Poesie di Dave Royan
(Davide troiano)


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Il canto del lago
Giunsi al lago
a respirare pace
tra mura sacre
inondate di sole

Un giorno dai colori amari
mi offriva le sue ore da colmare
di luoghi e strade senza nome
nell'arsura dei primi raggi d'estate

e di lacrime solitarie
tra distese di granchi
ad un passo dal mare

Chiusi gli occhi
in riva al lago
e per un istante udii la pace

e il canto lontano
di una sirena in festa
adorna di bianco

Lacrime..
sorrisi..
bugie e cioccolatini..

dipinti per sempre
su quel giorno di marzo..

E per cornice monti..
pioggia e sole..
e il mio passato da svelarti..
senza chiederti il perchè..

E' il quadro che amo osservare

quando ho bisogno di te..

Cosa provo per te
Amore
dovrei..
Affetto immenso
direi..

E il nulla temo
a volte..
quando sei
il fantasma
di quella bimba
ormai così lontana..

E vago distante anch'io..
fra i sogni e gli incubi
dei miei giorni peggiori..

Ma nel nulla
ritrovo poi
la dolcissima innocenza
dei tuoi occhi smarriti..

E mai
ho avuto
la forza

di non amarli più..

Genesi
Cadono
dagli occhi all'anima
frammenti di te..
Sospiro
e tutto è già ricordo..
crisalide di poesia

Le mie ragioni
Mi ferisce ormai
la vostra noiosa e patogena presenza
sulla mia pelle antica
segnata da innumerevoli ingiurie..
dal tempo..
dalla fatica..
Mi ferisce
l'odore nauseabondo
del vostro venefico operare..
Mi ferisce il vostro sistematico oltraggiare
ciò che di più prezioso
ho premura di offrire..
Mi ferisce
l'assordante vociare dei vostri agglomerati..
la loro luminosità accecante..
la vostra indifferenza festante..
Mi ferisce il vostro muovervi frenetico..
illogico.. patetico..
Mi ferisce
il fastidioso rumoreggiare
dei vostri insulsi strumenti di morte..
il vostro ergervi a specie superiore
senza rispetto neanche per voi stessi..
per la vostra stessa sorte..
Mi ferisce
il pianto inascoltato dei vostri simili..
la sbeffeggiata supplica degli umili..
Mi ferite tutti voi
colpevoli o rassegnati che siate..
le vostre scuse.. le vostre ragioni malate..
Non mi resta che rendervi inermi
con i miei modi..
ed i miei tempi..
Mi erediteranno i vermi..
cancelleranno di voi ogni traccia..
E quel giorno
con eterna gratitudine
li accoglierò qui..
fra le mie braccia.

Un sogno all'imbrunire
Di cercarla
sognai
nella malinconia dell'imbrunire
nell'incanto di un silente addio
lacrimando amore
fino a morire

E di vento
provai
a dipingere la mia cieca illusione
e il tempo andato via così..
senza rumore..
senza ragione..

Lacrime e stelle
lasciai
ai piedi di un fiore che non avrei mai ucciso
eterni affreschi di un bruciare infinito
Raccolsi le parole, i miei ricordi e me ne andai
porgendo ad ogni suo gesto un amaro sorriso

E di sognarla
per sempre sperai
nella malinconia dell'imbrunire
di abbracciarla ancora
e con lei lacrimare amore..
per non provare più rancore..
e non sentirla più svanire

Serena
Appari serena
come non eri un anno fa..
..Il tuo sguardo complice del suo
nello scrutare insieme un rivolo d’acqua..
..Il suo lento scorrere..
..I suoi piccoli segreti..

Appari serena
nel fingere forse di ignorarmi..
..allora come adesso..

E in fondo non resta che adeguarmi
..Un dovere a cui ormai non desidero sottrarmi

Appari serena
nel riaffiorare come sempre tra mille coincidenze
che la mia anima non riesce più ad interpretare
come un velato invito a cercarti ancora

E potrei forse tornare ad amarti
se davvero tu lo desiderassi

Ma della follia di quei giorni
..ormai..
cosa ricorderai?

Appari serena..
..E mi sei estranea adesso..

Come non avrei voluto mai..

Yehoshua
Vorrei poter sognare
di vagar con la tua Luce
dall'alba al tramonto
per ascoltar dalla tua voce
la tua storia..
il tuo racconto..

Quei luoghi lontani
dalla bellezza antica
poter mirare da vicino
seguendo i tuoi passi
senza fatica..
umilmente accompagnando
il tuo cammino

E poi sostare
alle prime ombre della sera
ristorarci al crepitio del fuoco, al suo calore
ridere, scherzare.. parlar magari anche di donne
senza squallore
e poi del Padre nostro
e di quell'immenso mistero
che abbiam chiamato Amore

E poi vederti in lacrime con Lazzaro
facendolo svegliare
da quel sonno così amaro
da farci bestemmiare

E capire infine il senso della Croce
di quel martirio atroce
a cui non ho risposte..
nonostante i dogmi, le chiese e le tante verità
da loro imposte

E non sentire più il peso
d'esser uomo e peccatore
e sperare che un po' di quel che Sei
alberghi anche in questo cuore

fratello Yehoshua

mio Signore

Gli occhi di un addio
Immutabile
turba il mio divenire
quasi non accettasse
il senso del morire

E' quel che sento
segretamente
privo di ogni ipocrisia e libero
dalle ragioni della mente

E a nulla serve
deporre le armi e attendere
che quello che ci unisce si immerga
in un onirico oblio..

A nulla serve..
che i tuoi..
siano gli occhi di un addio

Angelo mio
Mi nutrirò di ogni tuo sguardo
felice ed innocente
Mi nutrirò della dolcezza
che ti donerà la gente

Mi nutrirò della fatica
nel farti addormentare
mi nutrirò di ogni tuo pianto
da dover consolare

mi nutrirò di ogni tuo risveglio
delle tue gioiose grida
di ogni tuo sorriso
mi nutrirò del calore
delle tue piccole mani sul mio viso

E il mondo,
angelo mio,
con tutto il suo dolore..
non esisterà più

Mente
Se mai capissi
la tua cieca armonia
potrei forse comprendere
la mia essenza
Apparente eresia
Devastante idea

Se mai vivessi
la tua malinconia
mi accorgerei di quanto idiota sia
la rabbia
che si fa strada in me
che avanza come la marea

nella mia mente

Se mai bruciassi
una parte di me
la più segreta e immensa
non avrei ricordi
sarei solo una scia
e in un istante svanirei

Se mai rubassi
una parte di te
potrei sognare altro che non sia
per sempre
la tua dolce follia
il mio bisogno di volare via

dalla mia mente

Vestita di pioggia
Gelida eviti me
come se io fossi nebbia
Donami almeno un perchè
rosa tra nubi di pioggia

Dolce morte mia, dimmi che
non crederai mai alla mia rabbia
con il vento andrà via solo se
vedrò cadere la pioggia

Gelida non guardi me
come se io fossi sabbia
Piangente chiedo un perchè
rosa vestita di pioggia

Candida piangi con me
come se io fossi roccia
E lascerai che sogni di te
prima che cada la pioggia

La notte
La attendo
Fra le luci riflesse di una finestra
Aspetto che si posi
Su ogni cosa

Sui paesaggi che conosci
Su ogni ansia
Sul mio cuore

E il risveglio delle stelle
Mi aiuterà a sognare
Quello che non c'è
E invece esiste..

Il nostro amore..
Il nostro fiore..

Fa che non muoia, amica notte..
Almeno qui..

Una mattina di dicembre
Quasi non t'avrei riconosciuta
non fosse stato per gli occhi bassi..
l'aria imbronciata..
i lenti passi..

Hai cambiato i capelli..
..son sempre così belli..
li hai raccolti in una coda..
chissà..l'ultimo capriccio della moda..

L'ultima volta che ci siam parlati
non li avevi ancora neppure frangiati
..li portavi corti..la riga di lato..
Dio mio..quanto tempo è già passato..

La sua macchina ho intravisto
ferma qui, sul lungomare..
così ho pensato: "Anch'io m'arresto.."
..forse sei lì, a passeggiare..

E' che oggi mi son detto:
"Per morire di dolore è un giorno perfetto.."
C'è anche il sole, dopo la tempesta..
con tutta la malinconia che dopo mi resta..

All'improvviso alzi lo sguardo, e mi saluti..
e di colpo tutti i dubbi son svaniti..
gli occhiali scuri..senza sorriso..
lo riconosco adesso il tuo bel viso..

Sei proprio tu, col nuovo amore..
e subito sento un brivido nel cuore..
anch'io ti dico "ciao".. ma sei già passata via..

E non sai quanto ancora mi fai male..anima mia..

Ottobre
Mi accorgo adesso
di quanto vicina tu sia stata alle mie lacrime
di quanto solo non fossi
di quanto non lo sia mai stato il mio cuore

E mi accorgo di attendere la notte
come unico porto in cui approdare
adesso che riaffiori dal passato
e i nostri sogni implorano di poter svanire

Mi accorgo di amare il vento, custode di mille segreti
la sua violenta carezza
che mi percuote l'anima
e la pervade di struggente calore

E mi accorgo di provare per te amore
come sempre
e di non desiderare altro che la paura di incontrarti
per poter morire ancora
ancora e ancora..
di questo immenso e dolcissimo dolore

Gli istanti
Vivo degli istanti che il mio amore mi dona
rari ede eterni
come perle..
nel grembo del mare

Nascono improvvisi
ai bagliori del sole o fra le luci della sera
si posano sull'anima
e ne assaporano il dolore

Vivo degli istanti
in cui non sei soltanto un sogno
e in fondo senza colpa
torni a farmi male

Vivo dei tuoi occhi
e di un sorriso ormai lontano
perso in uno sguardo
nel gelo dell'inverno

Ed è questo il mio peccato
immenso e dolce..
Averti amato senza voce
nei sogni e fra le stelle..

cercando di sfiorarle..
per poi farle cadere
e potertele mostrare..
come le rose più belle

Vivo di questo
e sarà questo il mio peccato..
Amarti in ogni istante
in silenzio..
Per sempre

Stelle
Potrei viaggiare all'infinito
per cercare di incontrarti
in un luogo al di là del mondo..
dove ogni amore ha la sua gioia

Potrei attendere una vita
per portarti nei miei sogni..
lontano da ogni colpa
e da tutto ciò che siamo..

E siamo in fondo solo stelle
divise dall'immenso..
su orbite distanti
infiniti oceani di anni luce..

Continuerò così a viaggiare
senza chiedere il tuo amore..
e forse accadrà ancora di perdermi..
per te..

Il mio amore
Il mio amore è un fiore malato di follia
Una lacrima spazzata via dal vento
che si perde all'orizzonte
leggera come il niente

Il mio amore è il tuo nome
in ogni luogo e in ogni tempo
La tua essenza in pochi istanti
che vivono nel cuore

Il mio amore non è gioia
Il mio amore uccide
Devasta l'anima, le toglie vita
La lascia piangere in preda alla tempesta

Il mio amore è il sole eternamente in cerca della luna
che cade e sanguina tra nubi in fiamme
e chiudendo gli occhi muore
per donarle il cielo


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