10 aprile Alla riconquista dei tuoi spazi, al di là di quell’orizzonte che non mi è concesso vedere, - e sembro infranto senza un perché di ciò - ma dove miriadi di colori si evolvono voci di nuvole martellano costanti nei cieli dell’immenso e del paradisiaco che t’appartengono. Proponiti sorda e immune da effrazioni che si prendono gioco di noi e che infettano i miei nobili intenti... ...per niente stanchi, a costante rischio e già latenti. A pochi passi dal candore delle onde del mare, nelle conchiglie che decantano un fragore, odo l’eco di un ricordo un po' sfocato e un po' intrigante; rammendo a fatica i frammenti di me che ho perso; e a conti fatti devo sputar sentenza: forse è il tempo di partire guidato dai suoni che altrove ascolto. Ad occhi chiusi. Lentamente verso l’Alba. Troppo a lungo la curiosità mi ha condotto a contumacia Io, zingaro inappagato, ozioso e irriverente, scalmanato veemente. allora ?Entelechìa entelechìa ti illudi di serbar riCordo… quando le mie mani da pianista si flettEvano e giocavano e ti induCevano a ciondolare tra una nota e l’altra. Non sapesti pazientare all’Incontrarmi ed eccoci qui, a proclamare a squarciagoLa a chI sa ascoltare del nostro ascetico Amore.Il limite Suppongo di aver profanato pertanto. volevo sedurmi del tuo odore. Soltanto. Riservata e indiscreta. Ami aggirarti nelle sinuosità della mia logica contorta; stato di parossismo mentale e la mia ben avvezza inettitudine. Ti giova lasciarmi perplesso, c’è da perdersi nel loro nonsenso fino ad urtare in antinomia, esasperarsi nel tormento della propria asimmetria. Aritmia arida di sogni, olezzo casto, mio malgrado... ho impresso vivido l’istante: ho temuto quel candore del Paradiso la tua cera esangue, l’occhio spento e indifferente; il tuo crine incendiarsi senso, coscienza d’ostacolo. Ambiente, archi che armonizzano e fiati a smuovere il vento tra le esteriorità inutili si inerpicano sulla tua coscienza e mi suggeriscono di me simile o pari a un ego non ben congegnato. E’ una intima discordanza a riproporsi nefanda in ogni sogno in ogni realtà… | Autoritratto delibare un pasto frugale Io falso morigerato commensale non parlo grugnisco da buon predone dell’altrui rettitudine Fallisce il mio blandire con tal mostaccio Me stesso tracotante suggello dell’ultima aberrazioneDesolazione i tuoi occhi due pietre preziose con cui giocare ineffabile esplorazione che non so rinunciare al di là c’è alcunché di seducente a cui non pervengo, forse perché è bello solo guardare, contemplare coscienti di ciò che sono: i tuoi occhi, e niente altro. Un raccapricciante senso di inezia sconvolto, ombrato e sinistro. Una voce che talvolta mi suona scontata. posso solo abdicare, perché la mia coscienza non è più la stessa... ...Passarle da mano a mano per subirne l’incostanza e le mansuete metamorfosi, patirne le stagioni che si affacciano all’orizzonte emule e ineluttabili: si cibano del mio amore mentre nutrono angosce, sogni e tremori di una coscienza che la interpreta anche da lontano e di un’anima che l’ama. Talora il suo corpo è freddo da sopirmi le vene. Almeno tenerti stretta in tali istanti fino al rapprendermi e morire!! Coccolarmi nel loro splendore e tacere perché nulla è da dire, un senso di deturpato benessere che ha messo le sue radici, che si sviluppa su tronchi e rami dando vita ad una fauna mutata a firmamento; frotte di lucciole vi danno luce ed ornamento. Tastarne coi sensi la superficie liscia e levigata poi lasciare che guizzino di mano; nasconderle sotto l’aurea sabbia marina e vivere l’eterno a cercarle negli abissi di un sentimento raro. Strepiti e lamenti che si aggirano insidiosi nelle sinuosità dei tuoi propositi di donna: alibi labili.Il profumo delle memorie Il profumo delle memorie di un albero secolare l’Arte di flettere quelle dita in fare sontuoso Un senso di smarrito che altrove sa di vita nuova Gli archi e le arpe accordano un inno al mio riposoIncubo Nella necropoli delle mie repressioni inaspettata hai fatto un cenno cosciente, integerrima vena di sottomissione: Eccomi ! patologico ripetersi di un atto volto alla ricerca. smanio. esulto; poi realizzo il tranello…con il mio inconscio suturo e mi fondo in un groviglio colloso e confuso. |