Accenderò un fuoco.
Non lasciarti bagnare di pioggia
da un inverno ingrato
che ti gela le mani
Non lasciarmi cadere,fragile foglia
nell'instabile autunno
che mi trasporta col vento
Accenderò un fuoco per asciugarci
tu dalla pioggia
io dalle lacrime
E sarà lunga l'estate del sole,
colorata la primavera del cuore
Il tuo corpo nudo
e le mie pupille attente
Le mie mani
Vedo un pugno chiuso di rabbia
Aprirsi come i raggi di un sole
Vedo un petalo leggero, sfiorare i tuoi
capelli
Lambire le tue lacrime
Vedo con la creta il nascere di nuove forme
Col filo ricami delicati su stoffe
Vedo,in esse,con stessa dimestichezza,
creare la forza o concedere un abbraccio
Vedo col pennello creare colori
Cogliere fragranti boccioli di fiore
Tenere la penna e realizzare poesia
Accogliere aperte il calore del fuoco
Vedo il sudore lisciare la zappa
E le pentole colme di cibi
Vedo tasti appena sfiorati di note
accordate
Intagli decorati su legno
Vedo l'arresa col le braccia verso il cielo
E la carità porgendola davanti
Vedo la neve sciogliersi sopra
E l'acqua scivolare via
Vedo la spada che tieni in pugno
E il dono che ti porgo
Le mie mani realizzano la vita
Le mie mani esprimono le mie parole
Le mie mani identificano chi sono
Silenzi
Nei silenzi del mondo immutato,
dove il tempo respira il corso delle stagioni,
ignaro
della frenesia degli uomini
stanchi di rubare quel tempo che passa
Nei silenzi di una primavera che esplode muta
seguendo i lenti progressi
nello sbocciare di un fiore
e pupille dilatate captano
colori che il giorno concede
Quel silenzio che batte a cadenza ritmica lunghe sinfonie
immerso
nella distillata essenza della vita
Nulla è il passato e nulla è il futuro.
Il presente è silenzio.
Progetto
Quando la folle corsa è appena cominciata
e i tuoi muscoli stanchi chiedono tregua
Quando il giorno dura un secondo e
lo spazio intorno si riduce ad un metro
Quando la forza allenta e la volontà aumenta
impazzita nel suo progetto
Spossato crolli
e la mente annebbiata t'abbandona.
Forse è allora che inizi a realizzarsi il castello
che con tanti granelli di sabbia hai costruito.
Consapevole consoli allora i tuoi muscoli di pazientare,
chiedi al sole di non tramontare.
Tu lo sai che la sabbia è solo il frammento
più piccolo di un'immensa roccia.
Come granelli di sabbia
Ci corrode
come piccoli granelli di sabbia
dinnanzi
alla vastità dei mari
Ci trasporta via
nelle notti di tempesta,disorientati
Ci chiediamo
dove siamo,chi siamo,perché siamo
perdendoci
in acque non limpide
All'alba storditi
Ci risvegliamo
ignari del futuro,
giocando a fare i grandi,
a sentirci rocce.
La sera,anonime anime
Vaghiamo
incontro al vento di bonaccia
lasciando trasportarci lontano
incontrandosi ed unendosi
ad altri minuscoli frammenti di terre lontane
Ci guadiamo, ci parliamo,
spesso non ci capiamo
ma sappiamo cosa vogliamo
Il maestro
Il ticchettio ritmato del cuculo
scandisce ancora gli stessi minuti
da oltre quarant'anni, sempre uguali
precisi, puntuali.
Ogni libro statico al suo posto, impolverato e ingiallito
respira l'aria insana di naftalina
allungando agonizzante la propria esistenza.
Un raggio di sole invade forzando gli infissi
una striscia fitta di polvere
che volteggia dall'alto fino a terra.
Una scrivania animata di insaziabili tarli
si regge a stento,
esaltando tempi migliori.
Un cigolio lento e graduale, rompe l'attesa.
La voce rauca e tremolante accompagna
un corpo esile e corroso dal tempo.
Si ferma appoggiandosi.
Mi guarda.
I suoi occhi chiari brillano.
C'è una lacrima che scivola, lenta lungo le gotte
non più voti, non più rettorica.
E' la fine.
Veli d'estasi
Nell'intreccio ingarbugliato dei pensieri
emerge ora.
Un sogno.
Le ansie si placano
I tendini si sciolgono
Il cuore rallenta.
Soffice è la mente.
Elastici i ricordi.
Non so chi sono.
M'avvolgono veli, rosa,bianchi e celesti.
I sensi si abbandonano in leggeri volteggi.
Avverto una musica, è un lebhaft di Schumann.
Mi perdo.
Un profumo di lavanda m'invaghisce.
E' l'estasi.
un sorbetto al limone per l'anima.
L'ultima estate
La scuola è finita quest'oggi.
vedi Bambi, è gia estate.
ora vai, corri.
Attraversa i campi e calpestali tutti quei fiori.
Cogli pure tutte le spighe di grano, fino all'ultima.
Prendila quella farfalla e tienila sulla mano
presto anch'essa volerà.
Vai bambi, stilla più che puoi al vento ed
esprimigli tutti i tuoi sogni,
forse uno si avvererà.
Butta via maglietta e calzini,
ora è tempo.
Presto arriverà la sera
All'orizzonte, il sole ti guarda incantato,
suvvia bambi, sporca se puoi
il tuo corpo di fango,
non attendere ancora.
I libri ti faranno adulto,
l'esperienza uomo. |