Poesie di Antonina Maria Orifici


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La Cruna dell'Ago: Poesia: NEVE - Nina Orifici https://share.google/ZAgbQGd29vD95pu1P 



"Eri Tuttu Pi' Mia"
Ancora lo penso ed è per questo che ho voluto scrivere una poesia in memoria del mio caro papà, del mio amore grande che avevo e ho tutt'ora verso mio papà che mi manca tantissimo e vive semplicemente nei miei ricordi. Ricordi di giorni che purtroppo non tornano più. Vorrei avere la tua compagnia anche per un giorno, caro papà tu te ne sei andato via; la morte mi ha strappato il cuore. Voglio dirti GRAZIE papà per il tuo grande amore che mi hai donato. Anche se non ci sei più, ma è come se non te ne sei andato mai, sei tutto per me. Non posso mai e poi mai dimenticarti.
Poesia

Eri tuttu pi' mia
( forma dialettale siciliana)

Eri tuttu pì mia,
caru e duci papà
a luci di ma occhi
a me vera raggiuni di vita.

U focu chi mi quadiava
a guida di me passi
l'onda chi mi travulgia
a vita mia.

U me amuri,a me forza
senza di tia nun avi senzu
a me vita!!!

Ti voghiu tantu beni
nun ti scorderò mai.
Eri tuttu pì mia caru papà
e i ricordi chi aiu di tia nun nescunu du me cori.


Traduzione in italiano
Eri tutto per me
Eri tutto per me,
caro e dolce papà
la luce dei miei occhi
la mia vera raggione di vita.

Il fuoco che mi riscaldava
la guida dei miei passi
l'onda che mi travolgeva
a vita mia.

Il mio amore,la mia forza
senza di te non ha senzo
la mia vita!!!

Ti voglio tanto bene
non ti scorderò mai.
Eri tutto per me caro papà
e i ricordi che ho di te non escono dal mio cuore.
"
https://giornalelacrunadellago.blogspot.com/2016/04/eri-tuttu-pi-mia-nina-orifici.html#:~:text=MIA%20*%20Nina%20Orifici%20*-,ERI%20TUTTU%20PI%27%20MIA,via%3B%20la%20morte%20mi%20ha%20strappato%20il%20cuore.%20Voglio%20dirti%20GRAZIE,-pap%C3%A0%20per%20il
 

La vita è un arcobaleno di colori
Vita é amore vita
è dono vita
è dare un sorriso vita
è un fiume che scorre vita
è esistere.
La vita è un arcobaleno di colori,
colori tristi e allegri colori della vita
che incidono sull'animo umano,
vita che Iddio ci ha donato a ciascuno di noi
e non è permesso a nessuno di torglierla mai e poi mai.
Dico a te anche se sei disperato,
chiunque tu sia uomo o donna,
vivi la vita,
giorno per giorno minuto per minuto,
attimo per attimo.
 

La Cruna dell'Ago: Angolo della Gastronomia: Sardi a Beccaficu
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La pasta chi sardi a beccaficu è una variante casalinga e gustosa della classica pasta con le sarde, che incorpora la tecnica e i sapori tipici delle "sarde a beccafico" siciliane.
Una ricetta specifica firmata Antonina Maria Orifici di Ucria: *"I Sardi a Beccaficu"*

Il piatto si inserisce nella tradizione culinaria siciliana in cui la pasta viene condita con le sarde fresche, uvetta, pinoli, alloro e una spolverata finale di pangrattato tostato (la muddica atturrata), simulando il ripieno del famoso secondo piatto.

Caratteristiche del piatto
Sarde: Devono essere freschissime, aperte "a libro" o pulite e messe nel condimento.
Condimento: Il "beccafico" implica l'uso di uvetta, pinoli, aglio, prezzemolo e pangrattato tostato, che conferiscono un gusto agrodolce.
Pasta: Solitamente si utilizzano formati lunghi come spaghetti o bucatini, oppure formati corti come i cavatelli.
La Muddica: Un elemento essenziale è il pangrattato tostato in padella con olio e a volte acciughe, che sostituisce il formaggio grattugiato (essendo un piatto di cucina povera, il pesce non veniva mescolato col formaggio).
Ingredienti tipici (per 4 persone)
320g di pasta (spaghetti o bucatini)
400g di sarde fresche
100g di pangrattato
50g di uvetta e pinoli
Acciughe sott'olio (facoltative, per il soffritto)
Aglio, prezzemolo, cipolla
Olio EVO, sale, alloro
Aromi: scorza di arancia o limone (opzionale)

Preparazione sintetica
Muddica: Tostare il pangrattato in padella con un filo d'olio finché diventa dorato e croccante.
Sarde: Pulire le sarde, eliminando la lisca e la testa.
Soffritto: Soffriggere cipolla, aglio, acciughe e aggiungere le sarde, uvetta, pinoli e alloro. Cuocere brevemente.
Pasta: Cuocere la pasta e saltarla nella padella col condimento, aggiungendo un po' di acqua di cottura se necessario.
Finitura: Servire con una generosa spolverata di pangrattato tostato.
 

Emigrante che vai nelle terre lontane,
costretto a lasciare il tuo paese natio,
vai via, lasci gli affetti più cari e non puoi più tornare.
Ci chiedi come mai sei partito
e il tuo cuore risponde:
“Costretto non voglio andare in America.
America terra sperduta, mi trovo qui per lavorare,
anche se il desiderio distrugge me stesso
non posso più tornare”.

Dedicata al paese di ucria in onore della festa dell’emigrante 13 – 14 AGOSTO 2026

 

Come si faceva il bucato anticamente: a Liscia

In dialetto
Anticamente i fimmini chi cufini supra la testa chini di robi, s'innievanu a lavare to sciumi.
Chiddu era lu postu pi lavari , lavavano ca ciniri (o rannu) e l'acqua, chiamata a cussi pirchi i robi vinevunu bianchi e si facia a liscia o bucatu.

Traduzione in Italiano
Anticamente le donne con le ceste sopra la testa andavano a lavare nel fiume ,quello era il posto per lavare, lavavano con la cenere e chiamata (Rannu), così che i panni venivano bianchi era così che si faceva il bucato.

Preparazione del bucato a lascia: In dialetto
Si virsava acqua e ciniri to quadaruni e si dumava u focu si tinia dui uri si priparava u cufinu e si mittia una tila di cutuni d'intra , biancu, a bianchiria si lavava supra a cciappa ta gibbia o sciumi ,poi si mittia to cufinu poi supra si appuggiava un tuvagghiuni to mezzu si virsava l'acqua ,u tuvagghiuni trattinia a ciniri e si facia ripusari una notti pi culari l'acq-ùa pio a matina si livava u tuvagghiuni e la ciniri chi ristava e si purtava n'atra vota o ciumi o a gibbia pi sciacquarla.

In italiano
Si versava acqua e cenere in un recipiente si accendeva il fuoco e si lasciava per 2 ore intanto si preparava una cesta e dentro si metteva una tela bianca.
La biancheria si lavava sopra una pietra o nella gibbia (vasca in pietra che si trovava all'aria aperta contenente acqua sorgiva) al fiume poi si metteva dentro uno strofinaccio in mezzo si metteva l'acqua, lo strofinaccio tratteneva la cenere e intanto scolava e si faceva riposare una notte si doveva tenere così per togliere la l'acqua ,la mattina si lavava il tovagliolo e la cenere che restava e si portava di nuovo al fiume o alla vasca per sciacquarla.

Conclusione
Poviri fimmini n'un ni putevunu chiù i tempi antichi nun erunu comu ora cu tutti i granni comodità ni lamintamu sempri sempri. Nun semu mai cuntenti mugghi i tempi moderni avemu i detersivi avevu tuttu. Nun ci manca nenti. Secunnu vuatri su meghiu i tempi d'una vota? o chiddi d'oggi? Parlamuni chiaro. Secunnu commu a pensu ia, mugghi la modernità e vatri tuttti fimmini?"
http://gruppoculturaleranierinicolai.blogspot.com/2015/04/come-si-faceva-il-bucato-anticamente.html#:~:text=COME%20SI%20FACEVA,tila%20di%20cutuni

 

*"U palloncinu ble"*
Liggi, liggi, beddu picciriddu,
e non ti pentirai,
sfaglia, sfaglia u librettinu
e scuprirai un beddu palluncinu.

Vola, vola susu 'nto celu,
tira u filu, va susu e giù,
u culori friddu chi vidi tu
da emozioni e cuntintizza.

Gioca, gioca fantasiandu
u picciriddu, 'nto cori cuntentu
ma cu a paura di scuppiari dintra.


Ecco la poesia tradotta in italiano e in strofe:

*"Il Palloncino Blu"* - Poesia per bambini di scuola primaria
Leggi, leggi, bel bambino,
e non ti pentirai,
sfoglia, sfoglia il libricino
e scoprirai un bel palloncino.

Vola, vola su nel cielo,
tira il filo, va su e giù,
il colore freddo che vedi tu
da emozioni e felicità.

Gioca, gioca fantasticando
il bambino, in cuore contento
ma con la paura di scoppiare dentro.

Testo edito dalla Docente di Scuola primaria a Raccuja,Poetessa messinese , Antonina Maria Orifici originaria di Ucria
 


*Mamma nun ti pozzu scurdari*
A tua dulcizza, i to abbrazzi, i to parole mi mancunu tanto.
Giro avanti e arreri ta sta casa, e nun aiu pace e nun ci si chiù, e mi manchi tanto cara mamma, senza di tia mi manca u munnu l'aria che respiro.
Non posso vivere senza di tia; tu eru u suli chi mi quadiava e splendia dentro di mia e mi dava a forza di iri avanti.
Ora a me vita e attaccata a un filo e staiu pi cascare.
Prega du paradiso, pi mia e dammi forza di iri avante. Grande tesoro mio ti vogghiu tanto bene vita mia.


Traduzione dal dialetto siciliano in italiano
Della Poesia dedicata alla mamma da poco scomparsa:

*Mamma non ti posso dimenticare*
Mamma non posso purtroppo dimenticare
La tua dolcezza, i tuoi abbracci, le tue parole, mi mancano tanto.
Giro avanti e indietro in questa casa e non ci sei più e mi manchi tanto cara mamma; senza di te, mi manca il mondo e l'aria che respiro.
Non posso vivere senza di te, tu eri il sole che mi riscaldava e splendeva dentro di me e mi dava la forza di andare avanti. La mia vita ora è attaccata a un filo e sto per cadere.
Prega dal paradiso per me e dammi la forza di andare avanti, grande tesoro mio ti voglio tanto bene vita mia. Testo edito dalla Docente di scuola primaria di Ucria in Sicilia
 


Colori di autunno
Autunno, autunno mio
All’estate diamo addio
È arrivato l’autunno
Ed ad ogni foglia ha regalato
Un vestito colorato;
cadono, cadono le foglie spinte dal vento,
ride il bambino nel suo cuore ed è contento.
Guarda, osserva le foglie gialle, rossicce e arancioni
Sono i colori di questa stagione.
Girano, girano intorno canticchiando una canzone
Gli uccelli nella bella stagione.
È già d’oro la campagna e sia d’oro tutto il mondo,
dei colori tutto intorno.
 

Eri tuttu pi' mia
(forma dialettale)

Eri tuttu pì mia,
caru e duci papà
a luci di ma occhi
a me vera raggiuni di vita.

U focu chi mi quadiava
a guida di me passi
l'onda chi mi travulgia
a vita mia.

U me amuri,a me forza
senza di tia nun avi senzu
a me vita!!!

Ti voghiu tantu beni
nun ti scorderò mai.
Eri tuttu pì mia caru papà
e i ricordi chi aiu di tia nun nescunu du me cori.


Traduzione
Eri tutto per me
Eri tutto per me,
caro e dolce papà
la luce dei miei occhi
la mia vera ragione di vita.

Il fuoco che mi riscaldava
la guida dei miei passi
l'onda che mi travolgeva
a vita mia.

Il mio amore,la mia forza
senza di te non ha senso
la mia vita!!!

Ti voglio tanto bene
non ti scorderò mai.
Eri tutto per me caro papà
e i ricordi che ho di te non escono dal mio cuore.

 


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