Poesia d'autore
Ammaliati i sensi
viaggia la mente
si libera il pensiero
elevando lo spirito
sulla panca smeraldina
svogliatamente fumavo
sdraiato, perso…
il sapore d’una sigaretta
per il gusto del tabacco…
mi ridesto
schioppo d’ali
d’augelli eleganti
veloci, volanti,
gioiosi fra i cieli estasianti…
lassù tutto tace
ci s’addormenta
placidamente cullati
da tiepidi colorati incanti…
lieve e puro il vento
bagna fresco
sul mio volto,
seduce e conquista
m’abbandono al suo affetto…
schiudo gli occhi
calde e vive
casupole in lontananza
tinteggiano
di nuovi e purpurei colori
il paesaggio primordiale
di presuntuosa bellezza
e sconvolgente tristezza…
danzano sinuosi,
sottili e lussuriosi
i ramoscelli tremando
in impercettibili vibrazioni
alla musica del vento…
l’incanto naturale
distrae dal reale
prospettiva di luce
esperienza cristallizzante
nella mia vita offuscante…
Quando lo strazio non consola
Momenti d'apatia
pervadono il mio essere,
assillano la mia entità
persa l'allegria
con essa la serenità
E' il vuoto dentro me...
persa la vitale, l'importante
la più dolce tra le tante
La vita senza te?
L'immagino da ora...
e la cosa m'addolora...
Il cielo che costella
se spenta la più bella?
Vedrò il mare sospirando
sarò cullato dalla brezza
piangerò ricordando
mancherà la tua carezza
Un bacio dato al vento
fuggente e perduto vola
sento forte il mio tormento
il mio strazio non consola
anzi immenso nel mio petto
contener pell'alma sola
l'amaro ricordo del finito affetto
Poesia
Canto coi melensi versi
il divin dono del poetare
che lo spirto umano può elevare
a livelli eccelsi ed eterei universi
Orfeo i versi musicar soleva
A Ovidio dalla casta adorata
Soave ispirazion era donata
Catullo patir d’amore temeva
D'immensa lode meritevole
l'alma umana nel tramutare
trascendenti emozioni in poetiche canzoni
Ricolma via tra equilibrio e sensazioni,
Flessuosa leggiadria, il poetare
necessita d'essenza incantevole.
Sonetto alla vigilia di Capodanno
Speranzosi si chiude l'anno
trascorse gioie e lamenti,
propizi eventi, tortuosi stenti,
salute alternò al malanno
Spunta ora la soffusa luce
trapela l'alba chimera
piena, fiammante, fiera
stolta speranza adduce
Così vanamente l'esistenza
umana dimentica del passato
proietta nel divenir l'essenza!
Può realizzar l'utopica credenza
unger di bontà il mondo malato
cotal pretenziosa parvenza?
Fiaba Stupenda in giardini di Loto
Così i sogni d'amore
svaniscono
si perdono...
Così gli amori
si vanificano
s'annullano...
Come tutte le cose belle
il nostro amore
doveva finire
prima o poi
è finito
Dove finiscono i baci
le carezze e affusioni
che lievemente ci scambiavamo?
Oh, i ricordi,
li odio...
inebriano e affliggono
Orribili, esecrabili
restano ahimè ricordi!
E così si chiudon le pagine
della più incantata fiaba
la nostra
Mi ritrovo a sfogliarle
rileggo frasi
le riassaporo e rendo reali
Ma, mio amore,
tu rimarrai sempre con me
Se v'è un'altra vita
continuerò ad amarti
e amarti ancora
Poichè il ver'amore
supera le tempeste
perfora le montagne
perdona i tradimenti
incatena gli animi
e sorvola il caduco tempo
ma soprattutto
non avvalora le parole
Questo cuore
solo
non vola...
insieme visitammo
i più alti regni d'Amore;
insieme vagammo
per sconfinate distese
d'aulenti giardini stranieri;
insieme toccammo
soffici nuvole d'oro,
abbaglianti dimore eteree;
insieme percorremmo
brillanti sentieri offuscati;
insieme c'inoltrammo
nei più reconditi segreti
dell'infinita quiete;
T'invito
ad amare
così come t'insegnai
ricorda
lo sfiorarsi
delle nostre labbra
i nostri sensi soddisfatti
inebriavano i corpi
la voluttuosità
delle carezze
e la dolcezza
degli sguardi
più di mille canzoni e poesie
segretamente custodivano
Ricorda il cercarsi
il perdersi e il ritrovarsi
delle mani danzanti
gli aneliti affannosi
rinfrescavano
i colli ardenti
di passionali desideri
Fu così che ti persi
e invano vivo.
Vita fresca
appassita, svogliata
dalla tua assenza
Ma, io amo
il tuo posto vuoto
accanto a me,
eternamente m’obbliga
al ricordo:
lieti momenti a rincorrere
il vento;
il pallido candore
raffinato arrossiva;
effimera la maestria
del mio lodare
i servigi amorosi
ch'offristi…
Eppure, so, nulla più resterà
se non l'aver vissuto
l'unione in terra
d'Afrodisiaca Venere
col folle innamorato
- Tempi perduti -
Eppure un dono
m'offristi alla poesia:
prima elegante, sfarzosa,
graziosa, danzante,
l'ispirazione
colma rendesti
del triste lamento straziante...
Mio amore,
unico dolce meraviglioso amore,
temo, misero,
il sopportar questo peso
invano fingo
Non è aria ciò che respiro
ma languori al cuore.
Delizia struggente,
puro lascivo,
Amore che fuggi
da me tornerai...
Ti amo ancora,
sai?
Ti amo!
Neve
Tingendo di candido bianco
cadi quasi danzando
come d'incanto
smossa dal gelido vento invernale
in dolci fiocchi
tutto risplende di soffusa luce
chiome d'innevati alberi
braccia della terra
protendono verso te
spogli di fulgide foglie
desideri di soffice manto
All' oceano niveo
Volgo lo sguardo
lievi aneliti
innocente spirando
lo spettacolo naturale
ammalia i miei sensi
ripaghi invaghiti
di spirito
all'alma vitale.
Squallida Società
Società comprimi
felici istinti primordiali
alla ricerca di contentezza
nel dolce oziare
m’imponi il tuo pensare
m’obblighi
a inutili affanni
a sensi di inadeguata completezza
vien voglia
da te abdicare
cercando
veritiere realtà
ad astratte illusioni
odio legarmi
all'amore
folle vanità
mi voglio rimandare
Vana speranza del futuro.
Parole, intenti,
tutto inutile
mai t'indurrebbero
a cambiare
Allo scopo prefissato
presto c'indurrai
società formale
di non essenza
e futile parvenza |