Poesie di Gemma Polacco


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Te se ricordi Kiki.
Te se ricordi Kiki
iera tuto alegria, tuto una fraja (1)
co se contavimo storie
con parolete bele
solo per noi.
E mi, che me piaseva
de bagolar (2) pel mondo
po' te disevo a ti,
batolando (3),
de questo e de quel che gavevo visto.
Ti, sentà là in poltrona,
te ghe trovavi un senso a ogni roba
e mi jero contenta come el cagneto in cucia.
Che zito (4) che xe adeso
che son qua
con una rosa in man
a parlar co' una piera.

(1) (fraja = festa)
(2) (bagolar = andare a zonzo)
(3) (batolar = fare chiacchiericcio)
(4) (zito = silenzio, silenzioso)

Foto ricordo
Di là dai buchi neri
nel profondo di oscuri pensieri
trema l'ombra di un giorno di sole
e noi due che cogliamo le viole.

Caffé di Trieste
Vecchiette impettite conducono fieramente il loro duello con la vita.
“Un nero”, “per me un capo in b”,
moderati desideri, parole rituali, una trincea invalicabile.
Nell'aria l'odore di sempre, di salso e di catrame;
potresti pensare che nulla sia cambiato e, domani,
correre al bagno saltando sugli scogli, col futuro negli occhi
parlando a voce, forse, un po' troppo alta
per non lasciare che il sentimento ti sommerga.
“Hai letto ‘Il Piccolo’ di oggi?” “Sì, hai visto, hanno proprio ragione!”
E l'anima che si arrotola in una celata amarezza.
“Grazie vado a piedi, mi fa bene camminare.” “Ci vediamo a teatro domani.”
Un altro giorno è riposto, ordinatamente, nel passato.

Canzonetta
Si sarà qualcuno accorto
che la Luna splende in cielo
che sottile come un velo
vien la nebbia su dal mar?

Già le luci dei lampioni
fugan l'ombra serotina
abbagliante ogni vetrina
chiama al rito del comprar.

Tocchi a tocchi una campana
suona il vespro di lontano
io ti prendo per la mano
mi vien voglia di cantar.

Venezia
Magica città che ha irretito il silenzio in una trama musicale.
Scoppi di voce si perdono in oscure calli tortuose.
Passi, rapidi, discordi
risuonano nel buio cavo dei ponti.
L’acqua sgretola lampi di luce
sciabordando, calma
su impietrite memorie.


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