Poesie di Fiorella Martucciello


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Il mio ritratto
Sotto la chioma
poggio il mio capo
la resina corre giù sul mio viso
come sorsi di vento

da lontano un pescatore
che come me lavora con l'amore
in mano una conchiglia infusa di pensieri
lascia cadere

al mio fianco una canzone

chiudo gli occhi..

sfogliando le pagine del cuore
naufrago in mille ricordi...

legati dalle onde roventi dell'età

ora cinta di sola ritrovata libertà.....

quelli dell'inferno
siete voi quest'oggi la mia musa ispiratrice
figli della notte
nel cammin di nostra vita
celate il vostro cuore
di scudo e lancia
quelli dell'inferno non hann pudore
promettono felicità
pellicole incantate
quelli dell'inferno
son grandi attori
presi dall'attimo di follia
son pronti a sparare
uccidono i sorrisi
e fuor a gridar le loro gesta
peccati ingoiati
ma mai dimenticati
non fidatevi bambini
son falsi cantautori
senza limiti e senza vergogna
il mio augurio è che dio
li tolga

Ancora una volta
vuoi sfamarmi per favore?
perchè lasci che le mie segrete
immaginazioni mi consumino?
non chiudere ancora i tuoi occhi
per l'ultima volta
vorrei vedermi imitata.....

Senza titolo
come un pinolo
chiuso nella pigna
aspetto che il fuoco
sciolga le retine
e liberi i semi

Ad una amica
in una notte d'estate
interminabili lemmi
stringevano il volo
tra stelle sfavillanti
e città assopite
echeggiavano i nostri sorrisi
euforie disperse
serve della vita
padrona delle nostre scelte
spettatrice della diva sorte....

un attimo di felicità
sogno di rapirti
e portarti in mondi perduti
volando attorcigliati
su prati in festa
irrorati da una fresca brezza
bendandoti di leggiadria
come gocce di rugiada
sciare da alte vette
e giù costellato di carezze
ad attenderci l'amore

dentro e fuori
tra le righe
una matita si poggia
dipingo note
forse avventate
ma come onde graffiano la riva
grandi come l'alta marea
rapide a fuggire
ed io ancora ad inseguire
seducente atmosfera
il tuo soffio mi fa respirare
sensazione inebriante di sentirsi in cammino
una platea è già pronta ad ascoltare
un trapasso tra realtà parallele
tra dentro e fuori
mi ricerco ancora
nei passi dello scrittore
tento di scoprirmi
spalanco gli occhi
al di fuori della finestra
un quadro dalle tinte vivaci
intense luminose
mi aspetta
forse saranno emozioni
nel flusso della vita mi sento in gioco
oggi scelgo di gioire
domani potrei soffrire
tra le corse in biglietteria
il mio treno è già andato via...

malinconia
non riesco a distaccarmi da te
arida come non mai
osservo la tua forza
nuotatrice delle acque
il tuo sorriso mi gela il viso
libera di essere
corri senza mai fermarti
voli senza mai cadere
senza mai voltarti
su di te si posano gli sguardi
lasciarti non è possibile
attenta nell'arrivare
distratta nel fuggire
compagna di vita
lenta mi accarezzi
impetuosa mi distruggi

a mia nonna
Ti amo fragile donna
sento addosso l'avizzire dei tuoi anni
la stanchezza dei tuoi occhi
mi travaglia l'anima
tu così nitida
lacerata dai pensieri
mi stringi la mano
e insieme verso un nuovo giardino
ricordo di una gioventù passata
ho paura
paura di fermarmi
paura di perderti
ti cercherò tra le sabbie
nel risplendere lento di un giorno
nel battito di un bambino
nuoterò nel vacuo destino

il sogno
finalmente arriva sera
eccomi mio castello
tra danze ,pini e farfalle
ritrovo te
prezioso e bello
fuori è buio
mi terrai compagnia
non durerà per sempre
il sole sta riaprendo gli occhi...

sabato 1 giugno
Sdrucciola la maschera
dagli occhi mesti
lo scroscio pressante
si fa da parte
tra le vertigini dello scoglio
un tuffo riprende vita

a piccoli passi
resti di luna
petali bianchi
di mietitura
in una notte
a piccoli passi
si rifugiano nel cuore
sento l'eco dei rumori
che risvegliano splendore
li senti mormorare
che ne sarà di noi....


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