Poesie di Giuliana Porcheddu


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Ritorno a casa
...come me ne andai?
In punta di piedi...con le scarpe fra le dita...
perchè non sentissero i Miei
perchè non sentissi io
la stretta opprimente
dell' ultimo addio!
Torno a te...
in punta di piedi...
e ti sfioro appena
che la mia presenza
ti sorprende
quando
nella stazione deserta
il silenzio di mio padre
attende!
Povera Terra mia...
Che il fuoco
ogni anno
VESTE A CENERE NERO LUTTO
è il mio cuore
o anche il tuo
che si è ferito
e resta muto?       

Qui dove il foglio si strappa...
e i lunghi tratti - groviglio di scarabocchi-
disfano la trama,
il senso...
perduta la via,
la vita,
ci lascia ignari artefici
del non detto!

Né mirabili sconfitte
ne vittorie
creano
più sgomento del vuoto
che c'è dentro
l'affannoso cercare
di chi non trova!
(il perduto/l'amato/il tempo della prova?)

Lo sai che, per ogni parola negata
una è sospesa?
In bilico attende - nel giudizio-
condanna o assoluzione?
La spinta nel precipizio
o la mano che trattiene?  

Timido
Guardarti camminare...
le mani nelle tasche
lo sguardo in un velo d'inquietudine,
sfugge gli occhi della gente

Guardarti camminare...
col tuo passo sgraziato
nel tuo fare insicuro
così debole, così perso per le strade
che percorri!

Guardarti camminare...
e ritrovarti nei miei gesti
così simili ai tuoi
da percepire qualsiasi tua prossima azione
ed eseguirla al ritmo del tuo respiro     

Il tempo e gli Elementi!
(Ruderi)

Noi, fragili essenze
di mare e sabbia
inafferrabili
alle vostre dita
evaporiamo per troppo sole
seguiamo il vento
dove ci porta
e stiamo là dove ci posa.

I vostri tentacoli
sinuosi e forti
non possiedono
la profondità del mare
la friabilità
dell'umida sabbia.

Noi planiamo
sulle povere
case stanche
con tale leggerezza
che non scorgono
la nostra presenza,
se il vostro pugno macigno
le schiaccia
non Noi
non Noi che siamo umile aria!

Il nostro processo lento
le arricchisce
di degna tristezza
invecchiano
coi loro padroni
come cani fedeli
restano li
e si lasciano morire

- Le Persiane
sbattono il furore
dell'abbandono!
- Il tetto, ceduto un perno,
s'accascia piano;
- l'erba cresce là dove
c'era il soggiorno
e tutto torna lento alla Terra
la Casa e l'Uomo!

Non posso rimproverarti
se sei giunto ora
al punto d'incontro
passando per un'altra strada.

Ogni percorso ha la sua importanza
come il Luogo da cui si parte!

La mia via era desolata
e il silenzio l'ho riempito di parole
in una lingua che nessuno riconosce
perchè a parlarla siamo
poche migliaia di persone!    

L'umano Uomo
Mi perderò...
lo so mi perderò!

Da Oriente
ad Occidente

in lungo e largo
cercando l'Uomo

mi sono persa
in labirinti:
di cupidigia
e stupidità

Non c'è in qualche luogo
l'umano Uomo
con la sua Umanità?

Dove si perde
mi sono persa:

un bimbo solo
abbandonato

una madre sola
è disperata

Non c'è in qualche luogo
l'umana Donna
con la sua Umanità?

Dove si perde
mi sono persa

in labirinti
di egoismo
e vanità

Riguardo alla POESIA
Tu pensi ...che sia tempo perso,
ma non sai, quanto sono,
fra questa gente
SOLA!
Sorridi,
come a una bimba alla sua prima ingenuità
e chiami sempre le cose con il loro nome
non ami cambiare il punto di vista, l'umore!
Io penso:
le cose vivono e pulsano
tu:
LE COSE SON COSE, OGGETTI INANIMATI!
...non posso cambiarti!
Questa non è nemmeno una questione di Fede
(sai ...credere o non credere..)
...forse sentire...Tu Sai Sentire o non Sentire?
Questa è una necessità che mi s'impone...
così ogni luogo, muta continuamente,
come in un gioco di costruzioni,
cambiare continuamente i colori ed i mattoni !
Se sapessi come questo mi aiuta!
... perchè ti sono accanto...
No ...
non sai quanto
sono fra questa gente
sola!

Autocommento!
Cosa scrivo
domando
confesso-racconto?
Voi fuggite!
AH! le frasi consuete:
un pozzo prosciugato nella più afosa giornata d'agosto,
quando l'acqua più occorre e si piega il fiore
su di se raccolto!

(pensiero n.1)
la religione è degli uomini
e gli uomini sono fragili,
inciampano nei loro sogni di eternità!

(pensiero n.2)
Cosa lasceremo ai nostri figli
se
tutti i pesci sono morti
e le mucche
sono impazzite?

(pensiero n.3)
T.V.
Non parlare
Non pensare
Non dire
solo questo tu Vuoi: Ascolto!

(pensiero n.4)
(Mai prendersi troppo sul serio)

Cosa lasceremo ai nostri figli
se
tutti i pesci sono morti
le mucche sono impazzite
e pure i polli...
si sono presi l'influenza?

Lo diresti tu
che è una reazione chimica
questa rinascita, questa vibrazione malinconica?
Perchè altrimenti non si spiega
il ritorno puntuale ad ogni primavera!
La frenesia che ci prende
che se non va avanti, torna indietro
il viaggio della memoria
per altri fiori e Soli.
Siedi
non abbiamo più tempo
o ne abbiamo abbastanza
se poi arriva l'afa a toglierci il fiato
e il profumo che ci inebriava
già diventa persistente odore malsano!
Lo diresti tu che ne insegui la fragranza
e tremi e temi sia già finita?
Siedi
e non temere
tornerà a stringerti il cuore
di un papavero il suo sangue
il tepore che si leva dal muro
il cielo terso
dove finiscono tutte le rondini
loro
che danzano felici
e non s'interrogano a cosa le muova il cielo
e per quali viaggi
e quale nuova partenza le attenda!

Ebbene scrivo; e allora?
Questo è un cercare, cercarmi
o forse preferiresti....
vuoi che mi perda?
Perdermi (vuoi?) in una Telenovelas
di amori improbabili?

Liberami da questa tristezza
che sale piano!
Dall'inverno che mi prende
con il suo sentore di morte
in alberi spogli!
Ovunque
ai lati della strada
spuntano rovi!
Sono il verme
che si inabissa
nelle tenebre della Terra!


Alla bellissima Roma che mi accoglie .... tuttavia...
io cerco in questi luoghi, un piccolo frammento, un paesaggio, un angolo di città, che possa in qualche modo rievocare qualche tratto della mia infanzia, della mia Terra!
Niente!
Tanto diversa è la Tua cultura, i volti della tua gente, l'accento, il punto di vista, la Radice del Pensiero; troppe storie diverse, secoli di vita ci separano!
Un popolo di conquistatori, cosa potrebbe spartire con il mio, sempre sulle difensive?;
Noi, chiusi nei nostri Nuraghi di pensiero, avvolti da una calma che non v'appartiene, siamo le brocche alle fontane, che tardano a riempirsi...(Da voi, l'acqua è abbondante ...da noi, così poca da essere avvolte della sacralità che si riserva ai Santuari !)
..in un isola, dove le stagioni seguono altri cicli...piuttosto che la frenetica corsa dell'uomo, che su tutto vuole lasciare la sua impronta...
qui è la Natura a scolpire le opere migliori!      

Per Terra Sarda
Allora non sapevo
che mi avresti ferito con le lance della lontananza...povera terra!
l'infanzia perduta nei pomeriggi estivi
...ti lasciai per esplorare altri luoghi e vite possibili...
perduta nelle vie assolate
quando tutti dormono,e si sciolgono le strade in fiumi di catrame...
ho giocato-sognato di varcare confini
con la tua materia informe
e la curiosità ingenua dei bambini!

TUTTI GLI UCCELLI RIMPIANGONO IL LORO NIDO?
IL PRIMO SALTO NEL VUOTO FU LORO FATALE?
O VIVONO DI ALTRI NIDI?


Perchè allora io torno a te?
onda alla riva
e cosa di me
nella tua polverosa soffitta
vado cercando?        

Ho una tristezza profonda come un abisso
e come l'abisso è scura e buia e non so vedere
cosa infondo mi succede

ho qualcosa che non so definire, perchè
la parola gli sta stretta e il colore ha mille sfumature
che non so cogliere, ma solo percepire!

Ma So il tumulto e l'ansia che porta
la gioia infinita di un nuovo affetto!

So l'angoscia della lontananza
per ogni persona che ho amato

e infine so
che il cordone verrà spezzato
e che non solo tu, ma anche io vi sono prigioniera!
Sono una diramazione di fili invisibili che mi legano ...i miei affetti più cari
sono
filo - invisibile legato ad altri-
Elastici
si avvicinano e si allontanano
ora li sfioro e poi non li raggiungo più!
   

Tu camminavi
a piedi nudi
sopra a un prato
perchè ti prendessero per pazzo!
Era quello che volevi...
così lo scarafaggio che schiacciasti...
non era foglia secca
e la lucertola fra le tue dita....

così tra la brina
lavando i piedi
dallo stronzo
che calpestasti...(eri Tu?)
perchè tutti gridassero:
"Al Pazzo, Al Pazzo!"
E Tu, alla ricerca del contatto primordiale
inciampasti
in una latina di cocacola!

Quando dalla collina
vedesti sorgere il sole,
i contadini iniziavano il loro lavoro sui campi
BARDATI DI AMPI STIVALI,
e ti svelarono
che il vero contatto con la TERRA
lascia loro GROSSI CALLI SULLE MANI; CURVA LA SCHIENA...
ma quasi intatti i PIEDI!

Perchè, meglio allora è strisciare, meglio
si sente l'odore di muschio e muffa,
meglio si osserva l'immenso popolo che la Terra abita;
la primula che sboccia, la formica laboriosa su un insetto morto,
il grillo assopito o che accorda gli strumenti per il suo concerto serale,
meglio si sente il frusciare della lucertola fra l'erba, la pazienza premiata
del ragno, l'incauta preda nella ragnatela e la brina che ti ricopre
e l'umido dentro le ossa e la terra... terra, ovunque Terra!
Così strisciando, come un serpente,
guardando in sù, meglio apprezzi l'imponenza dell'albero,
l'importanza del fiore per la cicala che vuole scrutare il cielo!

Nel vederti a piedi nudi, certo gridarono: Al pazzo, Al pazzo!
E tu ridevi compiaciuto!
E ti illudevi di fare "l'alternativo"
Ma occorre strisciare
strisciare per capire il verme
come il serpente cambiare pelle per crescere,
vestirsi di piume per volare come un uccello,
per capire l'eternità di un albero
conficcare i piedi nella profondità della nuda terra,
farne radici, diventare legno - immobile
lasciando al vento solo
agitare le folte chiome,
aperte come le tue braccia
e sentirti Albero finalmente!
- Per qualcuno, che un giorno mi raccontò di aver camminato a piedi nudi sopra un prato, come fosse un evento originale! Ma entrare nella profondità delle cose è un'altra cosa, camminarci sopra a piedi nudi...BEH FORSE NON E' CHE CALPESTARLE! -
(ti credevo un amico..!)     

Mi è giunta voce
che ti succede?
...il paese è piccolo e mi è "giunta voce" delle tue gesta!
Avevi bisogno d'aiuto e nessuno, come sempre, ha capito...io per prima...
occhi bendati ....mani legate....lingue taglienti
ti sei perso nei tuoi sogni
e non ritrovi più la strada del ritorno
avresti dovuto, come pollicino,
seminare briciole di pane lungo il sentiero....
non ci si può avventurare in certi viaggi
senza un filo d'Arianna!

Che ti succede?
Tu lo sai?
Lo sai e non vuoi dire
lo sai,
cerchi di dire
e poi un po' ti ritrai!

Sai che molti potrebbero non capire ..."non ti ho capito mai"
La tua "congenita follia..."
a furia di giocarci
ha preso il sopravvento.
Da dove ti nasce questo male?
Da quando ti conosco lo hai dentro
il male di vivere o è solo un presentimento?

Chi il folle?
L'amico fragile?
Noi?
Ottusi ciechi sordi viaggiatori?
domandiamo
cosa ci sarà dietro la svolta?
E intorno....cosa c'è intorno....
qui affianco a noi....no!

Al traguardo
ci avevano promesso
una terra sconfinata
Maledetti
non ci avevano avvertito
che nel GRANDE SALTO DELLA VITA
saremo stati
sospesi
oscillando
tra il Bene e il Male...

........hai perso l'equilibrio
e sei caduto..
tutto qui...

ora...torna su...
apprendi l'arte:
se ti irrigidisci...
Cadi
se ti sporgi troppo da un lato...
Cadi
oscilla con discrezione
qua e la
diventa
di questa vita
un grande equilibrista!


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