Poesie di Graziella Poluzzi
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Ecologica: lido marino I' mi trovai conchiglie un bel mattino di mezo maggio su di un lido marino. Eran d'intorno bottiglie e bottigliette d'ogni tipo fra tronchi e sterpi, persino un vaso pei bisogni di un bambino I' mi trovai conchiglie un bel mattino di mezo maggio su di un lido marino. Bottiglie vuote, tante -genti umane assetate- bottiglie rotte dai vetri taglienti -ahi! Quante, quante punte arrotate!- Eravi anche certun fialoide scaduto, piccino. I' mi trovai conchiglie un bel mattino di mezo maggio su di un lido marino. Ma poi ch' i' n'ebbi colto quasi un mezo secchiello di peregrini e cappe più graziose, sfuggendo pure fra le varie cose tal vecchia bomboletta-spray arrugginita, mi feci avanti cauta in cotale immondezza, finché vi fu l'incontro: allor mi vidi una bambola disseppellita di plastica smunta -ahi! Quanto è orribile la plastica sbiadita!- macchiata di catrame di un nero sparso ovunque, con l'occhio spento e torvo eppure mi fissava ed anzi mi accusava dicendomi, dicendoci: "Meschini!" I' mi trovai conchiglie un bel mattino di mezo maggio su di un lido marino. - Da Poesie civiche -
La Bella Addormentata |
Operaio anziano Mentre lavoro stanco presto in pensione... meglio o peggio, non so... Morire senza tramandare A cosa son servito, io, un utensile pare, un uomo e un accessorio d'impianto industriale. Raccontare ai nipoti di aver vissuto con una macchina odiata: lei, sempre fredda, uguale, i pezzi di ricambio, le sole variazioni; non succede mai niente, l'opificio senza gli alberi, senza i fiori. Ricordo: calpestavo la terra da bambino nei campi e c'erano le api e le formiche e lavavano al fiume e c'eran le fontane e sentivi un respiro, come uno scambio: la madre che capisce e non è sempre buona, comunque c'è qualcosa: un alito, una luce. ...Ma questa macchina è vuota ed essa mi contagia. Mezzo di produzione sterile assetato di un olio che non trova non so cosa lasciare, a chi, se nessuno vorrà...un pacco di esperienze slegate, in eredità frammenti inconsistenti - Da Poesie civiche -
Ode di odio a tutti i tegami
Il principe |
| Nerina De Profundis ovvero la falce
ed il pendolo umorismo nero (molto nero) Chi sono? Vuole nome e cognome? Bene: contessa Nerina Am-mazzanti Cerberoni Vien-dal-Nero, marchesa di Cimiterium, baronessa del Transvalium. La vedo un pò agitato, se gradisce qualche pillola di tranquillante, c'è da scegliere, sono tutte ad libitum e gratuite. Toc toc. Di tutte le Dee, io sono la più snella: De Mortibus Lazzarella, detta "Iella". Toc, toc. Carissimo, il tuo maestro di vita mi ha passato le consegne, ma non fuggire così senza neanche le stampelle...Ahi! E' caduto, lo sapevo... Come mi chiamo? Ti piace l'Amaro Averno? Che poi non è neanche tanto amaro, anzi tutt'altro...solo un tantino, per renderlo più affascinante. Nooo? Sìììì. Nooo? Ma sì, che ne sono sicura, certamente. Preavviso. Oggi ti va proprio tutto male, mio caro, ma domani....domani potrà andare pure peggio. L' Incredibile Nullk. Toc-toc. Chi è? ...Beh!...Io: miss D'Aria Argento e lei, la falce, miss pungiglione d'oro. Siamo amiche per la pelle...per la pelle altrui naturalmente. AVVISO. "Caro ecologista, sono Calamity Jeane, il dolce uragano dei fu, l'ultima calamità naturale, biodegradabile al cento per cento. Oramai c'è rimasto così poco di naturale, che senz'altro mi vorrà apprezzare e ricevere degnamente." Toc, toc. Lei non ha tempo di perdere tempo? Già, mi spiace, ma io so bene che Lei non ha tempo da buttare, sono qua proprio per questo. Toc, toc. Zerowatt, spazio zero, esperta nientologa. Se c'è il tuttologo, c'è pure la nientologa... Falcetta Argento. Il mio mestiere? Beh...agricoltrice diretta. Toc.toc. Chi sono? Io mi esplicito, basta che poi non mi risponda col solito: "Già quiii?!!" Toc,toc. Pubblicitààà. Turi-turi-turi-tù-/Pompe-Fune di Viggiùù. Signor Rossi, lo sa che tutti devono morire, proprio tutti, cioè: anche Lei? Mi chiede se si oscurerà il sole alla Sua dipartita? Beh...mi spiace, ma non posso garantirle nulla del genere, non ho nemmeno sentito le previsioni del tempo...e non dispongo normalmente di effetti speciali. Non pianga così, Rag. Rossi, sulla Sua morte. Capisco che se non piange Lei sul proprio decesso, forse nessun altro piangerà, credo anch'io, comunque...tuttavia...nonostante tutto, ragioniere...su con la vita! Signore...Che volto mefistofelico da intensa vita vissuta, con quel pizzo lievemente accennato...se ha qualche segreto da confidare, mi dica pure, sarò una tomba, anzi di più: una catacomba. Signora Bianchi, si calmi. Lo so, che i suoi cari hanno ancora tanto bisogno di Lei...Lasci un biglietto, scriva: 'Per qualsiasi consulenza, resta sempre la seduta spiritica.' Caro Play Boy, forse non lo sai e non sembra, ma io...ecco, io ho il primato dei cuori infranti, pensaci un pò su... Caro Play Boy, sono specialista in radiologia, Prof.ssa Mortillaro, ma porto le mutande...nere naturalmente, se per caso ti interessa. Morfeo, che c'è? Qualche richiesta? Il ragionier Rossi in amore e in morte vuole la consorte? Sarà una deformazione professionale, tanto è abituato alla "partita doppia". Mettiamola così. Se c'è qualche raccomandazione, qualche indulgenza, anche pagando? Guardi, neanche pregando molto e con convinzione.e Lei non mi sembra proprio il tipo... E adesso che c'è? Vuole un nobile scopo per cui morire? Ma scusi...Non mi dirà che Lei aveva uno scopo per cui vivere? Quello non se l'è mai dato!! O almeno non si evince dal Suo quotidiano. Caro Freud, io faccio paura, ecco la verità nuda e cruda. Io, così mite e benigna incuto una paura tremenda, folle, anzi diciamo pure: il panico. Nei miei occhi profondi vedono una luce sinistra che non c'è... Io son sicura che non c'è, ma loro la vedono. Non c'è... E per te, Freud, c'è o non c'è? Perchè non rispondi? |