Poesia
Il sonno ti porti nell'ombra,
sospinta dal tiepido vento
che mentre sussurro il tuo nome si aumenta,
e punti nel centro di un sogno,
sprofondi
nel mezzo
del mio.
Concentrico
E' la nebbia davanti che mangia le cose
e poi le butta grigie sotto i piedi.
E' vivere il corpo di un altro,
contare il silenzio a parole.
Girarsi di scatto,
vedersi passare.
Sabbia
Un corpo di sabbia riflette lo specchio,
che sagoma alta si staglia
e linee di seppia disegna la danza.
Dagli angoli il vetro si bagna,
con lacrime d'occhi giganti,
con gocce che il quadro deforma,
e lame di parti di vita
in acqua stagnante ritorna.
Dimentichi
Mossi dal vento,
dimentichi,
che il fuoco della spinta al volo
è più d'oro e d'argento
Del punto plumbeo in cui cadiamo.
Whispering something to Eve
(Sussurrando qualcosa ad Eva)
Il vento scompagina il tempo
e affolla di case il deserto.
Una mi appartiene.
Ne apro con forza la porta
E saluta il sorriso la cura
Che calma le rughe
Dipinte dal sonno che manca.
Fuori il deserto è rosso abbandono,
ma dentro, qui dentro,
il riflesso è di un rosso ricordo.
E' un quadro l'incontro
E rime e maree ne sono cornice.
E' un'onda più alta dell'onda.
L'amore che ho visto
Ha reso più sordo il rumore
Dell'acqua che aumenta,
e che prende i polmoni.
Inspiro.
Fuori il deserto è di un bianco dominante,
Ma sotto, qui sotto,
ancora riflesso è un rosso ricordo.
Svanisco
Con mano orizzonti svanisco
e conservo nei pugni e nel palmo.
D'argento mi bagno.
Il corpo invecchiato comando
col bruno colore che muovo
e riflettono alte le onde che spingo.
Risolto,
nel tempo che meglio conosco,
dileguo la bruma,
e la sabbia divido correndo.
Fessure
E' nelle fessure che posano gli occhi dei vinti.
Il bianco riquadro in cui stanno
è un gorgo di luci che il sale in granelli rincorre,
e sosta nervoso sul pelo dell'acqua,
e monta con torri di schiuma vermiglia
ventagli commisti di mare e serrati coralli.