Racconti di Marco Longo
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| E'buio. È buio, no la luce. Luce e oscurità si rincorrono, si alternano, si cercano, ti illudono per un attimo e poi inizia una nuova agonia, in bilico tra il mistero e la verità, tra profili malefici e sguardi angelici. Sono solo, qualcosa mi avvolge, mi sbatte, mi corre dentro: è nuova energia che cessa appena apro gli occhi, devo uscire! È strano qua, il passaggio veloce delle auto risuona all'infinito, disturba il silenzio che satura la mia testa, che mi permette di osservare quei volti, memorizzare anche il più piccolo dettaglio, anche se già so che si perderanno come sempre mi accade. Ho bisogno di colore, nuove suggestioni, nuovi mondi, che mi facciano dimenticare quello ho ritrovato in questo mio ultimo risveglio, forse qualcuno può aiutarmi, può condurmi, è da tanto che aspetto questo, l'angelo che si unisca a me nella mia ricerca, divenuta tanto estenuante da crederla vana ormai, ma ho bisogno del colore, disperato bisogno, mi sento soffocare e tu tutto si fa sempre più grigio. Ormai percepisco solo le ombre di ciò che mi passa accanto, delle migliaia di persone dai lineamenti sfocati, anche i loro volti sono grigi. Risalgo le acque di questo fiume, non sento più le braccia, a dir la verità non sento più niente, non so quanta distanza ho percorso, non so se mi sono mosso di un millimetro, ecco. I miei occhi non sono abituati a tanta bellezza, allo splendore che irradia, cerco di raggiungerla, mi porge la mano e sembra irraggiungibile, ma mi sta chiamando, mi sta salvando, no non sono come loro e lei lo sa e adesso vuole unirsi a me e io non aspettavo altro che unirmi a lei. Adesso non so più se è buio, ho aperto gli occhi ed ero parte di lei della sua luce, vedevo chiari quei visi. Non mi importa più, anche se l'oscurità sarà eterna. |