Racconti di Francisco Lotti


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Racconto  
Diressi gli occhi verso le sue mani, accigliato ritirai lo sguardo, non prima che lei si affrettasse a recuperare il mio viso fra le mani - perchè non mi guardi? Perchè? Perché i tuoi occhi mi offendono- Ma non ho intenzione..-
Così dicendo accostò le sue labbra alle mie, che raffreddai all'istante per diniego. Quindi voltai lo sguardo altrove, fissamente.
Ma lei si ripropose, ed io le staccai i palmi dalla mia testa soggiungendo: mi spettini. A quel punto l'affresco è completo per capire quale reazione destai. Se ne andò, lasciando dietro di sè qualche ingiuria alla mia volta.
D'altronde lei mi aveva tradito, e il suo sguardo, subito dopo la confessione, brillavano già di malizia soltanto per me. Ciò crebbe in me un astio indicibile, quasi avesse moltiplicato la gravità del peccato e avendo, mi pareva, in tal modo ucciso di sua mano l'essere che amavo. Lei uccideva colei che amavo con la grazia di quegli stessi occhi. Propriamente, lei, impropriamente. Il cuore mi tonfava sordo nei timpani, mentre le mani cessarono anche di tremare e il torace assunse
quel ritmo senza suono. Il mio amore stramazzò esanime a terra, scivolando per un lungo brivido, che mi attraversò fino ai talloni, scaricandosi al suolo. Figurarsi che le foglie dattorno mi parvero addirittura ingiallite. Romanticamente, disperatamente scolorite. Colto dalla prepotenza di quell'umore, l'attimo presto svanì, lasciandosi dietro qualche sprovveduto colpo di palpebra,che pur senza strabuzzare gli occhi fugarono ogni luce dalla circostanza, per poi riaffiorarla immediatamente in una lucidità splendida. E in quell'ambiente nuovo, le cui sagome erano radiose, i volumi palesavano ad occhio nudo le mie percezioni. Qualunque cosa motivava se stessa e ciascuna chiarificava ogni cosa. Ebbene, senza bisogno che mi dilunghi oltre, spiegherò le conseguenze di quanto era ormai stato.
Di riflesso presi a correre. Senza che la ragione mi raggiungesse non prima di qualche minuto, mi accorsi d'inseguire l'assassina del mio amore. Addentrandomi nel sottobosco ebbi l'impressione di una velocità personalmente sconosciuta,
e affannandomi fra gli intrichi della vegetazione udivo il mio respiro lontano da me, i miei arti estranei ubbidire senza alcuna facoltà di giudizio, che non fosse la mia suprema volontà: il dolore innanzitutto, ricordo come sembrasse una lontana eco, e l'escoriazioni che si accumulavano sulle giunture, sulle mani, sul collo, sul volto, fossero semplicemente sfumature vistose con cui la natura si divertisse ad addobbarmi in una giocosità complice. Il fiuto, risulterà incredibile, inseguiva con me l'omicida, e la sentivo!
Così come l'udito era teso e vigilissimo, nonostante il tramestìo che mi precedeva e seguiva costituisse oggettivamente un rumore confusamente intenso.
Ricordo inoltre con chiarezza sconcertante che tenni gli occhi sempre spalancati, non li chiusi mai, neppure da un folto di rovi capitatomi sulle tracce dell'abietta.
Quando tutte le mie facoltà, di concerto, si riunirono all'unisono come vie molteplici a una strada maestra, e finalmente la vidi: scalpitai aumentando l'andatura. Lei, dapprima, avendomi sicuramente avvertito, era ferma, che mi rivolgeva l'aspetto di un viso stranissimo. Poichè la perplessità che in un primo momento la distingueva mutò in un?espressione che non saprei altrimenti definire quale: raccapricciata curiosità. Poi la sua bocca schiudendosi formò un ovale buio; le orbite le si dilatarono smisuratamente, benchè gli occhi furono come artigliati dalle palpebre, e di risalto due globi neri
scintillavano atterriti. Riconosco ora un sentimento non privo di un certo stupore al pensiero di quello sguardo, tuttavia sul momento ne ravvisai soltanto una specie di terrore comprovante; di una colpa raggiunta. E quasi raggiunta, sebbene ci distanziassero numerosi metri, senza alcuna esitazione lanciai il mio corpo nell'aria di un balzo solo. Squillò un grido e le fui sopra. Dopo di che la memoria si fonde..ma ricordo una sensazione di spasmo compulsivo che scuoteva tutto il mio corpo diretto dentro di lei..nebuloso..e scavare.. l'impressione di scavarci dentro...

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