I Santi
Ci sono uomini,
donne,
vestiti tutti uguali;
arrendetevi a loro.
Il vuoto che hanno dentro non è sofferto;
il loro viso è fresco di rasatura
o truccato con sobrietà;
servono umiliazione su magli di gomma e acciaio,
proteggono le canne delle loro pistole
pulendole sui nostri volti di peccatori;
il passo fiero della ragione affidata loro
li circonda come l'aureola di un santo,
mentre le stigmate sulle loro spalle,
sui loro petti,
li assicurano contro il torto.
E noi,
gente diversa e a volte grottesca,
gli rendiamo grazie,
perchè sono
così belli,
forti,
giusti,
uguali....
Aftermaths
Storte emanazioni di me stesso
sull'infinito crepuscolo del divenire,
proiettano dritti e rovesci di medaglie a più facce ;
le mie metastasi si allargano in un pattern di carcinoma
dolorante,
mentre scuri osservatori col mio volto criticano le
direzioni prese con muta disapprovazione.
Rasente al muro striscia irrintracciabile il mito ieratico
di un avvenire lecito,
arroventando il marchio della colpa.
Se la gabbia nel cuscino ancora ha una chiave,
non libera ;
se , costretto in binari morti , ancora posso tornare,
non ne trovo il tempo ;
se , ridotto a nutrirmi della mia icore , cresco ancora,
le conseguenze per i miei atti ne divoreranno ogni
vantaggio.
Il nodo che ho nel petto mi difende e mi uccide,
ma , stretto e inestricabile,
offre identità e patteggia la mia pena.
All'abbandono
Ex voto di tolla ,
svettano le tue membra silver plated
al vertice dei ricordi nel mausoleo triangolare ;
scheggiati , i gomiti di vetro chiedono
rimozione commossa ;
tra natali d'infanzia , fumetti ,
e altri flashback items ,
sei come regina , immolata su una pira di cianfrusaglie ,
mentre ai miei piedi balenano i riflessi della benzina
e mi cullo nell'immagine
della fiamma che verrà ,
sorridono ancora beffardi i tuoi fianchi
con lo spettro incollato alle mie mani ;
ancora il mantra dell'estraneo mi fa visita ogni notte ,
scardinando il mio fisico Kafkiano.
Quattro anni nel deserto e tu,
sola modifica all'orizzonte.
Ora una linea piatta
sconfessa ogni miraggio di equilibrio.
Morirò tra l'argento di quegli anni ,
sepolto dai rimpianti
in un viaggio tra la steppa ,
fermato , io assurdo treno ,
ai bordi dell'acquitrino gelato.
Contro una che se ne va....
Rimane il mio dolore,
rimane il mio orrore,
rimane la mia noia,
rimane una metà,
rimane quel che è stato,
rimane un dio castrato,
rimane il folle odio,
rimangono i legacci,
rimangono i dottori,
rimangono i consigli,
rimangono gli errori,
rimane un cesso pieno,
rimango senza freno,
rimangono palazzi,
rimangono i più stronzi,
rimango senza soldi,
rimangon bassifondi,
rimane sangue infetto,
rimango fatto fesso,
rimangono accendini,
rimango costretto,
rimane vuoto il letto,
rimango un vuoto a rendere,
rimane solo cenere.
Vedi la solitudine,
attraverso gli occhi grigi di un anziano senza figli,
fra i bicchieri vuoti sopra un tavolo di legno;
alla tele saltellano ancora gli uccellini di gomma.
Mentre un uomo si spegne
le sue lacrime scivolano storte sulla sedia.
Mi sembra solo
abbia bisogno di compagnia;
mi sembro solo
camminare alla cieca nel vuoto
mentre il passato si fa più pesante
e si accumulano i "potevo",
finiscono gli stupori e si ha paura
e si urla tra vampe d'abisso
il
proprio
nome....
Mi pare di vedere le dolci mani della malinconia,
mi carezzano il capo incarnate dai ricordi,
forgiate nelle sue mani.
Nelle vene la paura
dell'amante di un ragno.
(Senza titolo)
Nel clamore della mandria
il mio orrore non trova compagni,
ristagna nella sua cella tra il letto e il comodino;
aspetta il livello critico,
ripete il suo nome come un disco rotto...
Ma gerani neri fioriranno infine contro il muro,
icone della fine,
parassiti senza sangue,
unici testimoni
nel processo all'assente...