Poesie di Irene Meini


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Occhi ciechi
Colori corrono intorno al mio corpo fermo.
Come scindere il mio colore dagli altri?
Ho paura di non riuscire più a trovarmi.   

Esserino meraviglioso
Ti guardo...
in un istante il mio corpo
si unisce al tuo;
ci circonda il nulla.
I tuoi occhi
dipingono la mia pelle
servendosi della luce del sole.
Sono inerme.
La mia armatura d'oro
si è dissolta in fango.
Marchi a fuoco la mia pelle
con i tuoi orpelli,
ormai anneriti,
per segnare la mia totale appartenenza a te...
e m'abbandoni.
Resto immobile
in questa vuota oscurità.
Chiudo gli occhi...
ed è tutto cambiato.    

Pulce
Mi graffi dentro.
Bevi il mio sangue,
ti nutri della mia carne
e lecchi le mie labbra.
Sei sempre qui,
dentro ed intorno a me.
Sento le tue mani spremere il mio cuore,
mi soffochi,
ostruisci le mie arterie.
...AMORE...
TI AMO!
  

Saliva
Foglio,
ormai mi sei estraneo,
non riesco a volger lo sguardo verso te
senza sentirmi invadere dall'inutilità
e dall'impotenza,
per non esser utile neppure a me stessa.
Valli di oscurità
mi risucchiano al loro interno
ed io, pur combattendo,
vengo sottomessa.
Siamo tutti uguali e differenti
ed ognuno di noi
prova vergogna
nell'ammettere questa verità.
Siamo gocce trasparenti
che contengono in se la salvezza,
ma hanno solo voglia di distruggere.     

Ali invisibili
Voli in aria,
leggera,
con ardore ed orgoglio
e, con lo stesso ardore,
mi elevi su una lacrima.
Sei acqua
che zampilla con fierezza.
Con ali invisibili
accarezzi la mia carne.
I tuoi occhi
mi sussurrano argomenti sconosciuti
e m'avvolge il terrore...
per questo io ti odio con amore.     

Sbocciare
Assaporare
una mela colma di
sangue acido.

29 marzo
Sento crescere forte un respiro;
tento di capire da dove provenga...
lo cerco,ascolto,annuso.
Avanzo,
con la vana speranza di non farmi contaminare,
contaminare da tutti questi putridi zombi.
Azzardo di capire,
di rassegnarmi,
senza provare emozioni,
a questa tormentata sofferenza;
mi aiutano dolci ed esperte parole,
che tentano,
con amore,
di guidarmi verso una via di fuga...
una luce distante,
troppo distante da me.
Il respiro mi parla,
mi supplica di salvarmi...
ma il sangue scorre...
scorre
ed è cosi invitante.
Ed è complicato capire che hai ragione.
La pelle e la mente mi urlano,
imploranti,
di donar loro ancora dolore.
Ti supplico mano,
fatti strada tra queste righe;
non lasciarmi nel baratro,
non abbandonare le parole in quel vicolo.     

Visioni
E' notte,
la notte sputa pagane pulsioni...
mi investono immediatamente dopo il tramonto.
L'alcol scorre dalle mie ferite.
Milioni di informi esserini mi attorniano,
succhiano margarita dai miei seni,
fanno sesso con il mio odore,
violentando la ragione.
Sorge nuovamente il sole
e i suoi raggi annientano un altro ignobile frammento di me.

> Superfici
Non vedo più la mia immagine
riflessa nello specchio.
Affondo i suoi frammenti
nei miei polpastrelli.

Capire
Il tuo sguardo osserva il mio corpo...
è vuoto,
è cieco.
Non riesci più ad avere compassione per me.
Quando, la mia mente, è mutata in carne?
Quando il dolore è mutato in desiderio?
...La tua anima mi ha voltato le spalle,
non curante del dilaniante odio
che avrebbe fecondato in me
e che io stessa sarò costretta a sopprimere per amor tuo...
...per poter sopravvivere.
Hai straziato le mie radici
e riesci a farmi ancora sorridere.
Ma gli occhi dei miei ricordi
continuano a piangere
le stesse immagini.

Viaggio nelle catacombe
Il cuore somministra,
al resto del corpo,
una goccia di dolore e veleno al secondo.
Legata ad un interminabile arbusto,
da un filo di rame,
piango e cedo il passo alla morte...
ogni giorno la mia pelle si squama in un punto differente.
Sono un'idea priva di libertà.
Nulla può accarezzarmi o ferirmi.
Resto in piedi,
con la gola tagliata
e, esangue, continuo a camminare...
...a respirare.
Niente mi può salvare.
Morirò anche oggi...
ogni giorno...
sino a che non tornerò ad esser acqua,
gelida e pura,
con un irrefrenabile voglia d'amore,
ma il solo potere di uccidere.

Invertebrati
Siamo legate, l'una all'altra,
da sottilissimi fili di lana grezza.
Siamo totalmente ricoperte da catrame e miele
e non riusciamo più a muoverci.
Sei irraggiungibile.
Le mie palpebre sono cucite,
annego in acqua salata e oro fuso.
Le mie ossa si stanno sgretolando,
sto diventando una di loro.
Quegli esili fili
inondano il palcoscenico delle nostre menti
e,come fossimo figlie della mano d'un capriccioso pittore,
segnano i tratti,
indelebili e fedifraghi,
del nostro sentimento.

Luglio
Piove.
La pioggia istiga al pianto.
Si scatena il vento;
il vento mi libera:
penetrandomi m'innalza,
trapassa il mio cuore
e strappa via le angosce che lo popolano,
che tentano di divorarmi l'anima...
Poi mi lascia cadere al suolo,
priva di forze e ricordi.
Rimane l'oblio a farmi compagnia,
qui, seduto a fianco a me.
Tutto è grigio:
ogni cosa sembra esser annientata
da questo moribondo cielo.
Il mare combatte,
lo respinge,
respinge questa cenere,
ne azzanna l'essenza...
ma ogni elemento muore
e risorge amputato.

Amore
Sono in un vortice di sangue,
il sangue di tutte le lacrime versate
e fatte a pezzi;
le mie unghie cercano un appiglio,
ma affondano in quel liquido senz'anima,
ne colore.
Cos'è questo buco dentro il mio corpo,
che mi soffoca,mi arde
e si espande con feroce disinvoltura?
Sono una ferita, infetta e livida,
di cui si prende gioco il mondo.
La nausea mi assale...
voglio perdere i sensi.
C'è troppa luce!
Voglio il respiro della notte.
Voglio adorare il profumo dell'amore.
Voglio che le tue dita tocchino nuovamente il mio cuore.
Voglio baciare la tua linfa
ed immergerci dentro i miei pensieri,
vederla, ancora una volta,
con i miei straziati occhi.
Ridatemi la mia luna!
Questa lucente e viva normalità,
intorno a me,
mi uccide... mi aggredisce
e mi pesta a sangue con inutile disprezzo.
Volti duri e colmi di nulla.
I miei occhi trasparenti,
senza felicità,
hanno bisogno dell'iride che ti avevo donato.
Sono un verme infangato e privo di forze.
Voglio arrampicarmi lungo le pareti del tuo corpo,
sulla tua chiara pelle,
addentrarmi in te
e cucire le nostre anime insieme,
l'una all'altra.
Voglio amarti... e lasciarmi cadere nel buco.


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