Poesie di Carmelo Lo Vecchio


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Il rifugio
Mi godo placidamente i miei
momenti di pace.
Viaggio su frequenze chiuse,
non accessibili a nessuno;
ignorante del fatto che tutto
intorno a me scorre impetuosamente.
Mi accorgo col solo minimo sforzo di pensarlo
che in niente sono già trascorsi sedici anni
della mia ancora breve vita.
Un giorno magari mi sveglierò e mi accorgerò
che ne sono passati settanta,
e che blandamente ho vissuto sperando in qualcosa
che forse mai arriverà.
Ma in questo momento nulla di tutto ciò mi
importa...
Come una rondine che migra alla ricerca del caldo
mi libro nell'aria e cerco di giungere alla mia meta:
ci arrivo.
Sono nel mio quieto rifugio,
un rifugio fatto di versi, strofe e parole.  

Torbido
E' caduta molta pioggia,
anche la grandine,
mentre le nuvole nere e lamentose
hanno fatto da sfondo a questo
ritratto di tristezza.

Le ore sono passate lente ed inesorabili,
mentre io non potevo udire la tua voce,
vedere i tuoi occhi, godere della gioia
del tuo sorriso.

Anche il mio sole è dunque andato
via con l'estate...
Anche il mio immenso sentimento per te
è mutato...

L'amore che provo verso di te
non è tuttavia scomparso,
è solo più torbido.

Colpevole è il tempo,
quel tempo che mi piace immaginare
come una gomma che corre dietro
ad una matita che imperterrita
prosegue la sua corsa fino alla fine;
a volte però la matita ricalca dei
disegni che essa non riesce a cancellare,
ma solo a sbiadire.
Tu, mio cuore, sei uno di quei disegni.  

Gli squilibri di un uomo pensante
Capita a volte di pensare
allo scopo e al fine di tutto;
e ci si accorge che è come
pensare all'infinito o al nulla.
La mia mente si consuma inutilmente
a cercare risposte che non esistono;
tuttavia le cerca costantemente,
fin quando placidamente vinta si arrende
al sonno restauratore.
I giorni passano mentre invidio
la gente che pensa solo alle cose
materiali e non si preoccupa di dare risposte;
invidio la gente che imperterrita crede ed ha fede
in un Dio che non riconosco, ma che vorrei esistesse.
Afflitto da tutto ciò mi accingo a percorrere il
mio incerto cammino.
Non sono tuttavia crucciato dal pensiero
di non poter vedere il dopo,
sicchè son certo che i ricchi continueranno
a soffrire la ricchezza ed i poveri la povertà,
e non si troverà mai quel giusto mezzo,
che un uomo innamorato come me della verità
aveva pensato;
ci sarà sempre qualche madre che piangerà per
la morte del figlio,
qualche bomba che col suo cieco impeto seminerà
morte e distruzione.
L'unica cosa che dunque vorrei è il mio
piccolo ed immaginario paradiso...
uno sprazzo di terra circondata dal mare,
dove vivere con l'unica ad avermi mai
ammaliato.
L'unica a darmi una certezza:
il mio amore per lei.  

Adriana
Solo, alla finestra,
le prime luci del mattino
sto contemplando, e vedo te
solo te, unicamente te, in questo
contorno di stelle che pongono
le acque dello stretto come
uno specchio del cielo,
che riflette le stelle e
la pallida luna.

L'unico sottofondo
che questa fiabesca atmosfera offre
sono le trepide cicale, che
col loro inerte canto accompagnano
questa aurora in fermento,
mentre intanto il cielo
è ricoperto da chiazze blu,
celesti ed arancione.

E io, ammaliato da tutto ciò
penso a te, e cerco di paragonarti
all'aurora, alle stelle e alla luna.

Rammenti quel caldo meriggio estivo,
quando ignaro di trovare l'amore ti
strinsi la mano?

Rammenti quelle sere in cui solevamo
scriverci e attendere insieme il mattino?

Tante volte ho assistito al sorgere
del sole, e a ciò posso paragonare
l'amore che provo per te:
ad un sole che non tramonterà mai.

Mattina a Messina
Scaglie d'oro
ricoprono quel mare
in cui anni fa
s'incontravano le
navi di tutto il mondo.

Una corona aurea abbaglia
tutte le colline circostanti
e mentre viaggio tra
le dolci note della radio
le strade s'affollano;
ed è una nuova mattina
sulla splendida città di
Messina.

Incommensurabile
Con la mente percorro dedali
di vie cercando disperatamente
un'immagine paradisiaca,
e subito la tua figura assedia
i miei occhi.

Cerco l'Eden, ma vedendo te
Trovo l'Empireo,
incommensurabile è l'amore che mi devasta,
incommensurabile è la tua dolcezza,
incommensurabile è la gioia che provo
quando pronuncio il tuo nome, e il suono esce lieve lieve
dalle mie labbra come un sospiro:
Adriana


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