Poesie di Giuseppe Muscetta


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche

 
Metafore
Qui è tutto vero,
anche l'albero che si è seccato
e non lo può nascondere,
il silenzio
che non si rompe,
il gatto che
pure
preferisce la solitudine
alla compagnia delle galline.
Sono veri i gusci vuoti
di noci,
i nidi abbandonati
dagli uccelli,
la rosa rimasta sola
tra avanzi di desideri!
E' vero il cielo limpido
o maculato da nuvole
che non si fermano,
il latrare di cani
che buca la notte.
E' vera la poltrona vuota
sotto il portico,
la voce rimodulata del vento
che attraversa l'andatura,
spenta come gli occhi
di mia madre che l'annusa.
Domani il primo sole
freddo
si poserà su questo colle
per riscaldare voglie d'infinito.
E… sarà vero!

Primavere della vita
Ancora…
    anco …ra
        an … cora,
senza sapere se sono fiori
o fiocchi di neve.
Né basterà aspettare
che mostri la fronte il sole,
l'abbraccio il vento,
l'urlo il deserto,
l'urto il tempo
                     che scuote,
per vedere cosa rimane!
        Strane stagioni le primavere,
come quelle trascorse
quelle che verranno:
avvampa il caldo e germoglia
e forma nuovi odori,
                       sudori…;
il freddo uccide!

Rotte della vita
(A Don Oreste Benzi)

Sulla rotta Nord Nord-Ovest
a grappoli le stelle, quanti i sogni.
Illusioni si cullano coi corpi
sospendono il dolore, l'annullano
in una frenesia che cresce e che divora.
                                       Presto, però,
dure si svelano le strade ferme:
a serpente, ciottolose, senza orizzonti!
Come i volti spenti, senza sorrisi e senza ghigni,
del mondo in fuga da valori ormai banditi!
Triangoli ora formano nel cielo
le stelle iridescenti,
sulla terra gli uomini!
                            Stuprata ogni speranza,
una secchia vuota di vernice capovolta
è il trono, uno specchio lo scettro!
Che mare era quel mare
che cielo quel cielo
se la luna è il falò che riscalda ossa
fradice da amplessi freddi?
Sa che è in fiore il pesco
che le sue mani, virtuose d'opre,
hanno piantato discosto dalla capanna;
che c'è sempre un posto nella stiva
per un regina dell'amore.
Rotta Sud Sud-Ovest: via Lattea,
cieli opachi e stelle.
Nel silenzio che l'attende
tra ombre di voci e luci,
                 la luna è luna
i falò sono falò.

Il mio paese
Quanti passaggi hai visto
di lune, di sole,
di nuvole,
di stagioni senza frutto,
ricche,
fatte di uomini e di piogge.
Oh, quei vespri teneri,
intrecci di ultime corse di rondini
di passi lenti di uomini stanchi,
occhi vividi di amanti
tristezze ansiose di madri.
Oh, quei sogni di restare, cullati
ed accarezzati nelle stanze della mente,
quelle indomite voglie di ritornare
sparse per il mondo,
levigate da risacche lente,
finite poi in fondo al mare.
Più non si odono canti
nell'aia,
allegri martellare di ciabattino,
echi d'incudine,
inni alle fedi.
Erte sulla Timpa*
- retaggi di storia e d'opre -
le tue antiche vestigia
mal sopportano voci stridule da basso,
querule, replicanti, mute,
inascoltate da orecchie sorde.
Solo in agosto cantano ora
le cicale e spandono.
Ferme ad ascoltare,
inoperose, le formiche operaie.
Sacca in spalla
- d'altro vuota, di speranze piena -
avviati per i sentieri dell'amore
due giovani si tengono per mano
due si baciano
due si amano,
irriverenti ad ipocrisie.
Non vogliono che secchi l'albero,
vogliono anche loro
appendervi ricordi.
*Timpa=roccia arenaria

Il senso della vita
Quante pecore ho contato
nelle notti senza stelle
tra palazzi, metrò e conti
che non tornavano,
tra incroci di nuvole senza tetto,
di sogni assiderati.
Domani mi fermerò.
Osserverò sotto il sole le formiche:
forse capirò
il senso della vita.

Dama di cuori
(a Bruna Gondoni - danzatrice)

Assenza di parole nell'aria
e sulle pareti erose:
musiche sottili come il tuo corpo
penetrano dolci
e si infilano per i sentieri aspri
del cuore
fino allo specchio della mente,
a rimuovere flussi di ricordi
ad imprigionare lo spirito del tempo.
Che fissi, con passi di danza leggeri,
e superi,
fedele figlia del nostro tempo,
con sguardi ammiccanti
e aliti di caldi sorrisi,
spasmi sfacciati di desideri
e fremiti d'ansie
composti da sempre e sparsi
nella dimensione eterna dell'amore
che, solo, sposta la storia
e la rende.
Per un attimo si stacca
e, muto, si avvia
il sogno
di volere immoto sostare
all'ombra della luce dei tuoi occhi.
Poi,
la forza di gravità!

Il pianto delle stelle
           Comincia le prove il grillo.
Ad uno ad uno fino a mille
altri si uniscono,
come i fiati e gli archi
prima di un concerto.
                                    Poi,
spande la sinfonia,
il vento si ferma
il tramonto si spegne
mentre i fiori dormono
ed i ricordi, a gara con le speranze,
                                        si sospendono!
Solo la mente, inquieta,
insegue e sorpassa sogni facili,
memorie presenti.
Una ad una fino a mille e più
                                              - richiamate -
spuntano le stelle.
        Si occhieggiano:
un inchino e,
             leggere come falene,
cominciano voluttuose e strana la danza.
E' tempo di ascoltare e di guardare!
Intorno tutto tace:
                       pure il pianto è muto!
Quanta acqua liscia scivola nelle fiumare:
forse lacrime di morti
che piangono la vita!
Forse strazio di madri,
                           di bimbi soli,
                di soldati increduli,
di "animale infermo"!
                                Di amanti …!
Intanto i grilli cantano,
           bagnati dalle stelle!

Casa di riposo
Alfine,
te l'hanno scrostato
- feroci lavande -
il sapore della terra, il profumo del fieno
attaccati alla pelle.
Rivoli in secca,
le tue rughe
- solchi di storie
tracciati da andirivieni del sole -
ingialliscono tra pareti senza vento.
Le tue braccia, arrese,
snervate penzolano disfatte
mentre sterpi sopravanzano dappertutto.
Non cercano più i tuoi occhi
fermi,
non seguono voli di rondini
fissi su ricordi bloccati dal cemento,
su foto che sfumano in negativi.
Ti senti nudo
senza pantaloni di velluto,
leggero
senza scarponi appesantiti da erbe e sterco,
polvere e pollini impastati di sudori
e pianti!
Ora sei un bambino senza madre!
Ora sei solo nella tua primavera
senza estate!
Stagione infelice la primavera
quando è principio della fine:
inutili i tuoi strilli che muti rimbalzano
nel silenzio della mente.
Intanto Alexey - a Milano - è contento.
Hanno telefonato: nonno Pasquale - a Oriolo -
sta bene.
E' vivo!

Africa … nera
Ma tu, chi sei
che non ne sai di culle e carillon,
e piangi inascoltato
e ti cola il naso
e ci si posano le mosche?
Ma tu, proprio tu, chi sei
se uguale a te è chi ti sta vicino
ed anche daccanto e più lontano
fino all'orizzonte, confine del mondo?
Tu fai parte di un tutto.
E tutti siete uno,
come la luna,
che solca giorni sempre pari!
Ignudo come Cristo,
non sai delle follie degli uomini
che devono rifarsi per rifare la storia
e recuperare il tempo
ceduto alla memoria.
Non ha voce la tua bocca
arsa di sete
che da sola acqua non spegne.
Non ha voce la tua bocca,
nessuno gliel'impresta
la voce alla tua bocca.
Né bastano rare gocce
non piovute dal cielo
a dissetare deserti di solitudini
appassite dal sole
che impietoso non cammina.
Forse non sei vero!
Fai parte di una dimensione
che non mi appartiene:
se spengo la televisione
tu
non esisti più!

Periferie del Sud
(a Roberto Interisano)

E verrà, che più nessuna ci sarà,
seduta all'ombra della sua casa,
a guardare il tempo da una parte all'altra,
immota nei pensieri
stretti da fazzoletto nero
su gramaglie scolorite.
E verrà, che più nessuno ci sarà
- macinato dal vino e da stupori -
a guardare il tempo da una parte all'altra
e seguire con spostamenti stanchi
l'ombra - pure essa muta -
dell'albero della piazza.
E verrà, verrà che i poeti
- ultima fauna superstite -
più non voleranno
per cieli sgombri ma grigi,
nel vano cercare
l'isola dal duro suolo,
e dai duri volti teneri,
che più non c'è!
Allora resteremo soli,
in movimento perpetuo,
a contare i passi perduti
sulla via della storia,
a medicare le ferite del tempo,
e senza passato
il futuro per noi sarà
di più fitto mistero!

Le aquile calve
Solo lo spazio di un volo
per amarsi,
e troppo prossima è la terra
in caduta verticale!
Sogno che si spegne
immediato si accende tra i ricordi,
come luce di lucciola
nelle notti di maggio,
temporale d'estate
che passa e non t'accorgi,
sfumato nei colori dell'occaso.
E' un consumarsi inutile
misurare spessori immaginati
lucidare catene spezzate
rivisitare pellicole stracche.
Quando il grido giunge
spuntano le ali
a desideri appannati
sotto ceneri d'amore.
Smarriscono vacui viaggi per l'etere
ed ora nel cuore della notte
tra i corridoi dell'essere
continui a cercare il giorno,
il centro di te stesso,
… in altri,
mentre la vita in orizzontale
si sposta verso omega!
E più s'avanza,
più basse volano
                        le aquile calve!

AQUILE CALVE: specie di aquile che si amano in volo
e si separano prima di toccare terra!


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche