Pane coop
Lì, dove quella calda notte
mi abbracciasti speranzosa
alla luna immolata creatura,
lì dove i profumati pizzi neri
ricamavano i miei pensieri
sulla tua lattea scollatura
lì, proprio lì, hanno costruito una coop.
Frettoloso ci vado ora
un giorno sì e uno no
a comprare il pane odoroso:
entro malinconico, ma esco felice
mentre dalla busta spunta
un filoncino fresco, croccante
buono come i tuoi baci di allora.
-Ciao, come stai? È già tanto che...
Nel rivederci ier l'altro per caso
sotto l'insegna ner'arancione
ho notato impercettibilmente
avvizzite le tue fattezze
ah, lievi carezze, speranze vane,
lì, dove una volta non c'era niente
se non le nostre fragranti sere lontane.Il cercatore di perle Ti regalo due giorni della mia vita per galoppare lontano fino a raggiungere il mare che insieme vogliamo toccare. Senti perla marina l'alito di vita ancestrale? Improvvisa in cielo una stella appare mentre dischiudi le labbra cogliamo un proibito frutto di mare. -Qui nessuno ci vede e ci sente: soli, nell'universo uniti!... Spossato sulla tepida rena il cercatore di perle supino s'accascia passato è infine l'affanno amoroso. Ora sul litorale incantato nel mattutino ballo dell'onde aromatica brezza i profumi confonde. Sciaborda il creato d'amore. Nel nuovo giorno, tiene in mano una perla, ma dolcemente devasta il suo cuore la via del frettoloso ritorno.
Sapore antico Chi non ricorda l’agrodolce della zuppa di latte munto all’imbrunire gustata bollente intorno al focolare nella baita tra i pini? Dal bianco fumante della scodella di legno brunito dal tempo affiorava soltanto un pezzetto d’umile e secco pan nero. Altro allora non v’era, nella baita tra i pini!... Ma al tenue lume della brace accesa, mentre la notte avanzava nello svaporar del paiolo di rame, sì dolce appariva il sorriso dell’ava prima di addormentarci, sazi.Fedeltà In tutti questi anni quanta gente è entrata e uscita dalla mia vita: ho perso amici e nemici e mi chiedo cosa resta di me stesso degli altri del mio del nostro amore Io, con le mie lucide e opache memorie scevro di facili incontri fiducioso nel dare tutto me stesso e qualcuno che nel cammino mi ha pure tradito! Perdonare sì, dimenticare, mai... E ora che il passato mi riprende polvere d’eventi felici tristemente si leva nella mente stanca. Finché il turbinio si placa e solo allora riabbraccerò i più cari.
Sera d’autunno Or tremulo arde d’algida luce il fioco lume dell’anima mia, sempreverde. Ma il ricordo palpita forte: vento odoroso di abetaie, intime fibre sottili da lei ieri scosse, potente balsamo resinoso. Nel tempo resiste vago fervore insistente sollecita un ritorno. Muto si riaccende il falò. Desiderio di pace Ecco misteriosa la Sera. Rapida scende oltre l’orizzonte. Tempestosa s’annuncia primavera, rincalzano fosche le nubi sul monte. Ma ecco ariosa la Notte. Come petali di rose delicatamente consola, un incanto di luna fatata polvere di stelle generose... Natura, madre rigeneratrice, pace a ognun dona! Al mondo rubicondo il giusto trambusto e vino sopraffino all’amico vicino Esca dal torpore il nostro amore... Per mare e per terra annuncia pace! Mai soffochi la speranza Di chi innocente tace Di chi innocente giace. Albeggi sereno il domani! |