Poesie di Alberto Passafaro


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Estati lontane
Che meditavi quando al pomeriggio
Noi bimbi correvamo all’oratorio
E tu indugiavi dopo il desinare
Tra disordine e robe da lavare

O quando nelle estati ormai lontane
Madidi scalciavamo in riva al mare
Spensierati a disperdersi col sole
Che pensavi aspettandoci tornare

E lui da un’altra parte che sentiva
In testa a un ferro su una littorina
Se ritornava in cuore sempre aveva
La sorpresa di un dono da mostrare

Cosa pensava non me lo chiedevo
Ch’ero svagato dalle mie conquiste
Ti guardo affaticarti stanca e triste
Con dolore rimpiango un tuo sorriso

Adesso aspetto anch’io che ritornate
Da un’ oratorio nelle sere inquiete
E penso al giorno in cui vi chiederete
Quel che pensavo e non sarà più estate
Da: Passeggiate

Processione sul mare
Spezzano sogni le taglienti
prore ormeggiano smarrite
barche e arriva gente nuova

Fondono nel frastuono voci sole
nei canti e una eco primordiale
risuona tra i credenti più pietosa

Ti cerco nella mente tra i presenti
e allungando lo sguardo sul pendio
nell’imbrunire assolato io ti ravviso

Crocchia legna lontano rintronando
nel porto e nel crocicchio fra stridii
di remi e crocefissi sostenuti a mano

Muto nel dondolio d’un passo incerto
ascolto il tuo pregare assente e stanco
mentre scettico invoca cambiamento

Sconosciuta di foggia e scuro il volto
tornavi in vero al buio in quella sera
e occhi vogliosi ambivano frattanto
Da: Passeggiate

Ho provato a dire…
Ho provato a dire
Qualcosa scomodando la ragione
Non credevo facesse tanto male
Sperdere la vorrei tra i tuoi capelli
Baciare la tua bocca e non pensare

Ho provato a scordare
Ma ogni notte rievoco la stretta
Ardente di struggente nostalgia
Vorrei che con le tue mani sole
Calmassi finalmente il mio dolore

E ho provato a reagire
Ma tutto intorno è divenuto buio
Né una ragione mi può consolare
Tu t’eri pronunciata con il cuore
E adesso è tardi per ricominciare
Da: Sogni

Notte d’estate
Di notte, come cenere
accerchiata da sassi
d’un falò consumato
e dimenticato

Disperdo cento, mille
scintille di memoria
verso il più tenebroso
mistero sovrastante

Sopra la fiamma ingenua
ch’ondeggiava sprezzante
sparsero gocce della compiuta estate
inafferrabili, rapide nuvole beffarde
Da: Sogni

Il Coraggio
Per quello e altri porti,
non vorrò mai passare
non potrei più guardare
una nave o una barca arrivare!
Rivedo il mio volto specchiato,
confuso nel chiuso del mare

Scorgo distintamente cosa manca
che non è nella mia condizione
lo rivedo negli occhi vivaci
del tuo primo tenero sguardo,
giacché istintivamente lo sapeva
sorridendone con compassione

Ma non comprendeva o sperava?
Anche per farsi amare
ci vuole il coraggio: è solare!
Quello che pur se non l’hai
lo vorresti inventare
per entrare nel cuore
di una donna speciale

Forse una nuova mattina
d’aprile, nella brezza il mare
riporterà il tuo odore
Delle tue labbra il sale
dei tuoi occhi il colore
nel tono della voce
fresca una decisione

e nel moto dei fiotti
vedrò il gesto incessante
delle fragili mani,
dei passi difficoltosi
delle gambe nervose
e l’aleggiare dei capelli folti
Da: Passeggiate

Seduzione
Armonie calcificate sbriciola
l’alchimia del primo sorriso
Dolce e giocoso e il rapido
velar con calde lacrime
lo scintillio del viso

Scivoli degradando dalla tela
roca sirena nel fluir salmastro
Colori opposti, lucidi
primari seguono umidi
l’esile profilo d’alabastro

Troppo logore omeriche gomene
il tuo canto agilmente recide
Ma il levarsi leggero del vento
traboccante d’effluvi primitivi
ti riconduce al mare e ci divide
-Da: Passeggiate-

Nostalgia
Il pensiero di te
mi scuote di notte
come un ramo alto
e appartato

Una sola volta e avverto
il dolore di stare attaccato
a un ricordo, penzolante
senza fiato

E l'angoscia
di seguire l'ignoto
che mai mi travolge
mi lascia sbigottito
nel rimpianto.
Da: Sogni


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