Poesie di Irio Macca


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La pace della resa
Deserta valle nostalgia rammenta,
da colline laggiù dormienti color vermiglio,
scorgo casa di giovinezza spenta,
ove vita e alba eran candor di giglio.

Il vento sussurra in valle raggiante
ch'amor fanciullo ormai lì four si langue,
al vespro sento caldo cuor sognante,
lasciando il luogo ove nacque mio sangue.

Ritornar la vita che tanto spingo
che' i miei cupi perchè son cosa triste,
di rimpianto morire in seno al porto.

Lacrimo il sorriso che stretto cingo,
e guardando sperante al sole sorto,
m'inchino ai sospiri che il cuore assiste.

Solo, ne' campi di grano
Vo solingo tra campi e lumi soli,
nunziando amore pur fuggendo onore,
sperando adorna fresca luce voli,
ma visi e cieli, qui portan dolore.

Passar pe' vie d'augelli cantanti ancor,
nell'aere e luna dolci, grigie e frali,
posi sguardo, pensoso, l'imbrunir sentor,
al sol m'arresto a sognar batter d'ali.

A sera parlavan quegl'occhi spenti,
te e il fiore mirar ne' boschi invisi,
per soave canto lungo pianto mostrar.

D'offesa il cuor colma passati venti,
chiari giorni a pentimento lacrimar,
tra mie gentil paure e sogni intrisi.

Ruber caeli
L'immagine dell'alba
s'apre e risa
s'avvolge agli alberi celesti
a agli amori neri.

E cavalieri s'avvicinan alla
taciuta radura,
e cercan pensier di gloria
sfuggiti
a onor di battaglie.

E nemico del cuore il giogo
a veder m'appresto,
e lungi al tramonto di fiori i sapori,
la notte incalza,
il focolaio travolgere.

Chimera
Pensare all'essere,
così lontano,
eppure visibile,
in un fuoco di
luce cristallina.

Armonia
Poesia:fuochi di stelle
nell'istantaneo immenso
d'una parola.


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