Dorata realtà.
Come in un infinito cerchio dorato,
senza angoli, né spigoli in cui rifugiarsi,
così mi ritrovai a un tempo,
io,
schiava dei miei d'oro sogni.
Un circolo vizioso da cui faticavo ad uscire …
… i sogni …
Teneri compagni, fedeli amici,
dolci amanti, intrepidi cavalieri,
sereni genitori, splendidi innamorati,
capaci insegnanti, generosi fratelli …
E la realtà fuggiva spaurita
e soccombeva
dinanzi a tanta perfezione …
Correndo da ferma
vivevo esperienze esaltanti,
amori appassionati,
conoscenze e affetti importanti,
viaggi in precedenza accantonati.
Poi giungeva nefasto il giorno …
e un'inetta realtà polverizzava ogni sabbioso castello costruito …
Un io delirante
Inseguiva, bramava, cercava
ogni sopravvissuto frammento di quella fragile fortezza …
Ma ahimè … nessuna traccia …
Solo l'oscurità,
madre e salvatrice,
poteva restituirmi
quel fantastico mondo ambiguo.
Non ricordo la data
o l'ora …
non ricordo se pioveva
o c'era bel tempo …
Un giorno cominciai a sentir stretto
quel fortilizio
tanto da attendere trepidante il sole
per sfuggire a quell'aurea gabbia …
Mi svegliai
e per la prima volta fui felice di farlo …
godere della realtà che mi abbracciava
era tutto ciò che in quel momento desideravo.
Inaspettatamente,
lasciar andare il mio perfetto ed onirico mondo
mi sembrò
naturale e del tutto indolore …
Mi volsi
e tra le lenzuola,
allungandomi giusto un po',
sentì il calore di un corpo profondo che giaceva al mio fianco ...
Lo osservai …
lo accarezzai con lo sguardo
ne sfiorai ogni centimetro senza toccarlo …
Solo quando portai il mio viso
sul suo nerboruto petto
e sentì i battiti del suo cuore fondersi con i miei
capì
di aver trovato una via d'uscita a quella narcotizzante semincoscienza …
Ero finalmente lontana da quel serrato cerchio dorato …
Abbandonai il sogno …
con un lavoro perfetto …
una famiglia perfetta …
una vita perfetta …
per vivere da sveglia
il momento perfetto …
Scelsi di essere felice.
Scelsi di tornare libera.
E non tornai più indietro.Piove
Piove sull'asfalto …
Dove innumerevoli gomme hanno tracciato il loro destino.
Piove …
su balconi insolenti che attendono quieti.
Piove …
anche su questo groviglio di sentimenti.
Miliardi di goccioline dalla varia consistenza
si affannano ad accaparrarsi un posto sul vetro della mia anima …
Piove …
Guardo questa vile pioggia
spegnere poco a poco
quel fuoco che in me ardeva orgoglioso
lasciando dietro
solo annebbiante fumo …
Odio la pioggia che con la sua smania di pulizia
presuntuosa invade i miei pensieri
pronta a lavare via ogni forma di speranza, dolore e desiderio
senza che nessuno gliel'abbia chiesto …
L'acqua … l'eterno movimento … il naturale e necessario elemento …
Amore e odio … per quelle gocce …
Piove …
E senza rendermene conto
accolgo la devastante pioggia con fare quasi materno
come se quelle irregolari goccioline
non avessero altro posto dove andare
se non dentro di me …
e scambio un ghigno per un sorriso …
e m'illudo che forse lei, la pioggia, sarà
la nuova compagna di questo mio viaggio senza meta …
E piove …
Grigio.
Accade che all'improvviso il silenzio cali su di me
e le parole sembrano morire perdute in un vortice inspiegabile.
Solo i pensieri rimangono …
ma lenti e pesanti si muovono tra un emisfero e l'altro.
Lo fanno per tranquillizzarmi …
in base al cartesiano "cogito ergo sum".
Continuo perciò a esistere.
Come una candela che si consuma lentamente
che perde la sua naturale forma
per morire in una improvvisa …
così la mia mente pensa
nel mentre questo grigio mi avvolge.
Non un colore … pennellate di vita …
tutto grigio …
non dei più sopportabili bianco o nero,
solo un lacerante grigio …
E tutto mi sembra non avere più tanto senso …
tutto comincia ad andare a rilento nella mia mente …
Intrappolata , io, nella solita e snervante moviola.
E più passano i minuti e più tutto diventa lento fino a fermarsi …
congelato in mille sprazzi di ricordi diversi.
E sguazzando in questo ghiaccio
a poco a poco perdo sensibilità.
Mi sfioro le guance con leggeri tocchi …
Ma non sento il calore del mio corpo …
Niente mi tocca.
Io e le mie emozioni.
Acqua e olio.
Rannicchiata in un angolo del mio letto,
fuggo con la mente da quel cerchio
posto al centro di un circense podio,
ammirato da persone affamate di mia sventura …
e attendo che un dolce Morfeo
porti via con sé
gli ultimi frammenti della mia plumbea angoscia. |