Racconti di Lord Vader
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| Un giorno, uno come tanti
altri giorni trascorsi nel grande percorso della vita, un giorno come tanti altri giorni che sarebbero ancora arrivati, un giorno mi ritrovai a percorrere la strada; La stessa strada che avevo percorso ogni giorno già trascorso fino a quello, la stessa strada che da anni percorrevo ormai quasi ad occhi chiusi. Mentre camminavo mi voltai per caso spostando lo sguardo e l'attenzione sul ciglio della strada. Vidi qualcosa; qualcosa che non avevo mai notato prima di allora: un fiore, bianco come la neve, bello come un raggio di sole che sfiora gli occhi socchiusi, candido come l'anima che nascondeva dentro. Mi fermai e mi chinai per osservarlo meglio più da vicino, la sua bellezza mi sconvolse. Mi rialzai di colpo e ripresi a camminare. Per tutto il giorno non pensai ad altro, ogni singolo pensiero veniva annientato dalla fulgida immagine di quella splendida creatura. Il giorno seguente, un giorno diverso da tutti gli altri giorni già trascorsi, un giorno perfino diverso da tutti quelli avvenire, quel giorno mi ritrovai a ripercorrere la strada, la stessa strada che da quel giorno era divenuta diversa dalla strada che avevo sempre percorso tutti gli altri giorni passati, la stessa strada che quel giorno era diversa persino dalla strada che avrei percorso tutti gli altri giorni successivi; mi ritrovai a percorrerla. Mi voltai nuovamente, come il giorno prima, stavolta non per caso, ma volutamente. Era ancora lì, splendido più del giorno prima. Mi chinai nuovamente, lo osservai con più attenzione del giorno prima, vidi le dolci pieghe dei suoi petali candidi; come preso da un impeto folle gli parlai: "come ti chiami?" gli chiesi...Non mi rispose. Allora mi rialzai e ripresi a percorrere la mia strada. Anche quel giorno, come il giorno prima non feci altro che pensare a quella splendida creatura e alla risposta che mi negò...frustrazione cresceva in me. Il giorno successivo, lo stesso giorno di quello che era appena passato e che per qualche strano motivo pensai che sarebbe stato simile a molti altri giorni avvenire, mi ritrovai nuovamente a percorrere la mia strada, quella stessa strada che ormai non era più la stessa da qualche giorno e che per qualche ignoto motivo pensai che sarebbe stata così per parecchi altri giorni avvenire; mi ritrovai a percorrerla. Mi voltai di nuovo, ma stavolta con più decisione e volontà del giorno prima. Senza prima guardare se fosse ancora lì presente, mi chinai, con una sicurezza donatami dal nuovo giorno. Era lì, lo rimirai ancora, mettendoci più tempo e più attenzione del giorno prima. Notai le leggere venature sui bianchi petali in controluce. Un nuovo impeto folle, più forte e più folle del giorno prima, mi fece accostare le labbra ai suoi petali puri e gli sussurrai: "mi hai rubato il cuore e i pensieri, non riesco a pensare ad altro che a te, eppure non conosco il tuo nome, eppure non proferisci parola..." silenzio...anche stavolta, come il giorno precedente, nessun suono riuscii a percepire. Mi rialzai, più abbattuto e frustrato del giorno prima, e ripresi per la mia strada. Più dei giorni precedenti il suo pensiero mi frustrava. Il giorno seguente ormai identico a quello precedente e altrettanto identico a quelli che sarebbero venuti, percorsi la mia strada, la strada ormai diversa da quella dei giorni passati e sempre più identica a quella dei prossimi giorni avvenire; mi ritrovai a percorrerla. Mi voltai, ancora più sicuro del giorno prima di ritrovarlo ancora lì, più bello e candido che mai e mi chinai con altrettanta sicurezza. Lo osservai con più attenzione del giorno prima, ma con altrettanta frustrazione. Notai che i raggi del sole che sfioravano i suoi candidi petali lo facevano apparire come seta splendente. Un impeto più potente e più testardo mi spinse a parlargli: "ti amo" gli dissi...anche questa volta, come tutte le altre volte precedenti, non ricevetti risposta ne alcun cenno. Una lacrima mi solcò il volto, allora mi rialzai e me ne andai, oppresso da quel silenzio. Il giorno seguente, non mi importava più se uguale o diverso dagli altri giorni trascorsi o avvenire, mi ritrovai a percorrere la mia strada, quella strada che ormai non aveva più importanza che fosse identica o completamente differente da quella che avevo percorso i giorni passati o che avrei percorso i giorni avvenire; mi ritrovai a percorrerla. Mi voltai e mi chinai nello stesso tempo, pienamente sicuro di ritrovarlo lì; era ancora lì. Lo osservai ancora più attentamente...mi sforzavo di osservarlo...non vedevo...gli occhi era appannati...piangevo. Un impeto potentissimo mi colse e allungai la mano come per raccoglierlo...mi fermai e lo accarezzai lasciandolo lì dove stava. Mi rialzai in lacrime continuando a ripercorrere la strada, quella strada che appariva deformata vista attraverso gli occhi bagnati, con ancora più frustrazione in corpo. Il giorno successivo, uno dei tanti di giorni che ormai non mi importava più che arrivassero o che passassero, mi ritrovai a percorrere la mia strada, quella strada che ormai non mi importava più dove portasse o da dove veniva; mi ritrovai a percorrerla. Mi voltai, mi chinai, osservai, cercai...non c'era più, al suo posto un buco e un suo candido petalo. Sentii le lacrime che mi bagnavano pian piano il viso e insieme ad esse sentivo uscire da me tutta la forza che avevo. mi rialzai a stento, nel rialzarmi raccolsi quell'unico petalo rimasto di quella meravigliosa visione e ripresi a camminare per quella strada, quella strada che da quel giorno, quel giorno che so che non ne arriverà più uno simile, in cui ti conobbi non rimase più la stessa di sempre... |
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