Ad occhi chiusi Sta piovendo sul bagnato, ed è fluido dormire al tepore di candele antiche smemori testimoni d'un respiro lucente se ora e per sempre gelido è il boato del tramonto. In agrodolce confusione mi pietrifichi se apri quegli occhi tu, nel penombroso giaciglio ti raggiri, ti diverti a nasconderti sotto lenzuola bianche, verginali peccatrici del tuo pudico corpo. Così sei riuscito ad ingannare i miei sensi mentre spiccavano il volo d'intensa intimità, mentre mi dissolvevo con aroma d'incensi, mentre incidevo amati momenti, mentre ti desideravo ardente nel sangue. Chissà se unico per sempre sarai... Dove? La... Ritratto ad occhi chiusi.Destino Tu il tuo destino, io il mio, una stella la sua sorte sperando che sia quella di cadere in una notte cristallina perché sto aspettando che avvenga. Allora col naso all'insù miro lembi notturni come se arrivasse una risposta al perché il dolore cade dentro e s'annida infiltrato ed irrumore, ma tra tutti eclatante. Il dolore ed il fato, due rumori assonanti; il silenzio e le emozioni, due suoni fusibili. Io e te, due pulsioni aritmiche, una scintilla fra cielo e terra. E' scritto da qualche parte che avrò come sempre solo annichilenti insaziati dubbi ma non saprò mai dove. E' forse il destino del mistero o il mistero del destino?Incorreggibile Maglie si intessono di nebulizzate fragranze notturne è il compimento dell'incantesimo lo stesso che inonda d'oro il minuscolo nido emerso dal più imo sentimento. Dovremmo essere lì due senza "noi" ma chi te lo può suggerire. Naufragata in quest'isola bianca attendo l'amica notte quale maliziosa audacia che annoda duttili fili dei desideri arrampicati verso la china della coscienza. Bella malinconia. Non rimane che l'ermo veleggiare su così melodiche ironie e chiedersi il perché di tanta nostalgia di tutto e di niente, al di là del fare, del pragmatismo che riempie le mie giornate senza ritagli d'ossigeno. Cosa sei se non il mio sogno in una notte di mezza estate nella quale un delirio arrogante m'aggredisce fracassante come la mia tristezza tranquilla, lassa ma forte, ancorata incorreggibilmente al mare.Pena Triste compagna del dolore è la notte, fenomeno custode di sentimenti geni ed ingenui da quando luminosa madre del buio la luna sorride. Tu notte sfrutti il tuo mistero per entrare tra i meandri dell'insonne dolore che non aspetta te per aggredirmi ansioso di pietà agisce spregiudicato sul puro respiro del cuore, e sarà infinito finché sarò il cammino di un dolce suono che danza infante di virtù tra le pareti del suo scrigno. Triste e sola compagna della tua anima sempre sarò io.Sfera Il cerchio non si è chiuso, o forse un'altra spirale trivella un nuovo suolo fagocitando respiri ebbri per cui il magma avvampa grida orgasmiche. Eterna energia prego te, chi altro! magnetizzami per condurre lontane crisi murate d'oro che deridono sogni inaciditi. Ho fatto di me un perpetuo sonno dove echeggia un'unica magnitudine, dove stilla canti silenti e stanchi il mio desto servo leggendario. Sventra perplessità o dardo divino, fa di me la sola oasi a possedere la sua sete. Sospirata beatitudine, nella platinata selene dimora la disumana sfera armoniosa massimizzata in te amato amore.Il vento E' il vento che mi urla contro e si sfracella urtando i vetri per sfidarmi. Vince chi mi fa più male. Bevo il tempo come ambrosia, ma è solo assenzio quel verde putrido dei miei occhi, mentre la primavera gocciola ancora timida, ancora viva, senza che io possa vederla perché ho la tua immagine iniettata nel cervello. Posso ancora sentire il lavorio, però, della dinamo che ho nel petto che tu hai innescato in ore ancora invernali. Sterili indizi rendono colpevole la mia speranza di essere sicura che ti avrò. Allora la mia anima sublima ad ogni contatto librando foglie di lana che il vento mi infuria contro perdendo ogni loro cellula di dolcezza. Nessun eden? il mio asilo se non il tuo. Ovvio... Vince sempre lui: il vento. | Ancora C'è una relazione tra il mio gelido niente ed il mio triste nessuno, C'è una causa latente che mi porta a chiudere gli occhi su ogni pianto confuso, a spiegare ali di carta ad ogni parola che sprofonda soffocata dentro. Quale? L'infinito. Infinito è il mio cibarmi di dolore e pazienza. Nel logorio di ogni utopia non c'è felicità che possa puramente afferrare... ... non c'è mai stata. E' come un morboso farmi male, è un circolo tortuoso incontrollabile, monotamente presente che mi porta a dar ascolto al mio istinto quale irrinnegato traditore della sua atea posseditrice. Forse basterebbe che mi fermassi nella guerra dell'adempiere al mio inutile, denutrito bisogno d'affetto.Fluttui Inarrestabili gocce picchiettano noiose il mio sguardo perso, riflesso sul vetro dal quale osservo una stella eclissarsi. E' là che vorrei rannicchiarmi lontano, dentro una conchiglia socchiusa per tuffarmi in ogni emozione passata, ogni volta che voglio, per poi risalire la corrente, balzar fuori e ricadere ancora con l'eleganza d'un delfino, con lo splendido luccichio d'ogni singolo zampillo trafitto dalla luce. Luce alla quale non so sorridere quando è quella dell'alba quieta, alla quale non so cedere al pianto quando è quella del tramonto pensoso... ... e non ho espressione né prima né poi. Grava, dolce Apollo Mio ma mi sorprendo ancora una volta a scrivere per non dimenticarti, mentre tu non hai ancora ascoltato il messaggio del mare, lui sa dove trovarmi.Laceramento Per quanta indignazione ho mangiato e digerito, mai e poi mai così grande compassione ho avuto per il mio povero cuore ora che cuspide nitidezze sgorgano zampillanti dal sottosuolo del troppo bene che ti voglio. Bersaglio d'ingiustizia è la mia non più ragione, tu sei la mia punizione in quanto complice di vita perfetta ma non sai che piango lacrime sanguigne. Al contrario io so chi ne riversa sulle mie ma tu mi hai morsa col veleno del tuo essere facendomi tua goccia dopo goccia mentre aspetto insonne nella devozione che tu faccia ritorno annunciato dalla luna, unica compagna di assenze laceranti. Non scorderò più il tuo volto né il tuo profumo quanto meno la nobiltà del tuo animo Sarò sempre qui perché so che tornerai a nutrirti del solo sangue che può farlo il mio.Ombra Seduta nella materna sabbia, dove l'acqua fluttua gentile, l'indifferenza legittima rispetto nei tuoi tratti dove ripongo l'essenza dei miei bisogni. E' il tuo quotidiano essere a sorprendermi scoprendoti in armonia con me e col mondo. Vorrei mi istigassi non un'emozione in più, ma proprio ora ritorni estatico oltre ogni apparenza. Vorrei averti trovato io nel tuo imprimere tenerissime gioie come pietruzze d'umile orgoglio invece mi ferisce immaginare il movimento delle tue mani che concretizzano. mi resta solo emularti qui dove solenne contro scogli brezzeggia il vento solare. Le mie iridi fanciulle di ieri e domani catturano gli arabeschi; ...qui dove tu sei il mio compagno ombra.Se... Non gettare la tua sublime anima, Mai, Perché non si sa se e da chi verrà raccolta. Chiudi gli occhi e pensa, prova a fermare l'impeto della tua realtà. Prova ad immaginare d'essere una carezza una carezza che arriva con la sua affettuosa ironia. Anche se giunge dal freddo senza confini essa ha il potere di bruciarti il sangue. Ora apri gli occhi. Anche se non potrai mai vedermi sappi che sei la mia carezza.Stigmatizzati Orfana di sogni notturni, oramai, non è rimasto nulla di cui privarmi, non altro che insipienze. Allucinata da sicurezze morse da fiori di loto, annego nel buio più denso del mio stesso dolore. Sguardi lancinanti verso diaboliche ironie, orbitano tra verticalità vertiginose come vili implosioni, provocando triste disagio fatto di ipocondriache solitudini. Ti raggomitoli nel tuo enigma ma stridono nitidi quegli occhi che mi incastrano spregiudicati tra una sinergia e l'altra. E quel silenzio... Lo indosso come la mia pelle mentre il tuo ego smagrisce lasso di violenze che ti fai. Inerme a tutto questo ho solo possibilità di dire che siamo l'uno nell'altra stigmatizzati.Sperduta Sapevo che un dì ci saremo rivisti ed è avvenuto quando ho perso la percezione del dolore. L'ho riassorbita tutta in un istante perché l'indissolvibile stratega ibrida dipendenze proibite. Visionario atavico ti sei rimesso a scavare il vuoto assoluto sudando non una goccia d'infinito. Cerchi cose mai perse stordite e vanesie marcite e potenti ma sacrificate al legno templare. L'ara nera di velluto fiammeggia zaffirea l'assurdo, ma l'elusione usura tempo,spazio e ciò che ci sta in mezzo senza impedire che la sua cecità graffi via la luce. |