Poesie di Pino il rosso


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche

 
Attimi....
Colgo l'attimo per urlare in silenzio,
è già tardi
e la gente sta già sognando,
ma vorrei sperare
che il mio urlo
riuscisse ad interferire
in qualche sogno banale..
sì,perchè credo sia l'unico modo
per farmi sentire,
mentre dorme, la gente,
è stupendamente muta.

Storia
Credevo di essere tornato
da lunghi viaggi,
dove la vita viveva da sola
e la morte moriva in compagnia,
speravo che la regola fosse cambiata,
che l'amore avesse il sopravvento
e che l'uomo avesse capito
qualcosa di più..
avevo lasciato nomi nel fango,
corpi in strade bruciate dall'odio
e urla eccheggianti in valli ormai grige...
nelle terre dei padri
i pascoli morivano,
e nei ventri delle madri
i figli non nascevano..
ma le speranze salivano alte,
sopra i nevai,
a cercare verità sepolte sotto ghiacci
che nessun sole potrebbe sciogliere.
ho vagato cercando una capanna felice,
un cortile con un pozzo
ed un bimbo che giocava,
ho vagato mesi e mesi
ma poi mi sono fermato,
avevo paura di trovare
tutto bruciato.

Notte...........giorno
Ferma come un albero maestro
è la tua logica
anche se qualche soffio di maestrale ,
piacevole,
fa oscillare l'estremo della cima;
Bella come un'alba sul mare
sfuggi alla presa del sentimento,
come una pietra che ruzzola da una scarpata,
come una notte che finisce nel giorno;
ritorni con lo splendore della gioia
e poi
come il giorno ritorni sera,
ritorni notte.
Ed io aspetto sempre il giorno,
il nostro giorno
potessi essere Dio,per un attimo,
e fermare il tempo......

Dentro la mia vita
Quando sei arrivata
tu,
io
ho perso un attimo
Quando ho visto un angelo
ho deciso
che il cielo
non era più blù
ma era molto
più tu.

Effetti
Un suono,
lungo,infinito,eterno,
un pianto,
sordo,acuto,echeggiante,
una lacrima,
sola,nascosta da due palpebre
sopra occhi asciutti,
scende tra rughe di anni,
di dolori e di sorrisi,
Una voce,roca
a volte destata da limpido suono,
un urlo strozzato
tra cento bestemmie
e mille ti amo

Sabato 5
Uscendo nell'aria
entro nel cielo terso,
di un sabato di dicembre.
Dardi di un sole primavera
colpiscono i miei occhi ingrigiti,
è un giorno di quelli,
è un'ora di quelle
che dovrebbero durare solo pochi attimi,
ma nonostante tutto,
quest'aria inconsueta,
limpida,calda,
mi porta a pensare a e sempre a te.....
chiamarti,trovarti,
aspettarti ad una fermata,
sapevo già dove andare
ed ho immaginato dove stare
ed ho sognato
quello che avremmo potuto respirare

amori d'autunno
Foglie,verdognole,giallastre,
agonizzanti oppure già morte,
si staccano dai loro padri,
cadono svogliatamente,
anelando ancora un pizzico di vita,
respirando pochi secondi di ultimi respiri
adagiandosi,poi,sulla strada della fine,
fra mattoni rosso sporco di vecchi vicoli,
fra erbe di giardini di falso sempreverde,
sopra cofani di auto dormienti;
e restano lì,
ad aspettare un vento pietoso
che regali loro un ultimo tempo di mondo,
trasportandole in altro sito,
non importa quale...
prima di finire torturate da vecchie scope
o da lambenti fiamme impietose.
Così i miei sentimenti traggono incerti
in certi giorni,
così i miei offuscati pensieri,
mille ore perdute,
così le mie infantili speranze,
così il mio autunnale amore

la sera l'arrivederci
Una valanga di ricordi
mi sta venendo contro,
un'onda anomala impetuosa
di assurde nostalgie
mi conduce, inesorabile,
sul fondo del desiderio inappagato..
frantumati sogni ti portano dentro a spazi
che credevo ormai vuoti e dimenticati..
ad un effetto uguale e contrario
risponde un difetto di realtà,
tristi contesti condivisi amaramente
e affievoliti da sordi sospiri,
scaturiti da essenze di consapevolezze,
volute,cercate,rapite
ad attimi di tempo rubato alle
propria responsabilità di ruoli accettati
ma impartiti dalle imprescindibili regole,
fermi per un attimo nel tempo,
nel nostro tempo che non durava
poco più di un ora..
dove ci sentivamo amati noi stessi da noi stessi,
attimi,poco più di attimi,
leggeri come nuvole di piume
ma con un'intensità che pesava di piacere
e ci drogava di mille viaggi
fra isole inesistenti dove il mare
era il nostro amore,
il sole i nostri baci
e la sera l'arrivederci

amici
decifrando le parole
che canto nelle sere solo con me,
analizzo sensazioni mute
che frangono i miei silenzi...
amici miei chi siete?
amici miei dove siete
e se ci siete urlate il mio nome
perchè è un pò di tempo
che non mi ricordo come mi chiamo.
siete caduti in quale torrente
e lo scrosciare della corrente,forse,
copre il vostro urlo.
é tanto tempo che vi cerco
ed è tanta musica che sento per ....
ricordarmi di voi
siete forse finiti nell'assurdo baratro
che la vita ci ha regalato?
partiti per un viaggio
con solo biglietto di andata
dove non è permesso rispondere
dove è impossibile farsi sentire?
Amici miei,
potrò coprirmi con caldi maglioni,
ma avrò sempre freddo
senza la vostra parola
e senza la vostra stretta di mano

insulse malinconie
una strada a mattoni
percorsa a perdifiato per frenare il ritardo,
che quando ripassi da lì,
non ricordi più quale bottega c'era al posto
di quel portone....
un profumo di alberi in fiore
che,quando primavera recalcitrava,
tu sentivi, tra i tuoi calzoni calati,
e confondevi col profumo di lei ,..
tentativi di canzoni innamorate
con chitarre infantili e vogliose,
che stonavano come la tua presunzione..
calci a palloni sgualciti e sporchi di fango
che imbrattavano i tuoi momenti magici,
tu che eri protagonista di un teatro senza età,
dinnanzi ad un pubblico di gonnelline a fiori
dove aspettavi sentir risuonare un bravo...
che forse non arrivava mai.
Quei sabati,alle cinque di sera,
in autunni disegnati da poeti infelici
uscivi a cercare di capire
e capivi che non dovevi trovare niente
perchè avevi già tutto con te


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche