Racconti di Michele Polo


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Cavallo magro
Ho visto un cavallo magro mentre guidavo tornando da Rio Grande, io e 4 amici eravamo andati a buscar madeira per la falegnameria in cui lavoro con i bimbi sperduti. Non lavorano loro, sarebbe contrario ad ogni statuto, neanche noi lavoriamo troppo percheŽ ci danno un gran da fare: brighe da sedare e nuovi giochi da inventare con loro e ogni giorno io finisco per imparare nuove parole in portoghese brasileiro.. oramai parlo anche troppo bene considerato che sono qui da poco piuŽ di un mese e ci facciamo delle grasse risate quando io sbaglio un verbo o loro accennano "se el lago fusse poccio.." o simili..
Il cavallo era un tordilio, parola gaucha che indica un animale bianco, nobile, degno di un condottiero valente. Compagno fiero e inseparabile per chi vive alla maniera gaucha di un tempo, ma ora sono pochi a vivere cosiŽ e del tordilio resta il ricordo. Un animale fiero doveva essere un tempo percheŽ ora pare quasi un fantasma. Uno scheletro coperto di un pelo vecchio e ingrigito dalla polvere; spossato dal troppo lavorare e probabilmente dal peso esagerato del carretto per le lattine. Qui molti raccolgono lattine durante lŽestate, quando i turisti abbondano e lasciano i rifiuti sulla spiaggia, o rovistando nella spazzatura, poi le vendono per il riciclaggio e guadagnano quello che basta per tornare alla sufficienza del vivere umano. Non manca il lavoro ma la gente non si sforza per avere di piuŽ e tutti aspettano inerti lŽaiuto dello stato.
CŽho pensato per quasi 400km mentre guidavo senza patente il furgone (qui eŽ la norma) :"un cavallo non troppo vecchio per mangiare, in un prato verde ricco di erba fresca e germogli, talmente magro da contarne le costole quasi come in radiografia".. "percheŽ non mangia?"
Un animale intelligente lo sa che non puoŽ essere piuŽ grasso del suo padrone altrimenti diventa cibo. Se ne sta ai margini della strada che attraversa la favela con i crampi allo stomaco per la fame ma resiste percheŽ non eŽ piuŽ bianco ma eŽ ancora fiero, resta sempre un tordilio e non puoŽ morire in una maniera cosiŽ poco nobile. Per molti giorni il pensiero di quel cavallo magro mi ha reso triste, non mangia per non essere mangiato mi dicevo, percheŽ ogni essere vivente qui punta alla sopravvivenza.
Un giorno ne ho parlato con Fabrizio e lui schifato mi ha chiesto se sono pazzo.. Qui nel Rio Grande do Sul nessuno si sognerebbe mai di mangiare un cavallo, non eŽ un loro costume e poi il cavallo rimane fino alla morte il miglior compagno del gaucho. Quel cavallo doveva essere malato disse lui.

Oggi eŽ sabato e sono solo, non sapevo che fare e sono venuto a trovare la ragazza della loggia Tim che ho conosciuto qui in paese e lei mi ha gentilmente prestato il computer.. eheh, unŽaltra cosa: sono venuto a cavallo..

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