Poesie di EspritLibre


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Puro come il mare
Osserva il mare,
ti sembrerà meno triste il paesaggio…
le onde si infrangono sulla riva
così come le lacrime si cospargono nel tuo viso,
lacrime dorate come la sabbia
pulite come l’ animo terso del mare…
lavate di quell’odore che le illumina d’immenso.

La nebbia si disperde al calar del sole,
l’oscuro e stupendo cammino della luna
diviene il percorso del tarlo nella cava,
solca nel centro del tuo universo
cercando l’impuro nel tuo cuore…
Ricerca vana poiché esso è puro di ogni male…

Dalla notte emerge
Un silenzio inerte
Tutto mi avvolge
E non sento più niente.
Shhh…
Trattenete quest'anonima pace
Il rumore sconvolge
la mia fragile e apparente quiete.

Anche questo giorno andato
passato un monotono tramonto
il mio cuore aumentato
che dolore immondo!
Fatemi uscire da questo cosmo…

Il ricordo della tua lontananza
In quest’ umida sera,
bagnata dal paesaggio
che mi appare davanti,
il vento mi penetra nelle vene
mentre le onde spumeggianti
con il loro sapore salmastro
mi solleticano la pelle
facendomi pensare a quanti venti di distanza
è il mio pensiero
dedito alla ricerca della tua mente
e della tua dolcezza
che in questa madida serata
mi riempie ogni istante
facendomi dimenticare la tua lontananza
trasportando i miei sogni
vicino al tuo sorriso…

Al tuo passaggio
Soffia il vento
sulle primule leggiadre
come a spiegare l' avvento di tristezza
che mi avvolge il cuore;
ci vuole una corazza, mi dico,
ma la corazza al tuo passaggio muore...
Un attimo, cessa tutto,
si ferma ogni cosa, si spengon le luci
e cadono le foglie
formando un tappeto soffice e
le sequoie son ormai spoglie;
Ecco che riappari, allora
sgorga la vita attorno al mio centro,
s' inseguono i venti,
si aprono le rose
e tutto mi appare immenso dentro
solo un attimo perché mi sei passato davanti
e di nuovo tutto cupo,
come se per l' accesso ai forzieri
e la ricerca dei tesori
ci voglia il tuo passaggio,
il tuo profumo, come se
sia tu la chiave, una chiave magica
che apre il mio cuore...
Veloce come il volo di un gabbiano
svelto come il guizzo di un leopardo
sei di nuovo lontano...
Bello come il tramonto del sole
che lascia spazio alla notte, notte stellata
la mia mente spaziata
da ogni pensiero,
pensando a cosa ero
prima che arrivassi tu..
Tutto rimane conforme
aspettando il tuo ritorno...

 
Il tuo ritratto
Ho immaginato il tuo nome sul mare, per ricordarmi quanto tu sia immenso,
ho disegnato il tuo volto nel sole, per trovare sempre la luce,
ho soffiato sulla tua mano, per scoprire la tua bellezza,
ho aperto il mio cuore, felicitandomi perché è tuo,
ho affidato al vento le mie parole, ascoltale
ho vinto mille battaglie, ma la più importante sei tu,
ho guardato le stelle, per ritrovare il tuo sorriso,
ho gioito al tuo pensiero, sono uscita dal buio,
ho scritto una poesia per vivere il tuo ricordo.
Semplicemente guardandoti,
non ho mai dimenticato che la luce mia è dentro di te.

Gothics ideals
Visse in una nube oscura aspettando che il sospiro del vento calasse nelle mani dell’impotente assoluto.
Quanto ne gode il mio ego goliardo!
Egli balenò nell’infinitesimo universo concluso iniziandosi, lucente e oscuro, tacito e armato...
E con fare sontuoso vagò tra le luci che mai s’era sognato di contemplare...
Bagliori in penombra esaltarono la sua proiezione ai miei occhi, socchiusi dal sospiro candido della luna, tersa nel riflesso di un unicum eterno.
E nelle ultime luci della sera, il mio cuore asciugò le lacrime di quel che era...
di un presente remoto nell’oblio dei meandri più dimenticati dai ricordi che io fui capace di rammentare.
Continuò a compiacersi della propria goliardia, camminando in un infinito già tracciato dall’ombra del suo passaggio...

Fine di un principio mai esistito
Quali oscure presenze possono essere sfuggite ai meandri in mio possesso per causare tragedia?
Chiamami, sono colei che hai sempre desiderato, invocami e sostando nelle mie avvolgenti braccia non temermi, ogni incontro è deciso dal destino creato dal tuo volere, concepito per essere tale.
Il leggero cantico della mia voce scorrerà gelido sul tuo viso, il mio malvagio abbraccio gelerà la tua anima, farò parte delle tue membra, il tuo cuore morirà in un cadavere senza vita.
Pregami, sono il futuro più immediato che tu possa realizzare, cerca la porta di una chiave posseduta, non preoccuparti di varcare la soglia non ti accorgerai neppure di averla oltrepassata. Turberò il tuo riposo ancor prima di lasciarti mitigare, vivrai nelle tenebre dell’oltretomba più lugubri ch’io possa rammentare, dormirai in eterno afflitta dai desideri cui hai sempre aspirato, rimpiangerai ogni momento perduto perché da te lasciato… aspettami, io sono la morte, lascerò che la tua carcassa venga divorata dalle fauci di creature immonde e mi feliciterò al posto tuo che di compiacimento ne hai avuta così tanto da concederti al dolore più spietato…

Nata morta
Con fare altalenante m’imposi tra le creature dell’oltretomba, cercando domande alle mie risposte, ma non fui capace di pormele. Cosa di così macabro può averle tolto la vita? Quale patimento può aver ricevuto per abbandonarsi?
E’ nata morta, non è mai esistita, è vissuta morendo, incomprensibile dimostrarlo, posso solo concepirlo. Chi ha gli occhi per intendere intenda, io non ho più il potere di ravvedermi, c’è luce ma dentro di me mormora il buio, i miei occhi sono palpebre cieche… nata morta, sfinita con il rimpianto di essere sorta, con ostilità mi feci divorare dalle creature luttuose dell’oltretomba, rendendo visibile un cielo nero, avvolto dal gelido cantico della morte, coperto da qualsiasi trasparenza…


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