Racconti di Leonardo Moro
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| Lettera a Francesca Siamo in un bel locale, con belle ragazze, al bar ci passano un giro di bevute gratis. Io non faccio altro che dire cose senza senso e intrattenere le ragazze con stupidi aneddoti. Le ragazze mi ascoltano e ci facciamo qualche risata. Sono sbronzo, mi fa male la testa. Non so nemmeno chi mi ha convinto ad andare fino al Gradisca. I ragazzi mi hanno detto, che era meglio per me, uscire e vedere gente mi avrebbe fatto bene, dopo tutto quello che era successo. Adesso sto raccontando ad una biondina che sono il figlio di un non so quale imprenditore Veneto, e sto parlando in Veneto. Perché so parlare Umbro e Veneto, che sono due dialetti completamenti diversi. La ragazza biondina si beve questa storia, così non mi si stacca più. I ragazzi mi lasciano solo con lei, e se ne vanno in pista a ballare. Mentre parlo con questa biondina inizio a flirtare con una mora. Una bella mora. Alta, fatta bene, begli occhi. Uno sguardo che mi cattura. Vorrei togliermi di torno la biondina, adesso. Non è male, ma ha attaccato a parlarmi di suo padre, di quanto si senta sola dopo la morte di sua madre e poi mi parla ancora di suo padre, del carattere di suo padre. Un vero uomo. Un uomo che si è fatto da solo. Mi dice che è difficile vivere con suo padre, ma allo stesso tempo è anche bello. Io la sto a sentire. La musica è alta. Ci sono anche un altro paio di tipi di Spoleto. Sono due coglioni. Due che bazzicano tutto il giorno il Mikey Mouse. Sono sbronzo. Inizio a sussurrare frasi dolci alla biondina. Le dico che è molto carina, che mi dispiace per sua madre, che sono contento del suo rapporto con il padre. La biondina è delle Marche e studia a Perugia, per questo sta sera è venuta ( con delle amiche ) al Gradisca. Io le dico che sono di Spoleto. Lei non l'ha mai sentito dire. Le dico che non è troppo distante da Perugia. Cerco con gli occhi la mora. E' ancora in pista. Ci guardiamo. La mora indossa un paio di shorts che non sono male, è vestita di nero. Ogni tre minuti, più o meno, qualcuno va da lei e attacca bottone. Mi sembra una di quelle tipe che danno spazio. Adesso mi secca un po' lasciare questa biondina e andare dalla mora. Alla fine concludere con questa biondina non dovrebbe essere troppo difficile. Sempre che sia quello che voglio. Ma certo sono venuto a posta, per concludere. Come se a furia di scopate posso dimenticarmi, la vecchia Fra. Come se a furia di provarci con tutte posso dimenticarmi, la vecchia Fra. Come se a furia di provare a baciarle tutte posso dimenticarmi, la vecchia Fra. I ragazzi sono in pista. Si stanno divertendo. Adesso inizio a darci dentro anche io. Devo solo togliermi dalla testa la vecchia Fra. Perché….. cazzo….adesso lei non c'è più. Sarà in qualche posto a farsi fottere da quello sfigato di Pierluigi. Vorrei quasi raccontare alla biondina, della vecchia Fra. Ma non è una bella mossa da fare. Se c'è una cosa che si deve fare con una appena conosciuta è non mostrarsi vulnerabile. E' meglio far finta di sprigionare sicurezza, una cosa per cui le ragazze vanno matte. Io sta notte, con i capelli messi bene e con questa camicia…sprigiono sicurezza. Io e i ragazzi non bazzichiamo la discoteca, almeno non più di tanto. Alla vecchia Fra e le sue amiche piaceva la discoteca. Pierluigi ce le portava sempre a ballare a destra e sinistra. Era una cosa che mi dava un po' di mal di stomaco, pensare a questa cosa. Credo di vederla entrare da quella porta la vecchia Fra, con Pierluigi e le sue amiche. Sarebbe un duro colpo. Ma no sta notte starà con il suo Amore, si staranno vedendo un film, noleggiato da cult - movie, e adesso si saranno addormentati sul divano a casa di Pierluigi, tra un po' lui la riporterà a casa. La biondina mi chiede se sono fidanzato, me lo chiede in modo vago, come se non fosse troppo interessata, ma lo capisco che lo fa apposta. Io dico di no, dico che fidanzarmi mi secca un po', che non sono durato più di tre mesi e che non credo mi fidanzerò mai più di tre mesi, perché ho bisogno dei miei spazi, ho bisogno di stare per i fatti miei e poi le dico che non sono uno che si innamora di una tipa a quattordici anni e poi per i successici cinque anni non fa altro che stare insieme a questa ragazza, no… io sono uno che non sarà facile vederlo fidanzato. Alle ragazze piace sentire questa storiella della mezzanotte, così credono sempre che saranno loro quelle che mi faranno mettere la testa a posto, quelle che diventeranno le mie ragazze, credono sempre che con loro durerà, credono che io posso cambiare, credono solo che ho bisogno di incontrare quella giusta. Una volta Lollo al Mr. Hyde mi ha chiesto se con Francesca avrei fatto sul serio, una volta che me la sarei portata a letto, io ho risposto che non era una cosa così facile da dire. Forse si. Forse avrei fatto sul serio, forse era quella giusta. Ma non potevo certo metterci la mano sul fuoco, alla fine non potevo saperlo con certezza. Secondo me Francesca aveva bisogno di uno come Pierluigi, che è il mio opposto, uno calmo, pettinato, uno che la va a prendere, uno che sa bene quello che va farneticando, uno a posto insomma. Non aveva bisogno di un cazzeggiatore di prima categoria. La biondina mi fissa. Mi dice se ho voglia di uscire un attimo fuori, che si deve fumare una sigaretta. Mi chiede se fumo. Dico che ho smesso da tre anni. Allora scoppia a ridere. Rido anch'io. Usciamo fuori. La biondina è davvero carina. Io la guardo mentre mi racconta delle storie sulle sue amiche. Se c'è una cosa che piace alle ragazze è il mio sguardo. Io non mi ci impegno, è una cosa che ho. Alle ragazze piace come le guardo, loro mi guardano e non la smettono, finché non distolgo lo sguardo. Questa è una cosa buona. Almeno per sta notte. Posso anche provarci con questa tipa, alla fine che me ne può fregare. La vecchia Fra non si è fatta troppi scrupoli quando si è rimessa con Pierluigi. Sono sbronzo. Mi fa male la testa. Con la biondina, dopo che si è fatta la sigaretta e me ne ha offerto un paio di tiri, torniamo dentro. Cerco i ragazzi, sono vicini al bar che stanno parlando con delle tipe. Io lascio la biondina al bar e dico che devo andare in bagno. Penso a Francesca, appena arrivo al cesso, scoppio a vomitare. Al bar mi sono fatto dare una penna blu, poi ho preso qualche tovagliolino. Mi siedo sul cesso e con un fogliettino premuto contro al muro, inizio a scrivere. Scrivo una lettera. Una lettera che non le ho mai spedito. Ciao Francesca, sono al Gradisca e non so nemmeno il perché. Sono su di giri, ma anche gli altri lo sono, anche se a te ti avevo promesso che non avrei bevuto. Ma siccome non sei qui, non me la sono sentita di mantenere la promessa. Spero che sta sera Pierluigi ti abbia dato una bella scopata, spero che sia durato più di quattro minuti. Lo spero per te. Non so quello che farò adesso. Probabilmente prenderò a sbronzarmi e a provarci con le tipe come facevo prima che arrivassi te. Oppure resterò in questo bagno di questa discoteca per il resto dei miei giorni, ma credo che sia una cosa troppo patetica. No, credo che adesso esco fuori faccio lo scemo con quella biondina e poi passo a quella mora se la trovo. Credo che farò proprio questo. Oh cazzo, ma perché te ne sei andata, sarei anche cambiato. Diciamo che se tu fossi rimasta, se ti fossi fidata avrei provato a cambiare. Il fatto è che ti amavo e ancora è così. E forse sei stata la prima che è riuscita a farmi innamorare e con te era tutto così pulito, così chiaro. Era bello. Sono stati belli quei giorni che abbiamo passato insieme. Ma ormai è andata. Lo so che le nostre strade non si rincontreranno. E va bene. Lo so che non ci sarà modo di riparlare. E va bene. Perché ci siamo già detti tutto, no ?. Ma se solo avessi abbastanza coraggio, verrei fino a davanti a casa tua, ti suonerei, ti direi che non posso stare senza di te. Ti dirai quanto ti amo. Ti direi che sei quella giusta. Ti direi che non puoi andare via, così. Leonardo Morini. Ho preso tutti i tovagliolini e me li sono messi in tasca. Poi sono tornato in pista. Alle cinque del mattino quando usciremo dalla discoteca, ci sarà il sole, ma un sole triste e cadrà anche qualche goccia di pioggia, io tirerò fuori dalle mie tasche quei tovagliolini e li lascerò cadere a terra. Ho ballato per un'ora e mezzo con la biondina. Poi si è allontanata per andare a bere qualcosa. Io mentre mi facevo spazio ho rivisto la mora di prima. Le ho detto che era molto carina, lei ha sorriso e ringraziato, le ho detto che la stavo guardando da prima, lei ha detto che se ne era accorta. Non so bene quello che fare, tra un po' la biondina sarà qui, perché avrà preso il suo drink e mi troverà a parlare con questa mora. Si sentirà tradita ?. Noooo, in fondo la conosco solo da sta notte. Adesso dico un paio di cose carine alla mora. Lei sorride. Le stringo la mano. Anche lei stringe la mia. La biondina sta arrivando, la vedo che si fa spazio tra la folla. In mano porta un drink. Mi sta cercando. Tra un po' mi troverà. |