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A mormorare mare.
Mare che mormori antiche memorie
di morte stagioni e di spume maliarde,
dove Venere sorgiva ammaliava le onde
in musicare d'umori e maree d'amore,
dei sensi bevendo alla fonte l'elemento
che vita ridona alla vita,a volte vanita,
in piccoli sorsi sparsi e poi spersi nel tempo,
in piccoli morsi di pane e di sale primordiale.
Ma vano è l'amore ch'espande la spuma per il mondo.
C'è un gran pianto che pietra mi fà proprio mentre
quel viver ristagna nei pertugi più prossimi al cuore,
proprio mentre dal cosmo risplende quella luce
di lacrime amare,quel riflesso di pianto di stelle,
quel pregare di anime belle che dai campi di nuvole
viene.Vien dicendo di belliche gesta che l'umano
non sa ricordare.Quel frullare di odio e tensioni
che nei secoli,in mille battaglie,si ripetono senza senso
per un pozzo di quell'olio nero,per un pugno di oro
e di terra,a perpetrare ancora urla feroci di guerra.
E ancora mare,mare a mormorare e andare,
e andare sulla cresta e cancellare le brutture
e atrocità,dove la civiltà dà campo alla barbarie,
alle ali crudeli di questa stanca umanità che arranca,
e cavalcare il cielo dove i centauri albergano
in cerca di altri astri e concordia universale. Butsu-dan vibration
Cantami,o vita,questa canzone antica,
questa canzone avita che è vita ancora
che muta in un mare di poesia,armonia,
che chiara per le valli sgombra nuvolaglie
ed erra in fantasie di vuoti da colmare
e chiaro dalla fonte frastagliando suoni appare
il fiume della musica che ritma nuove danze.
Euterpe,Tersicore e Calliope in lontananza
vibrando al musicare dell'incantar che avanza
che ci riavvolge in tutta la magia,la Santeria,*
di note d'oltremare e ballu tundu a contraltare,
a dichiarare pace negli angoli del buio in guerra,
negli angoli del cuore in movimento armonico
ballate di sentire universale sparpagliare.
Sentore di un albare di mare chiaro a divenire
poetare di poesia che forte vince tirannia,
che forte vince malasorte,volando oltre la morte
in luce rinascendo ancora nell'epoca di Mappo,**
dove volando cantano anche voci spente dal mutore,
dal mutare dell'anima offesa,del vento illusione,
del ciclo azzurro,infinito sussurro di boschi e di fate,
di janas che tessono i fili al telaio del tempo incantato***
che indomito intona il mistico mantra,rito dell'aria,
magica cerimonia,o vita,cantami il ritornello,canta.
Il Butsu-dan è un mobiletto all'interno del quale si custodisce il mandala
dell'illuminazione di Nichiren Daishonin.
*La Santeria è quella miscela di riti religiosi animisti e cristiani,il
sincretismo religioso di molti latinoamericani.
**L'epoca di Mappo è per la filosofia del Daishonin l'epoca attuale.
***Le janas sono delle figure mitologiche della tradizione sarda.(fate)
Isole di sale.
Sento ancora la voce del vento
che porta il lamento dei morti,
dove danzano spettri su curve
ingiallite dal tempo che scorre
su terre di anime in naufragio,
di anime salve da noia d'esistenza,
dove trasmigra l'essere in assenza,
su terre d'oltremare,su voli siderali,
dove la vita langue e pingue si perpetua
e poi d'un tratto impazza al ritmo di timbales.
Ed ora,in questo caos che calmo pare
rinfocolare la danza su nuvole di guerra
che danno in un sobbalzo dell'anima malata,
dell'anima al confine tra l'essere e il mancare,
dell'anima assillata dal flash dell'insipienza
di spot caracollati su cumuli di nulla,
di isole di sale,arsura primordiale,
dove il rancore,macabro,ristagna sempre tale,
la pioggia più non crepita su foglie più lontane,
la pioggia più non spegne la sete d'immortale,
ma solo accende il tremito del pianto prenatale,
diluvio universale dove la vita evade
in gocciole di epos al canto del maestrale.
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