E venne il tempo delle ciliegie
E venne il tempo
delle ciliegie in fiore
vivendo nel lampo
l'uomo ruba l'amore,
poi segue un percorso
e poco a poco
si perde nell'universo
di ferro e fuoco…
ognuno il destino
lo sceglie tra le carte
nasconde la sua arte
come un bambino,
a volte s'infonde
con l'immenso mare
cercando di trovare
un senso alle onde…
l'esistenza intanto
silenziosa và avanti
col magico incanto
d'attimi importanti,
scolpiti uno a uno
dal grido del ricordo
non lo udirà nessuno
nel mondo così sordo…
l'imbrunire di slancio
oltrepassa ogni velo
pennellando il cielo
di sfumature arancio,
seppur un bel giorno
ad una faccia amica
domani a fatica
diremo buongiorno…
e venne il tempo
delle ciliegie in fiore
l'unico scampo
i palpiti del cuore,
custode d'un regno
più forte della vita
che disperata trita
le radici del sogno…Resurrezione Rinascita in una vasca da bagno nell’apoteosi di un sogno tra la pioggia che scende o nel sole che splende.. Resurrezione seguendo di Dio l’orma nella carne e nelle ossa la vita non passa solo muta forma… formica quel sentiero di sassi è una strada antica… volano adagio cinque pettirossi mentre il cielo si fa grigio… cerca la sguardo la scintilla della vita nel fuoco del ricordo… il sangue della memoria sgorga dalla ferita della nostra storia… la morte non ha scopo senza la paura finita questa avventura ne inizia un’altra dopo… Resurrezione tornare dal limbo vivere di speranza una nuova esistenza ai confini del tempo…
Sapore di vita Sole i tuoi riflessi sulle pareti uno sfondo bellissimo per i poeti…. Acqua scavi la montagna senza disturbar chi di noi sogna… Pensiero voli dalla mente ti fissi e diventi sfuggente… Odore d’erba e di gioventù carezze o qualcosa di più… Ricordi che sembrano un morso in fuga dal tempo trascorso… Eterna pace del cielo scheggiata da una rondine in volo… Destino d’ogni essere umano la fine si avvicina pian piano… Ideali tra orgoglio e leggenda traditi da come l’uomo diventa… Verità nel manipolo di carte inganni travestiti da arte… Istante di congiunzione tra due cuori devi vivere per saper se muori… Talento sbocciato per caso bruciato insieme ad un sorriso… Anime in cerca d’orizzonti nel tramonto sceso sui monti…
Notte di un Capodanno qualsiasi Occhi della città i piccoli fari accesi, notte di un capodanno qualsiasi... capodanno con furore, capodanno d’amore, una stella, un sorriso qualcosa che muore.. si illumina il viso e ne riconosci l’odore... capodanno infame speranze e malinconie del vecchio anno... piccole e grandi bugie che resteranno... notte tanti fari accesi, notte di un capodanno qualsiasi...
Caro amico Caro amico immaginario o reale ti parlo per gioco altro non posso fare, non conosco la tua esistenza se è celeste o umana mi rimane la speranza che basta appena appena, a conversar con un muro e attendere la risposta sentirsi alfine sicuro che la vita è proprio questa, un filo di emozioni la serenità e il dolore stelle di sensazioni nel cielo di un amore, davvero unico e immenso però talvolta invisibile e all’uomo sfugge il senso di una forza imponderabile, che ci sentiamo dentro negli attimi disperati qualcosa più forte del vento del turbine dei giorni andati, è innegabile te lo dico viviamo nel marasma sia tu un caro amico oppure un fantasma, la nostra esistenza terrena ha nei ricordi la sua trama e noi rammentiamo a malapena stralci del giorno prima, c’è una parte del cervello padrona del mistero custodisce il suo fardello colorandolo di nero, e la rabbia allora monta l’animo è in guerra vorremmo lasciare un’impronta calpestando la terra, il senso della ragione smarrito tra le croci forse la nostra missione è solo esser felici, in questo strano mondo d’amore e di fuoco dove se cerchi profondo puoi trovare un amico.
In quel viso In quel viso la beffa delle rughe sempre troppo poche per ombrarne il sorriso. Guardare al di là del vetro invecchiando nel corpo e nello spirito è tutto un atto unico l’esistenza il suo teatro. Sentire che qualcosa sfugge scoprire in noi stessi l’appannarsi dei riflessi ma la natura è legge. Svegliarsi ogni mattina con un nuovo acciacco essere alfine fiacco e convivere con la medicina. Il forte senso dell’inutile nei gesti ormai tremanti cercar d’andare avanti in un confine labile. Ricordi diventati il presente un futuro senza appiglio il passato e il suo orgoglio ciò che resta della mente. In quel viso tra i sentimenti spezzati e l’ansia dei giorni andati non mancava mai il sorriso. |