Ho creduto tu m'amassi,
tutto era discesa,
tutto
possibile,
la luce mi attraversava l'animo
e la tua voce mi accarezzava piano,
dolcemente,
t'ho vista prendere per mano il mio cuore
e portarlo
dove credevo non sarebbe mai andato.
Per un istante eterno
uniti per la labbra da quel bacio
io
non ero più io,
tu
non eri tu,
NOI ERAVAMO.
T'ho vista poi
tessere nere lenzuola,
ricamandole d'assenze
e di silenzi,
per stenderle sul mio cuore,
spargere sale sulla mia ferita aperta,
offrendomi,
in un calice di spine,
aceto antico
e le mie lacrime.
Tutto fu notte,
tutto
silenzio.
PERCHE'?
Ieri
Quando,
come dopo un volo senza fine
verso cieli lontani,
le tue mani,
bianche
leggere ali di farfalla,
si sono posate sulle mie mani,
quando,
come in uno specchio,
nello specchio oscuro del tuo sguardo,
nei tuoi occhi neri,
l' inaccessibile abisso in cui naufrago
e rinuncio a vivere per sempre,
i miei occhi si son persi,
quando,
quasi irriverente,
la tua voce,
alta
vittoriosa,
ha raggiunto le mie orecchie
trovando senza sforzo
la strada del cuore:
prigioniero d'un amaro incantesimo,
ho assaporato il gusto amaro del niente
che la tua insistente assenza
getta senza sosta
sul fondo del mio cuore.
Ho scritto
i miei versi migliori
tra le lacrime,
a piedi scalzi
sulle rose,
quando la penna,
triste,
piangeva parole
come gocce di sudore,
quanto più triste
il mio arco di violino,
tanto più belli
erano i miei versi.
Ne ho scritti
poi
con le mani piagate,
mentre distratta
una stella cadente
scadeva,
ferito
tra sguardi indifferenti
con il cuore
preso a prestito,
perché il mio,
senza di te,
era un altare vuoto,
il palco
d'un teatro
finita la commedia,
un pettine senza capelli.
Di tutto
ciò
che non ho avuto
ne ho fatto
poi poesia.
Poesia
è
una fotografia
della mia anima
quando mi restano compagne
solo poche finestre
ancora accese
sul volto della notte
che invidiano le stelle
perché non pagano bolletta,
è
un ponte senz' arcate
che passa sopra 'l tempo
senza riuscire
mai a fermarlo.
Poesia
è
sfogliare,
come petali di rose,
ormai appassite,
le pagine del mio cuore,
tutte,
intitolate col tuo nome,
perché per me
Poesia
sei tu.
Cielo,
stelle,
notte nera,
luna,
argento,
luna piena,
per il tuo nome
ch'è rima di stella
voglio comporre
una ninna nanna
che t'accarezzi tra le lenzuola
sospirandoti sulle labbra,
la porterà il vento
alle tue orecchie,
la porterà lento
sul tuo cuscino,
la porterà sulla tua guancia
come un bacio di buonanotte.
Dormi
rosa spettinata
che vorrei pungermi sulle tue spine
per coglierti ora,
per coglierti adesso,
perché mi piaci,
perché sei bella.
Dormi
petalo di stella
che l'orologio
con le lancette
ricama il tempo sul suo quadrante
mentre dipingo parole distratte
su questo foglio
a righe o a quadretti.
Se dormi Amore,
se sei già tra i sogni,
finisce allora
la mia ninna nanna.
Cielo,
stelle,
notte nera,
luna,
argento,
luna piena,
notte notte,
buona notte.
Nascosta lì,
tra le tue mani,
quella carezza
che non hai saputo
ne potuto trattenere,
per quanto tempo
ha atteso?
Timida,
leggera farfalla
è volata via
dalle tue dita
per posarsi,
senza vergogna,
senza rimorso,
sul mio capo,
tra i miei capelli
per portare
ancora a me
un po' di te
che la vita
m'ha negato.
Vorrei guardarti dormire
abbracciata da veli di vento,
quando la notte
è un bimbo che piange
l'ansia immensa d'un sospiro
e il sonno tra le tue ciglia
ha mille vetrine
da sfogliare sognando.
Vorrei poter rubarti
il respiro
per respirare tra le tue labbra
la nuda ombra di luna piena
che t'accarezza tra le lenzuola.
Vorrei distendermi lì,
fianco a fianco,
per poi sfiorare con mani avide
la pergamena
tinta acquarello
della tua pelle chiaro di luna.
Vorrei sperare
che il giorno non venga
per crocefiggere ancora
il mio cuore,
allontanandoti dai miei occhi,
lasciandomi solo
e solo a sognarti.
Hanno foto di tramonti
corpo a corpo,
ali di farfalla,
per volare leggeri
e lacrime di luna,
mani
piene di carezze da inviare,
orologi da sfogliare
misurando il tempo
che li separa,
petali di rose
e baci a fior di labbra
per baciare,
gl'altri amori.
Io
ho due note
senza chiave,
cieli senza luna
e stelle spente,
parole
dette a mezza bocca
che feriscono come lama di rasoio
e le iniziali
del tuo nome
ormai tatuate agl'occhi,
per questo
- di notte
parlo in versi a fogli bianchi
che tu non leggerai.
Le tue parole,
le tue parole amore
non sono più con me,
sono volate via
lontano,
irraggiungibili come il passato,
inafferrabili come aria
sono scivolate tra mie dita
come acqua o sabbia.
Ho cercato di fermarle,
di trattenerle,
di imprimerle nella mia mente,
sul fondo del mio cuore,
ma il tempo
come il vento foglie
le ha portate via con se.
Le tue parole dette,
pronunciate,
a volte sospirate,
naufragate nei mari della luna
ormai
non sono più con me.
"To die, to sleep.....maybe to dream"
Amleto: William Shakespeare
Ancora,
Chiamami ancora
e lascia
che tra le tue labbra
come un soffio di fiato,
come un sospiro,
come il fiume inarrestabile
del tuo respiro,
scora,
sillaba dopo sillaba,
il mosaico di vocali e consonanti
del mio nome,
lascia
che come un bacio,
lungamente,
ostinatamente alberghi la tua bocca,
tra le tue labbra
lì
dove vorrei dormire,
sognare.......forse morire,
e in quel sonno
lungo come la morte
sognare,
sognare di te
che,
passo dopo passo
fianco al mio fianco,
percorri i viali
che attraversano il giardino della vita,
dove senza fine,
senza sosta,
goccia su goccia,
lacrima dopo lacrima
piangono
le fontane del tempo.
"Se solamente mi toccasi il cuore"
Pablo Neruda
Se mettessi la tua mano,
se tu
appoggiassi la testa,
qui,
sul mio cuore,
dove gli altri
al solito
tengono il portafogli,
potresti forse ascoltare
il suo battere illogico
quando sei vicina
o
se di te
riempio i miei pensieri,
potresti forse capire
perché lì
va a dormire l'arcobaleno
e s'annidano silenzi
che scritti poi
con azzurre penne di pavone
riempiono,
tra rime,
versi e inchiostro,
tanti e tanti
fogli bianchi.
A mia moglie
Avrei voluto,
anche per un giorno,
uno solo,
essere tuo padre,
o forse,
ancor di più,
essere tuo figlio,
m' avresti
così amato
senza limiti,
senza condizioni,
naturalmente,
solo perché io
ero io,
senza nessun altro motivo,
solo perché
non avresti potuto,
anche volendo,
non amarmi.
M' avresti amato
nonostante il mare sconfinato
di silenzi che abita il mio cuore,
nonostante il buio
che spesso,
quasi sempre,
avvolge
le stanze del mio umore,
e quando il vento
avesse soffiato forte
avrei trovato riparo
e fatto nido
tra le tue calde braccia,
avresti lasciato
che m'addormentassi sul tuo seno,
sorvegliando il mio respiro,
accarezzato,
cullato dal tuo amore,
poi,
al mio risveglio,
con un sorriso,
accolto nel tuo sguardo,
e,
tenendomi per mano,
m' avresti poi condotto
per le strada della vita
difeso,
protetto,
da tutto e da tutti,
con il tuo grande amore.
Che mi cercassi
per ogni dove
gridando ai quattro venti
il nome mio
senza trovarmi,
essere il vento
per accarezzarti
senza che tu
possa mai opporti,
attraversarti l'animo
con un canto d'arpe senza corde
e scriverti
d'inchiostro e versi
come una mia poesia
per rileggerti
quando io voglio.
Essere i tuoi pensieri,
la tua voce,
starti sulla bocca
come parola
e
sulle labbra come bacio.
Piangere un giorno
e cento notti sospirando
poi
per un ora
ridere delle mie lacrime.
Questo vorrei
perché tu
non vorrai.
Chi sei tu,
che senza scrittura,
anche ora che d'ogni suono
questa stanza è nuda,
calchi il palcoscenico dei miei pensieri,
e quando di soli neri veli
si veste ormai l'azzurro cielo
e ad una ad una le sue stelle
la bianca luna conta,
dalla porta del sonno
tieni ancora lontani i miei sogni?
Chi
che senza invito
siedi al mio tavolo
lasciandomi saziare dei miei dubbi,
poco
hanno di te bevuto i miei occhi
che sulle dita d'una sola mano
potrei contare le volte che t'ho vista,
eppure
se fossi vino,
io che non bevo,
vorrei di te ubriacarmi
fino a perdermi nel mio bicchiere.
Dimmi il tuo nome,
che pure già conosco,
in un sospiro
mentre appoggio le mie labbra
sulle tue labbra,
mentre confondo il mio respiro
con il tuo respiro,
mentre il mio bacio
diventa il bacio tuo.
Quando scambiandoci la pelle
con un solo battito
batteranno i nostri cuori
io
saprò chi sei.
Chiuderò
in un cassetto
tutti i miei versi,
le mie poesie,
che non
debba più vederle
perché
se ne guardassi al fondo
le fragili architetture
delle rime che compongo
si rivelerebbero
ricamate bugie dal colore
d'un'ala di farfalla.
Mentre queste inutili considerazioni
corrono sul foglio
cavalli e regine aspettano annoiati
sul piano infido della scacchiera
che scenda notte
per dare scacco alla luna.