Poesie di Emanuele Porcari


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche

 
Il Creato
In inverno i campi gelano,i fiori dolci di colori muoiono,
in essi scende il riposo.
Solo poco tempo per poi tornare a profumare,i semi a sbocciare.
Dove la terra sara' nuovamente calda,riposata ci sara' del creato risposta gioiosa,altissima perfezione di qualcosa che ora e' fra le mie mani sorde,
nei miei occhi ciechi di inutili parole.
Dovunque e' la speranza c'è' nel cielo un colore cobalto;
si giova del pianto,per rinascere teatro del nostro essere.

Erinda
Erinda dal caldo e incerto petto,
delle tue carezze non rimane che l'odore del ricordo.
M'hai lasciato senza l'ala che sosteneva l'altra durante il volo,
per darla a quel maledetto,effimero,sole di un giorno.
Venuta la notte a chi chiederai il perdono?
Forse ad altri soli che chiamiamo stelle?
E'lunga la notte senza il dolce sonno del cuore.

Donna Rosa
Donna rosa sei andata via,in casa sento dei tuoi respiri la mancanza.
Donna rosa gia' sbocciata,non ti toccai non per le tue spine letali ma per la grazia della loro sconfinata bellezza.
Mi affaccio dalla mia stanza, vedendoti ancora maledire quei soli rotanti che ti sorprendevano come dei vigliacchi alla schiena.

Sulla strada
In questa strada lunga e grigia la terra dai sui gigli si alza,
gambe infreddolite sporca.
In questa strada come in tante altre, dove il piede di Dio non tocca,
troppo alta e' la vergogna.
Ho camminato tutta la notte e come mia sola forza ho usato una canzone,mi si era fermata in bocca.
I piedi stanchi,le mani incerte mi portavano avanti.
Sogni brillanti nel cuore,come quelle alte stelle.
Sulla strada mi accompagnavano a farmi luce,insieme a quella solitudine notturna.

Delicata
Delicata e' la parte di me che ama e soffre.
E'la parte in controcorrente, in salita.
Delicata e' la vita,quando la vivo.
Stelle a oriente mi indicano la via.
Delicata è la ferita che si rimarginerà.
Delicata e' la paura,fa' perdere e fa' vedere quanto si puo' credere.

Perdere per trovare
Ho perso e ho trovato nella vita di mio non ho nulla,
non mi sono ingannato.
Ho perso migliaia di certezze.
Ho trovato del silenzio,
le carezze piu' dolci.
Ho perso amici e amori.
Ho trovato gioie infinite solo per me,nei miei oscuri dolori,che l'anima a fatica supporta,
Ho trovato la mia spinta,
oltre quella grande porta.
Ho perso la luce artificiale di una lampada e ho trovato quella del sole,
ora gioca con la mia immagine,e sono qui a guardare.

Io e Aida
Su queste lamiere ormai lacerate dalla forza delle acque,.
Su questo ponte,per le sale e le stanze di parquet lucidate,
io ti vidi per la prima volta con lo sguardo tuo perso verso il tramonto,
bella come Apollo che non ha più il suo carro e da quell'istante il mondo che mi era attorno si fermo in un eterno controimmagine,dove c'eri solo tu Aida li' per me,io per te a salvarci da tutto il brutto che c'e',
per giocare sul filo magico dei nostri scalpitanti se'.
Ora che siamo andati a fondo,
tu dovrai ricordare quell'immagine di noi,
non arrenderti e perderti per il mondo,
quando le cose non andranno come vuoi.
Sarai nella nostra terra e volgerai i tuoi dolci occhi verso la signora della liberta',
le ruberai il fuoco mettendolo in segreto sul tuo cuore,
tu puoi rivivere ogni giorno con lo stesso entusiasmo del nostro volo sulla prua al tramonto.

Le ali stanche cercano la sera.
Hanno sorvolato citta' immense e piccoli borghi,
Hanno abbracciato tramonti lividi e ombre danzanti.
Dimmi ,quando potranno riposare anche le mie mani?

La mia carne e' ben poca cosa dinanzi alla tua magnificenza,
la mia bocca se assetata si secca,il mio stomaco se non mangia ha forti crampi,

Poca cosa son le mie mani a paragone delle tue ali,
ma entrambe sentono la sorda stanchezza dei nostri mondi fratello mio.


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche