Poesie di Claudio Morelli


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Venezia
Ora sono buttato
ricostruendo il puzzle
dei ricordi che ho passato
vivendo...

...e morendo ritorno
scomponendo le scuse
ricomponendo i momenti
le battute
le scenografie di ogni attimo,
pensando agli abbracci
agli amori
ai frastuoni
alle onde
alle spinte
alle scritte sui muri
dipinte,
rileggendo i diari
che sfogliando
partoriscono
baci
carezze
rimpianti
che gocciolano di lacrime,
che risuonano ai ritmi
delle musiche di strada
composte solo
da note stonate
di voci entusiaste

A lei
E' quando ti vedo ridere
che la mia voglia di vivere
bussa alla porta...
mi chiede
se voglio rimanerci
ancora un po'
in questo mondo

Ti amo

Ore di guerra
E' il momento:
il momento che mescola
la morte alle emozioni...

...e si muove la penna
scrivendo senza ostacoli
sul bianco di un libricino
che lascia il segno
di ogni sentimento.
Siamo rimasti ancora soli,
ci hanno lasciato di nuovo
marcire,
ci hanno consumato
negli anni
con le parole
e le parole
ora
sono fatali.

Perché le bombe
distruggono ogni anima,
perché le bombe
eliminano la parole stesse,
perché di parole
ormai
ne sono rimaste
troppo poche

Tra i banchi
Scrivendo e riscrivendo
versi buttati al vento
rimando con la voglia di scrivere
di più

poche righe per la realtà
ancor meno
per le nostre emozioni

sono i versi
la misura
delle nostre anime

Mafie
Pian piano scriviamo
coi giorni
il nostro futuro,
scagliamo uomini contro
altri uomini
schiviamo gli sguardi,
separiamo i cuori
crediamo alle vendette
che provengono
dall'odio
costruiamo muri di pietra
tra le anime
alziamo gli argini
del fiume della pace,
quel fiume
che non strariperà.

Soffriamo in silenzio
neghiamo le colpe
mostriamo l'assenzio

Soffochiamo gli spiriti
con genti di stizza
distruggendosi...

Dio qui non ha giudizio,
il giudizio
sono le nostre lacrime

Giuseppe - Maggio 2003
Solo tu
con i tuoi versi
mi hai trasportato
per il mondo,
mi hai vorticosamente sbattuto,
mi hai di nuovo
preso per mano,
mi hai guidato,
mi hai entusiasmato

Solo tu
riesci a non stancarmi
con le tue parole
semplici
povere

Solo tu
che nella tragedia
riesci ancora
una mattina
a illuminarti d'immenso


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