Racconti di Anastasia Loiacono


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Il signor Lo Verdi
Il signor Giacomino aveva comprato una casa ad un prezzo molto basso e di questo si insospettì subito. Fece chiamare idraulici, ingegneri, . . . ma la casa non presentava alcun problema. Arrivò la notte, ma non riusciva a prender sonno. Così decise di cogliere l’occasione per visitare la casa meglio. Arrivato alla cucina si avvicinò al frigorifero perché aveva visto un qualcosa che si muoveva. Ad un certo punto, sentì:? Uhm! Buona questa torta ! ?. Appena Giacomino si rese conto di aver davanti un fantasma, corse a nascondersi sotto il letto. Passati alcuni minuti, non sentendo più nulla, Giacomino andò di nuovo in cucina dove vide nuovamente il fantasma che disse: ? Uhm! Buoni questi dolci! ?. Giacomino andò a letto sconvolto pensando di sognare.

Il giorno dopo, andò per prendere la sua torta al cioccolato, ma nel piatto trovò solo delle briciole. Pensò allora di provare con i dolci, ma non c’era niente. In quel momento sentì un rumore e si girò. Sul tavolo, qualcuno aveva lasciato un biglietto e una banconota da 5$. Il biglietto diceva: “Grazie per i dolci “. Andò subito nella biblioteca della città per saperne di più sulla casa che aveva comprato. Quel pomeriggio, Giacomino scoprì che la casa che aveva comprato era anche quella del signor Lo Verdi, un uomo molto goloso e di conseguenza molto grasso. Il signor Lo verdi era anche conosciuto con il nome di “Mangiadolciumi” ..

I guanti magici
C’era una volta un ragazzo molto sfortunato che viveva con dei genitori molto poveri ma soprattutto molto malati. Un giorno , uscì e fare la spesa ma prese una strada sbagliata. Così si perse e vedendo dei guanti, visto che faceva freddo, se li mise . Dopo un po’ di tempo, si mise a piangere e, parlando da solo, disse che gli sarebbe piaciuto tanto essere a casa sua con la spesa già fatta. Proprio in quel momenti i guanti si illuminarono e il suo desiderio si avverò. I genitori si arrabbiarono molto per il ritardo del figlio, ma furono sorpresi dalla spesa che aveva portato a casa.Gli chiesero anche se i soldi gli fossero bastati e lui rispose loro che gli avevano fatto uno sconto speciale. L’indomani mattina il ragazzo si dispiaque molto nell’entrare nella camera dei genitori e vedere che erano in fin di vita. Subito prese i guanti che aveva trovato il giorno prima e , appena li indossò, espresse il suo desiderio. Un’ora dopo vide che i suoi genitori erano in piedi ed erano anche più giovani. Il piccolo si rallegrò e da quel momento visse molto felice con i suoi genitori che gli volevano molto bene!!!!!

La gazza e la tartaruga
C’era una volta una gazza che viveva dentro un albero cavo di una foresta vicino ad un villaggio. Un giorno sentì dei lamenti che venivano da dietro un cespuglio ; subito andò a vedere e vide una tartaruga a pancia all’aria che non riusciva a rimettersi nella posizione giusta. Subito con il suo becco cercò di aiutarla a rialzarsi . Fu molto faticoso, ma alla fine ci riuscì. La tartaruga ringraziò la gazza e le promise infinita gratitudine. La gazza andò via, ma dopo alcuni giorni, fu catturata da alcuni ragazzini pestiferi e monelli. La tartaruga saputo questo, cercò di arrivare il più presto alla casa dei ragazzini e , arrivata a destinazione cercò di distrarre i due ragazzini facendo alcuni rumori. I due fanciulli, appena la videro cercarono di acchiapparla ma lei si nascondeva molto bene. Facendo così, i due ragazzini, si dimenticarono della porticina aperta della povera gazza che volò via lasciando nelle mani di quei brutti ragazzini la sua povera amica tartaruga. Così si butto in picchiata e i bambini, molto spaventati e nello stesso tempo molto dispiaciuti per aver perso la loro gazza, tornarono delusi nelle loro case lasciando libera la tartaruga che, il giorno dopo, invitò l’amica gazza a cena per averla salvata un’altra volta in soli due giorni.

Il parcheggio
C’era una volta un signore che abitava in periferia nella città di Palermo. Ogni mattina prendeva la macchina per raggiungere il posto di lavoro che si trovava in centro città. Una mattina la sveglia suonò alle ore 6:00 ma, il signore preferì continuare a dormire. Si svegliò molto tardi, fece di tutto per arrivare al più presto in città ma incontrò delle serie difficoltà per parcheggiare. Così, non potendone più la
parcheggiò in divieto di sosta. Dopo il lavoro si ritrovò una bella multa di 50 euro per divieto di sosta. L’indomani mattina fece di nuovo tardi e quando prese la macchina per andare al lavoro, non trovando parcheggio, la lasciò sulle strisce gialle. Alla fine della giornata lavorativa vide che la sua macchina era stata portata via dal carro attrezzi. Così dovette pagare sia la multa che il carro attrezzi. Capì però che non poteva andare avanti così, altrimenti ci avrebbe rimesso tanti soldi. L’indomani si alzò molto presto ed arrivò presto al lavoro, facendo bella figura davanti ai suoi colleghi. Inoltre prima di andare al lavoro ebbe il tempo di prendersi un caffè al bar e quindi ebbe l’occasione di incontrare una signorina che si alzava molto presto per arrivare in orario al suo lavoro: la stilista. Lui si fece fare un autografo che poi fece fotocopiare per i suoi colleghi che ne vollero uno anche loro, visto che i loro vestiti erano stati creati proprio da questa stilista.

La ragazza buona ma brutta
e
la ragazza bella ma cattiva

C’era una volta una ragazza di nome Alessia molto bella ma soprattutto molto aggressiva e prepotente e una ragazza di nome Lucy che, al contrario, era un po’ brutta ma bella d’animo. Proprio quell’anno un ragazzo, Francesco, stava cercando moglie e, quando vide Alessia, se ne innamorò subito. Quando però le chiese di sposarlo, questa rispose che avrebbe preferito sposare un rospo che lui e che comunque aveva già il fidanzato. Infatti , un giovane molto muscoloso gli si avvicinò e gli diede una spinta molto forte che lo fece caderew in una pozza di fango per aver chiesto la mano della sua fidanzata , quindi della sua futura sposa. Da lontano Lucy vide tutto e avvicinandosi al povero ragazzo, lo aiutò ad alzarsi e lo invitò a casa sua per riscaldarlo davanti al fuoco e prendersi una tazza di tè con lui. Il giovane , stupefatto dalla gentilezza della ragazza non notò la sua bruttezza e accettò volentieri. Appena il ragazzo scambiò alcune chiacchere con Lucy capì che aveva davanti la sua futura sposa. Lui le disse se era disposta a sposarlo e lei accettò felice. Francesco presentò la sua fidanzata ai suoi genitori che a loro volta si stupirono della gentilezza e intelligenza della fanciulla. Così, i due fidanzatini, si sposarono ben presto e ebbero la gioia di avere due gemellini che vennero chiamati Riccardo e Gabriele. I due , da grande diventarono dei sovrani molto prudenti e affettuosi verso il loro popolo, che ne era molto felice.

La strega del bosco
C’era una volta un signore di nome Ettore che amava le avventure , ma soprattutto i misteri! Una notte sentì delle urla e comprese che era successo qualcosa di brutto. Decise perciò di non farci caso e quindi si rimise a dormire. Il giorno dopo una famiglia molto povera scoprì che la loro figliola non c’era più e il signor disse di avere sentito un urlo durante la notte ma non avendogli dato tanta importanza si era rimesso a dormire. Quella notte il signor Ettore sentì un altro urlo e, stavolta uscì di casa per vedere cosa stava succedendo e vide l’ombra di una vecchietta andare via portando con se un’altra bambina. Allora il signore si mise all’insenguimento della vecchietta che però gli lanciò un coltello che lo ferì gravemente alla gamba. Il mattino dopo fu ritrovato da dei cacciatori che lo portarono al villaggio da cui proveniva. Appena lo videro i suoi amici si preoccuparono molto per la sua salute ma si rassicurarono dopo essere andati a portargli del cibo. Lui raccontò l’accaduto ai suoi amici e loro decisero di ideare una trappola. Quella notte una bambina dormiva fuori dalla sua casa. La vecchietta come al solito andò a prendere una giovinetta e una volta avvicinatasi alla ella cadde in una buca molto profonda, che era stata coperta da un po’ di foglie. Quella notte non si sentì l’urlo di una bambina bensì di una vecchietta . Il giorno dopo due uomini del villaggio presero la vecchietta e la condussero dal giudice che le scontò la pena al rogo perché scoprirono che era un strega perché quando le chiesero che fine avessero fatto le due bambine , lei rispose che li aveva trasformate in due rospi . Infatti, da giovane era molto brutta e, tutte le ragazze che incontrava la prendevano in giro e per questo da anni conservava la sete di vendetta. Il giorno dell’avvenimento tutti erano presenti per vedere la famosa strega dei bambini e per assistere alla condanna al rogo.

Le bugie non si dicono!
C’era una volta un bambino di nome Ba-ba , questo perché quando nacque le sue prime parole furono queste. Appena crebbe capì che il suo nome era ridicolo e così si fece chiamare dai suoi amici in un modo completamente diverso: Francesco.

I genitori appena vennero a sapere del fatto, si scusarono con il figlio per aver scelto quel nome senza senzo ad un bambino così bello. Lui li perdono e così continuò a crescere felice e in salute. Un giorno stava studiando per un interrogazione di geografia e ,siccome, non voleva studiare molto , studiò superficialmente. Il giorno dopo , il professore mancava perché non si sentiva molto bene. Così avevano chiamato un supplente . Questi fece una domanda a ciascuno per non perdere tempo e a Francesco toccò una domanda molto facile e lui seppe rispondere. Appena torno a casa , raccontò ai genitori quanto era avvenuto dicendo però che gli era stata rivolta una domanda molto difficile. Il bambino , pensando che quel che aveva studiato prima fosse bastato per avere un buon voto con il supplente, studia allo stesso modo per il giorno dopo pensando che ancora ci fosse il supplente. L’indomani , Francesco, appena arrivò a scuola vide che il professore era tornato. Eeeeeh! La festa era finita! Così dovette subire tutto il giorno le prediche del professore. Inoltre tornò a caqsa con le mani tutte rosse e piene di graffi e, appena i genitori videro tutto capirono all’istante che Francesco li aveva ingannati. Loro per dargli una lezione lo spedirono in colleggio, dove capì che si dovevano sempre ubbidire ma soprattutto non si dovevano mai dire bugie ,perché sarebbe stato come ingannare se stessi. Francesco rimase in colleggio per ben tre settimane e quando finalmente tornò a casa, chiese subito scusa ai suoi genitori e promise loro di non ingannarli più! Loro però non gli credettero e così gli chiesero quanto aveva avuto nel compito di storia; lui rispose che aveva preso 6, ma i genitori andarono chiederlo al professore che gli rispose che era vero che Francesco avesse preso 6 nel compito di storia. Così i genitori del ragazzo tornarono a casa contenti e non dubitarono più di lui!

Clarisse e il principe d’ Inghilterra
Clarisse era una bambina di 9 anni che aveva dei genitori molto poveri visto che lei faceva la cuoca e lui il lucidascarpe. A casa arrivavano £50 da parte della madre e £70 da parte del padre. La bambina era bionda , aveva le labbra di un roseo mai esistito, aveva gli occhi azzuri ed aveva il naso alla francesina. Vivevano miseramente eppure, la loro figliola cresceva sempre più bella e buona d’animo. All’età di 21?anni, Clarisse ebbe una proposta di matrimonio dal principe di Svezia. Lei l’aveva visto più volte in TV, ma non ne conosceva il carattere. I genitori volevano a tutti i costi accettare perché si sarebbero rifatti economicamente, ma Clarisse non voleva. Perciò, i genitori rifiutarono la proposta per non far soffrire la figlia. Contemporaneamente, il principe d’Inghilterra, Charles doveva prender moglie perché il padre era in fin di vita. Il principe era scuro di capelli ed aveva gli occhi verdi. Aveva organizzato un ballo per vedere se riusciva a trovare l’amore della sua vita. Lì infatti, ebbe la fortuna di incontrare Clarisse, vestita con un abito di colore celeste, creato da lei stessa. I due si innamorarono e così Charles chiese in moglie Clarisse. I genitori, però, risposero:
-Accetteremo soltanto quando avrai compiuto 2 prove per vedere se sei veramente degno di sposare la nostra Clarisse:
•La prima prova consiste nell’andare nel paese dei giganti e prendere al re un anello equivalente a £978.000.
•La seconda prova consiste nel trovare la felicità.
Il principe esitò un po’, ma poi disse:
-Preferirei la morte che non avere Clarisse come sposa.
Lui non sapeva dove fosse questo paese dei giganti ma partì lo stesso. Dopo alcuni giorni , vide all’orizzonte una porta alta 10.000 piedi. Charles capì che era arrivato a destinazione ;ma ora non sapeva che cosa fare, d’ov’era il palazzo del re? Come poteva arrivarci?Proprio in quel momento vide un gigante dirigersi verso di lui e dopo averlo guardato bene, il gigante chiese:
-Che cosa sei? Da dove vieni? Che lingua parli? Ti posso prestare aiuto in qualche cosa?
La sua voce era forte quanto 10.000 trombe reali che suonano tutte insieme e infatti, Charles ne rimase un po’ scosso, ma ebbe la forza di rispondere:
-Sono un uomo uguale a lei, soltanto che sono più piccolo di te. Sto cercando il palazzo del re, mi potrebbe dire dove si trova?
Il gigante , a fatica, comprese ,e a sua volta rispose:
-E’ un po’ distante da qui , ma se vuoi ti posso portare io!
Il principe salì sulla mano del gigante, e dopo un po’ vide davanti a sé un palazzo enorme con almeno 80 finestre. Tutto attorno era pieno di guardie ma a lui non sarebbe stato difficile entrare visto la sua statura! Salutò e ringraziò gentilmente il gigante e scese dalla sua mano. Mentre il gigante se ne stava andando Charles era già entrato dentro il palazzo. Riconobbe subito la stanza dei gioielli , vivendo anche lui in un castello e , appena vide l’anello, lo prese e fuggì. Era un po’ difficile correre con quell’oggetto pesante , ma il principe ci riuscì splendidamente. Alcune guardie lo notarono ,ma vedendo solo l’anello che camminava, credettero di avere le allucinazioni. Uscì dalla città e dopo una lunga camminata , si fermò per riposarsi . In quel momento si chiese quale fosse la soluzione alla seconda prova, ma dopo un momento di riflessione gli venne la risposta. Così dopo 7 giorni di viaggio raggiunse la sua reggia. Appena i genitori lo videro in lontananza, corsero verso di lui e lo aiutarono a trasportare l’anello.I genitori del principe cercarono di corromperlo dicendogli di non andare più dai genitori di Clarisse e , quindi di tenersi l’anello e cercare un’altra sposa. Lui però non li ascoltò e, quando andò dai genitori di Clarisse , disse loro:
-L’anello è alla mia reggia e troverò la felicità soltanto quando avrò in moglie Clarisse. Ero un po’ dubbioso sulla soluzione della seconda prova ma poi ho guardato dentro il mio cuore e ho trovato la risposta.
A quella frase i genitori di Clarisse si congratularono con lui per avere compiuto le imprese in modo eccellente e disero che ormai, la loro figliola poteva già ritenersela sua moglie. Dopo alcuni giorni, Clarisse e Charles festeggiarono le nozze e dopo alcuni mesi ebbero la gioia di avere un bambino ed una bambina che chiamarono Carlo e Jessica. I due vissero felici con i loro splendidi figli. Clarisse e Charles raccontarono ai loro figli la loro storia che poi si tramando di generazioni in generazioni…


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