede suo scettro
e fu di tutti inutile al baro crederci
Scheletriti ruscelli risorti
srotolano pelli a nuove vene
corde di chitarre molle
stoneranno addii a ricordi
ninna nanna a infantili pensieri
in nicchie nascoste a esperienze
Tutto cambia nell’uguale di turno
amore mio, tranne il nostro rimando
a coltivarci fiori del male nelle ferite
circoscritte in sguardi fantasmi
che rendono primario l’invisibile minacciato
Nella gara dei giorni da sommare al dolore
e depennare dalla vita ingannata
lento ci cadrà addosso l’autunno,
aggiungerà promiscua croce
verticale bianco capello,orizzontale ruga
e per conto proprio le bocche
masticheranno requiem un bacio
a un volto indecifrabile
messo alla porta da anime inospitali
e dipinto in sogno su sudario cuscino
Coda d’estate
effige d’inferno voluto
da due anime orgogliose
Da:Destini E Presagi
Pastori
Battezzano vipere ai cani
mediano placente calcolate
lasciapassare di falchi
e spediscono con allodole
sogni oltre l’orizzonte
ghigliottina d’addii
Mischiano parole bugiarde all’erba
saranno panacea al dolore del gregge
avveduto in matematica necessaria
a sottrazione di prole
libertà di bilancia
sulla sopravvivenza
Pastori
balie di vite da tradire
mentre il cuore
distratto da rumori di solitudine
Da:Destini E Presagi
La vedova
Inconsolabile vedova
sovente si recava al cimitero
col suo mazzo di fiori freschi
e poi indietreggiando
senza mai voltare spalle alla tomba
s’avviava guardinga all’uscita
Gran rispetto d’amore eterno
le disse un giorno il custode
ma non Le sembra d’esagerare?
…No rispose la donna
in vita mi ripeteva all’infinito
hai un sedere che farebbe
resuscitare i morti
Da:Poesie Cialtrone
Doni d'amore
Finito i soldi
non ho fatto più offerte in chiesa,
e gli addetti alle luminarie di Dio
hanno staccato la luce
alla stella che ti regalai amore
e di notte hai smarrito
la strada dei miei sogni
Hai detto con saggezza
non esagerare con doni cosmici,
io t'amo veramente
a me basta il riflesso d'un diamante
piccolo come ciliegia
per ritrovare agevole il percorso
Da:Destini E Presagi
Oriente
In immobili vite
plasmate al creato
cuori si frantumano doni
a mistici richiami
di luoghi d'incanto,
albe orientali
nella calma serafica
imbalsamata
da rituali gesti compunti
di monaci Buddisti
che lenti cucinano
silenzi da offrire
suggerimento
di voci interiori
Intensi colori sgargianti
armonizzano occhi zuccherati
nel connubio soave
tra sfarzi,miserie mai pene
e millenari sorrisi
orizzonti d'inconsci
Donne vestite fierezza
liberano infinite dolcezze
nel tempo sfiorato che non esiste
Oriente
limbo di pace
fiato d'armoniche
e suoni da cogliere
richiami di passi felpati
in sale d'attesa
precarietà felici
mai misurate
mai scosse
da lancette di rughe
ferme saggezze
Da:Soste Precarie
Straniero
Terzo piede,bastone
sommato a quello zoppo
fa metà passo
disertore a intenzioni
Anca,rima e connubio
con panca,arranca,
ormai ballerino di solo nervi
schema elettrico a ricordi
Pugno semichiuso
binocolo su orologio
granchio dal capolinea
mosso da tosse e biascichi
corda al cuore
Un dito di legno
suona pavimenti
e vicoli canne d’organi
usci valvole incollate
Qualche saluto
giro di pagine a spartito,
nuovo tema stessa musica
Tutti lo conoscono
ma gli negano l’infanzia,
è straniero nel presente
profugo da memorie,
Patria oblio
Scarpe,frizione a terra
slitta sul domani,già fermo
Da:Destini E Presagi
15 Agosto
E' domenica di Leopardi
che osserva dal ponte
il fiume che rotola
i sogni del sabato annegato
sui massi che hanno perso
lucida cotica secca
specchio di cielo
e ora amplessi
stimolati da carezze
d'acqua ove il sole finge aggiusti
a paresi variabili
in rimiro al flusso d'addio
Sassi lanciati da monelli
non fanno più cerchi
s'accodano inquieti
al lungo rutto vomitante
al mare inquieto
Le atmosfere
riprendono il precario
che avrà il suo podio
nell'oblìo raccontato
paura di ogni vita
cavia eterna di fede
in lumi rubati
Ride un vecchio
a cui manca un dente
per ogni anno del suo cane,
non s'è mai mosso da quel luogo
eppure ha viaggiato
nel suo inconscio
quanto dieci volte
il giro del mondo
Da:Destini E Presagi
Manuale estivo
-Mangiate dolci,
dolcezza mezza bellezza
-Non date ascolta a chi dice
aspetta e pera
-Siate sempre sinceri
piatti chiari e amicizia lunga
-Non disperate
finchè c’è vino c’è speranza
-Leggete molto
per saperne una più del cavolo
-Fate le vacanze in Italia
carne e buoi dei paesi tuoi
-Difendete i vostri ideali
senza esclusione di polpi
-Non rimandate decisioni al domani
altrimenti caciocavallo che l’erba cresce
-Cercate sempre l’eccezione
che conferma la fregola
-A volte bisogna essere decisi
punto e pasta
-Chi si somiglia si triglia
-Tanti affettuosi salumi a tutti
Da:Poesie Cialtrone
Caparra
A cospetto di luna notaio
caparra del mio amore
un mazzo di fiori
e una stella in cielo a tuo nome
poi mi restituisti il doppio
irrisorio a confronto
di ciò che offrì il nuovo acquirente
l’universo in una scheda magnetica
chiamata carta di credito
-Poesie,monete fuori corso
e illusione transazione fosca
di dolore da occhi a cuore
nella banca ..realtà
Da:Destini E Presagi
La vecchietta
Setole e capelli
innevati,
denti assedio di parole
nel parcheggio
d’anni da rimuovere
Una casupola
frontiera ultima al progresso,
tetto e finestre
fisarmonica d'addio
Gerani,basilico e prezzemolo
giardino all’uscio
ultimi fiori d’anima
Solitudine fuori vocabolario
sogni di gioventù
su ali mai stanche,
pascola sereno il cuore
nei ricordi coltivati
Da:Destini E Presagi
Una lacrima
Sgorgò dalla pupilla
messaggera a perdersi
una lacrima,
s'appollaiò al viso,
Guardò il mondo
gelido indifferente,
pregò il vento
e una folata
la rispedì dolore
al cuore
Pusher
Farmacisti spacciatori
di miraggi d’ elisir
i politici drogano coscienze
che cercano sempre i loro pusher
Su pacchetti di sigarette
Statali palliativi a noia e dolori
d' obbligo c’è scritto
il fumo uccide e tanti eroi
a sfidare mortale pericolo
La felicità in arido mondo interiore
è dispendiosa luce artificiale
ha bisogno del buio pesto per affermarsi
e quando questo non c’è
l’umano,artificiale lo crea
d’altronde non ha senso
accendere una lampada in pieno sole
così i governanti creano paludi alle menti
per bonificarle dimostrando così
d’essere indispensabili alla causa
L'opposizione invece
non avrebbe ragione d'esistere
se Santi coloro al potere
perciò in eterno segreto tifa sfacelo
e visibile contesta maltagliata eroina
Da:Destini E Presagi
Ducati Scrambler 350
Serbatoio a goccia d'antico pianto
faro,occhio commosso di Polifemo
motore, aquila accovacciata
in riposo d’allerta intuita
telaio cavallo guerriero
In partenza,duro,capriccioso
scalcia fantino di scarso piglio
starnutisce,tossisce poi s’avvia
scoppiettante amalgama sferragli
in rumore ribelle a meccanica d’elite
Innesti d’artigiani le marce
avvisaglie di ribelle impegno
ognuna strattono di briglia
a severo cambio di passo
tempra d'umore
Pianure e salite stirate identiche
sbuffa in discesa, vizio sprecato,
negli anni settanta,speranze in cuori
alati da sogni e fatiche
mappe e numeri al viaggio
preghiere mentali
Da:Destini E Presagi
Vespa 50 Piaggio
Beve poca benzina la mia vespa piaggio
e io alla guida mangio panino al formaggio
per le salite ronza forte annaspa dileggia
forse a causa d'usura d'una ribelle puleggia
Per le discese si rotola come grossa noce
e non si ferma nemmeno a un incroce
per le pianure va veloce fiera sicura
e mai di nessun fosso o sasso si cura
Quando piove si bagna la candela
tossisce e il motore lento si gela
poi s'asciuga e pimpante riparte fumosa
per i sentieri i kilometri divora giocosa
Ormai identica anima in corpo e lamiera
perciò mai la venderò a nessuna fiera,
un giorno la premierò con bianca vernice
a testimonianza del nostro matrimonio felice
Da:Poesie Cialtrone
Cipresso
Veglia d’un condominio sbagliato
ove ritratti non rispettano regole
volti beffardi ognuno d’unica foto trovata
non ebbero voglia d’immortalare
frammento di pace a tacitare
chi pene gli inflisse
Irrequieto cipresso tra presagi di sfide
invoca vento affinché ondeggi
servendo ombra e luce a mimiche
nel dubbio tacitare,irritare
casomai nell’attimo di mezzo
speranza limbo di pace agli umori
Nel marmo la rabbia
in verde fogliame la paura
è triste far compagnia ai morti
irriverenti a irrequieta esistenza
emanano atmosfere nefaste
affettano intorno la quiete,
così anche un albero può aver vita greve
in destino di posto sbagliato
Da:Destini E Presagi
Faraglione
Là sul terrazzo d’ultima casa
sopra gli scogli ove ai piedi
il mare bacia la terra arroventata
dal sole che sgretola intonaci
piglia all’amo anime in attesa
d’una notizia evasa agli abissi
Là dopo giri di prova
auspicò d’esser sepolto
affinché Lei promossa sirena
potesse ogni giorno parlargli
specie d’inverno quando il vento salato
taglia facce indiscrete
costrette al rintano
Lei partì un giorno d’estate
tra grida di festa e giochi di bimbi
cavalcò un’onda di solo andata
salutò muta coi capelli dorati
divenuti improvviso tentacoli
in fuga dal vuoto in appiglio
C’è una voce la sera prestata ai gabbiani
stridula chiama un cuore impietrito
solo lui la capisce e sul muschio bagnato
del faraglione la scrive
con lo stelo d’un fiore
e con due labbra viola l'asciuga
Da:Destini E Presagi
Locandina
Figlio legittimo del dolore
Il rancore in amore si fa rammarico
e questo nostalgia
lenta licenziata
da nuovi fotogrammi mentali
agganciati dal cuore
funambolo triste deriso
mischia presente e passato
per un cocktail all’anima
chiamato malinconia
Regista occulto perverso
a dosare ombre e lumi spiragli
il tempo assegna parti sbagliate
deride gli attori,
inseguono gioie nel pianto
e lacrime coi denti
Due occhi spenti
sullo sfondo d'un rudere
locandina appesa alle spalle
per guardarla allo specchio
reperto d'orgoglio
Da:Destini E Presagi
Modernità
Matrimoni baracconi
farciti messe incagliate
in smentite,arpioni litanie
Viaggi erranti mappati factotum
per ritrovare anime proprie
in posti sconosciuti da assorbire
Mode pappagallo
code d’asini antennate
e nasi asserzioni tartufate
a deretani guida
Notti bianche collettive
a cercarsi eroismi individuali
in fracassi addobbi
preludio firma autoconferme
Donne vetrinate
vanità da frattaglie a filetti
ennesime esposizioni
tagliole a quantistici ormoni
Facebook e cellulari
binocoli a contrario
vedersi lontani da vicino
rimescolanze,prezzi d’abitudini
Copiare imperativo
originalità qualunquismo
meta vuota raggirata evoluzione
s’incaglia ciabatte griffate
e allevare prole in TV
oggi senza radici
nel ieri saccheggiato
ignari perpetuato
Non s’estingue specie
sulla quale pende
taglia di lumi a rinsavire
Da:Destini E Presagi
Pensioni
Pensioni al cimitero
prospettive deterioramenti
allungate con iniezioni all'uranio
certificate croci molibdeno
Parametri Europei
indicatori fine lavoro
primordiali sicure
aureole d'avvoltoi
interpretate a laser,
semplice claudicare è recita
Tutta una vita a riparare ossa
e quando finalmente certi
coda a riposo, volti incipriati
e cervello a stilare
testamento di frattaglie,
figli d'odierni Caino e Abele dicono
basta una flebo
per andare in risparmio
a piedi lenti alla fossa
spostata di volta in volta
premio piu in là
Rottami d'anime spente
venduti al popolo
da rigattieri politici
Da:Destini E Presagi
Estate 2010
Ferma l’ingorda barca rodata a pene
disse adirato Lucifero a Caronte,
prima i maleodoranti poveri all’inferno
abituati digiunanti a torrido caldo
ora utili ad attizzare fuoco a festa
nel nuovo sterminato campo d'accoglienza
in modo da rendere più doloroso
ingresso ai ricchi,arroganti
in ozi e vizi all’aria condizionata,
peccatori ad arricchirsi senza fine ma
ancora peggio gli indigenti,a bestemmiare
per non esserci riusciti anch'essi con ogni mezzo
-Quarantadue gradi all’ombra in terra
e tutti a tiro di fune a contendersi rosari
spezzati e quasi privi di palline calpestate
mentre i preti a crocefiggersi
e a urlare vangelo ad alta voce
...una croce non va mai al male
-Replicò Caronte,oh! mio Signore
con tal metro di giudizio il Regno è pieno
-Lo so rispose il Re degli inferi
il vero inferno è sulla terra,
forse si salva qualche Santo se non fa reati
per entrare al calendario già in esubero
Da:Destini E Presagi
Gente
C’è gente che legge troppo
incapace d’un pensiero proprio
e dice sempre ha detto questo,quell’altro
e via a citare illustri,
ma quando dicono qualche cosa propria?
-Il peggior nemico del popolo è esso stesso
infantile ha bisogno di tutore
e spesso si sceglie un dittatore
che prospetta giochi alla guerra
-Destra,sinistra sono solo svolte stradali
e in contrapposizioni politiche
vuol dire non vanno da nessuna parte,
oppure in altro intento,fazioni avverse
cercano di lucrare l’una sull’altra
-Cultura è solo nozionismo passato
se non la si fonde al tempo presente,
intelligenza è pensiero evolutivo
e tiene conto d’esperienze storiche
-Gente a far numero di consumo
lucro di manipolatori
-Gente,inchiostro di storia
steso su foglio e ignara di ciò
che i potenti scrivono,
ossa di reperti sconosciuti
per datare secoli ai posteri
Da:Destini E Presagi
Tribunali
Crocefissi con sguardi a terra
a indicare cieli cementificati
e depliant di paesi tropicali
ammanettati premi in aule giudiziarie
Arringhe d’avvocati a incolpare
agnelli sottratti a pascoli
colpevoli di morsi a lupi
specie protetta
Bonus di meno dieci,meno venti anni
Giudici emettono condanne
teoriche preventive a pregiudizi
e ciò dà avallo di portare a zero colpe
eventuali reati successivi istigati
Vittime,sempre di se stesse
causa scatenante e ignare testarde
del senno di poi,ovvero esche al reato
offerto occasione a primordiali istinti
Giornalisti
a porre metafore in Leonardeschi dubbi,
se sia stato bullone a entrare in vite
o questa viceversa ad avvolgersi al maschio
e reticente rondella stretta tra i due
s’avvale di facoltà di non rispondere,
ogni buco al muro offre sguardi da due versi
Sentenze,reazioni
sogghigni e pianti,vere prove
a un Dio che mai legifera
e scrive nell’aria per chi sa leggere,
a onor di verità vano ho sacrificato un figlio
Da:Destini E Presagi
Peti
La vecchia macchina da scrivere
s'inceppò e saltò una O
e invece di poeti peti
ma poi si rese conto
non c'era differenza tra i due termini
aria e recite stesse flautolenze indecifrabili
solo quelle letterarie incoronate
e le altre denigrate
comunque entrambe a perdersi
nell'aria
-Era una sera imbalsamata d'inverno duro
l'ombra disarmonica
rifiutava compagnia alla figura
e le parole dattiloscritte rilette
fulminee ritornavano a cuccia al cervello
rifiutandosi a suoni di vita
e solo l'eco dei peti forzati nella stanza buia
segnalava a se stesso umana presenza
-In certi momenti
quando i pensieri tomba di se stessi
qualsiasi segnale, rumore esterno
può essere flebile fiamma
e flebo all'esistenza
affossata in suo stesso inconscio congelato
Da:Destini E Presagi
Posti di lavoro
Posti di lavoro
di grande sofferenza
non per fatiche estreme
ma solo per l’ignavia
di certi capi che andrebbero
almeno per gioco di parole
decapitati
Bastardi di brutta luce al parto
in aureola di costante cupidigia
e unico intento,cecchini a sorrisi
carcerieri a ogni gioia
Che l’inferno li accolga
a gran fanfare su tappeto
di carboni ardenti
per un brindisi all’infinito
di lava in gola
Da:Destini E Presagi
Affinita' d'orgoglio
Miraggi del cuore
parola amore
scucita a bocche
in gara di silenzi
applaudita orgogli
cronometrata indifferenze
arbitrata da tempo baro
Catena tesa a tiro di resa
e occhi fissi ad anello cedevole
a separare finzioni
mentre rinsaldo
glaciale speranza
Sintonie vergognate
anime affine
a voler sembrare
a l’un l’altra esclusive
si fanno male a provare
chi cede a dolore pietoso
Scardino a durezza
capello gricio
solco di pelle
lucido sguardo
presagi a bandiera bianca
timbrata..ti amo,
false avvisaglie
Troppo tardi per tutto
famelico rancore
divora armonie
ormai vitamine a rinfacci
d'emozioni sprecate
Da:Destini E Presagi
Madreperla
Nel vuoto dei giorni
occhi di madreperla
ad arrostire i cuori
attizzati dal vento
delle ingiurie pesanti
Sono i tuoi
spezzano difese di castighi
recinti di abbozzi preghiere
blasfeme
Donna che cucini
zuppe di colori
con fiori d'altri intenti
un intruglio di peccati
che l'anima ricerca
nell'espandersi al ristoro
Il passo danzante
che mi regali come incanto
è una cerna di pensieri
ancora nati e già
stritolati dal destino
Rimane
una vita da cani
che oliano abbaiando
con bava e rimorsi
il silenzio arrugginito
Verranno altri giorni
maledetti
a coprire i tuoi bagliori
scintillanti
a scaraventare volti
nello stomaco
per una somiglianza incerta
azzannata dal tuo infido
sorriso
Sono solo pene grevi
che non posso evitare
ma serviranno all'ossa
scricchiolanti a ricordarsi
che l'inferno l'hanno fatto
a piedi e col rumore
hanno divorato il tempo
sulle scie di due occhi
maledetti di madreperla
e bocche sdentate
chiameranno tutto questo
a fiato secco e stridente
.....ancora..amore mio.....
Da: Voci Dall'Inferno
L'orologio
Chiodo e olio
nel tempo
a fermare
a far scorrere
mercenarie sudditanze
Zavorra schiavitù
e galanti scatti fremiti
lancette grosse,
quelle piccole
impulsi d'ali
in angusta gabbia
Faccendiere polso
ruota numeri a occhi
doganieri d'emozioni
occulte
Agnello Pasquale
e rondine per l'anima
ingranaggi
Si querelano consegne
le ore nel futuro
Orologio
meccanico cocchiere
di gioie e dolori
da accompagnare
al baratro
Da:Destini E Presagi
Amore di legno
Seppur per il Santo
nel cuore non avevo
più preghiere
ormai scomparse
in pessimismi
d'altri consulti sterili
-Attesi la processione
formicaio di lento andare
su galleggiante foglia
sopra cheta acqua
-Osservai la folla
in compostezze,
controparte a malfatte
sottaciute
-Nel biascicato sussurro
di sermoni
d'incanto all'improvviso
bella come non mai
sfuggita al sogno
mi passò davanti,
con sgomento vidi
era lei statua di legno
e umano vivo parve il Santo
che sicuro ruotò
imploro al cielo
-Mi sentii deposito d'anticaglie
e lei dorata icona rubata
-Da ateo feci zig zag
con la mano,simulai una croce
sulla lapide d'ennesimo
gelido silenzio
intitolato amore
Da:Voci Scomode
Lifting
Laboratorio mentale
psiche smontate
specchi magici
cosmesi a truccarle
Copulano disagi,
cova d’evoluzioni
schiudono metamorfosi
ali monche piumate volontà
Decollano vanità
in nuovi look
desideri fiera
alzi di posta
Cosmetici
pittano carni
aspettano recensioni
da tagliole perse
Stoccaggio donne
comprarsi e poi rivendersi,
in futile transazione
speranza,guadagno rinvestito
Collezione d’occhi
Imbalsamano superficie
a diamante raro
in cuore di matrioska
Invecchia l’apparire
rottama involucri
mai splende regalo
non sfogliato
a superficiali sguardi
fuggiti da slavine pelli
insidia a filtrati ricordi
in cassaforte d’esche liberate
Da:Destini E Presagi
Mago Othelma Mondiali 2010
-Alohomora
- Baddiwasi
- Dissendium
- Expelliarmus
- Finite incantem
- Peskiwichtli Pestevrnomi
- Rictussempvra
Qui Mago Othelma
Signovre dell'occulto,
NostVra congvregazione
aveva pvrevisto disfatta
ma come solito inascoltati
da cialtvrone Popolo
-Ci sono nomi di calciatovri
non in sintonia col Kavrma
..Iaquinta ha messo retvromarcia..
invece della sesta favovrevole alla luna
.gatto Gattuso incompatibile
con Quaglia-vrella...buona al Pepe..
se la mangia cosa non gvradita a Giove
...Lippi spvrovveduto ha tentato
a Maggio coglievre sul Monte-olive
quando queste matuvrano in autunno,
ultevriovre discovrdanza astvrale
e situazione civrcense
un Pirla infovrtunato insieme a un Buffon-e
..sostituito da Mavrchette.
Altvro tentativo blasfemo, festeggiavre
un Di Natale ....a giugno..
dulcis in fondo in un paese caldo
un Prvesidente Fedevrale Abete,
albevro che ama climi fvreddi
-Abvracatabvra simsalabim
osso pevrcosso catafosso
tutti giù nel fosso
............amen..............
Da:Destini E Presagi
La vendetta
Odio imbonitori,perdonano dolori
che non gli appartengono
e altruisti indossano maschere bontà
Vulcano di rabbia l'anima ha bisogno
di sparare torti d'ire al cielo
e pseudo Santi vogliono costruire
alle sue costole chalet di svago
a disquisire
Perdonare vuol dire cancellare
tratti di passata esistenza
e al futuro greve ricordi esperienza,
è come cacciare da geografia
madre patria stuprata e disegnarla
in nuovo continente vergine
Vendetta è unguento su croste di ferite
per riabituare a pieghe la pelle
e ghiaccio su cuore incandescente
La gente assolve molteplici ingiustizie lontane
e condanna solamente quelle rare vicine,
possono colpire anche a loro
Da:Destini E Presagi
La faina
Due carboni nella notte
accesi dall'istinto
su esile snodato collo
Aria affettata da presagi
respiri tumulati nelle gole
piume antenne di sangue
atterrito in vene indurite
Pregusta mattanze la morte
spruzza profumo di sacrificio
e cuori in supplica al dolore
Pelliccia al balzo
teste falciate
fotografano corpi rantolanti
al pollaio
Champagne rosso
alla faina,
sangue nuovo servo
da mite a feroce
chiederà in nuova indole
altre vite
alle sue origini
Da:Destini E Presagi
La chiave
Tutti parlano di libertà
e miliardi di umani
possiedono una chiave
per autorecludersi
-Avete visto mai
un passero o qualsiasi animale
che chiude a chiave
a più mandate la sua dimora?
-Libertà è parola
inventata dagli uomini
per misurare il tempo
fuori da galere da difendere
che essi stessi si sono
orgogliosamente costruite
Da:Destini E Presagi
Doppiaggi
Carnevale serio
vocabolario a pezzi
vocaboli coriandoli
lanciati in aria,
sorteggiati ,copiati,
leggerli a specchio
compiuto senso
reato ma poesia
-Suoni roboanti
deflagranti,
metafore lineari
fucilate,
evocativi spari
e non senso vorticanti
a riempire crani
clonati eco d'ascelle
-Oscar combriccolari
a suoni e figure di falsari,
purosangue Arabo
doppiati raglio
nitriti, somari
-Differenza
tra mela e fragola
colore simile,
tuttuno scarpe e zoccoli
in orme tracce
di cultura
Da:Destini E Presagi
Quadro
Ciglia,ali di farfalla estasiata al primo sole
Occhi, spigoli di diamanti sotto mille luci
Naso, accento furbizia su stupore ingenuo
Labbra,bocciolo solleticato da libellula
Pelle, riflessi di luna su lago quiete
Mimica,vibrazioni di ribelle piuma al vento
Movenze,sciabordio di mare estivo
Voce,note d’usignolo felice a richiamo di prole
Capelli,fili di segrete bramosie impazzite
Vestito,mosaico di primavera selvaggia
Quadro di donna appeso nelle gole di mercanti,
Io commisi l’errore d’inchiodarlo nell’anima
che rubò la figura,unificò le stagioni al cuore
e fu sempre gelido inverno nell'unica pagina
marmorea di calendario agli anni
Da:Destini E Presagi
Salice piangente
Al parco degli innamorati
penduli rami,sottili lunghi
a braccia sconcertate
licenziate da implori
assoldate ombra variegata
trafitta da sole ripudiato
da sadico tramonto
e coi raggi placa d’oro
a intervalli casuali
denti a sorrisi
di fidanzati dispari,
si fanno promesse
che alla realtà paiono
già bruciate
-Piange il salice
candori in progresso macina
-Troppe volte ha visto
metamorfosi da baci a passeggini
morire da avvocati scaltri
e quanti anelli fusi in armi,
collane in cappi,guinzagli,
fiabe diventare matematica
crocefissi calvari al cuore
Da:Destini E Presagi
Notte estiva
Notte d’estate come tante,la mia
anni appesi al lampadario
sotto il portico
osservatorio auspicante
a piogge purificatrici
Profumo di cero Indiano
allucinogeno a zanzare profughe
rifornite di sangue stanco
Voci strozzate d’esseri indefiniti
srotolate al domani incerto
tra alberi assopiti che puzzano di tavole
mendici a brezze a ravvivarli
Lessa sogni a fronte corrugata
la calura e sprona mani incerte
ad argininare argenteo olio di nostalgie
Da qualche rudere canta un civetta
media tra il regno del non senso
e quello d’intrusi a cottimo
che masticano rinvii vidimati
Cade una stella sovraccarica
di speranze impacchettate,
gli occhi tentano d’afferrarla
e schiacciati cadono nel sonno
Da:Destini E Presagi
Silenzi
Silenzi
si tendono la mano
abbracciano il mondo
che m'esculde
Automa
cerco di calmare il cuore
ferito disilluso
frusta respiri
rintanati al petto
mentre la tua vanità
dirige il traffico
del dolore deriso
Silenzi
mille serrature
a prigione d'anima
e un sorriso serio
unico grimaldello
a liberarla
Silenzi
fontane di pace
e a volte lapidi
su pensieri suicidi
rifiutati da parole
Da:Destini E Presagi
Luoghi e destini
Affezionato, il maiale
Scambiava ogni giorno
plano di mano su schiena,carezza,
ignaro misura di carni a coltelli
L’asino coinquilino pensò
col mio amico bue
fummo balie a Gesù
ora ricompensati da adepti
possiamo fermare
col lavoro la morte
ma in India lui è rispettato Sovrano
Intuì presagi e cupi pensieri
Il cane,
con la coda disegnò nella polvere
un globo terrestre
pisciò sulla Cina
disse al suddetto suino
di fuggire in Arabia Saudita
Da:Destini E Presagi
Il catramista*
Truccato
apprendista diavolo
sulla terra
in agosto
dipinge
con vomito nero
bollente
saette
per inseguire
il progresso
a cinquanta gradi d'asfalto
perde la coda
passaporto
per gerarchie
d'inferi
-Torna a casa la sera
e sulla spalla
s'è bruciato il trespolo
dell'angelo custode
ma la moglie accetta
il dono del pane
e sazia speranza
...di volo...
nè in cielo
nè in terra
a certi uomini
il sogno,nel limbo
Da:Voci scomode
Gallinella
Oh!baldanzosa gallinella
in stupore ingenuo
d'attrattive
a svelar ruspante
novizie
e alla fontanella
felice
vanitosa
ti raddoppia in specchio
e ti svela in gesti
-Io vecchio gallinaccio
in pentola di scaduto tempo
per brodo di parole
panacea d’anime tetre
Da:Destini E Presagi
GLICINI
Uva di paradiso
per vino celeste
sbornia di beatitudine
ROSE
Petali
pagine di cuori
lette da labbra di passioni
con labiali immaginati,
celano e svelano
evidenti pudiche bramosie
GIRASOLI
Figli clandestini del sole
devoti pendono
dalle sue labbra
in pretesa a dar luce
a reputazione eterna
MARGHERITE
Confetti d’angeli
omaggiati a terra
per sposare con
risvegli e canti
badati irriverenti
a cui furono
in premio assegnati
GIGLI
Sangue di martiri
in metamorfosi
a candore di Santi
Da:Destini E Presagi
Calcio
Se tirava in porta,se crossava al centro
E poi a disquisire su schemi
cinque tre due,quattro quattro due,
punte, centrocampisti,trequartisti,
ci vuole un rinforzo,costa poco
ottanta milioni d’euro,è un affare,
questi i discorsi dei tifosi e tra essi
squattrinati contribuenti al calcio miliardario
-M’aspetterei sentir di stoffe,leggere,pesanti,colorate
meno vistose, resistenti per pezze al culo
come pure di vari tipo d’aghi e filo
-W l’Italia..una volta si diceva a uguaglianza
e difesa di Patria e i combattenti omaggiavano la pelle
a tener fede agli ideali
-Oggi sento abbiamo vinto
per aver calciato una volta in più
gonfiato cuoio in rete di Nazionale avversa
e gli artefici arricchiscono a dismisura
e tanti osannanti,sfrattati,disoccupati
donano ultimi spiccioli questuati a sacrifici
e mai vedono dividenti premi di vittoria
-Se calcio è lavoro retribuito a dismisura
non vedo eroismi e altruismi da osannare
se invece solo gioco,vinca il migliore
tra chi lo ritiene onestamente tale
e non cassaforte da riempire d’oro
-Non avvilissero con Nazionalismi
che fruttano esorbitanti cifre,difficile immaginarle
e irritanti a poveri consapevoli,incapaci a scriverle
Da:Destini E Presagi
In viaggio
All'ennesima brusca fermata
alzai la testa pesante,sognante
che già elaborava il ritorno
e gli occhi pigri si spalancarono
allertarono il cervello confuso
-Vidi salire una ragazza così bella
che mentre provo a descriverla
il cuore impazza e la penna trema
-Aveva in braccio un cagnolino
l'autista fece per dire
...ma....Signorina…..ma..
si bloccò e incominciò a masticare
parole che s'arresero alla mimica di finto rigore
-Una zitella con virtù perse negli anni
sussurrò stridula.. è un pullman
non carro bestiame
e l'invidia per quel fiore di gioventù
fece battere alcune vene nere
del suo sfiorito viso truce
-Tra i presenti incantati,un vecchio la riconobbe
la invitò a sedersi a fianco
e quando lei con Divina grazia lo fece
incominciarono suadenti a conversare
e la bestiola s'adagiò soave sul prosperoso seno
ruotò compiaciuto la lingua a termometro
a misurare e circoscrivere Paradisiaco idillio
-La realtà mi procurò inquietudini,
socchiusi gli occhi e ricominciai a sognare,
dopo un pò abbaiai sentendomi toccare il pelo
poi un tonfo e mi svegliai fulmineo,
con tristezza constatai al capolinea
la mano rude dell'autista sopra la spalla
.che mi diceva lapidario
.....Signore.. siamo arrivati.....
Da:Destini E Presagi
Fascismo
Soap opera
a teatro Italia
durata vent'anni
in propaganda
da agriful a beautifull
sfociata inaspettata
tragedia Greca
-Interpreti fieri
pecore,giornalisti,patrioti
e rabbiosi cani deficienti
-Regista,rapace d'anime
in postura buzzurro attore comico
megalomane menzoniere
parodia di se stesso
mito di cartapesta
razzista assassino
vestito Divinità
finito maiale appeso
rifiutato da dispense avide
e gioia di mosche nere
tra applausi scroscianti
rinnego di Giuda adepti
a Piazzale Loreto
ove bruciarono locandine
salutate da falchi
con ramoscelli d'ulivi
Da:Destini E Presagi
Giornali
Calca d’ossa artitriche
al mattino sulle pagine
pelle del mondo dismessa
ogni giorno e indossata
da barboni,clandestini
Meglio e peggio
vivi e morti
tatuati in unico condominio
e per identica scena
a seconda, gioia e dolore
Giorno X
dieci a zero dei sorrisi sui pianti,
ritagli in bacheca
manager assassinato
multinazionali a risarcire
e politici in galera
Giornali
becchini e Santi di destini
veri e inventati
seppelliti e risorti
tra spine o gigli
nell’inchiostro
sangue nero seccato
oppure oro di storia
Raro ma capita,
sotto titoli cubitali
foto di ricchi in disgrazia
dagli allori a servire al bagno
e allo specchio d’autogrill
fantasma compiaciuto
Che Guevara
s’aggiusta il basco
Da:Destini E Presagi
Pioppi
Foglie di pioppi
scosse dal vento,
rumore
di rapinate monete
rimescolate
fugaci
alla conta
-Alti
imponenti
senza fogliame fitto,
da lontano
lasciano intravedere
scaglie di cielo
souvenir d'addio
-Poi d’autunno
vibranti
quasi spogli
condomini d’uccelli
termometro ai primi freddi
coi rami vene del tempo
in nuvole messaggere
in nebbie spugnose
ad assorbire silenzi,
sembrano scale
di tentativi falliti
a porgere malumori
……..all'infinito
Da:Destini E Presagi
Discoteca
Thoonf..thoom
due colpi di mannaia
uno su tamburo
e l’altro su bidone,
uniche note a scacciare
fantasmi infarinati
Satellitari cerca partner
tra lingue fiammanti di lucifero
e decoder a chiarirsi
tra elaborati ritmi geometrici
ignari copiati a peggio
ad antichi pigiatori d’uva
Armonia è perdersi
e trovarsi con nuche,
divertimento, esagerare ignoto,
violentarsi l’inconscio
risorgere originale anonimo
Panini di lamiere e carne
porsi trofeo
Da:Destini E Presagi
Vaffa....O Italiani
Con una mano a rubare
e con l'altra a esibire vangelo
tutti,per decenni a depredare questo paese
ormai ossea vacca smunta moribonda
Coloro che in raggiri e losco prestigio
si sono arricchiti,ora evocano identità Nazionale
temendo su storici esempi sommosse e insidie al bottino
ad opera d'illusi in miraggio a turno d'arraffo
avendo raccolto solo briciole al fango
Consumato attore di finta vittima,il popolo
principale artefice malefico a perpetuare col voto
politici designati al baro legale
Tranne a glorificare sotto unica bandiera
un cuoio rotondo gonfiato calciato che arricchisce furbi
e spenna cretini di questuo lunario
è un'Italia divisa su tutto,intollerante,razzista
ove la giustizia asservita agli introiti
e religione candeggio d'illeciti
Vaffa....o Italiani
siete voi che m'avete rubato la Patria
costata sangue ed esilio a nobili avi
Da:Destini E Presagi
Lo scricciolo
S’affacciò
da sotto una tegola
pallina di piume
accento la coda
occhi vitrei spilli,
saltellò con grazia
sulla grondaia
aprì la primavera
con sublime canto
e persino un gatto
allentò impeto felino
fulmineo sfibrò i baffi
addomesticò la fame
si sciolse in fusa
come a dire
Inconsistente pasto
sublime note
al plagio d’istinto
-Vinse la poesia
Da:Destini E Presagi
Amarcord
Nacqui in un paese si montagna
a sud del sapere,a Nord dell'ignoranza
a est d'abbandoni,a ovest del destino
-Ove
-vecchi passano giornate a contare mosche
-oziosi cani fungono da strisce pedonali
-galline intentano telenovelas
-maiali unico affetto redditizio di contadini
-buoi con corna fasciate ad arte
a censura di simbolo d’adulterio,
-asini addobbati a distinzioni di prestigio
-pecore marchiate a rammendo di possesso
-macchine fiat a ricordare limiti meccanici
e scarpe vanno ai piedi non alle lamiere
-frequenze cardiache a inseguire sbadigli
-preti e politici a contendersi miracoli
-bimbi a gareggiare con secrezioni nasali
-peperoncini piccanti antidoti a letargie
-giradischi a testimoniare che con voci
si può fare altro e non solo sproloqui
-balli su aie a conciare ossa disarticolate
-fienili sognati letti a cinque stelle
per viaggi di nozze senza partenze
-libri considerati tomba inviolabile del sapere
-Matrimoni,contratti a guardia d’averi riuniti
-Stagioni,procedure celesti per colorare il lavoro
-Sofferenza e morte,premio di casa oltre le nuvole
Da:Destini E Presagi
Polistirolo
Sogni
stelline
di polistirolo,
neve finta
adagiata sott’acqua
racchiusa ermetica
intorno a Santino
souvenir
in ampolla cristallina
e scossa in viaggio,
s’alzano leggeri fiocchi
vorticano
al credo in pugno
al ricordo nostalgico
al ritorno di sempre
all'incanto svanito
ma poi tutto si cheta
e bianco mantello
su anima passata
si ricompone al fondale,
s’avvia scena morta
soprammobile
coperto di polvere
Da:Destini E Presagi
Pantegana
Non capirò mai
come molte donne
amano alla follia
travestirsi
da animali rari leggendari
effige di fierezza
velocità,potenza
arguzia,eleganza
perciò entrano
in curate pellicce
di tigre,leopardo,volpe
lupo,ermellino,giaguaro
ma poi stranamente
fuori dall’anima
di ciò che indossano,
tante finiscono
per incarnare a vita
una specie estranea
detestata
con ribrezzo,
totalmente distante
dal preposto
…la pantegana..........
Da:Destini E Presagi
Gli stupidi
Il mondo è pieno di stupidi
che inquinano soltanto
e unico intento esser tramite
al tramando di razza,
riprodursi e garantirsi una croce
che porti al ricordo più in là
la loro esistenza scialba
magari sperano che sommando
più generazioni possa scaturire
dal loro DNA un’esistenza nobile
Assenti dal progetto del creato
ibridi del non senso
prototipi d’ignavia in garage
immersi nel loro egoismo
in sconfinata avarizia di torture
tentano di ripulirsi col vangelo
in chiese con fasulli presenzialismi
Ignoranti anche quando studiano
secchioni in rimiro al culo di specchi
imbottiti di nozionismi unidirezionali
privi di pensieri evolutivi,
cercano di segnalarsi al mondo
con beni materiali e poco importa
se questi su scie amorali
Sono puttane del tempo senz’amore
macchine estrattive d’ormoni
magazzini di fiati messi a macerare
per parole a reddito di prole
Trema la terra designate a spoglie inutili
Da:Destini E Presagi
Macchine
Uova pasquali lamierati
unico regalo a se stessi
cuore a sorpresa
Rotolano verso non so dove
smaniosi di partire
tristi ad arrivare
amorfi a vie di mezzo
Occhi sommelier di retorica
sorseggiano paesaggi
pasteggiano bestemmie
dipingono divenire
Giocano respiri
tra incensi gratuiti
di funzioni a scongiuri
Minigonne su cartelloni
icone di chiese sconsacrate
estorcono paragoni
a retoriche domestiche
inconfessabili
Claxon invitano
a visitare morti
a deforestare teste
a sorteggiare madri
Strada è vivere
tra due capolinea
da evitare
Da:Destini E Presagi
Disordine
Sul camino
vecchi barattoli etichettati
orfani del prestabilito
ora pieni di dissensi
assensi obbligatori
ad ingannare l’anima
Fuori geometrie
sedie al tavolo
e questo alla TV
allineata al gatto
a caccia d’altrovi vivi
Ovunque disordine orientante
a psiche associativa
in ricordo al tempo utile
riempito di voci
Un bicchiere di vino
amoreggia con la sigaretta
tra gelosie del caffè
e nervi spenti
Sulla scrivania,
fogli a bianche lenzuola
di fossa comune di pensieri
e la foto di chi innescò il cuore
a retromarcia
Da:Destini E Presagi
Il casolare
Come a voler riprendersi mal tolto
la natura avvinghia radiche al casolare,
cadente segnale di lacrime
che aspettano di ritornare agli occhi
Liscie pietre unte da gratti animali
riflettono stesso sole oltre oceano
è lì che stanno cuori confetti lanciati
verso matrimoni ciechi
mai domi a nostalgie tarlanti
Una porta semi aperta
baciata ai piedi da foglie morte
e una finestra che saluta al vento
sono queste scene del destino
ravvivate da un passero stridulo
Sul tetto, gramigne
capelli del tempo tra tegole
ancora berretti ai pensieri
lontani
Da:Destini E Presagi
Il vecchio pagliaio
Arroventato dal sole
massacrato da gelidi venti
azzannato da animali affamati
resiste ancora il vecchio pagliaio,
sulla collina e ormai stanco,
monumento a fatiche
consegnate all’oblio
Ne ha ascoltati di umori
di contadini al riparo da temporali
spendevano imprechi a evitare grandine
e spesso inascoltati al cielo murato di nuvole
vedevano cancellare raccolti
e in pianti segreti per un anno in più sulla pelle
e uno in meno verso orizzonte di baratro
Tempio d’eventi mutevoli
d’inverno, gravido d’uomini barbari
violentato da occulti fucili
in premio di morte a migrazioni d’uccelli
Qualche gioia l’ha pure ospitata
quando acerbi amori,smaniosi
eludevano sguardi adulti severi
per scambiarsi nel ventre di paglia
giocosi rossi stupori sbocciati
su pallidi fremiti visi
Sta per accasciarsi per sempre al suolo
Il vecchio pagliaio,ultimo testimone
d’un tempo agreste legato all’ultima coda
di vecchi che ormai omettono racconti
tanto nessuno li crede
Da:Destini E Presagi
La mia terra
Tumefazioni da percosse
colline spelacchiate
archi ponte tra dirupi boschi
lacrimanti ruscelli
e paludoso adriatico
ove a riva si specchiano
tamerici sciatte
Balbuzie di venti
minacce presagi
a cimiteriali facce olivastre
in accenni a sorrisi
tra muschiate labbra
all’ombra di cupidigia
Presepi permanenti
per nascite a dileguo
paeselli di pietre
poggiate senza progetto
ma in accumulo
al senso del meglio di niente
Qualche asino
in sperduti o immaginati anfratti
musica malinconie
di ieri all’oggi scialbo
rivitalizzato da rombi
in esame a progresso
al vanto di caste ladruncole
al perpetuo spenno
di rassegnati adepti
Sempre presenti al dubbio i cani
a guardia di ciò che vale
meno d’agognato pasto
Da:Destini E Presagi
Postille
*Anche la mano che ruba lavora
solo lo fa più in fretta
per buon lucro e all’oscuro
*Lavorando s’affittano
braccia a un padrone
poi si scopre che
altre parti del corpo
nascoste e portate alla luce
in impiego veloce
sono più redditizie,
*Le anime hanno bisogno di bugie
e durano poco quelle raccontate a se stessi
e gli umani eleggono chi le racconta,
lo sanno bene i Politici
*Per combattere la noia
s’accellera con palliativi il tempo
salvo lamentarsi sgomenti
che al baratro ineluttabile
veloce finisce ogni corsa
*Si danno consigli sbagliati
affinché qualcuno non riesca
dove chi li dispensa ha fallito,
se fossero giusti,i beneficiari
o avrebbero corta memoria
oppure li farebbero ingegno vanto
di proprio parto
*Il vangelo è rigoroso tracciato morale
ma tutti prendono scorciatoie,
importante all'arrivo è far finta
aver consultato fedeli la mappa
*In amore l’altro è amato
finchè rende carne appetibile
*Il cinico è colui che ha consumato
tutti i sogni tranne uno,
quello di non farsi sorprendere
dalla triste realtà
Da:Destini E Presagi
Sanità
Ospedali, vivai politici
vivere o morire
olio e acqua di malocchio
Manager occultisti
seminatori di Collodi
incantano burattini
con alberi di Giuda
Camere iperbariche
decompressioni
a nomine fruttifere
e macellai orologi di respiri
Voti eutanasia
investiti redenzioni
e Il numero di generali
è il doppio dei soldati,
curare è comandare
Bastoni a forma carote
asini, in lettiga
bolidi da obitori a cimiteri
cronometrati da rosari
Rifugi peccatorum
gestiti da galoppini,
prenotare,incentivi
da cappone a gallo
Il popolo alle urna
consapevole disegna
identikit alla sua mummia
Da:Destini E Presagi
Dolore
Il tempo archivia vite ai ricordi
e quelle scritte nel lungo dolore
hanno pochi scaffali in altrui memorie
smaniose leste a svuotarli
-Il dolore è vecchio cane pulcioso
evitato,seppur con false sdolcinate parole
reti a vanti d’umana pietà,
in pubblico tutti lo coccolano
ma la bestia allerta a ogni inganno
al muover di braccio di mimiche tetre,
percepisce minacce,antichi raggiri
anche quando raro una mano sincera
intende planare calorosa carezza
Da:Destini E Presagi
Cialtron tour
Piromani di storia
pappagalli d’opuscoli
cacciatori di tendenze
evasi dal proprio inconscio
dietro bussole presagi
verso mete da esibire
i nuovi Attila progressisti
Caronte di se stessi
si traghettano i sogni
oltre la figura
fino a nuovo inferno
e stranieri lo vedono Paradiso
Tre dollari
un pupazzo di carne da aprire
due foto con occhi scavati
in volti antropologici
Ritornano in Patria
Con souvenir di calamità
magma prezioso
monete d’oro fuori corso
Budda d’avorio
Attesi al vecchio ufficio
porcillaie da sdoganare
metamorfosi da sciacalli ad angeli
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 75
QUI GIACE L’IMPRENDITORE PELLICCIA
. . . . . . . .. . . .
........................... E .
...........................R ................... . .
............................. A ..................... . . . . .
.................................O ......................
....................................R .................
................................A ....................
R..........E......S.....T....I......................
.........T....U...............I......................
........................S........C.......I ...........
.............................L.......E...............
.. P..E........L.........L....I.......
R.....U....B........A........TE....................
Lapide sigillata,sottoposta
al vaglio delle autorità giudiziarie
Per ripetuti atti vandalici
Da:Destini E Presagi
L'estate consegnò
arrosto alla terra
e anime al cielo
dei molti che morirono
di sete nell'Etiopia
d'un Dio diverso
dove stranieri
raschiarono il fondo
in ogni vita precaria
per ingrassare follie
di cani
ma videro solo
doppio osso allo specchio
e figli cotti dal sole
che ancora cercano padri
fuggiti come assassini
al richiamo del loro padrone
vigliacco nelle promesse
d'ogni equità
Figli di colpe nel loro paese
stranieri per strade del mondo
e bastardi a mostre di razze
vivono il cottimo della loro esistenza
Guardano il cielo ogni sera
potrebbe essere l'ultima volta
e finire sotto una croce
vegliata da sculture d'angeli
col volto che non ne incarna la razza
invece della sola effige di luna
Nell'Etiopia di oggi ancora non piove
e l'uomo bianco ha dirottato il ruscello
d'argento perchè quella terra
a differenza di altre non s'è decisa
a sputare nero ossa di seppia
tanto gradito dai loro motori
Da:Voci Dall'Inferno
Banalità
Un vecchio contadino in fazzoletto di terra
coltivava canapa per le sue amate galline
e quando rigogliosa la pianta pronta a dar frutti,
ligi al dovere i gendarmi perseguirono il malfattore
ignaro questo che il raccolto fosse oppio di sballo
a nuova generazione viziata anche perchè mai
il pollame aveva dato mentali squilibri
Stessi gendarmi addetti anche al fisco
così attenti spietati a campicello di povero Cristo
e orbi a vanto lussuoso di lestofanti e potenti
che sott’occhio di tutti, arroganti passano
con loro costose land rover, frutto d’indebiti appropri
mentre in tasse furbi dichiarano cifre irrisorie?
In questo paese ogni verità fastidiosa
viene etichettata retorica, banalità
con conseguente occultamento d’essa
e addito vergogna d'ingenuità a chi onesto denuncia
or dico se le istituzioni non trovan risposte
a cose dannose evidenti a luce del sole
figuriamoci a quelle oscure
ma simile deficienza è mistero d’originalità
Oh! Pubblico futurista del regresso civile
dire superficiale un reato è avallarlo,
un baule a custodia di refurtiva sociale
a tutti evidente,qualcuno deve pur scoperchiarlo
altrimenti banalità,qualunquismo diventa far finta di niente
Troppa gente lucra e in allori cambiando colore di pezza
a vestito arlecchino vantando invenzione a mosaico
e al copiare evidenze ignorate raccoglie pure applausi d’acume
mentre fischi a banalità a chi denuncia l’imbroglio
Da:Destini E Presagi
Riconversioni
Un vecchio con anni fuori conta
accartoccia ultimo dente
stella polare d'un sorriso
in una foglia di tabacco poi
fa il pieno di sole nel cappotto
per centellinarlo calore invernale
Preti tirano pesante aratro guidato da Vescovi
a dimostrazione che Dio dice...
aiutatevi col pane al sudore e io farò il resto
Cantano uccelli su teste d'uomini rinsaviti
e massaie appendono coppe di reggiseni
per nidi di rondini sotto grondaie
Dispensati da guardie, cani pappagalli
mimano amplessi a raffica su pali di luce
e in orgasmo s'accendono lampioni
A risucchio di mantici fisarmoniche
fidanzati retrò catturano profumi floreali
da mischiare a canti Gregoriani da restaurare
L'onorevole divide cerchi di bugie per sei e ventotto
traendo somme da donare a poveri
ma i conti non tornano e organizza convegni
su frodi d'Archimede
In Tv si parla di Etiopia,colonia dimagrante
dove farmaci sono acqua e polvere e petrolio obesità,
colore meticcio rabbuiato bandiera d'indipendenza,
in uno stacco pubblicitario,ernia è grafica metereologica
Raccolta differenziata di fiati
a nasi colorati da picchi rossi
segnano alberi da bruciare
per far posto a cementificazione ecologica
Galline s'immolano a volpi in frac
distraendole da pulcini
sotto supervisione del brigante Gasparone
Da:Destini E Presagi
Contadini in Molise
Erano gli anni sessanta di uomini fuori tempo,
in camera da letto con galline ,aprivano la botola
e lasciavano cadere misurati pugni di fieno all'asino
e non tutti avevano simile fortuna,
spesso la misera stanzetta dei più poveri
si trovava distante dal tesoro stalla
e in rigido inverno, semiscalzi sfidavano neve e gelo
per pasturare stenti all'animale
-Anni nefasti al raccolto vincevano sui benevoli
e tanti torchiati dalla fame emigravano in America
in speranza a nuova futura luce di sazietà
ma spaesati in rumori di lingua in promiscue razze
mendicavano i più umili lavori o presagi
e dimoravano in lerce baracche sovraffollate
ove topi mosche e violenze proliferavano
in sporcizie così nauseabonde
che persino il vento schifato a disperderle
-Sto parlando dei contadini Molisani
selvaggi,prototipi umani eruttati da orgasmi
indottrinati in superstizioni e orgoglio analfabeta,
ai gesti tozzi incollavano sputi e rumori di bocche
copiati a ghigni d'eterna difesa al fato
-Avevano sempre mimiche arcigne
su brecciati visi infilzati da falasche barbe
e non era raro che s'ammazzassero
per un confine o un ceppo di legno
-Pezze saldate a tamponare multistrati sudori flautolenti
si chiamavano vestiti,abbinati a berretti bisunti
a cui attecchivano accennati funghi a tettoia di buonumore
quando affiorava in mostra fuligginosa dentatura
simile a muraglia qua e là abbattuta da invasori
-A guardia del niente spelacchiati cani
in eterni inchini a seguire tozze mani al pranzo
a sperare uno starnuto sparasse briciole
-Con spuntati aratri tirati da scheletriti animali
scorticavano arida impigrita terra
per un raccolto di grano che se abbondante
restituiva seme e un piatto in più
-Paglia era premio quasi certo
martoriate ossa in nuovo calendario
della vita , il senso
Da:Destini E Presagi
Deliri in sogno
Sogni sfuggiti al vino
a sua volta evaso agli anni
e..in delirio.............
Preti nei campi
politici chierichetti
avari mecenati a fiere
Atei a pregare con telecomando
uccelli coi fucili
e alberi in frac
Manager a carponi
a mo di bue e asinello
a presepi d'ogni giorno
Sorrisi a motore
in modo perpetuo,
rabbia carburante ecologico
affetti,capolinea
desideri,cambio di marce
Baci coniati
incisioni d'agnelli
in zecche patronali
Sciopero di rosari
a lingue lucertole
Santi un uffici postali
e al refettorio in banche
Poeti,perenni in cattedra
asceti a fili d'inganni
a spiegare al silenzio
pane vuol dire grano
amore ozio di sensi,
condiviso
Che Guevara
su arcobaleno di colori vergogna
spara confetti,
su CD d'ostie incide vangeli
condanna a comunioni
Robin Hood invertiti
Da:Destini E Presagi
Sud
Sud non è geografia ma alibi
a cerchio d'eterno raggiro
e se non ci fosse in addito
a comodo traino parassita
per politici e lestofanti
bisognerebbe inventarlo
E' coda d’animale
antenna d’umori bassi
bilancia al salto di qualità Nordiste
servile paramosca
E’ condizione mentale
e invertendo emisferi,
scarti pensieri
in alto a figure
cadrebbero sempre a Sud
E’ inventata medaglia di destino
a premio di terra
ma solo lato oscuro
a supporto di faccia esibita
Sud,necessario
pozzo di coscienze
ognuna a Sud di se stessi
sempre a Nord di qualcuno
In immensa fila sul mondo rotondo
a chiusura di giro
ognuno a Nord e Sud dell'altro
con mani scudo al deretano
Da:Destini E Presagi
Indifferenza
Morte è disturbo non pietà
convegno congelato
d’ossa dribblate da passanti,
brutto esempio inopportuno
cuoia tirate senza dignità,sui marciapiedi
cuori invisibili spenti nella luce
ansimi e flautolenze di parole
censurati dal destino
Oggi si muore tra giochi,balli e canti,
dolore è fastidio nei silenzi di rumori,
cadaveri evadono putridi appartamenti
violentano passeggiate
estorcono in alibi a dentiere
rare croci di carnevali mimiche
a icone di professione
Anni simbolici che nessuno ha visto
da tombini a tombe
divorano calendari
dirimpettai a foto battesimali
sviluppate tra carcassa e ombra di lampada
pubblicizzate da un citofono
eco tra occhi e pensiero
Su giornali e TV si racconta
con teatrali sgomenti
di solitudini cadute tra la folla
di metastasi a decori millenari a vite pulsanti
di pietosi rigori sbagliati
da calciare nella propria anima
Da:Destini E Presagi
Maggio
Oscar di nasi a profumi mistici
gelsomini e rose mediano amorose avance
-orchestra sveglia ad anime
conciate da rigori invernali,canti d'uccelli
Zolle rivoltate a dipingere companatico
su tele verde speranza
Alberi e sole patteggiano ombra e luce
caldo e frescure,abiti e pelle
rosari e scaramanzie
Vocii di bimbi,litanie di vecchi
antipodi sentimenti
sogni e nostalgie in albe e tramonti
stupori e cinismi,abbracci e distacchi
Cuori da gemme a frutti
superstiti a gelate aborti di linfa
ora su letti d'erba pulsano unisoni
E'mese speciale,inno di preghiere esaudite
scuce ad atei bocche ad implori
e magari in silenzio lungi da credo
biascicano all'anima fiati,caos di pace
Sere stellate,oro al sonno e all'ignoto
rimandati alla lettura del giorno
che già all'alba svela incanti sottili
Da:Destini E Presagi
Epitaffio di una prostituta
Qui giaccio ..............
tra echi di silenzi
gracchi di corvi
rugiade coccodrillo
brezze preghiere
carnevali destini
e biblioteche di gufi
Sarà per il verde rigoglioso dei cipressi
e l’erba sempre tenera delle aiuole
o il profumo di fiori di turno
ma questo posto è visitato da cerve e castrati
e spesso tentano d’incornarmi la foto
che stranamente mette ai cani fretta e paura
Sciacallo il becchino,impazzito
ripete in litania……tempo scaduto
tariffa doppia per comprare i morti
……………amen…………………................
Da:Destini E Presagi
Epitaffio di un pigro
Tra ciò che in vita fui
e tra ciò che sono adesso
l’unica differenza
peraltro a mio favore
è quella di non dover
per forza respirare
-Se si esclude
la fatica che feci nel pensare
questo epitaffio da scrivere
su questa lapide
e il dover sopportare
le ipocrite litanie
del due novembre
dei visitatori,
posso convinto asserire che
la morte è di gran lunga
meglio della vita
……amen………………..
Da:Destini E Presagi
La mela
Per colpa d’un ingordo
che colse nefasta mela,l’umanità
perse per sempre il paradiso
In Trentino come non bastasse la lezione
continuano a coltivarla,
certo che al nord hanno teste di pietre
Comunque a me è andata peggio
anni addietro scavai una patata
e una donna a firmato risarcimento
d’invasione del suo campo
mi assegnò una croce sulle spalle
per interminabile calvario
Una cosa ho imparato
nella vita non bisogna cogliere frutti
né troppo appariscenti,invitanti
né quelli misteriosi nascosti
Come dicono i Buddisti
in via di mezzo a esaltazione e sconforto
si trova pace e flebile malinconia dolce
adatto d'anima tra voli e tonfi
Da:Destini E Presagi
Auschwitz seconda fascia
Specie a primavera
la natura ci musica giornate
con melodioso canto
di deliziose creature
Sempre meno le voci
abbattute per gioco
e stridule a dolore truce
di sottrazione
Li chiamano cacciatori
questi obbrobri umanoidi
cultori di morte
assassini d’armonie
C’è rabbia ad assistere
inermi alla mattanza
avallata da stolte leggi
ma ogni tanto commossa
si ribella una canna di fucile
esplode,dilania e scaraventa in un fosso
qualche immondizia criminale
Qualcuno chiama sport l’olocausto,
da Auschwitz non ha imparato niente
da razze superiori
che stilavano gerarchie sterminio
oggi proseguite legali
solo in seconda fascia
su animali
-Quando cultura di morte è gioco
va bene avversario qualsiasi specie
Da:Destini E Presagi
Chirurgia plastica
Dio le donò grande bellezza
ma lei oggetto costante d'ammirazione
alzò posta al divismo, sdoppiò la personalità,
una al rimiro e l'altra alla conta
di sommata vanità acclamata
ma l'anima gallina alla notte
incominciò a saltare rientro
al petto pollaio
e come si sa per ogni incauto pennuto
che infrange regole c'è sempre
affamata volpe in agguato,interessata
alla carne e non al raffinato piumaggio
-Finì per perdere identità
e porre sempre più dubbi al suo charme
ostacolo a costruire tempra all'inconscio
allenato solo a proteggere vanità
sempre più claudicante in arrestabili
dubbi mentali
-Per consolidare certezze tarlate da fragilità
andò da un luminare chirurgo che rimodellò
verde foglia d'estate in gemma primizia
però distante dall'originale in stagione
e si sentì vivere straniera allo specchio ridente
spesso freddo a riflettere in luce lo sguardo
-Cercò di mediare con tranquillanti
ma chiedevano sempre dosi maggiori
fino a diventare detriti a ostacolare
la già affaticata pompa del cuore
che per sempre si bloccò
-Morì illudendosi di mettere pezze sul tempo
con l'anima disarmonica alla figura
-Lasciò il mondo sconosciuta a se stessa
Da:Vetriolo
Stagioni
Primavera
festa
di doglie e parti
multicolori,
per l'ignoto
Estate
standby a inganni
in oscura
complicità
di consegne
all'autunno,
elenco
d'anime
da spogliare
Inverno
lenzuolo bianco
e acqua requiem
su croci intirizzite
sbocciate nella neve
Stagioni
illusioni a misurarle
allestendo
in tempo perso
inutili difese
segnate da destino
Stagioni
meretrici
in abiti diversi
firmati da unico stilista,
vendute
più o meno
con garbo
al tempo assassino
Da: Destini E Presagi
Mercedes 190 D
Troppe volte siamo andati
verso dove non volevamo andare,
parliamo lingue diverse
ma ci capiamo perfettamente
col solo rumore di promiscue voci,
ai superficiali, indecifrabili
-Abbiamo consumato in presagito fato
metodiche nostre gioventù
io in andirivieni a necessaria galera d’un lunario
e tu nel traffico indecente a eseguire
miei autolesionisti ordini a portarmi
-Quante volte a un tuo malanno
Con dolore mascherato
ho faticato a trovare adatte cure
e non nascondo che abbattuto,
spazientito ho pensato di sostituirti
con una più giovane scattante
ma troppi Kilometri percorsi insieme
sembravano srotolarsi all’indietro
a stendere filo nostalgico ai ricordi
dal cuore stanco agli anni in fuga
-Tu borghese io proletario
e connubio armonioso
senza pesare mai blasone
nemmeno quando squattrinato
t’ho curata a ferro filato,saldature
e omeopatiche martellate
-Spesso grande gelosie ha suscitato
il nostro amore a donne in ira
specie se intuivano eri tu
anima in carne gemella alla mia
e fredde lamiere refrattarie loro
Da:Destini E Presagi
Abulici giorni
Non c’è amore
in quelli che si guardano allo specchio
e non si riconoscono
Gli occhi
Sguardi palude
a futuro risucchiato
e l’anima pattumiera
all’ordine d’ingoiare tutto
Tra mille volti
visti passare con imbrogli
prosegue piatta la vita
per non allertare
sobbalzi al cuore
spoglio muscolo
che ha giurato
di fare comunque
fino in fondo il suo dovere
come meccanica pompa di tristezze
che lubrifica
abulici giorni
Ignari di calendari
Da:Destini E Presagi
Cinque del mattino
Segnate dal pianto d'un lampione
le cinque del mattino,giorno granchio
d'un mese fuori stagione,
la notte ormai di spalle a vite finte
stanche di celare pelle concia di puttane
allo specchietto delle macchine in agguato
per nascondere al portiere attore Catone
cruente battaglie finite armistizi non firmati
-Sputano per qualche vomito di troppo i barista
mentre qualcuno porta a spasso eccitato il cane
a mo d'alibi per sfuggire alla moglie grassa e sudata
con ancora qualche voglia da stendere sul sudario
-Inizia man mano il calvario dei dannati
tutta gente che al buio è riuscita a rosicchiare poca pace
e alla luce si confonde accodandosi al progresso
dritto verso il non ritorno sotto il sole
che griglia anime al sorteggio di pentimenti
-Gocce d'oro brigante, spruzzi di sudore
al sole, grosso cane a divorare il giorno lepre in discesa
sul cuore degli sconfitti,ridotto pozzanghera
salutata dall'ultimo rigagnolo di bava
-L'asfalto corroso dall'olio dei motori
minaccia di vendere cara la pelle
ai piedi che non trovano indice del naso
nel vortice di puzze di miserie
Da:Destini E Presagi
Dietro le parole
Ho scritto infinite poesie
per far volare l’anima
e venirti a cercare amore mio
in luoghi senza tempo
dove errori non sono condanne
ma ripartenze
-Ho vagato mille anni
mutuati dal pensiero
ipotecando la vita
e quando finalmente t’ho trovata
hai detto,gli interessi da pagare
sono incalcolabili rispetto al bene
che letargico m'è rimasto,
ora posso donarti la sagoma
sciolta in pianto allo specchio
ma il cuore che sguinzagliai
dietro le tue parole d'incanto mercantico
non è più tornato,
vagabondo inseguito dagli anni
ha mendicato a più porte
-Hai confidato troppo
che la rondine tornasse allo stesso nido
ma il viaggio è lungo
a volte il destino cambia rotta
e sotto grondaia, un pugno di fango
vuoto che occhi tristi
roteanti al cielo cercano di riempire
ingigantendo ignaro insetto nero
Da:Destini E Presagi
Antica cantina
Dita al naso, orpello agli odori
stuzzicadenti a rastrello
su dentiera ingiallita
in attesa che il vino
faccia il suo corso
ad aprire chiuse alle vene
far galleggiare smorfie
imparentate a sogghigni,
spacciate sorrisi copiati
a mettere in fuga noia
e malinconia progressa
Nell'aria, sproloqui
benedetti da salive spruzzate
scavano tunnel nel fumo
d'imbavati toscani eruttanti,
è l'oste, unica biblioteca
d'abortiti pensieri
suda archiviandoli
Qualche parola superstite
secerna da memoria a deliri
scuote la barista
che versa illusioni
a ignari dannati
e a se stessa
per un poeta girovago
che le donò un fiore
appassito nella sauna di alcol
Un orologio stanco del tempo
sbaglia applaudito le ore
trovate giuste dai disorientati
inimicate alla luce
Un bicchiere, una storia
raccontata ogni giorno diversa
fino a convincersi non sia finita
è solo questione d'ingurgitare
adatto giusto reso credibile
a orecchie sorde d'amici
allenati ad assensi da teste stordite
inclinate a terra dal colmo
e a molla alzate in alto
a controllare l'infrangersi
al soffitto degli implori
Da:Destini E Presagi
La chiesetta
Bomboniera su seno di terra
fredda al tatto,la chiesetta
dimenticata nelle stagioni
insieme all’invisibile eremita
inquilino
Zoo di misteri a qualche viandante
la omaggia con una mano
inchiodando al centro due linee d'aria
una verticale e l’altra orizzontale
dopo aver posto il sudato cappello
a offerte del niente
Spunta sotto tegola la pagliuzza
di un nido pigolante a richiamo
d’offerte a sbrigar attese a primizio volo
oltre il tempo fermo su noiosa pace
Troppo statica la vita
anche per gli insetti
e una rondine sondante lo sa
canta una nota d’addio
mette nel cerchio ricognitivo il campanile
e si dilegua a valle a confermarsi
tra rumori
Da:Destini E Presagi
Il suicida
Ansioso come vecchio a fine corsa,
non può sprecare tempo supplementare
quando il vento pastore sulle colline
raduna anni verso impaziente mannaia
-In labirinti di chiodi al cervello
i pensieri tornano a retromarcia
e ventose appendono fotogrammi monocolore
a finestre sporche dell’anima pignorata
Tra ieri lontano e domani legato a se stesso
nere radiche amare di denti spezzati
a masticare spergiuri d’ilariche calunnie,
una mano con miliardi d’additi silenziati d’orgoglio
a molla saluta sconfitte,si piega a grilletto
mira una croce di vetro appesa all’ignoto
Poche righe d’anemia sorda
a rendere marmorea intenzione
fermare discolpe
schernire pietà
addormentare rimorsi
Labbra zoppe d’attritico biascichi
provano canzoni strampalate
sottofondo a requiem placebo
intento a tacitare qualche memoria
e complotti dubbi d’estremo nefasto finale
per riportare vuoti a Dio gli implori
Vene in secca e globuli annaspano
e sfiato d’organetto,allegrie non riuscite
il respiro dietro battiti al petto
salta fossi d’anima,trivellata
a ricerca d’un senso al proseguo
-La rabbia veleno di nervi,divora il dolore
si dilania in indifferenza gommosa
prostituta a cordogli
intenzionati a chiudere libro mai letto
Da:Destini E Presagi
-Molle in ritiro i nervi
e in adagio agli occhi
da trincee i respiri,
-Cuore farfalla al nettare
risale dal pozzo la paura
s’irradiano sorrisi al buio
sbocciano preghiere indecifrabili
al volto pagella del tempo
sciolto nel responso assenso,
-Dialoga col silenzio l’infinito
ritornano felici su trespoli spalle
fuggiaschi angeli delusi
-Dio riflesso all’IO che
perso cercava rimiro conferma
in terra al dorso di specchio
-Pace,carne rapita a strappi
da bari rimurgini
riscattata da festante anima
temprata dal dolore,necessario
Da:Destini E Presagi
E là dove
E là dove terso il cielo
in aria mite apparve
a rinfrancare cuori
corazzati a mannaia d’inverno
tra nuvole sconfitte,
fuggiasca a condivisione
a nuova luce in implori attesa
l’anima mia sicura al tetro adatto,
pitturò infinito azzurro
grigio presagi all’occhi
e innovazione sconosciuta
tornò al collaudato peggio
in mai cedevole difesa
memore di Troiano cavallo
a sorpresa portò disfatta
-Quando la speranza inganna denti
in sorrisi ad aprire al male
marmorea mimica incorruttibile
tra gioia e dolore
e piatta vita carceriere al senso
Da:Destini E Presagi
Libertà
Satolli
su scie d’agi tramandati
magari con depredi
filosofici sentenziano
libertà sia
anche col fisico in galera
o torchiato da stenti
solo volo mentale
in ogni momento
in qualsiasi posto
-Libertà per me
prima di tutto
è lunario sicuro non stentato
uscire legalmente
dal tempo di tutti
eludere regole
d’albe e tramonti
bruciare il calendario
pensionare l’orologio
-Anche l’aquila
regina del cielo
in fame subisce
legge di giungla
-Gli stessi sogni
fuori da realtà e ragione
durano poco
senza zuccheri al cervello
Da:Destini E Presagi
Templi
Pitture,sculture
meravigliose
nei templi,
senza fiato i visitatori
in assemblee di stupori
-L’arte,plagio dolce
mediante tra umano e supremo,
il bello
a predisporre anime
ad accogliere
indefiniti messaggi sublimi
-Cupole decorate
incanti di sguardi
avvolti da cori in acustica
massaggi piumati
su sangue che addolcisce
scorie e veleni
-Templi
raccoglimento interiore
armonico sacrificio
di vite elette,al creato
e misteri ad atei e credenti
invito ad abitarsi l’inconscio
ascoltare voci mistiche suadenti
sereno ristoro a cuori
atterriti da rabbia e ingordigie
-Templi
decorati gradini marmorei
ognuno a una scala
che la mente all’infinito
continua
-Nell’arte d’osannare
fantasie e sete di conoscenze
a domande e risposte,il miracolo
-Ricerca,dubbi e speranza,
sposarli...la pace
Da:Destini E Presagi
Il diavolo tra le mani
Passa contagioso tra le mani
i poveri impazziscono
i ricchi diventano spietati
le donne si spogliano
e simulano orgasmi,
gli angeli si scrollano
polvere alle ali pensionate
e sognano piume d’oro
-Si nasconde su carta filigrana
sotto violentate foto d’illustri
che cambiarono la storia,
accende sogni ai bambini
e barbarie agli adulti
-Plagia ingenue fiabe puttane,
credono di cambiare
fumo di copertoni
in incensi inanellati all’altare
-E’ un uragano,allaga coscienze
corre verso il mare d’indifferenze
misura falso il tempo ceduto
mal pagato da lui scaltro mercante
-Pilota figli evasi a infanzie,
scuoiano padri per pelle
al nudo cinismo ereditato
-E’ male infetto
già nel parto
quando lacera placente
vede tenebre e non luce
-Il diavolo è figlio unico
partorito in alcove consacrate
e tutti,padri a reclamarlo
a scannarsi alla prova del DNA
ma lui vivrà sempre adottivo
e sarà eterno orfano
Da:Destini E Presagi
Palliativi
Ragli
sferragli
discorsivi
palliativi
-Palle
a monte
a valle
palloni
pallette
a giocarci
per diletto
a letto
all’erba
a neve
a lungo a breve
-Televisione
a ogni situazione
un canale
sul vecchio,l’attuale
dal bene al male
vale non vale
è digitale
-Gossip
lanciato sms da un bip
c’è una zip di vip fa zip
a dar luce a uno slip
e una mano scrive pippa
poi in tremore s’ingrippa
-Politica
di destra il cinghiale
di sinistra il maiale
di centro la pecora
salvo ultim’ora
-Su una cosa d’accordo
sul baraccone a bordo
tutti a tavola
gallina e bresaola
arte culinaria s’invola
-Tradizione
nord,sud,meridione
ancor ci crede qualche babbione
a riempir al pozzo il secchione
-L’Italia dei parassiti
lucra su milioni di fessi
che vivono in altrui ori riflessi
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 71 (L'alchimista)
Polvere di sogni
sale e succo di girasoli
e mai creò l’oro l’alchimista
e quando ormai vecchio stanco
di tumulare nel cuore insuccessi
all’ennesimo assaggio e in ripiego
a sperimentare pozione afrodisiaca
sentì il corpo vibrare d’impulsi d’amore
alchè felice intensificò intrugli
e subito mise ricetta in commercio
-Purtroppo non ebbe tempo
a constatare contrindicazioni
infatti la formula aumentava si prestazioni
ma spesso mentre gli amanti in sintonia
liberavano ritrovati sensi in delirio
nell’intestino dolorosi subbugli
sfocianti a forti rumori imbarazzanti impoetici
atterrivano fantasie che slacciavano
in repulsioni corpi sgomenti frustati da intrusi
-Una sera d’un tetro dicembre
mentre gioiva della seppur
tardiva rivalsa di scienziato
un dito d’amante deriso,deluso
fece partire uno sparo e l’uccise
-Cadde riverso senza rendersi conto
che cio che sembrava riscatto
altro non era che ennesimo fallimento
-In onore a verità e in elogio
a chi diede la vita a sperimentazioni
gli amici questa lapide posero
.............amen................
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 70
Da bambino
ero un puzzle d’imput
di genialità
e tutti s’aspettavano
che prima o poi in un campo
mi consacrassi
-In realtà
non avevo talento
per elevarmi alto
ma solo un ribollir d’idee folli
che m’estranearono
anche dalla norma
-Persino farla finita
in modo eclatante
non mi risucì
quando tentai d’appendere
il cappio all’arcobaleno
-Ora qui giace
la più grande maschera
che recitò l’incompreso
ma in verità
fu un teorico prototipo
d’ogni intento umano
mai in lume pratico
..........amen.............
Giugno
Sole
sinistro occhio Polifemo
incendiato da rabbia
non da tregua a solitudini
che solo al mattino
stremate si riconciliano
con chi le porta
Dal destino al tramonto
giorni lunghi
misurati da incertezze
vibrano calure
allertano attese
di cose inutili
Raggi X scavano verità
addolcite
da bugie sognanti
Ombre precarie
arrese al cielo
che rovescia fuoco
su indifesi
Lamenti d'animali
in trasfusioni
assetati
affettano l'aria
in pagine
scritte da ricordi d'inverno
e in cornice tetra
a fermare
contrasti luce evolutiva
che l'anima vampiro
inerme al dubbio
di difeso adatto
non può seguire
Da:Destini E Presagi
Margherite
Souvenir del sole
alati da piume d'angeli
scesi a terra
e adagiati
su resurrezione d'erba
-Stelle camomilla
di bimbi
per riportare al cielo
dentini zavorrati
a sogni
fermati al tetto
-Responso di cruccio
e sorrisi d'acerbi amori
-Confetti dorati
a riconciliare
ossa reumatiche ad anime
deste da letargo indotto
-Chiodi brillanti
a incollare al macero
tetra pelle di muta
e ornamento festoso
a peli nuovi di vita
Da:Destini E Presagi
Attualità
Inglesismi a pezza
giovani pappagalli
unisone individualità
copiano tendenze massa
faro guida di manipolatori
ilarici burattinai
-Orecchini e tatuaggi
lungi da antropologia
col filo all'oggi
ma coerente adatto
a stile gregge
su erba sintetica,
quantità è qualità
Tressette di corna
arbitrati da avvocati
genitori si giocano
incidenti d'ormoni e
foto d'ancore future
senza corde
Flautolenze al bagno
correnti meteo in TV
geografie di deretani
clisteri in salotto ai cani
sproloqui e tamburi
infarciti fosforescenza
con balli d'orso,
sballati è poesia
Stato,bottino,
carogne dividendi
di se stessi
-I morti
riavvolgono tramandi
umanità senza radici
Da:Destini E Presagi
Foglie
-Gong silenzioso
a far partire redenzioni
-Puzzle d'ombre
a raffreddare
anime roventi
-Virgole a graduali declini
-Pezze Arlecchino
per coperte di spoglie
-Aquiloni a incanti pargoli
-Fogli di via sorteggiati
a vecchi,ladri di anni
-Foglie,sangue cosmico
in eterna metamorfosi
per ricordarci dolcemente
l'infinito giro
vita-polvere-vita
Da:Destini E Presagi
Inganno
L'angelo finto
sbagliò nome d'indomito illuso
e il dente d'oro di questo
disertore a cervello plagiato
capì l'inganno
fuggì dal bacio
becco di falco
al premio di posta
-Aprì varco
a compresso atterrito respiro
come quello d'acrobata in pena
che rende sudore
all'ultima luce
di gloria
-Calamitato
l'incisivo finì
incollato
sul freddo cuore di Lei
orologio a scaltro mercante,
a ogni battito
una menzogna
un compenso
una fuga
-Nel sibilìo del vento
tra fremiti esplosi
da fauci essiccate
e abbeverate
in solco di ruga
torrente d'ultimo occhio
socchiuso a sorpresa
....verme il ricordo....
Da:Destini E Presagi
Dal giardino
Saltella sul ramo un pettirosso
con coda a molla
dirige canti circostanti
interrotti da rombi bulli
Sopraggiunge un merlo
e dal becco si contorce un verme,
più in là carnei triangoli
sbocciano da pugno ceppeo
tremuli in mira a fogliame cielo
attendono scelta a giro
di saggia madre,perpetuo dono
Come ricciolo ribelle d’angelo
tagliato a sfizio da Supremo Padre
e rimesso in vita a divertire
intrigare a terra,uno scricciolo
ballerino in gioco a sipari foglie
e di tanto in tanto pizzico di violino
il canto a burla d’orecchi tesi
a carpire mai precisa deliziosa fonte
ma l’anima mia finalmente ristora
Da:Destini E Presagi
Svogliatamente
Oggi sono apatico, svogliato
indeciso se farmi una sauna,provare una canna
oppure andare dalla Dottoressa
una ricettaia miope col prontuario malanni
e le dico d’accorciare la mia finta malattia
per tornare in ufficio-mobbing a collegarmi gratis
(paga lo Stato)a internet e sbirciare
qualche impiegata oca sorridente in minigonna
mentre raccoglie insensato foglio
fatto cadere con malizia di mostrare
gambe fresche d’estetista al bavoso capo
magari se trovo ispirazione
scrivo pure una poesia falsa lagnosa
da pubblicare su qualche sito-combricole ove
parole zuccherose fanno tendenza,socialità
poi è bello guardare dalla finestra
il giardino variegato,accudito da bontemponi
raccomandati da qualche Azzeccagarbugli
e poi ascoltare cinguettii d’uccelli
sfuggiti a fucili e veleni a dismisura di gretti contadini
e trasferiti nell’indifferenza urbana
dove si sentono al sicuro in quanto per legge
si può sparare qualsiasi essere ma simile a umana taglia
Da:Destini E Presagi
Destra,Sinistra,Centro
Additi mistici
destra,sinistra,centro
a vie celestiali
ma con mignotte
elette Regine maitresse
su foto di lingerie
non si va mai a segno
casomai segnati
da marchette mentali
-Testicoli icone
occhi di comando
pesi di bilancia
su linea ideologica
e il Popolo a soppesarli
all’asta di bandiera
-Carni a giochi di specchio
ossa vorticanti all’aria
cani in delirio di scelta
-Lune riflesse in raucedini
marenghi giganti
a pezzenti in preghiera
a solidificarli
al crocevia benedetto
per ognuno
da Santi incravattati
-Un voto
mattone al tempio infinito
del potere e illusione
sottratta a canestri di speranza
-Viva l’anarchia
e all’inferno di terra
politici e elettori
che prostituiscono dignità
nel bordello chiamato Patria
Da:Destini E Presagi
Mister X
Sempre avvolto nella nebbia
infilzato alle spalle
da malizie velenose
Si trascinò senza nome
in un’esistenza di dubbi
nascondendo l’anima
da trappole che parvero
giorni e notti
Morì in solitudine
senza sapere
che arcieri di calunnie
non ebbero coraggio
di fingere un pianto muto
Poi l’erba del suo giardino
divorò ogni fiore a lui caro
e il suo cane disperato
continuò ad abbaiare
a lune finte
e....tutti...
se lo ricordano ancora
..il cane...senza padrone....
Da:Vite Contromano
Locale notturno
Due figuri unti grassi
come porcelli
da ingrasso promettente
e che in montagna
in isolata alta quota
tra un freddo
che inchioda anime ai piedi
e un vino traditore
sarebbero andati incontro
a un’equivoco alimentare
..si avviarono per le scale
con le ballerine Lituane
che mentalmente stavano
già spendendo i soldi
Erano belle
avevano vinto ripugnanze
e i fiori del cliente
con anima nobile e innamorato
persero alcuni petali
che rotolarono come piombo
verso un nascondiglio
mentre Lui
si mise una mano sullo stomaco
e una sulla fronte
fulminea corrugata
a fermare il sangue
Caddero ali di sogni
tra fumi sparati da qualche illuso
Io dissi
non è questo il posto
per cuori che vogliono volare
in alto
non è questo il posto
per pregare
Da:Destini E Presagi
Non usate i fiori
Non usate fiori
per glorie immeritate
senza averli mai consultati
Non usateli
per fornire alibi
a una donna vanitosa
che da tempo
ci voleva stare
senza accorgervene
e ora al dono in ritardo
finge abbandono
alla poesia d'una rosa
casomai dategliela
come sacrificio
a bramosie
in ogni modo parlatene
prima coi fiori
per rendervi conto
se d'accordo
a immolarsi all'evento
Non omaggiate morti
uccidendo orgasmi di piante
che sublimano
coi loro meravigliosi colori
gioia vitale
breve universale
E' solo umana stoltura
sopprimere
collettive armonie del creato
per quelle proprie futili d'egoismo
e ingraziarsi defunti
Da:Destino E Presagi
Nel bosco
Nel bosco
al tramonto
lento, guardingo
s’adagia tremolante
stridulo piede
su secche foglie morbide
incollate
da stagnante rugiada
in compatta cotica
forata da sogghigni d’inferi
peli di funghi
avvelenati
e accarezzati
da sibilii di fiati
pregni di lamenti
orfani
a carne dispersa
emigrata
di morti lasciati indietro
da sbrani violenti
e incastonati
a radiche grinfie
Aleggia mistero
in ombre infilzate
da fili di flebile luce,
occhi evasi, vaganti
scompaiono
morsi da silenzi d’agguati
D’improvviso
fruscii
gelano sangue
..la mente sconfitta
soffoca paura e pensieri
azzittisce
con tonfi respiri
tremuli cuori
incavernati nell’anima
Senza cielo
si voltano presagi
a guardare in faccia
vibranti tentacoli
Impalliditi alle vene
globuli chiedono aiuto
a ossa scricchiolanti
gelate
Fauci invisibili ovunque
e il sudore granitico
si scioglie
..più in là, fari
una strada
la vita urla ai rumori
in cerca di timpani
..da violentare..
nell’inferno di compagnia
dove sagome senza paura
muoiono consapevoli
vegliate
...da solitudini estreme...
Da:Destini E Presagi
La triglia
Oh!porco d’un rognoso randagio cane
qua va tutto in malora a puttane
se poi penso alla mia unica figlia
infatuata di quella faccia da triglia
che vuol mettere su famiglia
giuro,lo riduco in poltiglia,
mia moglie Contessa Arcipiglia
dice ma chi matto se la piglia
quel salame per lei fa mille miglia
-Io sono il Barone Sinarca Losiero
blasonato illustre gran condottiero
una vita seria consacrata agli allori
lungi da me lamentare a causa dolori
ma quando è troppo è davvero troppo
quel presunto genero non vale tappo
-Orsù mio dolce amato devoto marito
tra moglie e marito non metter dito
affibbiamo al bacucco l’ormai zitella
se non altro le manca qualche rotella
sempre allo specchio a mangiar nutella
senza poi trascurar l’occhio guercio
che la portano fuori d’ogni commercio
-Cara Arcipiglia a pensarci hai ragione
la storia va adattata alla situazione
nostra figlia è ingombrante cataplasma
io in salute minata da inseparabile asma,
al nostro andare avanti con gli anni
invece che sollievo ci porta affanni
e come dice il proverbio chi si somiglia
s’impiglia,s’acciglia si triglia si piglia
ogni cerchione trova il suo copertone
prima o poi ogni coperchio un bidone
Da:Destini E Presagi
Febbraio
pesante carro
fischiante
al lento giro
d’eccentriche ruote,
carico di scheletri
d’alberi,
trainato nel fango
da testardo mulo
con briglie tese
a mano di fanciulla
di ciliegie guance,
baldanzosa
irrequieta
più in là
al prato
attesa in sorriso
da una margherita
effige di primavera
da appuntare
su creoli capelli
in grazia al vento
Da:Destini E Presagi
Periferie
Donne normali,in periferia
si cedono in macchine
girano schiene alla luna
tanto il cielo è a portata di mano
basta avvitarsi a metà
per puntare il naso alle stelle
e farle cadere negli occhi
-Dopo l’uso del corpo
cercano un fiore al decoro,
lo trovano tatuato sul seno
lo fanno sbocciare da un faro
abbagliante
-Quando sono meta raggiunta
messe da parte fermano il quadro
allo sguardo del posto,
a un giornale mai letto
servito all’attesa
-Raccolgono il buio
che ha perso la notte
per farne lama nel cuore
di chi vano le ama davvero
-Schiacciano grilli impiccioni
in sinfonia alle lucciole
che imitano stelle dissolte
Da:Destini E Presagi
Vino
Vino...
per non vedere
cani a pelo lungo
che dormono sul letto
e poveri
che s’ammazzano
per un cartone
Vino...
fantasia
per incontrare i tuoi occhi
da incollare sul mio cuore,amore,
amore lo posso dire
solo tra queste nebbie
imbottigliate
sprigionate
Vino..
benzina di quattro passi
su una stella
e dal suo balcone
lanciarti una rosa
paracaduta a un sorriso
Vino..
trucco di ragazza ingenua
nello specchio della luna
Da:Destini E Presagi
Madre carne e terra
d’un fiore transgenico,
questi spifferi
d’anima muta
vorticati tra denti
seccati su foglio
mai voleranno sull’oceano
e anche se ti giungessero
da un angelo travestito da rondine
li metteresti su quella foto
sbagliata contesa tra cuore e cornice
Unico amore è racchiuso
nei connotati cambiati
in giochi specchiati
sopra sagoma cristallina,svuotata
Pace sperata è rincorsa di piedi
vana addizione di sollievi
in attimi di passi sospesi
Sono a pezzi,conteso
dentro sproloqui d’ognuno
ho sangue innevato
ammutinato
all’orgoglio pagato,
la mia recita lunga
inghiottita da fischi
Perdonami Madre
se mi son finto normale
me ne vado in silenzio
che ho usato,
userò una pistola
col silenziatore....
per non atterrire mia libertà sognata
e dalle tue preghiere al cielo
finalmente alata
Da:Destini E Presagi
Storie di ieri
Pronto a mostrare
piccole storie
sfuggite a inquietudini
e soffocate in cirrosi
il paese sipariato
da gufi e presagi
s’aprì al giorno
La ragazza
riserva proibita
di latte d’adulti in rifiuto
a ogni svezzo,
sorrise al buffone
che prendeva in giro
miserie d’anime minacciate
da croci imitate
poi incerchiò il pubblico
nello sguardo faina
e come su una foto
segnò tra cerchio nero
di pupille la mia testa
Capii che dovevo partire
ed ero l’unico che
non l’avrei fatta morire
in quel luogo incatenato da sbadigli
e i poeti statici o zingari
sono i soli che sottraggono un viso
tra mille rimorsi al dilemma
smanie di fuga e nostalgie di ritorno
e portarlo in un posto diverso
infatti la portai con me
tra dolori diversi
e il tempo a capirli
intermezzo di pace
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 66
Si sappia da questa pietra
ad onor di verità
quì giace l’emblema
di Statale ingiustizia
-Dopo cinquant’anni lavorativi
in verifica d’improvviso acciacco
Il medico di mutua Patria
stilò rigorosa ricetta
e proferì in militaresco tono
..immobilità assoluta
-eseguii alla lettera
e mai l’avessi fatto
se non per animosità
d’osservanza d’ogni regola
e da quel giorno l’INPS
Istituto Nazionale Per Sfaticati
ritenendomi fannullone
trasferì la pensione
a mia moglie,vera sfaticata
di trent’anni più giovane
a patto legasse nuovo cognome
al mio,infatti..Vedova Speranza
..........amen...........
Da:Destini E Presagi
Epitaffio 63 a un cane
Ti fummo con amore così vicini
al punto da immedesimarci
con ogni mezzo
al tuo mondo animale
-Spero,imminente
sia prima Lei mia moglie
a raggiungerti
se non altro per il fatto
che fu perfetta
nel ruolo di cagna
mentre Io non so perchè
forse inconsciamente
per donarmi tua preda
mi sentii sempre e solo
un goffo cervo
-Con immenso affetto:
Antilope Emilio
.......amen...............
Da:Destini E Presagi
Demolizione
Le lamiere s’accartocciavano
sotto fierezza del cuore
d’una pressa
-A poca distanza
in attesa doblìo
una vecchia Lancia
si rivolse a un’Alfa
e...lo so hai umiliato il vento
rotto timpani ad avversari
vinto in glorie a traguardi,
Io invece ho corso meno
ma ho portato a spasso
vite nobili cullate in apparenze,
spogliato difetti d’ogni genere
e poi vale più d’una vita
aver visto le gambe della Signora
sotto vestito di pura seta
quando metteva in libertà il seno
e s’aggiustava il trucco allo specchietto
e in ansie per andare ogni martedì a consumare
in albergo lussoso il peccato
-Di lì a fianco una Cinquecento
ho sentito sempre numeri
rate, scadenze e parlar di Dio
in modo peggiore e sono stata
insultata perché bevevo troppo
-Un vecchio Ape si destò
Da lungo sonno e disturbato
Quasi inveì........
non dimenticherò i guai passati
per salite preso a calci
a spronarmi d’andar veloce
e al mio motore diverse volte
scoppiò il cuore
inoltre chiedo scusa per il dialetto
ma il padrone era analfabeta
-Una Millecento
adesso mi sfogo anch’io
...dentro di me tanto fumo
mille odori, eatasianti profumi
un banchiere a contare soldi
e quanti capelli sparsi ovunque,
quasi sempre su stessa strada di periferia
lasciavo occupanti
che per tutto il giorno
in andirivieni ad altre macchine
--Intanto la gru arrivò vicino
Ferma.. disse un Signore elegante
questo è un modello raro
e con l’indice indicò la Lancia
subito spinta lontano al sicuro
mentre la pressa riduceva
altri conversanti in unico
grosso cubo di ferro
-Io per caso nei paraggi e pensai
è difficile entrare nella storia
quando si è vissuti in modo modesto
Da: Normalità Incondivisibili Tra Maschere Clonate
Due compari
Più che la testa
hai lucido cocomero
disse un poeta capellone
all’amico di penna calvo
e questi adirato in replica
..hai mai visto un asino
con la testa pelata?
e l’altro..
anche il maiale a peluria
è mal messo e non mi pare
abbia vinto il nobel letterario
-Come sempre passai per caso
ed ebbi modo a pensare..
ai due luminari in disputa
a sola estetica in sapienza
si potevano vendere in
buon abbaglio di recipiente
palline escrementi di pecora
come pregiate olive del Salento
e quelle più grandi di somaro
a uova di nera gallina Africana
Da:Destini E Presagi
Un passero
Pulizie Pasquali al naso
improvviso trespolo d’un passero
e immobili occhi a negativo
ad assimilarlo
-Ripartì maleducato,senza salutare
e in spinta a decollo lasciò un graffio
sanguinante e il dito subito in calco
a controllare,poi verifica di sguardo,
responso,un cuore rosso al dorso d’indice
-Capii che Lei m’amava ancora
e il messaggero pennuto muto
metamorfosi del suo angelo custode
a indicarmi la via a seguirlo
e così feci ma l’indice sempre dritto
al virare, al giro di figura
mi portò a ruotare anni per il mondo,
era forse abbraccio cosmico
che Lei voleva
Da:Destini E Presagi
L'asino e il poeta
Verseggiando andava un poeta
stridulo lungo un viottolo
quando a ostacolar trasognante declamo
un vecchio spelacchiato asino
sul percorso a impolverarsi,
tra flautolenze starnutendo
-Farfugliando,s’adirò il cantore
..se tu sapessi la centesima parte
d’un sol sublime verso non saresti
inamovibile riferimento a deficienza
alchè l’animale calmo replicò
..oh! stupido fallito scribacchino
ti pare s’io avessi sapienza al vanto
starei qui casuale a spulciarmi
in simile toilette a disputar con te
inoltre anche il tuo genio è poca cosa
se per confermarti in lustro
hai bisogno di paragonarti a me
-Io come sempre passai per caso
e da quel giorno imparai a dare
in complimenti parsimoniosi
del somaro a qualche buon letterato
Da:Destini E Presagi
Poesia contadina
Cara,ma non come prezzo
ma di affettività sincera
vorrei esserti necessario
come il manico alla zappa,
provare stessa gioia d’asino
che a sera stanco rientra in stalla
-Fruscìo di grano in caduta al sacco
le tue parole sussurrate,
tuorlo d’uovo i tuoi occhioni
stupiti dal pollame che copula
e due pomodori alle mascelle,l’imbarazzo
-Spesso in sogno m’appari
furba gallinella sfuggente
che lascia piume tra mani deluse
si perdono nel vento rapace
e io vuota damigiana insultata
da ubriaco squattrinato
-Con sovrumani sforzi
ho rastrellato queste metafore
a dichiararti immenso amore,
mi concedo in accesa speranza
che un giorno appena lontano vicino
possa esserti io secchio
emergente al pozzo a dissetarti
in estate torrida
-Baci,abbracci e poi si vede,
in scongiurato non recapito di missiva
tuo devoto... Puleggia Girolamo
fu mastro Liborio
Da:Destini E Presagi
Ortaggi
Una grossa pera altruista
cadde e aiutò a far maturare un pisello
che appena in forma
circuì una bella mela
-Gelosa la patata
abbracciò un finocchio
e questi la scostò
dicendo cercavo un cetriolo
-Cavoli,carciofi e broccoli
come al solito,ignari alle scene
furono invasi da corna di lumache
-Un fico si pavoneggò dall’alto
esclamando..è frattaglia ai miei piedi
e io ho un nome agli allori
-Brutti tempi sussurrò
il contadino,questi frutti
sono buoni e cari ma
in famiglia nei gusti
hanno preso sopravvento
mia moglie e spesso anche la figlia
in solitudine li divorano anche a letto
Da:Destini E Presagi
Ahi! Che puzza di baccala'
Lunga la strada che bruciava ormoni ribelli
una vecchia puttana accudiva un copertone,
col cervello faceva una lotteria e la vincità era
stridii di freni e un camion che accosta
e quando finalmente gli occhi estrassero
un vecchio catorcio dallo spago d’asfalto
una losca figura evasa dagli anni
le si pose davanti e strofinò pollice e indice
a quantificare la prestazione di sfogo
-La donna con sorriso da muro abbattuto
con soavità che sembrava incitare una fuga
soffiò.. un cinquantamila lire,scontato
-Per mille fulmini sussurrò il ceffo accigliato
e con pacca alle natiche tastò la merce
tra il finto diniego della proprietaria,
poi adirato contestò l’eccesso di prezzo
per gambe fuligginose,custode d’odore marcio
esclamando..ahi! che puzza di baccalà
-La trattativa non andò a buon fine
nemmeno a vendersi le fu amica la sorte
e alla mente tornò l’immagine d’un frigorifero vuoto
mentre il giorno anemico evidenziava le ossa
e le tumefazioni luoghi sacri violati alla pelle
Da:Destini E Presagi
Vittime
I morti foglie putride non servono a nessuno
i carnefici in piena linfa possono ancora dare
magari solo un voto e camaleontica
la politica gareggia occulta a perdonarli,
lo sanno bene anche i Divini Giudici
con miti condanne scremano fango
è lasciano acqua seppur torbida
ma necessaria al mulino proprio
-Per non finire a parlare in scarso lucro
di dispute tra cani e gatti e condomini
i Giornalisti in gara ad esser primi al nefasto
sanno che violenza è banca dal nome scoop
e alimentare dubbi,oro all’inchiostro steso
-Cerchia-bottisti opinionisti ai salotti
scelti accurati in par condicio pareggiano
clamorosi perdonismi e condanne esemplari
-Oh! care vittime,con anima a bersaglio
pregate per lui ma non seguitelo il defunto,
prima o poi un Robin Hood nella nebbia vi darà
un soldo di pace,una lama di luce ai denti
Da:Destini E Presagi
Natale
Mamma perchè tutti questi straccioni a ogni via?
-Sono dei buffoni e credono di essere San Giuseppe.
Mamma perchè in questi giorni tutti sorridono
e distribuiscono carezze con le loro mani fredde?
-Lo fanno per vedere se i loro denti sono bianchi come la neve
e per sentire se veramente ogni viso è amico dell'anima.
Mamma perchè tutto ciò succede solo a Natale?
-Perchè solo a Natale ci sono tante luci che si accendono
e si spengono bambino mio
Da:Piccoli Rumori Dell'anima
Little sheep
In postura preghiera
Segretarie tuttologhe
controfigure Madame Bovary
fumano sotto tavoli
in assensi rinfusi guidati
a raffica maltrattata,
passano a imitazioni pecora
appendono occhiali a lavagne
scartabellano ansimi
e incitamenti clandestini
in Italia che vira a natiche
pasteggia ricotte
e dietro toppe francobolli
esclusi enologi sudati
vibrano mani tremule a soliloqui
-Little sheep
a pascoli incamerati
frattaglie smercio
impreziosite in lingerie
carne in concorrenza occulta
tra rose replay appassite,sboccate
fiori preferiscono funerali
a stoccaggi spiedi imbavati
-La pillola del giorno dopo
fermerà embrioni gettati
a marciapiedi transennati
Da:Destini E Presagi
Finestra sul porcile
Occhio di bue
su porcile tresca,
stalla nelle case
Hitchcock pecorecci
-Papponi,maitresse
e palafrenieri
misurano
flautolenze d’audience
-Nei titoli di coda
nomi di cervi
che hanno vinto
una motosega
Da:Poesie Cialtrone
Giustizia
-La parola carcere
un tempo intesa,per tutti
ad elusioni di sociali regole
punizione in restrittiva libertà
Oggi in animo collettivo
è
-Deterrente
a onesti
-Reclusione ferrea
a ladri di polli
-Soggiorno VIP
ad assassini
-Miniera d'oro
ad avvocati
-Rendita prestigiosa opulenta
a giudici onnipotenti
emittenti di lotterie verdetti
-Lavoro vano
a scoraggiati gendarmi
-Gossip lucrante
a giornali teatranti a difesa d'iniquità
-Sermoni placebo
a cattolici
-Campo semina a spartire
di voti a politici
-Giustizia beffa
in rincaro a dolore
a parenti impotenti di vittime
Da:Destini E Presagi
Epitaffio X
Quì giace annoiato
inconsapevole scenziato
Visse una vita sciatta
con anima da pozzo dismesso,
unici momenti salienti
del suo esistere nel nulla
furono passaggi da
un immobilismo all’altro
eppure senza accorgersene
costruì la sua atomica
-Quando ultimata
poco prima che scoppiasse
tra le mani,capì che negli anni
aveva fatto tanti morti
-L’ordigno invisibile si chiamava
.........VERITA’........
......Amen.............
Da:Destini E Presagi
Consiglio
Se in sfortuna,per equivoco
dovesse capitarvi finire accusati
di reati gravi davanti alla legge
specie se in paese straniero
ove vige pena di morte,
a discolpa potete avvalervi
di testimoni più disparati,
assassini,ladri,puttane,terroristi
ma attenzione mai di poeti,
questi passano la vita in spreco
a copiare frasi e sparare sproloqui
così inverosimili che nessun Giudice
sarebbe disposto a cercare
un granello di limatura d’oro
in mezzo a una tempesta di sabbia al deserto,
perciò questi cantori del nulla
arlecchini di vocaboli,trebbiatori di frasi
impastatori di deliri,muratori d'accozzaglie
risulterebbero solo aggravio di colpe,
d’altronde come possono persone serie
credere di mari vermigli alabastrati
uccelli intercapedinati,lune inerpicate
orizzonti pellegrini,anatre raglianti
Da:Destini E Presagi
Bambini erranti
Allo schiudere d’occhi
lo stomaco brucia
pianto e vergogna,
sofferenze e istinti
li calciano al mondo,
camaleonti a sopravvivere
riuscirci cattività
-Un disegno di casa
confondersi tra bimbi opulenti
e due ali il sogno
-Suona la campanella
a chiudere scuola
per loro ritorno è sparire
pranzo sorteggio di scarto
-Cannucce a soffiare
bolle senza sapone,narici
al freddo che fa fiorire
fuori stagione rose alle guance
-Nutella fanghiglia
su fette di pane,morse
tra gioco di dita
e punta di pulciosi cani
-Domani chissà
una ruspa affamata
mangerà la reggia-baracca
e Arsenio Lupin
ruberà la grammatica
lontano fuggirà da Leopardi
Da:Destini E Presagi
Troppo tardi
- Sorgenti d’incanto
miraggi a portare a spasso occhi
i seni
-Colonne marmoree
a inferriato cancello d’oasi
le gambe
-Petali vellutati collosi
ad attirare farfalle
le labbra
-Fili di seta
a dipingere estasi
i capelli
-Ora
vanità pensionata allo specchio
-Pere secche a svernare su legno
-Pali scianchi d’un campo da gioco
abbandonato da ormoni
-Mantice di sfiato a rammarichi
-Fruste a parare mosche
-Sai amore non provo per te dolore
ho passato la vita ad allenarmi
in solitudine
per l’adatto al declino
Da:Destini E Presagi
Per orgoglio
Per orgoglio
Ci siamo scagliati il tempo
nella rabbia del silenzio,
con le parole abbiamo doppiato
tutte le scene del mondo
tranne i nostri labiali dirimpetti
trafitti con le code degli occhi
-Con le rughe
abbiamo contato le nostre battaglie
coi capelli bianchi il dolore
con i sogghigni le trappole
con l’ilarità il disprezzo
-Qualcuno chiama amore
questa guerra psicologica
che mira alla vittoria sull’umiliazione
-L’orgoglio
questo tarlo anestetico
ci ha rosicchiato i cuori
e quando involucri cartavelina
al nostro sbuffare inquieti,
son volati a posarsi farfalle
sulla tela d’un ragno
stesa su un fiore all’ultimo tramonto
Da:Destini E Presagi
Chador
Viso incorniciato
corpo in bozzolo
a sera in preghiera
falena d’incanto
a cuore d’amore
-Sogno d’ogni giorno
fiore in deserto
chiuso al fuoco di sole
s’apre in estasi
a chi lo coltiva
-Angelo corazzato
che demoni imperialisti
vogliono spogliare
ai mercati generali
Da:Destini E Presagi
Export in Afghanistan
Quando saranno sconfitti i Talebani
Dall’Italia in Afghanistan esporteremo
parastatali organizzazioni invidiate,
mafia,camorra,ndrangheta,sacra corona
grande fratello,pornografia,lotterie
-La sera si potrà uscire a rubare
a stuprare a ubricarsi a drogarsi
a falciare imprudenti non allineati su strada,
basterà buon avvocato a candeggiare coscienze
-I Giudici saranno severi ma clementi
non taglieranno ai ladri,ai delinquenti incalliti le mani
solo li manderanno esuli a rinsavire in crociere
-le donne potranno pregare a viso scoperto
inginocchiate sotto scrivania del capo
-Sulle carte d’identità sarà protetta la privacy
culi sostituiranno facce e alla voce professione
ci saranno scritte parole in Inglese, Escort
personal trainer,bisiness man,bitc
-I politici,godranno d’immunità premio
in liste protette,riempite da loro stessi,
saranno democraticamente eletti dal popolo
e potranno cambiare in continuo partiti
-Insomma ci sarà uguaglianza per tutti,
i giornalisti potranno parlare di gossip
e saranno eguali in prestigio a quelli inviati di guerre
-A Natale ci saranno indulti indiscriminati
e i parenti delle vittime ,allineati al perdono intercesso
avranno un ruolo d’elite al presepe vivente
Da:Destini E Presagi
Certi giorni
Certi giorni
oltre che scialbi
smemorati
declinanti al divenire
-Le ore,martellate
a demolire noia murata
e anelli a catena di traino
verso cieca mannaia
-Il bilancio è netto
vuoto piatto speranza
e contropeso sopra i piedi
-I ricordi,autodifesa
scattano a riportare
pezzi di ieri al vuoto odierno
ma nulla possono quando l’anima
sfrattata da involucra figura
si dilania a pietrificarsi
su scie di sogni morti
-L’amore fiore reciso
destinato al frutto,
conta in vaso,minuti mancanti
allo scarto di pulizie serali
-Ennesima illusione all’alba,
esausta follia,all’apice
ubriaca e a scendere stremata
s’addormenterà in occhi vuoti
-Chiamano Pace il non senso stendbay
da cui ripartire..a vivere
Da:Destini E Presagi
Moccoli
Ferrovie di mosche
binari moccoli
solidificati
sotto nasi dirupi
-Pidocchi affamati
divorano unto a capelli
assetati di sangue,
deboli,perdono irto
-Terzo mondo
nome d’archivio cinereo
caramellato da farfalle
d’acciaio
-Palline di carni,sgonfie
dazio d’istinti
dolore in semi
ad attecchire su plastiche
scarti d’opulenze civili
-Ossa e corvi fidanzati
abbozzi bambini
brutta copia dei perfetti
sorridenti in TV
Da:Destini E Presagi
Caciotte
Latteo danaro Polifemo
conio di contadini Molisani
a valicare burocrazie
a raddrizzare stenti
-Caciotte avvolte da cilindri
in giunghi intrecciati,fruscelle
-Caglio segreto alchemico
di Zecca casereccia
celante ovini,caprini simboli
intarsiati all’anime
-Giganti monete alternative
dismisure a convenzionali tasche
congeniali a pezze rubate a culi
-Caciotte unte a preservare tanfo
in uffici a guidare mani
a spostare carte
a scalare elenchi
-Caciotte,valute-cialtrone
di parassita Regione
Da:Destini E Presagi
Adatto
Ingranaggi imprecisi a giri veloci
disarmonici a perfetta meccanica
destinati a certa rottura
e rivoluzione tardiva in nuovo progetto
-Spesso però,lenti a ruotare
in olio elisir ad attrito,il rodaggio
e lento adatto porta a godere invenzione
salvo poi constatare panacea in scadenza
pasto d’errore al satollo tempo sprecato
-Così, poveri plagiati da offerte
in ricorrenze candeggio a coscienze
s’abbandonano a letargie ignorando reazioni
perdendo mire a cause di mali aggiustati
-Identica cosa in amore
affinità in abbagli,gemme mai frutti
e perdere,lasciare innescano sensi di colpa
plagiati da palliativi funzionanti all’inizio
poi tarlati da malinconica fredda ragione,
inevitabile conduce a logorio doloroso
spesso sfociante in odio fuori controllo
-Saggio il poeta consiglia,mai vi sia
nessun adatto in stolture accudite
Da:Destini E Presagi
La croce
Croci d’oro
al collo di magnaccia
a proteggere marchette
-Nei covi a rassicurare assassini,
negli alberghi a ore a celare
tresche vizi sproloqui
-Imitate da pugili
in aiuto a stendere avversari,
da calciatori a ringraziamento
d’un goal,
da empi moribondi a farsi ponte
alla sponda giusta,
da soldati affinchè sia il nemico
a morire
-Povera croce
a quante stolture e futilità è chiamata
-Sia proibita ad ognuno
e diventi alto premio solo a coloro
che spendono la vita ad accendere
sorriso al prossimo da armonizzare
col cosmo
-Era questo l’intento sublime
di colui che martire l’indossò
-Salvate la croce da blasfemie
di falsi credenti
Da:Destini E Presagi
Carni fugaci
Candele Polifemo
alla frutta
in ultima cena
lungo viali
d’ormoni indotti
fugaci
-Carni uscite dal libro
illuminate da stelle polari
incastonate in avantreni lamierati
-Mercati intimi
nella notte farinosa,
cuori su bilance cartacee
indicizzate in rossetto
portate a zero sfregando
-Nebbie di menti
avvolgono lampioni in risate,
spari in marmitte la festa
cosce e seni banchetto
-S’affaccia l’alba
baule dei trucchi
sveste,depone fantasmi
Da:Destini E Presagi
Ieri dismessi
Stradari su pelle
volti di vecchi
mai aggiornati,
ruotano persi
a lambire chi furono
parlano d’uomini,
loro stessi
nei ieri dismessi
evitando straziarli
al presente
-Prototipe voci
da gole rottame
urlano limiti
di ricordi accettabili
-L’anima
pellicola in disfacimento
gira gioventù
che solo lei vede
Da:Destini E Presagi
Il killer
Il kamikaze
seppur in stoltura malvagia
ha ideologie
si fa bomba la vita
dilania i suoi simili
convinto ingraziarsi
Divinità protettori del bene assoluto
-Ogni orrore omicidio,passato sollievo
avviene su scie cancrene
d’anima tetra e rabbia,vendetta
gelosia,ingordigia
sentimenti del male
a circuire la psiche
con autopromesse sollievo,
insomma esiste collegamento
tra cervello e anima marcia
seppur quest’ultima infertile
ormai a ogni germoglio-armonia
-Il killer invece
è impasto d’immondizie sociali
fantoccio ambulante di carne
guidata da rozzo freddo cervello
scollegato a qualsiasi coscienza,
-Litografia d’umanoide in melma
ha ideali-scorreggia ferma a metà
tra culo e intestino,
a comando d’ignavi,per lucro
ammazza vilmente
ignaro allo scopo
Da:Destini E Presagi
Letti casuali
In vita i miei morti
furono amo ed esca
del destino nevrotico,
li chiamò li sorteggiò li spedì
vagarono foglie in tosse di vento
sempre col cuore atterrito da miserie rapaci
vissero aggrappati a code in minaccia
di pennellarsi nel fango
-Bizzarri agli occhi i respiri
vedette di sciagure e rimedi
piloti di cuori senza tracciati
-Ora dormono in letti di marmo
distanti con ognuno una scritta
appena più lunga dei nomi
confinati da numeri di lotterie fallite,
hanno alle porte murate una foto a cartello
....non disturbare.....
negli occhi c’è ancora allerta al precario
-Al posarsi d’un fiore sparisce il dolore
s’accende sorpresa,rivede trappole
benevolenze recitate di ieri
-Tutt’immobile in quest’albergo sequestro
dove s’ignora compagnia d’ospiti
impegnati a rielaborare distacchi
-Non ci saranno più discorsi di cene
siamo ormai noi pasti,chi a tavola
chi prenotato dal tempo affamato
e una tovaglia di neve in comune
l’appartenerci silenzioso che nessuno vedrà
Da:Destini E Presagi
Italia in lingerie
Governatori
borotalco alle narici
perizoma in testa
reggiseni a sventolio di saluti
-Poliziotti
a far reggere pistole ai ladri
mentre li ammanettano per gite
-Giudici
a stabilire se
sagome finite intralci
a proiettili o viceversa
-Alla TV lezioni di dizioni
a distinguere cornee e corna,
manicomio e manico-mio
culinaria e culi-in aria
mutande e mutante
-Italia
cappi a cravatte
giarrettiera elmo di letargie ghiro
-Tassa,moglie di tasso
fracasso è Fra-Casso d’Assisi
-A sera il telegiornale
la Patria va sempre male
sporcata dall’ennesimo maiale
che sbaglia anagramma
da occhio-fino,finocchio
-Attenzione! a particolari
scopa e sega
in lavori diversi
ma in metafore a unico intento d’arrivo
solo una in compagnia
l’altra in solitudine estrema
Da:Disincanti E Presagi
Promiscuita'
Sazio,annoiato un cane
mise da parte antiche divergenze
copulò senza cercarne consenso col gatto
e questi anch’esso appagato ozioso
nei giorni a seguire fece identica cosa
forzata con un topo,il quale per non essere
ultimo anello debole passivo alla catena
andò a rintanarsi nella topa
della moglie del padrone che
quando venne a sapere del giro
trovò vendetta nel sodomizzare il cane
poi esclamò..ecco a cosa porta l’ozio
perciò in giro tutto questo parlare d’amore
-Un Politico venuto a conoscenza
di tutta la promiscuità copulativa
fece una sola legge e si scopò
intera categoria d’ognuno dei suddetti
-Dal cielo una Divinità,con un terremoto
e un alluvione mise tutti col deretano a pecora
alle bramosie del destino
Da:Poesie Cialtrone
Il meccanico
Stanco affamato,a fine lavoro
nel tornare a casa seguì d’istinto
per kilometri il camion, masticando
la foto pubblicità del pollo arrosto
sul portellone e con la mente srotolò
i ricordi sui kilometri fuori conta
-Poi si rese conto che la benzina
consumata costava il doppio del cibo
e la pellicola d’asfalto a fine corsa
era benda di sequestro agli occhi
-Rinunciando all’esca pensò ai pistoni
del motore che inseguivano le valvole
e che le avrebbero potuto acciuffare
solo a fine tragedia di grippaggio
smontate,rotte sul banco di preventivi
-Subito la mente si incupì,
certi organi meccanici al pari d’umani
in contesto d’amori platonici
per stesso progetto d’armonia,
ne condividono il fine col mezzo
senza mai colmare desiderio di toccarsi
Da:Avanguardie Irriverenti
Ritorno
Al ritorno dalla campagna di Russia
uomini piuma con zampe d’elefanti
trascinavano fardelli di piombo
e i morti nella neve,punti d’inchiostro
a pause di bufere
-I corvi,canarini di tenebre
felici gracchiavano abbondanza
di tanti insetti incollati a bianca pece
-Così raro il sole che i cani ignari
li doppiasse ombra,tentavano di scoparsela
-Tornavano sconfitti,non valevano una pallottola,
carni avvolte da stracci,all’amo di pensieri
verso puzzle d’animali in Patria stalla
-Superstiti a cottimo nel viaggio
dispersi a dimenticanze in atto,
eroi dell’inutile,ingombri e sorprese
a cuori in pace,fuori catalogo nella storia
-Tuttora il fiume Don canta la canzone trappola
e in certi punti increspa al cumulo scarto d’ossa,
aspetta ancora si dia nome di valore al suo pasto
considerato avanzi da vincitori e sconfitti
Da:Avanguardie Irriverenti
Badante
Sopra orizzonte
fulcro d’altalena
che a propendere
allo sprofondo
azzera rilancio,
due corpi a bilanciare
nuova alba e tramonto
-Stremati
livellano i pesi
sorridono al chiaroscuro
uniscono i nomi
in lingue diverse
per anagramma,
parola chiave
a porsi pari
a evitare
il baratro
Da:Avanguardie Irriverenti
Il silenzio non esiste
Solo,in stanza isonorizzata
il pensiero si riappropria dei ricordi
e con essi tutti i rumori del mondo,
-Il silenzio è condizione d’anima
quando in raro amplesso simbioso
tra l’IO e la figura
-Ci sono più suoni in una lettera d’amore
letta in solitudine coi soli occhi
in riservato sito
che non in banda all’opera
in feste patronale
-Il silenzio è rumore di dolore
per cuori sulle sue frequenze
per quelli fuori sintonia,
stridulo tarlo di vuota indifferenza
da riempire con egoismi
Da:Avanguardie irriverenti
Angurie
Nettare colloso a mosche
su baffi di bimbi
parentesi a lanci di semi
Refrigerio di sole
rosso cuore
circoscritto in verde
speranza
Scorze spolpate
virgole in spiaggia
tra ferie e ricordi
Organetti d’acqua
affettati
al richiamo di condivisioni
smarrite
Frutto di pianta
non più alta d’un piede
parodia a teste umanoide
svagate
Da:Avanguardie irriverenti
L'asino e il leone
Un asino e un leone accantonarono classe sociale
per percorrere impervia discesa senza farsi male,
con patto di ferro convenirono aiutarsi a vicenda
evitando così entrambi al caso pagare dura ammenda
A turno ognuno in avanti ad aver zampe salde a guidare
e l’altro indietro aggrappato alla coda a frenare
tal strategia si rivelò subito grande ingegno
senza pagare al dirupo affamato d’intrusi alcun pegno
Come spesso succede quando tutto sembra andar bene
si allenta in presunzione allerta di sangue alle vene
e la sicura guida del Re della foresta subì gran sbando
alchè l’asino pensò d’osare strategia tenuta al rimando
Fulmineò inchiodò grosso pene nell’ano al leone
e questi sorpreso chiese esaudiente a tal gesto spiegazione,
non si scompose il somaro disse ho posto ausilio,freno a mano
l’ho visto spesso fare a buon fine al genere umano
-Oh! porco d’un cane,son Re di foresta,
insopportabile dolore in azione funesta
intollerabile è tradimento e umiliazione
seppur capisco gran pericolo di situazione
-Morale:mai fidarsi di soavi apparenti innocui discorsi
solito dei traditori nei modi convincenti di porsi
bisogna controllare nessuno sia alitare alle spalle
onde evitare di vedersi raddoppiate increduli le falle
Da:Avanguardie irriverenti
Omofobie
Psicologie femminili
in corpi maschili
non sono anomalie
nè vizi
ma solo un progetto
tra infiniti
di madre natura
-Cervelli cretini omofobici
su uomini autoelettosi
emblema di giusta specie,
anche loro sfornati
dall’officina universo
solo quest’ultimi
allevano idee a sopprimere
chi non rientra
nel culto violento
da imporre
-Cattolici Giudici
omettendo Vangelo codice
faro guida a fratellanze acclamate,
sotto nomea "diversità anomala"
non ligia a lucrante normalità costruita,
pongono i due casi sopra citati
vicini in Celeste condanna
come a dire innocui figli armoniosi
in amore tra identico sesso
pari in colpa a criminali razzisti
-A tale questione propongo
di prendere a paragone intransigente assoluto
una statua del Canova e sopprimere
ogni umano in fattura deviante da essa
come pure identica sorte a chi
del Santo Francesco non segue rigoroso la via
Da:Avanguardie irriverenti
Un grande amore
Un grande amore,
spesso definito tale
solo perchè duraturo
è come albero maestoso in salute,
più le radici s’allontanano
a succhiare verso il basso
più imponente il tronco
e rigoglioso il fogliame al cielo
-In scarso nutrimento
aleggia sempre la fine
e qualche nuvola in siccità estiva
è solo flebo,flebile a rinvigorire
-Certi connubi,durano tutta la vita
pur avendo anime diametralmente opposte,
sanno che il legame è utile a entrambi
-Quelle che al pubblico
appaiono corna di tradimenti e sconfitte,
altro non sono che il prezzo
da pagare al bosco(società)
ove tresche radiche sottoterra
ed alibi di venti ad abbracciarsi
tra rami verso l’alto
Da:Avanguardie irriverenti
Solitudine estrema
Notte di rigido inverno
che imbalsamava rumori del mondo,
lui nella sua casetta,covo di solitudine,
come granello di polvere indurita
braccato da bianca spugna abbandonata
si vide rubare agonizzanti pensieri
dalle lancette a spada dell’orologio
poggiato sul camino fuligginoso
custode d’una fiamma irta a capelli
imbrillantati del diavolo,allora
provò col vino a sognare un pò
ma cadde dal bicchiere pietra lavica nello stomaco
che eruttò una tosse raucedinosa silenziata
dalle labbra ridotte saracinesche gommose
-Dei fagioli prima pasteggiati
bloccati indigesti in atmosfere del non tempo
improvvisi ribelli tuonarono
in sonora scorreggia e smossero torpori
battezzarono subbugli intestinali
dando voce,a piccole cose di sempre
rumori di tarli,faville,fusa di gatto
-Lui incominciò a parlare e a rispodersi
col suo corpo seppur in flautolenze,
svegliò la morte,svegliò le anime
dal nulla eterno,le spinse nelle grinfie
dell’alba
Da:Avanguardie irriverenti
Il cinghiale
Un cinghiale inseguito da cacciatori
approdò verso casa d’un contadino solito ubriaco
e questi quando lo vide..inveì alla moglie
per aver dato a sua insaputa permesso al maiale
di farsi crescere screanzato,folta la barba
-L’animale geniale prese al balzo la palla
e poco più in là dietro a un cespuglio
si strofinò a una pietra tagliente,
si depilò il corpo e in viso sparse borotalco di polvere
e quando giunsero gli sfiancati inseguitori,
ben curato domestico pacifico apparve
-Tutti riuniti a spiegarsi si diedero
l’un l’altro dei matti all’equivoco fin quando
un’asino apparve e inconsapevole aumentò
a causa della nera peluria dubbi alla disputa
fino a confondere totale le acque
innescando riflessioni di sconfino in traveggole
-Sopra una grondaia un passero musicò
ai protagonisti scenziati umanoidi il dilemma
e agli animali l’arguzia
Note:La favola non attinge da nessun detto popolare,è frutto della
fantasia dell'autore
Da:Avanguardie Irriverenti
Amore,io asino!
Bella bionda,passeggi,ondeggi,fraseggi
sorridi carica di vanità
malata di consensi per respirare
e immetterti in ogni giorno,lieta,
sicura d’alto indice del tuo infallibile
potere seduttivo
So che non sono destriero Regale a darti ali,
solo specie ciucaglia sgraziata in trotto
ma l’anima che ignori non la svenderò frattaglie
separate alla mia figura, mira a lampo
d’un tuo sfizio tra ilarità ai mercati generali
Hai a disposizione cavalli migliori
e io povero asino dietro a residui pascoli
non alzo mai la testa ad insidie di sogni
quando Madonna taroccata,in aureole blasfeme
col tuo bianco mantello fantasma
tagli verdi praterie e ti volti beffarda
mentre continuo a masticare
quel poco di scarto necessario che ho
Sai amore,gli asini sono lenti, pigri
forse un pò stupidi ma testardi,orgogliosi
indomiti e tanto meno assecondano capricci
perciò non puoi nè scrivermi,nè cancellarmi
nel taccuino d’amori vuoti a perdere
-A volte non basta tanto oro luccicante
per comprare da un bizzarro un ferro arrugginito
senza valore in fattura ma necessaria anticaglia
al cerchio collezioni in mostra di vanto
Da: Vite Contromano
Alluvione
Lampi e tuoni,
fuochi pirotecnici
pagati dal cielo in terra
con monete squagliate,
liquidi argentei in surplus
misti a scrosti di stampi
traboccanti
da forzieri abusivi
si raffermano a lenzuola nere
ai pavimenti in scalata
a crecefissi cani da guardia
-Si poteva evitare,
retorica di vocaboli stampati
su bandiere d’alibi
-Alberi cementati
da mappe dirottate
circoscritte da sorrisi furbi
ora invettive boomerang
-Oggi,ognuno Pietro di turno
rinnegante al canto del gallo,
e a caccia d’impronta
ispirata al bacio di Giuda
Da:Avanguardie Irriverenti
Epitaffio 63
Toglietevi il cappello
qui giace il Sommo Poeta
-in realtà mi diedi da solo
quest’elogiativo titolo
non per armonie sublime
di parole stese su fogli
totalmente ignorati
ma in virtù d’anima libera,
vissi pecora nera
dissidente a schiavitù ruffiane
di gregge e arroganze pastorali stupide
-Senza vero talento e difese di potere
poesia irradiante al cuore fu anarchia
-Scelsi in speranza a eleudere
fauci di lupi e non facile pastura ingrasso
premio letargia anticamera al macello certo
-Oh!penosi visitatori
calcati in massa su cieca identica strada,
ognuno singola illusoria autocelebrativa gloria
in brutta copia a l’un l’altro,
abbiate almeno flebile coraggio
a designarvi una croce fuori moda
sarà deretano di lucciola
a illuminarvi attimi d’anonimato eterno
-Che siano tizzoni ardenti,mani
se dopo aver letto quest’epitaffio
portate al basso ventre
o scagliate al primo ferro
...............amen...................
------------------------------
Epitaffio 64
Vissi coniglio
e ogni frusciò
parve postino di morte
in oasi rosicchiata
da deserto tra falchi
addestrati al riporto
da predoni
-Pelle da riempire
mendica di carni
fu il silenzio
-Orologio di dimenticanze
giaccio quì verso fine-corda
in attesa porti ultimo fiore
la mia ombra,unico amore
che mi sopravvisse
-Riposare in un’antologia di lapidi
la mia redenzione sognata,
ma casomai ci fosse,
i morti hanno caverne
e non occhi per leggere
-Oh! voi che vedete l’epitaffio,
venite presto a questo regno
a indicarmi il numero
della pagina col mio nome
..........amen..........
Da:Avanguardie Irriverenti
Officine
Nelle officine
medici riparano carni
rimettono liquidi in pressione
ma nulla possono al dolore
truce d’un amore
-Amori,fantasmi
visti solo da anime ospitanti
e modellati da baro inconscio
per una vita bugiarda
-Amori,parassiti
in ali immobili spiegate
viaggiano sui sogni
atterrano nell’indifferenza
-Bisturi parole
in vani tentativi a sincronizzare
cuori in unico plagio
di mendici pietosi sguardi
-Fabbri mefistofili
in inganni a forgiare armonie
mutano baci in morsi,
abbracci,soffochi di piovra
..ti amo,veleno senza tracce
...matrimonio spoglie disertate
Da:Avanguardie Irriverenti
Tra burka e c.li
Tra burka,saracinesca ai sorrisi
luce di Dio universo
e culi scoperti in retromarcia
grimaldelli al potere
preferisco gli animali
-Tra giarrettiere passaporti
e cinture lucchettate di castità
sogno un mondo ermafrodita
-Tra sermoni oscurantisti
e libertà prostitute
scelgo il silenzio
-Tra croci esche di pietà
e icone nel sacco piantonato
amo scrivere il mio nome sulla sabbia
-Tra letture d’antichi libri guida mai aggiornati
e scuole digitali avveneristiche,preferisco
decifrare suoni di parole al vento
-Tra giudici Divini in comando
a soppressioni omaggianti di maiali e agnelli
prego il mio stomaco a non schierarsi
-Tra amore e odio voto il dolore dell’immedesimazione
Da: Avanguardie Irriverenti
Madame De Courvasieur
Incipriata al profumo di cipressi antichi
a coprire indelebile ristagnato odore d’urine
tra atmosfere lascite di Principessa Egizia,
truccata in rimiro d’inganno a falce
ricevette il Marchese Zebeto Paco Degli Indulti
mai domo in corteggiamenti con chiodo fisso,
d’inesaudito rosario antico a frusciare
al salto di dita, rosea giarrettiera riccia,
lasciapassare invalidato di Madame De Courvasieur
-Passo felpato, mani a schiena lignea
poi stridulo freno e scatto consumato d’inchino roteante
a porgere alato, ennesimo mazzo di rose rosse
e solita accoglienza della Contessa in diversi intenti,
sorridente assenso di gradimento e cenno al fedele Osvaldo
ad abbeverare in vaso Cinese l’omaggio,inoltre tal comando
curva d’imbarazzo svoltante a discorsi vaghi furvianti
ma stavolta lo spasimante tenne linea dritta,
in frasi fiume vomitò sentimenti fermentati
alchè Lei arrestò in viso Modigliani il sangue,
inghiotti un respiro,dischiuse al cuore cieco
le rugose ancor belle labbra e sottile metallica la voce
si fece regale soma a risposta....mio caro Marchese
ai bei dì tu gran puttaniere cercavi me sigillo
in collezione e io trofeo raro più in alto di mani alzate
a gioir all’infinito d’uomini allo spasimo
ma il destino ci ha puniti,or due ruderi in solitudine
avvicinati da slavine in pretesa d’unico tetto
ma troppo tardi,ormai chi invano a pisciare oltre le scarpe,
chi con cipria Francese ad asciugare inopportuni liquidi
-Adirato,scosso e rosso in viso il Marchese si battè il petto
invogliandolo ad aprirsi a maggior rigenerante ossigeno
poi balbuziente replico...avviciniamo seppur a tempi brevi
queste due carcasse di cineprese capaci ancor di svolgere
eccentricamente all’anima la pellicola del nostro sogno
che distratti mai guardammo in realtà
-S’abbracciarono tra profumi di rose e muffa
Da: Avanguardie Irriverenti
Corna
Corna ad impastare ricotte
e termometro di siero
olio Santo sulle fronti
-Indice e mignolo al saluto
antenne a captare ansimi
e compasso a ruotare a basso ventre
in calcolo abitativo d’ormoni espulsi
-Bandiere d’idee caduche
a questa Patria di buongiorno
a retromarcia in tacchi a spillo
-Frecce di mano a binari
percorso d’occhi al capolinea furbizia
-Scudo d’esequie
retrovisori di sorpassi
forchette a infizare gatti neri
ciondoli a collane d’aglio
spie di segreti finti
-Vedette di carne inflazionata e
risa al rimiro di specchio tra due aste
-Crocifissi monchi di magnaccia
Da: Avanguardie Irriverenti
Guerre necessarie
E' fin troppo comodo
avversare a parole la guerra
salvo poi partecipare
a suddivisioni dell'economia
che questa nel mondo produce
-Condannano mezzi e fini
ma silenziosi, per ignoranza o egoismi
godono dei positivi effetti collaterali
in rovescio di medaglia
che ogni peggio coltivato elargisce
-Milioni di lavoratori, commercianti
e ancor altri a beneficiare
della nefasta produttività
e quando saturo il mercato
criminali politicanti sponsorizzano
aggiornate tecnologie bellicose
e smerciano obsoleta ferraglia in disuso
a paesi arretrati pronti aizzati
allo scanno fra loro
-Troppo ghiotta la controparte in petrolio
così vitale ai confort irrinunciabili
-Mai voce si leva ad ammissione di colpa
...quel nero liquame altro non è che sangue
dai fratelli versato e magari ognuno
in coscienza prender posizione a rinunciare
almeno ad agi spesso portati all'estremo superfuo,
ad esempi eccessi di cilindrate consone a vanità
e non a reali necessità,come pure caloriferi
in uffici Statali accesi a massima resa
con finestre aperte quando il sole specie a sud
fa capolino d'inverno
-Per non parlare di scaltri imprenditori del male
lucranti allo smaltir di macerie, tossici rifiuti
e in ricostruzioni insicure
-Sciacalli di multinazionali, Santi d'inferno
con alibi di missioni in soccorso a feriti,
sperimentano su inermi, vaccini affinché ben certi
corretti a ogni morte, siano ad uso sicuro
delle loro civili indifferenti Nazioni
-Faccio altro monito agli ecologisti
pronti a protestare su tutto ma ben lieti
ad usare tecnologie partorite proprio da inquinamento
-Ai bambini andrebbe trasmesso, rispetto d'ogni vita
ma specie in Italia alcuni padri saggi si prodigano
a infondere attraverso lo sport caccia,
eroica cultura mortale
Da: Avanguardie Irriverenti
Caducità
Cadono dai tetti di viali,
foglie danzanti
s’adagiano a servire
mosaico monocolore
-Telai a lenzuola di nuvole,rami
si cullano al sonno,
provano antidoti d’incubi,
dottori i corvi misureranno deliri
- A lucide panchine s’intravedono barbe
ruggine, muschio e pori spugnosi
appiglio soste d’ossa sfiatate,
speranze a capillari di denti
superstiti a carie pestifere
-Frutti del tempo in nebulosi pensieri
cardellini altalenanti
su ceppi sottili cinguettano arrivederci
celati d'addii
-Statue,gelide, ponte tra storia e domani
paiono morti,risorti funghi porcini
-Stridule scarpe anonime a lacci e figure
a rendere ninna nanna il fruscio
soffice il materasso al dolore impaziente
Da: Avanguardie Irriverenti
Noia e ricordi d'inverno
C’è chi si sposa per noia
per sentire un cuore
battere
nei paraggi
e per non sembrare
l’unico superstite
nelle notti d’inverno
quando il freddo
gela ansie e paure
e i pensieri
si sottomettono
alle tenebre
in certi posti
dove si vive
solo per non incontrare
la morte
che peggio
sembra
un eterno
..far niente...
----------------------
Ricordi
Ricordo il mio paese
come un’oasi di riserva
dove la morte pesca
senza colpa
tra ozi sprecati
lasciando rimpianti
costruiti
come giacche fuori taglia
indossate da bimbi
con smanie di grandezza
davanti a uno specchio
che deforma
e strappa sorrisi
che non convincono
Da: Normalità Incondivisibili Tra Maschere Clonate
Dispute salottiere
Tra il vesuvio sospeso
d’una pipa che eruttava
fumo violaceo di trinciato forte
nel salotto di donna Carmela Degli Incagli
disse Z’Ricuccio Carbugli...le donne
come meloni,belli fuori
e in sorpresa amara dentro
-Zia Sella Dei Galoppi
a tal sentire corrugò la fronte
tagliò le labbra con la lingua
per assicurarsi il non sdrucciolo di parole e
..gli uomini sono broccoli amari
ma basta cucinarli a fuoco lento
per addolcirli a tal punto
che solo aggiunta di sale toglie lo sciapito dolciastro
-Donna Rosalia Delle Schermaglie
sbuffò e poi in fulminea compostezza
s’inserì nel silenzio di ricarica reattiva e..
è cosa nota che i maschi hanno due teste
e quella a sud secondaria,eminenza grigia
detta i vari comandi al precipizio,inoltre come i cervi
negli anni a ramificarsi ma a differenza di questi
che vantano a ogni aggiunta, saggezza
i nostri partners s’illudono di sembrare giovani
segandosi le corna
-Porco d’un cane esclamò il Barone Puleggia
siamo due a uno e palla a centro e riconosco
che sarà dura pareggiare...
-A tale affermazione gli uomini reclamarono
alla servitù i loro berretti,lisciandosi
le teste con mani tremolanti e sudate
-Il primo a uscire dal salotto,borbottante
fu il Marchese Braco Degli Acciacchi e
sulla soglia esclamò...D’altronde queste vipere
che adottiamo a consorte vantano d’aver sconfitto
il diavolo
-Il Commendatore Cinghia Di Strapponia
tentò un colpo a sopresa abbozzando una pseudo-rima
..donna vuol dire danni ma parò il colpo
la Contessa Ermenegilda di Tromboia e..maschi solo fiaschi
alchè una miriade di mani a scudo al basso ventre
chiusero la serata
Da:Avanguardie Irriverenti
Afghanistan-Ipocrisie italiche
Quante morti bianche ogni anno,
per costruire un ponte,una ferrovia
una palazzina,forse questi
non lavorano per la Patria?
-Cadono anonimi come foglie
ma in disturbo ad archiviarli
eppure anch’essi nel combattuto lavoro
pressati da orologi in sub-appalti
in concorrenza spietata
e insultati gli viene spacciato
neve il sangue,bianco come lenzuolo a coprirli
-Nell’Afghanistan con un Dio di troppo
in guerra per un Paradiso sulla carta
muoiono i soldati tra lo stupore
del popolo Italico che li credeva Francescani gitanti
-Missione, parola a sdoganare il viaggio
all’inferno dei vivi che si nutre di cadaveri
che sono benzina a far camminare guerre
-Or dico io, stupore è casomai veder macchine
seppur tecnologiche camminare e di rado alimentarsi
-C’è malvagità a infondere sorpresa e fato
a decimazioni in intenti bellicosi
mentre sarebbe corretto prender coscienza
che ogni soldato in battaglia è teorico morto,
in gioco a guadagnarsi ogni istante la vita
-Mappe e bacchette d’mbonitori nei salotti a designare strategie,
per loro tutto semplice basta spostare bandierine
e fare cerchi su una carta a nord,a sud
-I morti sono morti e in categorie diverse
in questa Italia come il calcio gli fanno un campionato
e far sembrare gloria l’immenso dolore del distacco
Da:Avanguardie Irriverenti
Il catramista
Con tuta leopardata
e mascara nero agli occhi
Sparge raucedine
tappeto ai deliri del progresso
-Non è gay ma semplice catramista
ma stavolta il look non importa
al perbenismo dei bigotti
-Spugna al sole
cumuli da spalmare
rendono miraggi calura
che cucinano pensieri
fissi sul tornare a casa
per un sorriso sulla soglia
in abbraccio a spine e rosa
-Pece sotto i passi,
secca sarà pelle di concia
dipinta da mercanti
-Ogni tanto un momologo retorico
...era meglio quando sulla schiena
impolverata di bianchi serpenti
starnutivano cavalli
e a voce ci si salutava
-Una volta le distanze
anima in gomitolo da srotolare
e non tiri al mucchio,di fucili
-Sul percorso si raccoglievano paesaggi
oggi sagome abbattute
Da:Avanguardie Irriverenti
Ottobre
-Brezza carica d'addii
e nel cielo coppe di pianto
per servirsene in finzioni
a liquidare retoriche di cordogli
convenienti in Ottobre
capolinee di gemme
scese in frutti attesi
-Cercatori d'oro,delusi
passano all'argento liquido,rugiada
che falsario il sole,spaccia diamanti
per un'anello che non salderà labbra
-Una mazza a sorreggere
nuvola minacciosa, ombrello ai delusi
e deposito di feccia a occhi,pozzanghere
invece aureola ruotante a circoscrivere
due cuori in rimiro a specchio
consenziente a terra,ai fidanzati
-Dal mare,stessa barca è
ricchezza a pirati
miseria a depredati
Da:Avanguardie Irriverenti
Mah! La luna
Alibi
inconsapevole
e rosolio
in tempo
vitale
di catene
alimentari
-Specchio,
trasforma
ai piedi
in ombre
subdole
inconsci
-Palla gialla
colleziona
occhi di bimbi
e presagi
di vecchi
-Guardona
e palafreniera
d’amori
-Incinta
e partoriente
su calendari
Da:Avanguardie Irriverenti
Par condicio
Un occhio chiuso
l’altro sul mirino
e frenetico l’indice
a tastare il grilletto
-Esplose la canna
e cancellò lo sguardo
di punta
-Disse il passero
..stavolta il naso
super partes
ha arbitrato bene
fischiando il buio
anche all’occhio arrogante
che gioiva alla morte,
par condicio d’oblìo
Da:Avanguardie Irriverenti
Gitanti
Pensionati
smemorati
denunciano scomparsa
d’orologio
che festanti
appesero al chiodo
-Sui pullman
spostano orizzonti
bevono paesaggi
da raccontare ai sordi
-Improbabile rivincita
tra fischi di anni
sgambettati dal tempo
-Ora, autostrade dritte
ove rotolano capolinea
calciati a spostarli
più in là dalla vita
-Cappotti in estate all’equatore
gagliardetto al senso dei viaggi
Da:Avanguardie Irriverenti
Menù agreste
Primi piatti
-Tagliatelle forfait al profumo di bosco
tagliate a spago cinghiato
con funghi porcini in pausa puttanesca
-Spaghetti capellini annodati da zitelle allo sparlo
su usci tramontana
-Carbonara con uova d’oche starnazze
fecondate in kamasutra elicoidale
e pancetta di maiale imporcellato Messicano
-Maltagliata in distrazione con ricotta guardona
e alici mollicate di paranze dell’adriatico
-Orecchiette sorde Sarde a incavi di pollici scrivani
con rape transumanza del tavoliere, spruzzate
con olio sbircio mestruo Lucano
Secondi piatti
-Quaglie steppaglie Galiziane acchiappate a mano
involte in pancetta del sud tirolo
affumicata con frassino Stradivari
e prezzemolo ampollato duro Pontida
-Spiedini d’allodole retate del Salento,
rosolate al flambè ginepro e gratinate
al Piccante viagrato Calabro di stagione
-Lepre in gambarotta azzittita in crosta di patate carciofate
-Agnello all’uccelliera panciata,contornato da fagioli Afgani,
silenziati al cusciono di Papa
-Capriolo consorte cacciatora in bella vista
con lamponi nasifughi Spagnoli
-Vini
-Dirupos rosso 1960
-Cicorias rosè 1980
-Ciamuorias bianco 2000
-Baccallocco Rosso 1987
Dessert
-Gelato tamarindato alle barbabietole Cinesi
-Torta zappatora alle zucche gialle
-Bom bon schiattoni al liquore di cipolla
-Buon appetito dal cuoco:Conte Ruttobeso Sgancia Farcito Flautolento Di
Cornovaglia
Da:Poesie Cialtrone
Vengono da lontano
Vengono da paesi lontani
ove donna è immondezzaio d’ormoni,
passaporto è catena
tesa in miseria catapulta
-Lepri in nuova cattività
davanti a foto d’insalata
e libertà,allerta tra cane e fucile
-Si fanno coraggio con flash memoria
scongiuri d’un rito tribale,
lucertola infizata a spilli
e un teschio passamano,
per noi promordiale basket
-Occhi,spugne di violenze
sature,specchi lucidati da paure
-Sono monete di carne
coniate da coltelli,
poste esempi di mance
lungo viali di calore finto,
spiccioli consumati da sommare
e nel giusto peso convertiti filigrana,
piume d’ali ai Caronte di turno
-Speranza è una rosa persa in corsa
sull’asfalto da una bocca ardente
mentre le mani impegnate in allaccio
d’abbraccio vero
-Viene da dire...
Dio perchè non deleghi all’inferno
il germoglio d’aguzzini,
invece di costruirli
nel ventre bistrattato di donna?
Da:Avanguardie Irriverenti
A quei tempi
Erano gli anni ottanta,
pioveva a comando anche col sereno
e le nuvole sicari pilotati
di sogni non allineati al potere,
-Sui palazzi delle regioni
si leggeva..CENTRO COMMERCIALE-
gli uscieri galoppini
trasformati magazzinieri
e i vigili urbani frecce segnaletiche
al traffico dei prosciutti
Sulle insegne delle banche
incorniciate da ramoscelli d’ulivi
c’era scritto -PELLICCERIA-
i direttori s’atteggiavano
a Robin Hood di nuova era,
scuoiavano i poveri
per dare ai ricchi
Le donne guidate da fotomanzi
divorziavano dalle macchine utilitarie
ignare appartenessero ai mariti cervi
ma i cavalli veloci scelti
avevano il difetto di cambiare strada
ove piazzole di sosta erano atelier
del vuoto a perdere
A quei tempi avevo un amore
mi disse sorridendo
t’ho imprigionato il cuore
e non hai avuto il coraggio di urlare
e mi lasciò per un’anarchico
che con vino e fumo uccideva il lavoro
A quei tempi parlavo con Dio
e una volta mi rifiutò una preghiera
motivando che oltre gli imprechi
c’era bisogno di rischiare
A quei tempi,sponsorizzato dall’occulto
avevo un futuro e me lo vedo chiaro solo adesso
perciò ora sono costretto a scrivere
su tutto ciò che non ho fatto e mai farò
Amore...cullami l’anima nella pace
fammi dormire sul tuo seno
sussurrami lieve all’infinito
che se non avessi fatto tanti sbagli,
se non m’avessero morso tanti cani
non mi avresti mai incontrato
Da:Parole Fredde
Una foglia
Esequie gratuite
d’un vento garbino
a una foglia di platano
-Accartocciata
come cuore svuotato,
sospinta raschia l’asfalto
in cerimonia giostrante
-A una folata più forte
impenna come a risalire al ramo d’addio
poi danzante in grazia di macabro
plana sul dorso d’un cane a riposo,
questo la crede farfalla gigante
e quando sferra di scatto l’azzanno
uno schiaffo invisibile
la sottrae alle fauci,molle sul vuoto
e si salva nel suo funerale
-A poca distanza,Io su una panca,
coi pensieri di fresco bucato,mi dico
nemmeno la morte pone fine immediata
al precario,ha le sue varianti
al ritorno di madre polvere
-Una ruota di macchina,frantuma la foglia
ormai crosta che si dilania nell’aria
fino a posarsi leggera,concime
a ridente aiuola vicina
-Elaboro la scena e fermo su carta
una riflessione...........
La vita è un pittoresco vestito indossato
soggetto con arte a continui rappezzi
e quando copriamo del tutto la stoffa originale
allora nasce un nuovo arlecchino
sul cadavere dei vecchi fili
Da:Avanguardie Irriverenti
Molise 2
Porri calcarei
peli gramigna
ruscelli singhiozzanti
oasi derelitte
-Sensori silenzi,antenne
trespoli di corvi
postini necrologi
tutti nel cerchio sfuggito a Dante,
Molise
-Lamenti di motoseghe
colonne sonore
a spettrali cortometraggi
di vite evase da occhi,schermi
affamati servi d’opulenze invidiate
-Serpenti ammucchiati,ansimanti
sfiniti d’amplessi,strade
-Telenovelas cagnacce
osservate dietro persiane rasoi
espiate con palline in catena
saltate da reumatici pollici,rosari
-Amori stesi su diari
sospesi tra fuochi e cassetti,
scruti di madri e bronci di padri
-Zappe,riposano su caprine pellicce
emblema ripudiato, tirato tra storia
e progresso sognato
invocato in labiali su binari di labbra
screpolate dal vento
-Teatro di repliche stanche,piazze
ove realtà è pubblico,apatie attori
e neve,grandine,tuoni unici applausi
-Si restaurano con collette di morti
cimiteri in disuso,quelli attivi
con imprechi elemosine a viandanti predoni
Da:Avanguardie Irriverenti
Esperimento 2
Per esperimento
condannai il mio cane
a controllato digiuno
per una settimana
poi improvviso lo posi
davanti a scelta fulminea
tra fumante bistecca
e copulare con una cagna
prosperosa in calore
-Immediato l’avvento nel piatto
anzi grignò alla posta in accomodo
credendola concorrente di pasto
-Quando finito
non del tutto sazio mentalmente
ma gonfio allo stomaco
si guardò intorno se vi fosse
leccornia in aggiunta
-Man mano il satollo
comandò la psiche al contento
e il mio fido compagno
sciolse impetuosi istinti amorosi
-L’esperimento mi fece capire
il perchè oggi i poeti
cantano solo poesie d’amore
Da:Avanguardie Irriverenti
Unica via
Rendere ormoni inocui
spezzare istintivi tramandi
unica via di salvezza
e d’eroismo vero dei poveri
altrimenti condannati eterni
a fabbriche d’anime schiave
-Immane reato ignorato
barattare amplessi di pochi minuti
per vite in cattività certa
sin dallo schiudersi
-Leggi borghesi,Religioni,
effetto placebo in durata flash
nella miseria mulino del tempo
-Raro riscatto,in acclamo per chi
parte quando già al podio s’innalzano
premi anzitempo assegnati,
-Non porre eredi di propri nefasti destini,
unico modo a non proliferare carni
attese da piovre croci
-A volte mi chiedo se al mondo
ci sia più violenza nel cinismo lucrante
dei ricchi oppure tra poveri
che per egoismi e lampi di sfizio
lanciano al mondo figli in catene
Da:Avanguardie Irriverenti
Fine agosto
Incominciano gli alberi
a incerare frutti
in maschera funerea
per consegnarli ai palati
-L’aria si toglie i panni di cellofan
sporchi che la calura ha cucito addosso
e tersa invoglia anime alla muta
e nel tempo transitorio di nudità
le correzione a nuovi adatti
-Il sole,vecchio croupier
chiude olimpiadi di risvolti,
pulisce tavoli,teatri di rovine e sogni
al rimando di conferme improbabili
-Porta il mare nelle biblioteche dei fondali
il precario indefinibile umano
catalogato da sciabordii,carezze,ora schiaffi
e l’anno prossimo riporterà al vento postino
voci in surplus agli archivi
-Gli amori provano prestigi,
si spalmano su cartoline
con alchimie d’inchiostro sognano
in lontananza d’entrare nella fessura
d’un cuore che lento si chiude
al via vai di nostalgie piegate al dolore
-Le campane suonano il gong
alle voci mistiche dei conventi
in allenamento per il raccoglimento interiore
che il caldo ha disperso nei sudori
-Lentamente s’avvia la natura a divenire
una stazione di metamorfosi,irrequieta e silenziosa,
smista sensi malleabili,dubbi e certezze,
incomincia a distribuire cappotti,fardelli
e sveste scheletri a secondo del viaggio
-Qualche torrente prepara il letto ad acque
schiacciate da palpebre
Da:Avanguardie Irriverenti
La volpe e il pavone
C’era un pavone di rara bellezza
che persino una volpe se ne innamorò
a tal punto che in diverse stagioni grame
sopportò feroci crampi di fame
e mai le balenò idea di farne prelibato pranzo
anzi donava al suo anomalo amore
che civettuolo innalzava sfuggente l’idillio,
rari succulenti frutti di bosco
-Il pennuto conscio di tale virtù,tronfio
passava le giornate al rimiro in laghetto
ma un giorno s’avvide che alcune piume
a flebile vento volarono via e così man mano
nei giorni a seguire la perdita
e stavolta non era normale muta
-Lento il declino tirava somma di anni
spogliava il Re della vanità
e isole di lucida pelle s’arroventavano
desertiche al sole beffardo
-Quell’anno la volpe nel vortice d’ennesima fame
sia per evitare esempio di bellezza sfumata
che per tacitare lo stomaco,socchiuse gli occhi
e lo azzannò fino a divorarlo leccornia
-Quando satolla sdraiata all’ombra d’un faggio
in riflessione sussurrò.....quando la bellezza
coltivata assoluto pregio svanisce,
nessun’altra virtù appare e sia a umani che ad animali
che hanno fatto unico scopo in vanto l’effimero
la sorte prospetta il macello o ancor peggio solitudine greve
e io ho risparmiato al pavone impietosi giudizi
del pubblico ansioso di placare invidie covate
Da:Avanguardie Irriverenti
Escort
-Parola moderna che vira
gira e rigira in prestigiata mira
cambia popolano modo di dire
poi il culo sempre a scoprire
-Escort accompagnatrici
per non dir volgari meretrici,
-Carne curata da vendere
al lercio osannato potere,
principesse di finto reame
tra champagne e liquame
-Povertà lungi dà gloria
ma solo pane e cicoria
e mostrare abbaglio d’oro
vuol dire consolidato decoro
meglio immoralità chiacchierata
e non casta nomea dimenticata
-Non ci sono più sermoni timori di Dio
e allori terreni significa ogni dispendio
Da:Avanguardie Irriverenti
Poesia del
silenzio
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linee sul monitor
...........amen ..............
unica flebile voce di un passante
forse un infermiere
Da:Voci Dall'Inferno
Uno sparo
Uno sparo si dilania a caccia di timpani
ed esangue a terra dietro una siepe
un uomo col fucile automatico
-Abbaia il cane addestrato
verso una nuvola di fumo
-In alto nel cielo terso
l’allodola esegue in perfezione
una sinfonia di Mozart
-Dal pioppo si lancia il corvo
plana gracchiante nella valle,
si posa su una pietra e applaude
con le ali,mima equilibrio precario,
ruota il collo come a dire
il destino gira verso tutti
-Da una chiesa diroccata
fa eco il de profundis della civetta
e il vecchio eremita
si slaccia i pantaloni
infila rugosa mano al basso ventre
ingoia saliva per ammorbidire
l’accaduto
-Il Telegiornale del bosco
parla di giustizia in grazia ricevuta
e il picchio fa una tacca sul tronco
a indicare meno uno al danno
più uno alla punizione
-Il telegiornale degli umani
liquida l’evento col nome...disgrazia
Da:Avanguardie Irriverenti
Storie di ieri e di oggi
Si vendeva tra i fumi di copertoni
e i claxon assordanti dei camion,
man mano con malizia gli salì il prestigio
e si fece conquistare tra alberghi
a cinque stelle
-Giocò coi vestiti,si negò molte volte
con mestiere per elevare il prezzo
e il desiderio
-Un giorno quella strana macchina
che gli irrigava il sangue si guastò
e per la prima volta sentì calore al petto
e un fremito d’orgasmo mai provato,
ebbe sussulti senza regole tra due lacrime
e un lampo di gioia all’anima
-Si innamorò senza prezzo e si pentì
d’esser stata generosa negli sbagli
-Si riciclò tra benpensanti benestanti,
sussurrò delle preghiere di domenica
e sognò un figlio per ripulirsi del passato
e le riuscì di generarlo ma un giorno avvertì
d’esser stata preda lacerata da troppi cani
e provò amore e odio per chi ignaro le regalò
quel sogno avveratosi
-Forse per eccesso di contegno
a bilanciare impudicità iniziale
fatto sta che non la vidi nemmeno per finta
più sorridere salvo un giorno in una foto
sul giornale,sotto un amen tra allori e spine
-Mi ricordai d’un amico cinico che diceva
...è inutile voler leggere a ogni costo
sui volti scarabocchiati dal destino
cose belle che non furono mai scritte,
-Io dico,facciamo parte d’un progetto della morte
e la natura è sua macchina, eterno prototipo
perciò di volta in volta ha bisogno di ricambi
per rimanere sulle scie del tempo
e alcuni di noi sono pezzi cavie di rottura,
errori tra struttura base collaudata più affidabile
Da:Amori Scaduti Di Un Essere Qualunque
Davanti al bar
E’giornata scialba
non ho voglia di far niente,
un cameriere mi porge
un aperitivo chimico
-Osservo poco lontano
un mangiatore di fuoco,
prepara la bottiglia di benzina
e prende le misure,intorno
a un gruppo di persone
che agitano i colli
come pioppi al vento
-A due tavoli più in là
c’è la moglie del dottore
seno scoperto,cuore ostrica morta
in un mare di petrolio,
scambia due parole col ragionier Cipolla
occhiali fondo di bottiglia
e barba a foresta sottratta a incendio,
sorriso da documento d’espatrio
-Questi quadri di figure incompiute
mi fanno sentire un naufrago
a cui sfugge ultimo appiglio
e allora provo a canticchiare
una canzone che non mi viene
la bocca è valvola di sfiato
d’un vecchio organetto che manda fuori tempo
avvinazzati contadini danzanti sull’aia
-All’improvviso un venticello
scuote pollini di pioppi,farfalle
in tempesta di sabbia,allora mi agito
e sento un corvo strapparmi brandelli di pelle,
è il ricordo di te Sara che passa dall’anima
alla carne
Da:Amori Scaduti Di Un Essere Qualunque
Pantegana
-E’ la storia d’una adozione
che trasformò usuale dispregio
per una pantegana,in amore
-Tutte le mogli del condominio
logorate da gelosie brucianti
misero in ausilio al gatto
una tagliola dietro la porta
ma il felino plagiato da arguzia
e raffinatezza dell’animale
prima l’allertò e poi se ne invaghì
-A nulla valsero benedizioni Pasquali
a fermare l’anomalia,ormai normalità,
gli spruzzi del prete parevano elisir
di giovinezza e splendore all’intrusa
-L’unico parziale successo l’ebbero
decrepite zitelle, a coprire
ansimi d’affanni a mai domi stupori
con recite d’altosonanti rosari
-Nell’arco d’un decennio
forse a causa d’eccessi affetti e litigi
il condominio fu decimato
da infarti e cirrosi epatiche
-Aggiustando vecchie metafore contadine
un quotidiano locale scrisse
.....hanno tirato su e giù
senza dare mai segno di logorio
più dei peli di pantegana
e non tutti i fili d’acciao
delle corde dell’ascensore
diverse volte sostituite
-L’unico mai coinvolto dalle scene
fu il burbero Professor Zarrachumma
ma pagò l’ignoro con dolorosa
e scricchiolante artrosi
alla mano destra,sforzatosi a imitare
(per attenuare tensioni ai subbugli interiori)
andirivieni ululati nei corridoi
Da:Avanguardie Irriverenti
Alcool
Alcool,banchetto di demoni
nell’inconscio,
è questo tetra galera
di malconce esperienze
che all’usuale festa si rallegrano
ma quando gli inquilini
saturi oltremisura
vomitano e defecano
al fegato e al cervello
depuratori intasati,scoppiano
e la deflagrazione frantuma occhi,
finestre d’ogni affaccio d’anima
-Quando sotto i piedi
stridulano vetri,tutti dicono
quel silenzio apparente normale
carico di presagi e vuote preghiere
bestemmiate con labiali a scatti
poteva essere interpretato
prima di leggerlo cubitale
ai piedi di croci
crucce di crisantemi
Da:Avanguardie Irriverenti
Talebani in fuga
Cruenta la battaglia come non mai
a grappoli cadevano le bombe
come sgorbi imploranti
saltavano i Talebani
che consideravano
appello di Dio a giusta causa la morte
-Il tempo pareva
una biblioteca d’esplosioni
e fieri rigorosi impavidi
uomini col turbante
si consegnavano agli archivi,
la vita era pagina di sangue
scritta in amor di Patria
da far leggere fieri ai figli
-Carri armati,aerei e missili
ormai abitudini nefaste
assorbite con coraggio,fede e armi
-Accadde un fatto anomalo
fuori da ogni umano credo
giunse d’improvviso
un equipe giornalistica
con una fiat seicento multipla
seguita da una Panda
al che s’elettrizzarono
le barbe ispide,
i capelli espulsero i turbanti
e implori affettarono la calura
partirono roventi verso il cielo,
i guerrieri avevano visto di tutto
tranne dei mostri di ferro
di fattura simile in bruttura
-Corse subito il pensiero
a una discesa aliena,
abbandonarono le postazioni
per ritirarsi a meditare
e conciliare meglio
credo ferreo e kalashnikov
in fondo era solo una battaglie
tra le tante e stavolta vinta
per uno a zero ...dalla fiat
Estate
La terra è pentola rovente
piena di granchi
con retromarcia inceppata,
la poesia preferisce altre vie
e le parole kamikaze al cervello
-L’afa stupra la pelle
si dilegua sudore
-I cani, lingua a termometro
che esplode mercurio vitreo e fritto
in fili di bava argentea
collane all’ilarico diavolo
festeggia presagite evacuazioni
di cuori a farfalle
dei prossimi morti
-Non è per tutti così
tanti nell’ozio, in privilegi usurpati
hanno l’anima in frigo
e le colpe sono cubetti di ghiaccio
ai loro drink, scudo elisir
a stecchire bestemmie d’invidie
-Rifà il tappeto agli ignavi
il catramista e lo sogna pece
che incolli ogni piede
all’indifferenza calpestata ogni giorno
-Tossiscono antiche fontane
in diatriba se sputare acqua santa
o lava a seconda di inermi o aguzzini
-Il sole strizza calura, rosolio
da mescere sonnifero al tramonto
testimone inattendibile
Da:Voci Dall’inferno
Tempi lontani
Allora gli abiti erano pelle
e allo strappo d’usura
sanguinavano,
l’ago e il filo saldavano pezze
ritagliate dalle mute dei morti
-Il vestito a festa
distinguo da animali
e lasciapassare al tempio
ad omaggiare un Dio severo
che in ira avrebbe potuto
aggiungere carestia a miseria
-La domenica,freno a ingordigie
con spruzzi del prete,
lubrificante a ossa fumanti
e dopo,clandestini in cantina
col vino nero tra fumo di tabacco
a bilanciare incenso donato al supremo,
e tenere buono sottoterra lucifero,
zappare voleva dire scoperchiare
tetto d’inferno
-Volti a dirupo amoreggiavano
s’adescavano al baratro occhi
rodavano fusioni di timidezze
per sognarsi pastori di prole
designata bella copia
di loro vite ipotecate al destino
-Gli asini erano cavalli
e la soma eroe cavaliere,
un sacco di grano,ali al padrone,
paradiso il magazzino,
angeli i bimbi a suonare
un’0rganetto di pane
Da:Avanguardie Irriverenti
Manager
Manager della sanità
capo-lotterie di guarigioni
pirati della salute
terroristi del bilancio
cecchini dei meriti
porri della politica,
quando rari al lavoro
dediti allo sperpero
-Eminenze di puttanai
double face dei poteri occulti
Don Rodrigo e Azzaccacarbugli
a seconda se leccare
o farsi al referente
ponte di stolture a pecora
-Li vedi riveriti
spogliarsi del cappio
e del gesso telato
vanno ai fanghi salutari
a spese del popolo,
lo stesso fanno innocui suini
in paludi a costo zero
e in dispregio li chiamano porci
-Penso sia almeno il caso
per giustizia d’egual cura
equiparare la nomea
magari a miglior suono d’orecchio
..maiali entrambi
figli di scrofa
Da:Avanguardie Irriverenti
Pantegane a Porto Cervo
Gran zoo
da finestra di gallura
orsi,iene, cervi e buoi
accudiscono pantegane,
cani e pecore
spiano da anfratti
-Lussuose stalle
con abbeveratoi all’aperto
fungono da laghetti
a galline e oche
pronte a provarsi
allo spiedo di corna
-Vanno e vengono arche
dei Noè tarocco,
sulle originali
non è previsto topame
anche per bandire in dispregio
la parola... vulgaris zoccole
che poi chissà perchè,
fatta sposare promiscua
con esimi ricottari
-Oh! Dio ci sarebbe
un’attinenza
gradito è cagliato siero al rattume
e questo spesso proviene
da animali gran cornuti
Da:Avanguardie Irriverenti
A Reno Bromuro
Amico mio
polline di mille arti
te ne sei andato
come piuma al vento
evitando di distrarci
forse solo i bambini
ingenui,puri e curiosi t'hanno visto
avvitarti silenzioso verso Dio
-All'ennesimo mio lapsus dicesti
come padre delizioso
che corregge sorridente al figlio
i primi sforzi di parole
..non chiamarmi Remo
ma Reno
come il grande fiume
che dai monti alle pianure
raccoglie ogni rigagnolo
e lo culla verso il mare
così io le voci d'ogni cuore
stridule e dolci
ognuna per una poesia
che sempre ci colgo
e dà felicità o dolore
al mio animo assetato d'amore
e quando sorpreso risposi
..che in invidia
alla limpidezza
di porti a dubbie coscienze
t'avrebbero riversato in seno
fango e veleno,oppure ignorato
la risposta fu
...alla fine è sempre acqua pura
che lascia le scorie
evapora invisibile al cielo terso
per ricadere pioggia purificatrice
sulla terra dei lamenti eterni
orfani di pace agognata
Da:Avanguardie Irriverenti
Domani
A uno a uno
come i capelli
i sogni son caduti
-Una piazza lucida consumata
da striduli pensieri
finiti sotto i piedi,il capo
cinto di rughe al belvedere
e cactus in supplica
a nuvola del deserto,il cuore
e tu amore mio
sei il passerotto
che spia briciole al bambino
-Domani ormai
non è traguardo appagante
solo tappa forzata
d'inizio percorso
della fine
Da:Avanguardie Irriverenti
Stasera la luna
Falce d'oro
appesa
a un lenzuolo nero,la luna
ogni tanto affumicata
da nuvole
-Scintille d'arrotino
le stelle,
stasera il cielo
ispira fatiche
ai mietitori di sogni
e io ho l'unico amore
la mia ombra segugio
morde i passi
e rimane incinta sui dossi
povero me
domani avrò idee
abortite ai miei piedi
e becchini i rumori
le tumuleranno
nel vento
Da:Avanguardie Irriverenti
Giustizia implacabile
Implacabile il Giudice Puleggia Delle Funi
condannò alla padella la cipolla
per aver fornito spesso alibi di pianto
alla moglie traditrice
-Ancor più severo fu con la patata
per aver occultato le borse sotto gli occhi
-Bandì dalla cucina l’aglio
artefice del mancato dialogo
e inveì contro i fagioli terroristi
accusati di dirottamento di fiati
necessari alle parole per spiegarsi
-A nulla valsero le proteste dell’avvocato
che lamentò un numero spropositato
di schioppettate subite dal suo cliente
scambiato per cervo a causa di pesanti corna
-In appello furono convocati fave e prugne
artefici d’andirivieni del tradito al bagno
con conseguenti rumori oltraggiosi al galateo
quest’ultimo collante necessario di tutti gli amori
-La stampa gridò allo scandalo
e chiamò in causa carote e cetrioli
impostori surrogati prestatosi a forme falliche
-Un noto matrimonialista scagionò i legumi
e disse..Oh! porco d’un cane,bastavano
delle foglie di tè, due limoni
e in aula tirare dalla tasca un uovo marcio
a incolparlo del tutto
Da:Avanguardie Irriverenti
Inquietudini
Dio è troppo lontano nell’immaginario
e le streghe sono ombra inquieta
di ramo mosso dal vento dietro l’angolo
mentre il gatto nero appartiene al vicino
e a nostro scongiuro potrebbe tagliare
la strada a lui stesso sgomenta
-E’ facile credere al mistero
quando le pedine in prestigio inquieto
esistono davvero,ignare associate all’occulto
-La nuvola affetta la luna e in oscurità
gli amori incespicano sui nasi tesi
e sentono presagi,incrociano dita,s’allacciano
-Mulinello ai ciottoli del ruscello
in chiaroscuro,serpente a sonagli
ad anime allertate da peccati indicati
-Musica requiem le voci notturne del sangue
in trasfusioni alla catena alimentare nella foresta,
domani contate da rosari e malocchi,
palline al salto d’unghie
e oli galleggianti in acque impiattate
gareggieranno a scongiuri educati,
i maleducati plageranno bassi ventri
con mani allenate ai tatti servili
-E’ inutile sfociare eroismi blasfemi
ogni figura nell’inconscio ha sorgente occulta
più o meno accreditata nel sociale
salvo poi ognuna deridere altrui credo
per avallare il proprio
-Il mistero è dei vivi,
il silenzio senza senso dei morti
giunti all’ignoto che non cerca verifiche
Da:Avanguardie Irriverenti
Democrazia
Cinquanta per cento di consensi più uno
a difendere privilegi illeciti
sottratti sottilmente al restante quarantanove,
questa losca matematica la chiamano Democrazia
e l’alternanza può avvenire in miracolo
se qualcuno di maggioranza illuminato da Santi
passa alla malconcia minoranza,subito non più tale
e vuole riprendersi con interessi il maltolto
ma come sempre chi a difendere e chi a riconquistare
vince chi ha più provviste,munizioni
e luccicante metallo a corrompere
-Quanto sopra illustrato
è solo ottimistica utopica ipotesi
perchè spesso succede che ricchi despoti
anzitempo in arguzia per aver largo vantaggio
arruolano cospicuo numero d’inermi rimasti al palo
e tale manovra a confondere il popolo
occultata sotto effige di nuova bandiera ideologica
-Insomma la democrazia diventa
lotta intestina di benestanti arroganti
che di volta in volta tronfi gareggiano
a pasturare ed arruolare cani all’osso
alle proprie fazioni,così vincono
sempre i potenti che a giro ruotano plebaglia in sostegno
-La sola differenza con la dittatura
è in questa un solo despota con poca accozzaglia
decide d’un paese le sorti,invece in democrazia
una mescolanza di iene,lupi e leoni
superiori anche se di poco a pecore e gazzelle
pronte queste a indicarsi l’un l’altre cavie
per ingraziarsi le belve
Da:Avanguardie Irriverenti
Spoglio elettorale
Di tana in tana volpi galoppine
coaudiuvate da ciambellano pollame
mettono tacche sui quaderni
-Echi di nomi al conclave accendono sorrisi
e smorfie su volti di pellegrini impazienti
in attesa di beatificazioni
-Sigle di parrocchie di credi promiscui
custodiscono miracoli pronti a sfidarsi,
caciotte e caciocavalli piovuti dal cielo
senza passare per latte animale
e bistecche infinite tagliate
da maiali vivi senza ferirli,menomarli
-Giacche,cravatte,strette di mano
e padelle a scongiuro calcate al deretano,
volano numeri su simboli parabole
falci senza grano a esorcizzare carestie,
martelli orfani d’incudini come a dire
si batte dove capita purchè non rimbalzi alla fronte,
dentiere appesa ad aureole a spiegare
il sorriso parodia al nefasto
è auspicio gradito ai Santi
-Squillano telefonini dei portaborse
danno direttive a oliare il carro balocco
e Lucignolo da due giorni passa puntuale
a mezzanotte,diretto alla fabbrica
dei tamburi di pelle
-Si levano in coro voci vittoriose,
con stupore nessuno ricorda divise avversarie
e tutti a sgomitare ad aver prelazione
d’osannare la sola squadra prescelta
-O si si rifà l’Italia migliore o si muore
era iniziale eroico slogan al voto ma tutti salvi
madre Patria s’è uccisa da sola
onde evitare amorevole eccesso ai figli
di..gran.........P....atriottismo...
Da:Avanguardie Irriverenti
Perdonismi
Passano lente le stagioni
l’estate arroventa la lapide
l’inverno la gela
e sotto le ossa
a secondo,bollite o in tremore,
è un figlio cadavere
coi suoi teneri anni spezzati
da un assassino spietato
ora in prigione su scie di benefici di legge
ha speranza concreta di vita normale
mentre i genitori della suddetta salma
hanno perdurante morte nel cuore
e i fiori quotidiani alla croce
servono solo a rinvigorire dolore
a lucidare memoria che non vuole ossidare
-Giudici e pacifisti
imbonitori del male a loro distante
specialisti del maquillage assassino
sono ben pronti a perdonare la cronaca,
si perchè per loro è solo granello di storia distorta,
ignari dell’eterna notte scura
di chi un figlio s’è visto ingiustamente
sottratto,
la stessa Chiesa avalla allevio di colpe
delegando al cielo premio idilliaco al soppresso
ed eccesso di caldo in angusto ambiente
a chi omicidio commise
ma il tutto senza straccio di prove
-Spesso ai due genitori è facile imbattersi
in raro ritaglio di svago dall’ormai mestiere
d’ossessivo ricordo
nel sogghigno sberleffo
dell’ormai sdoganato colpevole
e tal visione è coltello a infierire
su ferite che nessun sole ha cicatrizzato
-E’ troppo facile gettare a caso del miele
in pretesa d’addolcirle
su anime che l’ingiustizia<