Poesie di Giancarlo Sala


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Pane coop
Lì, dove quella calda notte
mi abbracciasti speranzosa
alla luna immolata creatura,
lì dove i profumati pizzi neri
ricamavano i miei pensieri
sulla tua lattea scollatura
lì, proprio lì, hanno costruito una coop.
Frettoloso ci vado ora
un giorno sì e uno no
a comprare il pane odoroso:
entro malinconico, ma esco felice
mentre dalla busta spunta
un filoncino fresco, croccante
buono come i tuoi baci di allora.
-Ciao, come stai? È già tanto che...
Nel rivederci ier l'altro per caso
sotto l'insegna ner'arancione
ho notato impercettibilmente
avvizzite le tue fattezze
ah, lievi carezze, speranze vane,
lì, dove una volta non c'era niente
se non le nostre fragranti sere lontane.

Il cercatore di perle
Ti regalo due giorni della mia vita
per galoppare lontano
fino a raggiungere il mare che
insieme vogliamo toccare.
Senti perla marina
l'alito di vita ancestrale?
Improvvisa in cielo una stella appare
mentre dischiudi le labbra
cogliamo un proibito frutto di mare.
-Qui nessuno ci vede e ci sente: soli, nell'universo uniti!...

Spossato sulla tepida rena
il cercatore di perle supino s'accascia
passato è infine l'affanno amoroso.
Ora sul litorale incantato
nel mattutino ballo dell'onde
aromatica brezza i profumi confonde.
Sciaborda il creato d'amore.
Nel nuovo giorno, tiene in mano una perla, ma
dolcemente devasta il suo cuore
la via del frettoloso ritorno.

Sapore antico
Chi non ricorda l’agrodolce
della zuppa di latte
munto all’imbrunire
gustata bollente
intorno al focolare
nella baita tra i pini?
Dal bianco fumante della scodella
di legno brunito dal tempo
affiorava soltanto un pezzetto
d’umile e secco pan nero.
Altro allora non v’era, nella baita tra i pini!...
Ma al tenue lume della brace accesa,
mentre la notte avanzava
nello svaporar del paiolo di rame,
sì dolce appariva il sorriso dell’ava
prima di addormentarci, sazi.

Fedeltà
In tutti questi anni
quanta gente è entrata
e uscita dalla mia vita:
ho perso amici e nemici
e mi chiedo cosa resta
di me stesso
degli altri
del mio
del nostro amore
Io, con le mie lucide e
opache memorie
scevro di facili incontri
fiducioso nel dare
tutto me stesso
e qualcuno che nel cammino
mi ha pure tradito!
Perdonare sì,
dimenticare, mai...
E ora che il passato mi riprende
polvere d’eventi
felici
tristemente
si leva nella mente stanca.
Finché il turbinio si placa
e solo allora
riabbraccerò i più cari.   

Sera d’autunno
Or tremulo arde
d’algida luce
il fioco lume
dell’anima mia,
sempreverde.
Ma il ricordo palpita forte:
vento odoroso di abetaie,
intime fibre sottili
da lei ieri scosse,
potente balsamo resinoso.
Nel tempo resiste
vago fervore
insistente
sollecita un ritorno.
Muto si riaccende il falò.

Desiderio di pace
Ecco misteriosa la Sera.
Rapida scende oltre l’orizzonte.
Tempestosa s’annuncia primavera,
rincalzano fosche le nubi sul monte.

Ma ecco ariosa la Notte.
Come petali di rose
delicatamente consola,
un incanto di luna fatata
polvere di stelle generose...

Natura, madre rigeneratrice,
pace a ognun dona!
Al mondo rubicondo il giusto trambusto
e vino sopraffino all’amico vicino
Esca dal torpore il nostro amore...

Per mare e per terra annuncia pace!
Mai soffochi la speranza
Di chi innocente tace
Di chi innocente giace.
Albeggi sereno il domani!


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