Poesie di SalMessina


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche



animali santi
e venne verso di te
il mestierante
leggero aveva il passo lento
dell'attentatore
ghigno malefico inquisitore
l'uomo in bianco aveva vivisettore
giocoso l'accogliesti scodinzolante
candido il manto degli innocenti
le mani leccasti al delinquente
atti d'amore questi e d'amicizia antica
il bruto s'avvinghiò sul tuo mantello
un lampo fu una saetta
e ti prese la libertà le carni
vivisettore
squallido abitante di laboratori
di stabulari di scantinati doloranti
manipolatore infame di viscere vive palpitanti
fredda e ottusa è l'opera tua di morte
d'animali amici animali santi
scannati segati trapiantati eviscerati decerebrati
scuoiati bolliti arrostiti vivi ed infine
come il cristo crocifissi
vivisettore
inutile si rivela il genio tuo assassino
ricercatore del nulla nemico dell'uomo e della tua imbecillità
col pane del sangue e della morte nutri i figli tuoi
saran vampiri
lugubre ricompensa dell'arte tua assassina
padre barone e santità
t'acclamano governi erranti
t'incoraggia all'assassinio e ti benedice il papa
la chiesa gli incivili gli ignoranti
mio è il disprezzo e la tua morte
gli animali martiri povere creature
guardano all'amico al santo buono
s'affidano a francesco ai protezionisti
e a tutti i santi   

le carni tenere di dio
non sanno
della tonaca importante
quegli uomini d'infamia vestiti
ingannano all'unisono
stuprano in concerto
inquisiscono solenni

di satana è lo sguardo

e squartano
tormentano
uccidono

le carni tenere di dio  

lo scarpone
un passo dopo l'altro
con fatica
s'innalza lo scarpone
alla montagna
sentieri nuovi apre
all'orizzonte
con l'animo gioioso
e il cuore in gola
quando giunto alla vetta
lo sguardo si rallegra
il mondo si allontana
ed io rimembro  

al porto
era sola quel giorno
al porto
sola
come l'anima mia  

estasiato
estasiato
rimembro  

desto dal sogno
desto dal sogno
dove celebrammo l'intimo
ora mi sei negli occhi
e t'amo  

l'alba
l'alba s'è spogliata
del vestito rosa
nuda ora m'appare
di grazia alle labbra
e brezze  

mio bene
sai di poesia
di frasi docili alle labbra
di sacri aliti
perché tu mio bene
al cor risplendi  

all'avamposto
si è schiarito dalle nebbie
lo spazio all'avamposto
ed una croce hanno pianto
a ricompensa
mille bandiere tinte
di sangue e carne
vestono dai tempi a ricordare
chi tanto a dato a dio
all'infamie patrie
e nulla han preso  

Dei figli miei
è sera
con gli occhi con la mente
in te sovrano ed assassino
s'addormono i peccati
l'infami tuoi pensieri consacrati
dei bimbi il corpo dilaniato offeso
eviscerato inquisito ripudiato
il sacro latte di tua madre
quello che hai infangato ucciso
ma
dei figli miei
quelli che hai stuprato
quale altro dio dalla croce
me li depone  

quando sarà
quando sarà
l'evento affronterò
a muso duro

condannerò presenze
la sacre invenzioni

spoglio il petto esigo
l'onore della morte

Stupire
gli occhi del mondo
le calde brezze marinare
del lago cheto i riflessi dell'acqua
il viale trasognante dei cipressi
l'intimo degli amanti all'alpe
sol perché
semplicemente
stupefacente é il suo risveglio

Haiku: Veleggiare
Solitario
navigo l'eterno:
veleggiare


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche