Racconti di Lucian Gabriel Marin
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| Passeggiata Stava andando via dalla casa della donna. L'aveva aiutata a sistemare l'orto dopo il temporale del giorno prima. Avevano pranzato insieme, ma ora era il momento che lui andasse via. Pioveva a malapena e lei gli offri un ombrello, ma lui rifiutò, voleva camminare nella pioggia. La salutò e parti. La pioggia era leggera, sentiva ogni goccia che lo toccava, era come il suono di un orologio, tic tac tic tac. Ma presto il tocco del acqua si fecce più veloce, come il cronometro di una gara, una corsa contro il tempo, le gocce cominciarono a scandire ogni centesimo, ogni decimo e poi ogni millesimo di secondo. Ma lui non aveva fretta ne paura di bagnarsi troppo. C'era una leggera brezza calda e non sentiva freddo. L'acqua comincio a scendere sulla sua fronte e senti che anche essa era calda. Stranamente ciò lo rendeva contento, non cambiava niente ma era felice lo stesso. Arrivato sulla strada principale guardo le auto e senti il rumore delle ruote mentre scorrevano sul asfalto bagnato. Si concentrò per sentire anche le gocce della pioggia e comincio ad ascoltare quello che per la maggior parte delle persone era solo un rumore, per lui era diventata una meravigliosa canzone. Vide come le persone al interno delle macchine lo guardavano, probabilmente dicono che sono pazzo, pensò. Ma loro non potevano capire, nessuno poteva. Ormai aveva la maglietta bagnata ma non gli importava. Nel frattempo la pioggia si era fatta ancora più forte ma lui non si accorse di nulla. Camminava e pensava o almeno ci provava. I suoi pensieri erano come le onde del mare durante una tempesta, senza senso. Non riusciva a concentrarsi su una sola cosa, non aveva il controllo sulla sua mente. Desiderava rimanere in mezzo al acqua per sempre, ma era troppo tardi, era arrivato a casa. Guardo il cielo come per dire grazie per quel piccolo scorcio di felicità che le nuvole gli avevano regalato. Entro dentro casa, si spoglio ed entro nella doccia. Quando senti l'acqua scorrergli sulla pelle desiderò che fosse di fuori e che quel acqua fosse la pioggia. Finita la doccia si mise a dormire ma lasciò la finestra aperta. Si addormentò subito ascoltando quella bellissima canzone che gli aveva regalato la tranquillità che non sentiva da tempo. |