Poesie di Il Passero


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Come farò
Come farò
a parlarti ancora di me
come farò
a dirti quel che io sento

prenderò un colore
quello del tuo cuore
per dipingere
il mio cielo col tuo nome

prenderò una stella
che rimanga sempre accesa
ed illumini per sempre questo momento

che ci appartiene

La rondine di primavera
era il tempo del maggio
in quel torrente cercavo
una corrente
tra boscaglia e miraggio

il sole già alto riverberava
sull’acqua che fragorosa cantava
un cinguettio disperato ruppe l’incanto
sentivo che mi chiamava

salii sul pendio ad entrare nel bosco
e la vidi imprigionata in una tela di bava
sfinita la tenni sulla mano
un attimo forse più

sentivo il pulsare veloce
quel piumaggio accaldato
stanca si riposò
la mia rondine di primavera
poi salutandomi se ne andò

Spendersi
Sentire le tue parole
che sembrano mie
credere che quello che dici
sia tutto per me

mi turba

non voglio spendermi
In questo gioco
In cui non trovo un senso

non ti leggerò non posso
rimanere in questo dubbio
In ogni sillaba che ritrovo
e che mi uccide

Il tempo dell’amore
la stagione che non muore mai

un volto nuovo
un sorriso
uno sguardo
il paradiso

cantano i versi nel rinnovato

In quel groviglio di sentimenti
un risentito
che mi colpisce ancor

vago cercando il senso
al mio concitato eterno
sempre effimero rimane
nella stagione che non muore mai

Un nome da scoprire
Porti il nome di un amico a me caro
All’inizio mi stavi un po’ su

conoscendoti ho capito il senso
Del tuo rimarcar sulla metrica

Non ho mai studiato metrica
Ma per un poeta che si voglia definir tale
È una conoscenza che diventa vitale

Ho sempre viaggiato in licenza
di quel che io non trovo per scelta

ma ho compreso il senso del predicato
riscoprendo con piacere un esperto cultore

vesti i panni di colui che sa ascoltare
il canto dell’animo altrui
e con umiltà
di chi sa anche ringraziare

Un tempo infinito
Questo nostro mondo che dividiamo
alla ricerca di una rima di una metafora che illumini
Questo percepire questo sentire
di emozioni vibranti intense sospese

ci carica nella nostra essenza
Nella forza e nella vitalità
Nella comprensione
in questi attimi che consumiamo

in tutte le passioni che bruciamo
Nella luce che ci appartiene
In questo tempo che diventa nostro
Rinnovato all’ infinito

Un momento di te
Ora che ti ascolto
Credo di averti sempre sentita
Ora che leggo le tue parole
penso di averle sempre ricercate

è strano trovarti nuova immagine nella mia
non ti conoscevo non ti sentivo
e poi ti ho ritrovato
nelle cose che amo nelle parole
in tutte quelle frasi che ci accomunano

e un senso ritorna al mio
per parlarti ora
in questo tempo che ci avvicina
cercando il momento di un intenso
che mi parli di te

Natale
Celebriamo questo momento
Ricordandoci il senso
della sua nascita della sua venuta

Ci portò la buona novella
Che sia un credo o un eterno
Venne per amore verso di noi

E ancor oggi mi chiedo
Quale fu il messaggio
Quello che la chiesa non chiarì mai
Nelle sue incomprensibili congetture

Venne per amare e nel suo viatico
Resuscitò per dirci quello che era
Figlio di Dio sceso in terra
Per indicarci la luce e accendere quella che è in noi

Viviamo questo momento con semplicità
Viviamo questo momento nella Verità
Nella Verità che invocava quando parlava
Nello spirito che assumeva la conoscenza Infinita

Questo credo che sia il messaggio del Cristo
Figlio di Dio

Affinità
Quando senti che il tuo sentire è particolare
Il tuo percepire aumenta verso condizioni più alte
E riconosci che le persone non sono tutte uguali
Ma alcune sono particolari

comprendi l’affinità

a volte la puoi riconoscere a pelle
altre con il tuo pensare che incontra l’universo altrui

ma sempre l’affinità più alta
e quella d’anime
che si rincontrano con corpi diversi
nello stesso tempo

Giudizio
Giunto al cospetto di Dio padre
Son sicuro ne sono certo
Mi chiederà
Cosa hai capito nella vita che hai vissuto

Se fui creato a tua immagine e somiglianza
Sarò nel bene e nel male una tua proiezione

O avendo scelto il libero arbitrio caddi nelle tenebre
Abbandonato in questo oblio di piacere e perdizione
Dimenticandomi del tuo e perdendomi nel mio

Ritorna ancora a me
che ti creai per rimirar virtù e beltade nel tempo eterno
ma ancor non vedo segno nel tuo

E allor io con fiero appunto
Ma se son figlio tuo come potrai

mi mise all’angolo ad aspettar nel tempo
Un nuovo appuntamento che desse chiarimento
Del conosciuto invano al mio imago mundi

E non capii il senso del credo eterno
all’essere infinito

Un vecchio
Un vecchio dal volto increspato
Mi parlava della sua giovinezza
Aveva 15 anni poco più che un ragazzo
vissuto nella guerra

Sfollato dalla casa in cui era nato
derubato delle cose che amava
le lacrime che aveva erano finite

tra tribolazioni e avventure
mi raccontava di quei tempi duri
di quando smise di piangere e cominciò a lottare

e mentre lo faceva un luce tornava in quegli occhi
circondati dalle rughe del tempo
e un sorriso
lo riportò ai suoi 15 anni

La mia gattina
La volle fortemente la volle
mio figlio
un batufolino di peli e di pulci

crebbe ma mai tanto
era proprio di natura piccolina
e la sua coda non c’era era così

al mio ritorno alla sera
mi aspettava e saltava sul pensile della cucina
venendomi incontro per salutarmi e strusciarmi
a sentire gli odori che gli portavo

cara dolce Beniamina
con mio figlio non fu un gran feeling
ma con mia figlia si sentì madre
e la proteggeva come i gattini che non ebbe mai

a volte ancora oggi penso
che gli mancasse la parola
cara dolce Beniamina la mia gattina

Tra tele e musei
in cantiere tra follia e amnesia
rispolvero un modello della mia
che sia una barca o un veliero
tra un Gottuso e Velasquez

armo l’albero del mio sentire e del mio vedere
scelgo il veliero
tocco gli spruzzi dell’onda che infrange
odo lo stridire delle sartie e vele gonfie che inclinano
e vedo un mare turchino che sa del mio

rimango basito davanti a un Michelangelo
non celestiale ma che sia ferale nella tela del Merisi
la luce appare ricercata e proiettata nelle figure
che sembra ritornino dall’ade

E in questo tripudio di arte e storia
scelgo una tela del Goia
piuttosto che una Gioconda
che là al centro del Louvre
appare protetta e minuscola nella sua gloria

che cosa provare davanti a questi immensi
quello che più ti colpisce è quello che ami
nella tela che vedi e che ti fa sognare

Ancora
rimani ancora tu nei miei pensieri
quanti e quanti ancora
per ritrovare un senso o solamente un grido
che sa del tuo umore che ritorna infinito
nel tuo sospiro che dolce mi scioglie

nel vederti oggi diversa e uguale
agli occhi miei che si riflettono
nell’immagine che più non ti appartiene

un vago volto mi ricorda lontanamente Il tuo
che nel mio cuore porto
per ricordarmi sempre di quanto amassi allora
quell’immagine che più non trovo

sfogliando il tempo del ricercato amor
che mai non torna al mio
mi perdo in questo consumato Riveder
di cose andate e mai più ritrovate

La casta
Vecchi tromboni trombati
senza scorza e riciclati
siete offesa del paese
razza ibrida vi ritrovo con spiacere

con le facce ormai gessate
ritornate senza macchia che vi prende
in coscienza rinnegate

vi vendete e rimorso non avete
per misfatti già compiuti
nella gloria che vendete

possa il tempo scoperchiare
tutto il vostro sporco gioco
per il senso del dovere che abiurato
avete sempre peculato

Andata e ritorno
Risplendono ancora sempre
queste nuove virtù
che abbiamo dimenticato

ritornano copiose al nostro
consumato giorno
nel ritrovar il senso
di una andata e ritorno

lampi
squarciano l’aria
rischiarano la notte
sembra sia giorno
in questa luce fotonica

il tempo rimane sospeso
nell’attimo intenso
che ci appartiene
per ritornare sempre
ricordandoci di ciò che siamo

possa contare ancora della gesta mie
in questo trafugato cammino
in questa via scolorita e scarna
che traborda verso la rupe del mio desio

sulla sua cima ritorni ancor con forza
il mio sentito contemplante oblio
che mi accompagna sempre in questo
dubbio intenso che sa del tempo mio

Comunicare
Che ne faremo di tutte queste parole
Che ci riempiono e che viviamo
Suoni familiari per trovare
Un punto un’affinità
qualcosa che ci accomuna

Che ne faremo di tutta questa comunicazione
Intensa profonda sentita ascoltata rimandata
E’un senso che ritorna nel nostro mondo
E’ una linea continua che ci pervade

Questo nostro comunicare e sentire
E’vivo nella tua partecipazione
Risplende ogni volta che lo emetti e lo ricevi
Questo nostro comunicare è la vita che è in noi

Più è forte più è viva
Nelle parole che usiamo nelle frasi che componiamo
In tutti i pulsar che brillano in noi
dipende dalle parole che usi
aumenta la tua conoscenza per comunicare all’infinito
e
toccherai le stelle con un dito

Ricomporre
Ricomporre i pezzi di qualcosa
Che non c’è più
Rimane nel mio cercare

Trovare un senso a qualcosa
Che mi ha ferito
Rimane nel mio vedere

Ritrovo gioia in questi impossibili
E nel percorso vendo le mie virtù
Facce diverse della mia vita

Che traboccata e sbiadita
Incontra in una parola
il senso della stessa

Prendo un sogno a piene mani
Lo porto con me
Per rivederlo ancora sempre

Prendo il mondo dentro me
Per viverlo ancora sempre
Insieme al tempo che non finisce mai

Non mescolarmi
Non mescolarmi con gente che non amo
Non mettermi negli angusti spazi
Sempre mi accomuni con il profano

Razza ibrida senza scorza
Che forma una rima per la gloria
Ma non conosce verità
egoistica e spettrale riempie strofe
che morte sono nella loro empietà

il mio tempo è più reale
vivo ancora col mondo che mi appare
passioni e amori son sinceri
più del vero
in questo stupendo mistero

L’incompiuto
Lo chiamavano breve
Per il tempo del suo sentire
Non trovava pace nel cammino
Che tortuoso e infelice
Gli ricordava la sua negazione

Produceva immacolati versi
nel suo concepire macchiato dal divenire

Razza chiusa senza gloria
Per il piacere di prevalere
Vendette al buio il suo ego
Scordandosi del vero
nella sua brevità
divenne l’incompiuto

Un tempo lontano
L’infanzia mia la ricordo sempre
Sopravvissuto a morta certa
Mi fu concesso tutto
anche di disobbedire

Lì con mio nonno e mia nonna
Ritrovai la vita
Altro che televisione altro che caroselli

Il giorno cominciava presto
Con mio nonno a insegnarmi di piante
e a raccontarmi di giungle

Là nell’africa nera dove lui era stato
A costruire villaggi e selciare il lastricato
alla fine di ogni sua fantastica avventura
sempre gli chiedevo
ma c’ero anch’io e lui con un sorriso
ma certo non ti ricordi ti tenevo nel taschino

La sera
Ero il primo ad andare nel loro lettone
Alla destra il mio nonno che dormiva
E io che aspettavo la mia nonna che appariva

Vestita con quelle camice bianche lunghe
Immagine di altri tempi ancora oggi la vedo
con le sue fantastiche fiabe

Altro che televisione altro che caroselli
Erano quelli i momenti più belli

A melange
ritornare per poi partire
ancora di nuovo sempre
in questo mio sconosciuto
ma riprendo il senso
in qualcosa che ritrovo

nell’odore di una cucina
nel piatto che sa di buono
in tutti quei sapori della mia terra
ricchi e grassi che riempiono il mio sentire

il mio piacere è un fumo un odore
che sa di te e di me

in una crepes in una kirsch lorraine
in un bollito e un tortellino
in una frites aux le moules

che buoni sapori san di te e di me
Il’ sont a melange d’amour

Le brave persone
Le brave persone non muoiono mai
Le brave persone rimangono sempre
In quello che hanno detto
In quello che hanno fatto

Son quelle che ricordi per tutta la vita
per tutto il tempo

Son quelle che ti han dato una mano
Son quelle che ti hanno sorriso
Son quelle che in un momento buio
Hanno acceso la luce

scorre l’immagine loro
che diventa vita nel mio cammino
accompagnandomi per sempre

Ascoltare
Cantami ancora una canzone
Tu che sai come cantare
Fammi ancor sognare

Che te ne fai del silenzio
Lascialo a quelli che parlano
Di cose vuote senza senso

Cantami ancora una canzone
Fammi ancor volare
Col suono della tua voce

Quando ti ascolto
Vibro come una corda
Sulla scala di tutte le note

Il tuo sentire e parlare è singolare
Cantami ancora una canzone
Donami ancora un’emozione

Attrazioni
diverso seppure uguale
questo tuo vivere e pensare
ritrovo nel tuo credo
pensieri funesti e neri

fuggi dal tuo per rifugiarti nel mio
sei ombra nella notte
che risplende in luna galeotta
apparendomi soave

dimentico mi accosto
ma poi sconvolto mi allontano
incontro il mondo
che smarrito credevo perduto.

Sentire
sento il tuo grido
l’odore della tua pelle
sotto questo crepuscolo
che sa di schiuma e gente

scemano i ricordi del mio vissuto
in questo tempo nuovo
che mi travaglia e nel mio
che muto sempre non emette suono

nel suo cammino incerto
non trovo il mitigar in ora lieta
ricerco un colorito tono
per risentirlo nel suo intenso accento

Compiuto
Risvegliato in questo oblio
Mi ritrovo in vecchia carcassa
Che scadente e vetusta
Mi accompagna fino alla cassa

nel passar delle giornate
felici umori delle mie ore passate
mi rammentano
del corpo mio Scattante e lesto

Aspetterò con tiepido timore
L’ora che scaduta suona
Al rintocco del mio momento
Finito al compiuto senso

nel travaglio spero non lento sia
Questo dipartir da cose amate
Ma veloce come lampo
Che illumina il mio cielo
Di stelle colorate

Un' alba nuova
Leggiadra e effimera figura
Che sorgi rigogliosa
In questo spazio
Di antica vita

Proietta il tuo fotone
Per rinsavir le menti
Che perse sono
In questo buio anfratto

Cademmo perdute
Traviate tra falso e ipocrisia
a brancicar fortuna
Smarrendo la via

riporta col tuo raggio
speranza e gloria a noi umani
che dall’ambito sogno
ci ritirammo senza coraggio

Sognando
Senza alcun controllo

Le rime che io sogno
Dipartono
Dal mio anelato credo

Li cerco e li ritrovo
In consumato sogno
Che si ripete ancor

Scalando ogni barriera
Ritornano festose
Per raccontarmi sempre

Di gesta e di bandiere
Che sventolan sicure e vere
Nell’aria che mi prese

In questo lungo arbitrio
Che in un tempo più sereno
mi raccontò di gesta eroiche e fiere

Ritrovo ancor me stesso

A sognar di capinere
Nel mondo mio
Cosparso di chimere

Infinito
Qual paladino di velleità
Perora la causa nostra

di verità e giustizia
speranza e conoscenza
e di virtù riconquistata

Sorge nuovo il suo frinire
Da remota vita dimenticata
Da universo ancor da concepire

Brandendo lancia e spada
Con mano ferma ci difende
Per rinfrancar lo spirito ed il cuor
Da questo nero mar
Che d’onde ci ribatte

Sulla scogliera angusta
Della vita nostra
Mai flutto seppur affranto
Varcò lo spazio
Del nostro ardito

Nel mio giardino
Sbocciano così
Coi suoi colori
Intensi e profumati
Questi fiori
Che nascono nuovi e colorati

Riempiono il prato
Verde di speranza
Colorando
Muri e pareti
della mia stanza

Son figli dell’amore
Risplendono
Gioiosi e gai
Nella loro infinita
immensità

Contemplazioni
Tra pensiero e azione
divento spettatore

amorfo
in qualcosa che sento
non appartenermi

come può crescere
in questo mondo così perduto

il comune senso dell’amore
È tradito e deturpato
un fiore non nasce perchè la sua terra
Arida e secca
Diventa la tomba in cui muore

come posso
morire e vivere
In questo posto abbandonato

mi rimane soltanto il ricordo del tempo
amato
e per quelli che saranno
lieto sia il loro cammino
se lo ricorderanno.

Per scelta
parlando di quello che siamo
ritroviamo noi stessi
possiamo vederci
per quello che non abbiamo

possiamo scegliere di essere
in un cammino
che non conosciamo

quando siamo felici
il nostro mondo sorride
i nostri amori ci amano
ricambiati da noi

se aiutiamo un altro
gli tendiamo la mano
gli doniamo un sorriso
il mondo sarà un posto migliore.

Quello che non dico
Nel silenzio di un momento
Non trovo più parole

Contemplo quell’attimo
Senza scandire suono

Percepisco il senso
in particelle sospese

E’ cosi intenso
Che diventa infinito

Proiettandomi nell’universo parallelo
Divento il mio cavallo alato

tra nuvole e orizzonti
ritrovo il mio tempo

che perdutamente
smarrivo
nel labirinto della vita mia

Guardandomi allo specchio
con parola certa
castigo i miei eccessi
con il mio silenzio
rimpiango i miei recessi

risparmia la tua voce

trovandomi represso
mi tenderò la mano

per ritrovarmi ancora
in veneranda età
prima della mia ora
In strofe ritrovate
ritmate e colorite

ma più del tempo possa
di quello che mi prese
vedermi gioioso e gaio
raccoglier margherite

Arci S.Lazzaro
Quasi un porto di mare
Ne arrivano di tutti i tipi

Appaiano col volto e il capo più canuti
Che brizzolati
Pochi quelli ancora verdi
Personaggi dal corso rinomato
Tra un tavolo rotondo e l’altro più quadrato

Li trovi sparsi qua e la
Tra una partita a tarocchi
Uno scacco matto
Tirare quattro bocce
E contare il burraco

ci sono gli incapaci e i maestroni
Sempre pronti alla battuta
A rimarcar la sistina
Nella cappella dell’ultima giocata

E tra una sagra e una lasagna
Ti siedi sulla piazza
A parlar di nuove spese
Per il fungo non trovato
Il torneo che hai giocato
Il campionato che hai centrato

Spinti da umana comprensione
Un giorno all’anno i volontari del girone
Polenta e ragù a gratis
Propendono col vino
A tutti quanti
Senza lesinar porzione

Vedi volti nuovi
Mai più rivisti
File gargantuesche
Ma loro con certosina lena
Ti servono senza pena

Ecco qua
Che cos’è il posto espresso
Liete ore in compagnia
Nel comune senso del concesso

Un giorno d’estate
Spacca sotto il solleone

Raggi illuminanti
Sprizzano sui colori
Che risplendono

Questi toni accesi
così intensi
Che riverberarono

L’occhio a volte affatica
stanco
restringe la pupilla

Ombre multiformi
Si prolungano
Al calar della sera

Ristora la mente
Poter intravedere
Il fresco

E nella notte
Anche le membra
bevono gocce

I ricordi
Alcuni li tengo nel cassetto
Altri in bella vista
Sono sempre ricordi

Sono foto
Fogli scritti sono dediche

A volte ritornano
Con rumore
Con forza
Con fragore
Senza essere chiamati

Sono così
Sono ricordi che riempiono il cuore
Mi appartengono
Li porto per sempre
Anche quelli che fanno male
Sono solo ricordi

Alcune volte li sfoglio
Ricercando
Quell’attimo quel momento
Che è rimasto imprigionato
Rivedendolo
Ritorna libero
Come un volo di rondine
Che da tanto tempo non vedo più
Nei cieli miei.

Nel tempo oltre il tempo
Cuori senza amore
Così
Nati e morti nel buio

Si perdono in un fotone
Che risplende

Partoriti da una genia
Che non conosce sentimento

Dicotomica
ci divide
Nel frammento

la luce che ci appartiene
Risorgerà
Per rinnovarci
Oltre il buio

A chi mi sente
ci arrendiamo
Inerti
Per non avere scelto

Una città
un tempo
che sia comune

barriere che
sembrano infinite
sono scadute

troviamoci
in questo tempo
che ci appartiene

viviamo dei nostri amori
con la passione
che è in noi

incontrandoci
fermeremo il tempo
in un momento

il tuo nome
Sussurrare il tuo nome
È come un mantra
una litania
un rosario
Sgranato nelle perle della collana

Quando arrivo al capolinea
Ritorno
Per ripercorrere il giro

Ritorno per scandire le stesse sillabe

Per sentirne il suono
variato
Dall’eco della mia gola

Per un continuo che ritorna vuoto
Senza te

Momenti d’armonia
Riscopro ritrovandovi
Sentimenti e passioni
Momenti condivisi
Percorsi comuni

Un’azzurro popolato da piacevoli compagni
Che percorrono insieme
La via dell’essenza

In un attimo perduto
In un momento ritrovato
Nella contemplazione dell’assoluto

E’ piacevole scoprirvi in ogni giorno nuovo

In tutti quanti voi
Ritrovo una parte di me
Che non muore mai

Un esperanto
Un percorso nuovo
Quale strada è

Quella che porta a te
Quella che scopre te stesso

La tua ricchezza
Non è quello che hai
La tua ricchezza è quello che sei

Nella tua conoscenza fino in fondo
Fino alla fine del mondo

Nei percorsi del conosciuto
Dell’inconoscibile
Per ritrovarti
Per amare per conoscere

Trovi perle di infinità
Scoprendo chi sei

Molti sono i messaggi
Sta a te
Percepirli

Venimmo per conquistare
Venimmo per giocare
Puri come bambini
Ma ci perdemmo in un vortice di oblio

Sia un vento nuovo
Che rinnovi il tempo
Sia un amore per tutti gl’esseri
Che perdendosi si sono ritrovati

Sia un esperanto
Che coniughi il mondo nuovo

Ciao
ciao a tutti
sia a quelli belli
che a quei brutti

a chi scrive col cuore
a chi scrive di pancia
a chi brandisce la lancia

vi ritrovo ogni tanto
scandire un tempo
che io risento

in qualcosa che ho perso
nel momento che mi circonda
nel verso che non ritorna
in un pensiero che si rinnova
in tutti i sentieri del mondo

ciao a tutti
sia a quelli belli
che a quelli brutti

Commemorazione dei defunti
Il Culto dei morti
Non appartiene al mio credo

Oggi ho sentito il percorso di tanti
Sui selciati a portare un fiore

Per ricordarsi dei cari
Basta averli nei cuori

Gli epitaffi servono a coloro
che non conoscono la verità

Emozioni
Riecheggiano dal profondo
Queste mie continue

Mi pervadono nella loro
Intensità

Strappandomi una lacrima
che sento salata sulla bocca
mi riempiono
con la loro immensità

Momenti
Espressioni che ti espandono
Intensità che ti riempiono
Della vita Colori passioni
percorsi finiti
Rimangono aggrappati ai tuoi ricordi

Quanta intensità ci riempie
In questo percorso
che non vogliamo abbandonare

scorrendo il nostro tempo
ritornano a noi più care
tutte le emozioni
di un momento infinito
che ci accompagna
per sempre

Ritorna
Ritorna a me come
Un raggio di sole
Come una nuvola di frontiera
Come un’immagine fiorita
Che rinasce

Nel turbinio del tuo strale
Gonfia della tua essenza
Mi riempi

Coniugandomi in un presente che mi rinnova
Aprendomi all’amore
A cui perdutamente
Non trovavo

Per quello che ero
per quello che sono stato
Ritorna
Per rinnovarmi

Il mio dolore
Che dolore il mio dolore
Ti ho perso per tante volte
E sò ora di certo che ti ho sempre ricercata

Che dolore il mio dolore
Quanto tempo passerà prima che ti rincontri
Per sempre per sempre

Non sapevo non capivo non sentivo
Quanto eri dentro in me
Che dolore il mio dolore

Nel tempo ti ho amata nel tempo ti ho perduta
Un’immagine ritorna
E sei tu per sempre Amore mio

A mia figlia
Ho scelto il tuo nome
tra le fantasie dei miei ricordi.
Nel piacere di crescerti
ho vissuto i tuoi primi passi
i tuoi sorrisi,le tue parole.
E poi, e poi...... così dolce sensibile
nell’essere un nome che ho sempre amato.

A mio figlio
Nel mio cuore è nato un fiore
tutto colorato
tutto profumato.
Cresce ogni giorno che passa
guardandomi cercandomi.
Giovane, gonfio di vita.
Aspettando che lo curi
sicuro che lo ami.
Nel mio cuore è nato un fiore
tutto colorato
tutto profumato.

Nuova
Domani mi apriran le mani
leggendo nel mio prossimo e futuro
nel ricordo di un passato
sperando che lo curo
Forse, senz’altro mi hai stregato
perché non ho trovato
tra gl’altri volti
ancora
un nuovo amore
m’accorgo che ti sfuggo
per non vederti in faccia
Presto
son già stanco
vedrò di coprirmi il fianco.

Italy Italy
Perduta nell’abbraccio di una casta

Scorre nel vergognoso lignaggio
La sua razza parassita

Concorrono a deturparla
frotte di politici prezzolati


Si insidiano al potere
per continuare a mantenere
il loro gioco di chimere

si attaccano l’un con l’altro
ma alzano il bicchiere
tutti insieme
alla fine del lauto pasto

Un turbinio
Cavalcando il lampo
ho conquistato spazi
Sulla cresta di un’onda
ho navigato flutti

Riposando tra le tue braccia
ho ritrovato me stesso
Dolce compagna della vita mia

Archiviarti
Le mie paure si confondono
nel volto della gente.
ma la mia follia si rivolta

Anche se ti sento lontana
anche se m’accorgo di esserti distaccato
non riesco senza te.

Tu che giacevi
dove i nostri corpi
vibravano alle battute dell’amore

Tu che ascoltavi le mie poesie
ora stai appassendo
i tuoi petali sfioriscono
neve al sole.

Brucerò le mie passioni
canterò i miei tabù
perché ho paura che non tornerai
mai più

Momenti di tempo
In questo squarcio di tempo
Scopro i miei credi

Non vedo tra le onde
Nuove schiume

Perigliando accozzano relitti

Nel girovagare
Ritrovo anime perse
di un universo finito

rimango contrito in uno sforzo
non so leggere il responso

suoni confusi
che non ti spiegano mai

leggiadre sono le forme che mi avvolgono
in un vortice
compio il presente
ritornando da un passato
proiettato nel futuro

Un'uomo nuovo
Venisti con gli amori tuoi
Per conquistarne altri

Cambiandoti
Ritrovasti il mondo

I tuoi baratti li vendi
agl’angoli delle strade

Consumandoti nel tuo tempo
hai scoperto perle di vita

Percorri sereno il tuo cammino
Verso il mondo che ti appartiene

Un incontro
Appari nel tuo essere per me sconvolgente.
Sei cinica e dura
Ma il tuo profumo di donna mi stordisce.

Ti rivedo in quella notte
Con le tue lacrime
Ti rivedo in quella notte in cui ho sentito
amore per te

Non so se si ripeterà
Non so se era solo un attimo fuggente
.
Ma so che vorrei amare quella donna

Accarezzare i suoi capelli
Toccare la sua pelle baciare le sue labbra
E stringerla

Stringerla tra le mie braccia
per sentirla perdutamente mia.

Non
Non viziarmi
non so stare lontano da te.
Non tenermi nel tuo letto
se poi me ne fai andare via.

Sento la stanchezza
raggrumata
ma i miei occhi vagano
spalancati alle luci della notte
la mia mente si contorce
nell’attesa del domani

non viziarmi più

Che io possa perdermi nei tuoi occhi
che io possa stravolgermi in un tuo sorriso
non ti dà il diritto di beffeggiarmi.

Perché so anche morire
piuttosto che appassire.

un momento
che piacere entrare in questo agone
mi sento ancor più vivo
a combattere sordi
che non vogliono sentire

che piacere il mio piacere
a scorrere una rima
che non torna e sorda diventa muta

parole perse in un lamento

C’e bisogno
Abbisogna che te lo ti dica
Mio caro censore

Erigerti a sputar sentenze
La tua presa mi sembra un po’ incerta

vorresti essere un colonnato

Ma hai solo qualche mattone
Pericolante in rime perse

Un pensiero
Ho preso la penna
Poi guardandola mi sono detto

Ma ne vale la pena di scrivere versi
Saranno i più belli

O soltanto uomini persi
Che vagano alla mercè di quelli

Che non hanno più cuore

Un colonnato
Tutte queste parole che ci riempiono
Ma poche sono quelle vere

Tutte queste parole che non trovano mai
Le tue passioni
le tue virtù
i colori del mondo

Mi raccomando la metrica la metrica
E quello che hai dentro muore
In un commento.

la vita
Quando tutto è iniziato
non avevo ancora la coscienza del pensare

Percorrendo strade anfose ho scoperto il mio mondo

Condiviso in un prodigio scoperchiando
Ho trovato l’essere

Perdendomi in una spirale sono precipitato

Tempi lunghi mi avvinghiano
Per ritornare ogni volta ripartendo

E in questo continuo
ritrovo
Luoghi già amati
Persone già conosciute
momenti già vissuti

Un canto di sirena
Venisti scalza senza parole
vestita di stracci
coi tuoi steli al sole

Fioristi in una notte di luna
sotto un cielo stellato

ti raccolsi tra le mani
ma i tuoi petali sbriciolanti
volarano via

per cantare al mondo
il tuo amore           

La mia vita
Cullato da questa brezza
Assaporo il mio sudore
Che asciuga sulla pelle

il vento mi ristora
Scoprendomi dei fardelli della vita

Quanti fallimenti sono in quel percorso
guardandoli mi ritrovo più vecchio

così succede con gl’anni

Da bambino ai un mondo da conquistare
La tua vitalità è la tua spinta
che scema nell’avventura che ancora non conosci

e mi ritrovo qui in questo momento infinito
a rivedermi

Perduto
Hai rubato la mia vita
Mi hai gettato via
come un ferro vecchio sto arrugginendo

Cosa rimane del mio mondo
incespico su quello che resta
precipitando nella putrida bolgia


Non sono che un peso
Ritorno in un presente che ne diventa espressione
Per poi cadere nella squallida quotidianità

Perduto prigioniero di quello che è morto
Rivivo nel ricordo
In una fragilità che mi uccide

ma ritornerò per essere di nuovo

ora è troppo il dolore che provo

Mercanti di paura
Vampiri dell’umanità
Seminano il loro fardello di morte

Vivono per punire
Vivono per distruggere

Impara a conoscerli impara a combatterli

Propinandoti una pillola per ogni tuo male
Cancellano i tuoi ricordi
Fino a renderti un automa

Per loro non sei altro che un circuito di neuroni
Che possono manipolare con la chimica

Non lasciano crescere
Tarpano le ali

Hanno il timore di restare soli
Soli con la loro paura
Si attaccano alla altrui vita
Fino a distruggerla
Vendono morte

impara a conoscerli
impara a combatterli.

Incubo
Se solo potessi capire
come veramente è
potrei finalmente dormire.
Se solo potessi aprirti
per vedere
se veramente cerchi
tra l’altra gente un’anima gemella
allora sparirei
come una cometa
anche se sei troppo bella.

Cercarti
Se solo potessi ti rivivrei
fosti quella che più amai
Il ghiaccio e la neve
mi han rubato tutto
e le fatiche
son finite al vento.
La tua filosofia è più grande
della mia vigliaccheria
o non sai nemmeno che ci sia
vorrei aprirti
gl’occhi lo stomaco ed il cuore
per vedere se c’è ancora amore

Dissacrante
In questa bolgia di parole
Mi distacco da voi

Non sono cresciuto invano
Per non capire

Tutti scrivono di tutti
E rimangono genuflessi
Alle virtù degl’altri

Propiziandosi un posto al sole
Vendono la loro nullità

Un grande amore
Riscopro nel tempo
in sentimenti decaduti
quale grande amore ci ha colpiti.

Rileggendo le tue lettere.
Ricordando le mie passioni.

Giovani pieni di vita.
Perduti in un lampo.
Sfidando tempi, spazi ci siamo uniti
in un amore che continuando
si è sbiadito scolorito
ormai affievolito

Ma sono nel futuro i suoi frutti
guardali puoi vederli
in un mixage di noi stessi
in un continuo perpetuo
crescere scoprire la vita
fiorire prosperare
figli del nostro grande amore

29/08/80

ti ho amato,ti amo
al tuo fianco vivrei in assoluto

tu per me mi apri il cielo
con te o pensando a te
vedo amore e libertà

vicino al tuo fianco mi son sentito libero
ho avuto in te il mondo
e il mio cavallo bianco

non cambiare mai
non contorcerti in viziose espressioni

resta viva come sei ora
e libera donna.

30/07/78

Tu che pronunci parole allegramente stonate
Tu che col colore della tua chioma
Appari di un anno lontana
Tu oggi sei parte di me

Avrei voluto scoprirti
Avrei voluto vederti
Bagnata nell’acqua salata
Accarezzare i tuoi capelli
Fino al fondo dei tuoi piedi

Ma oggi tu te ne vai ancora
non rimane altro
che un sogno pulito.

A mio padre
Non ho mai scritto di te eppure

Da bambino ti cercavo per capire
Affascinato dal tuo conversare
Rispondevi sempre ai miei perchè
Poi crescendo ho capito la vita
E ti ho visto così fragile

Mi hai lasciato che ancora ti cercavo
Con te non avevo barriere
Come due amici che parlano insieme

Abbiamo condiviso emozioni
Mi hai insegnato la strada del sapere

Ti ricordo in questa festa
Dal profondo delle mie radici che mi legano a te

Non controllo
Precipitandomi Mi ritrovo contrito
in un sentimento compio il rituale

senza passione
divento espressione incompiuta

Rimango amorfo
in un’attimo che non ritorna
perdendomi

Una partita a tarocchi
Il tarocco che non conosci
La carta che non sai mai giocare
Così Francesco cantava

Che bellissimo gioco quello che ti ritrovi tra le mani
Quindici sono le carte che tiene
altre due le hai celate

la scartata nessuno la conosce

La dea bendata la scopri
Guardandole

Ad ogni giocata comprendi l’arcano
Dei tarocchi il segreto
Ti svela la sua mano

Una partita a scacchi
Muovo il mio pedone
Quello di re
La tua contromossa e di regina

Poi nel centro partita
Attacco per conquistare il centro

tu rispondi rintuzzando
nel finale le torri conquistano le colonne
i cavalli non sai mai dove vanno

che bella partita
vinci tu vinco io
scacco matto
caro avversario mio

A Poetare
Vi ritrovo a notte fonda
Quando nel suo silenzio
Sono con me stesso

In quei momenti di quiete
Assaporo i vostri espressivi

Abbeverandomi alle fonti delle vostre muse
Percorro il sentiero dell’umano poetare

Riempiendomi d’infinita immensità

Un mondo futuro
Quando sarà che ogni essere
Di questo pianeta
Potrà considerarsi tale

Quando sarà che nella cultura dei popoli
Vivrà la verità

Quando sarà che ogni animo
Si occuperà senza remore
Dello spirito di ogni vita.

Volare
Vorrei volare
oltre oltre
fino a vedere questo universo

risposte vaghe.

Ma solo tu lo puoi scoprire.

Apriti al vero, cerca il sentiero
che porta fuori da questo immondo impero.
Scopri chi sei
e finalmente volerai.

Sognando
Sentivo , oltre la porta quell’odore
che piano piano
mi portava la sporta che mia madre
stringeva in una mano.

Mentre sul mio letto
fumavo una sigaretta
sognando un’altro tetto
cercando di dimenticare in fretta.

Correvo con la mente là
dove il cuore sente.
Mi guardavo
con occhi nuovi
con occhi un po' smarriti
ricordando che poi
sarei dovuto andare
là dove il tempo
veloce come un lampo
mi sbatteva via lontano

dove gli aceri sfioravano le pozze
in figure fuggenti
di corpi inanimati dalle linee rozze.

Avevi senz’altro gl’anni verdi
l’espressione un po’ insicura e
toni ancora acerbi.
Correvi fra quei campi
per ritornare poi
guardando con stupore.

Ma ancora non capivi.

Un’illusione vaga ci circonda
è rimasta addosso come una piaga.
Fuori
una nuova primavera
ma la perdesti ancora
sognando un’altro inverno
aspettando un’altra sera.

Mistero
Dove sono tutti quei volti
da noi amati
in quale misterioso paradiso sono precipitati.

Sorgono alla mente in sogni strani
percorrendoli in lineamenti vaghi
in toni confusi.
tutti quei volti
da noi conosciuti

Li ricerco nelle immagini, nei suoni
incubi persi speranze perdute.
Dove sono andati tutti quei volti
da noi amati

Risposte confuse
mondi paralleli
universi sconosciuti nel tempo nello spazio

Dove,dove
tutti quei volti.

Ricompaiano ad ogni notte
ad uno ad uno
stranamente contorti
in immagini bieche.

Poi rincorrendoli
mi perdo continuamente.
nel mistero della vita.

Una vera giustizia
Nella giustizia io credo poco
Confusa in vendette
castrativa repressiva.

I paladini del mondo colpiti nel cuore
Vomitano tutta la loro onnipresenza
La loro giustizia decaduta e interessata
È terminata.

Controllori di popoli alfieri della libertà
Hanno tradito tutti coloro che vi hanno creduto.

Quale giustizia porterà il proprio verbo
Quale sarà la nuova ragione

Nel mondo ciò che è giustizia sia di tutti gl’esseri
Ciò che è lo diventi nella propria verità

Un passato
È cosi viva la tua presenza in me ma tu non capisci
Immagini di tempi lontani ritornano

Dolcemente mi appari vestita in frange
coi capelli ricoperti di fiori

Percorri il sentiero adornato di ginestre
portandomi in dono il tuo amore
Tra le mie braccia ti addormenti al nostro calore

Ho ritrovato l’esatto momento in cui ti ho perduta
dove sei morta nello sforzo di essere madre.

Ti ho ricercata per tanto tempo
In ogni angolo di mondo
Tra morti e vite

E oggi
oggi è cosi forte l’averti rincontrata
Ma tu non capisci
Continui a perderti attratta da corpi

Ascolta il tuo cuore
Anche se non ti ricordi
la verità è dentro a ognuno di noi

Come potrei dirti tutto questo se non ti avessi già
Amata
Come sapresti leggere in me se non fossi già stato tuo

Amami con la tua dolcezza
Amami con la tua tenerezza
Amami come era allora
Liberi nel vento figli di un grande amore

Il dolore del mondo
il dolore del mondo
Lo puoi sentire

Nella guerre nelle violenze
Negli assassini nei violentatori
Nelle loro infinite vittime

nelle paure nelle angosce
nell’essere braccato torturato violentato
nell’essere un corpo martoriato

anche noi lo possiamo sentire
tutto il dolore del mondo.

In un arco flessuoso gemono vittime e carnefici

Scambiandosi nel tempo identità
In una lunga guerra nel bene e nel male
In un continuo calvario

illudendosi che nel dolore ognuno impari ad amare
ma continuando ad essere corpi per punire o martoriare

A Mia
Non ho più attenzioni
Non ho più tempo da dedicarti
non ho più premure per ascoltarti

È così triste il mondo
popolato da moltitudini di idioti
che non accettano mai la verità dell’altro
Cercando continuamente di cambiarlo.

Vorrei saper da quanto tempo non sono più nel tuo
Cuore?
Non porti neanche più l’anello che ci univa

Non è la stessa cosa
Io non ho bisogno di un monile per averti nel cuore

Non è la stessa cosa
Non ho più tempo per ascoltarti
Non ho più tempo per amarti.

Contrasti
Il tuo mondo non l’ho mai capito.
Il tuo mondo non lo convivo.
Il tuo mondo l’ho già vissuto.
Il tuo mondo l’ho già finito.

I tuoi capelli, ricordi,
non son mai stati veri.
Le tue labbra, ricordi,
non son mai state mie.

Il tuo mondo l’ho sempre rinnegato.

Nelle tue parole un sapore di sibilla.
Nei tuoi occhi un colore di passato.
Nelle tue mani il contrasto degli ambienti
che hai sempre ricercato.

Tu ed io un tempo
ricordi lontani.
Il tuo mondo ora l’hai incontrato..

Prigionieri
Siffatti a immagine propria
Cosi malfermi e insicuri
Perduti in cumuli di rovine
Increduli alle forme più alte
gruppi sempre più numerosi
Si infangano di bassezze

E’ dilagante la loro imbecillità
Aleggia nell’aria
la senti
nella pienezza del suo putridume

Il canto del cigno muore nel vento
a noi Rimane il vuoto di un lamento.

Ti rincontrerò
Nulla di quello che è stato ormai ci appartiene

È un grido un lamento una preghiera

Ti rincontrerò e ti chiederò di nuovo
di amarmi

Ora ed altri tempi saranno testimoni dei nostri amori
In un oblio che ci avvolge

Ricompieremo il passato per poi
Perderci ancora e rincontrarci

Nella nostra dannazione

Una pena
Non son giunto,per colpa
mia ,ma di farmene un calvario
lo lascio agli altri
che mi festeggiano per quello che non sono
o per un diverso tono.

La mia allegria ormai la bevo
tra un bicchiere e l’altro
passando per qualcuno che certamente
ha perso il treno e si danna
riempiendosi di veleno.

Tra le antiche case cerco un po’ di pace
all’ombra di una strega
che mi ripari da questa mia pena.

Fuori gl’uccelli si rincorrono
volando in corti spazi
disegnando la fantasia dei sogni
ricamata come arazzi.

Non per vergogna ho calpestato i vostri Dei.
Non so neanch’io perché
non smetto di pensare alle Lei
Abbandonato
m’accorgo di ciò che sento e non me ne pento.

Nel Tempo
Passano gli anni
ti guardi intorno
non vedi altro che affanni
dimenticandoti anche del nuovo giorno.

L’essere e l’avere ti rimangono in bocca
con il sapore amaro dell’alcool
bevuto nelle uguali sere.

L’essere e l’avere ti si riversano addosso
abituandoti a vivere col corpo
le storie più vere.

Mi affaccio al davanzale
cercando un po' di sole.

Anche se domani il più furbo
ruberà la mia credulità
nel mio viaggio non getterò la mia verità.

Essere o avere
In questo dilemma di certo so
che non brilla la vostra gemma.

Ormai lo leggo nei vostri volti

O dall’essere son bruciato
prima ancora di averlo completato.

Al mio amore
Dolcezza infinita
ti schiudi tra le mie dita

sfogliata dalla brezza di aliti d’amore.
Hai scardinato la mia serra

strappato radici grasse
dalla mia secca terra.

Ora ti guardo
sarai quel che sarai
forse colomba al vento
oppure rinchiusa in un convento.

Fra le tue parole si schiude l’amore.
Amarti significa vivere con gli altri

aspettami ti prego
non lasciarmi nel mio ego.

dedicata a Cristina: l'amore è il vettore più grande dell'universo e non mi
sento asssolutamente un'ingenuo un abbraccio

Nuovi confini
E parlate d’amore
rivendendovi
assurdi e miseri
nelle vostre piccole ore.
Amore l’ho perduto l’ho viziato.
in questa cruda realtà
Nella mia società
l’amore sbiadisce.

Amore grande,amore
lo vedo solo tra le stelle
negli occhi di bimbo scalzo
tutto ossa e pelle
o tra le dune alitate
mosse da questo vento
che le fa infinitamente belle.

dedicata a Cristina: l'amore è il vettore più grande dell'universo e non mi
sento asssolutamente un'ingenuo un abbraccio

Nella notte
Frugar di notte
fra i miei ricordi
celatamente silenziosamente
ritrovarli.

Si riempiono gl’occhi
sento il loro sapore
sento il loro odore.

Frugar di notte
e sentirsi pieni
di sentimenti perduti, lasciati, bruciati.

Frugar di notte
nelle menti altrui
riscoprir pensieri,trovar sentieri.

Frugar di notte.

Con te stesso
Dolci sinuosi inebrianti occhi
trovano luci esplosive

lasciando dietro una parte di te

Il cammino diventa sempre più stretto.
Poi riscopri di avere perduto il mondo.

Senti ogni giorno che passa
quando sei solo con te stesso
tutta la viltà e la crudeltà della tua razza.

Sogni mondi nuovi
orizzonti sconosciuti
e l’odio che hai dentro ti trasforma
nella parte più oscura
La tenebra ti avvolge
fulmineresti col sol pensiero

ma al nuovo giorno alla sua luce
riscopri la gioia
in un bambino che sorride.

Amore perduto
Perché io ti ricordi domani
dovrò attingere nella tua figura
ripensandoti mi apparirai fredda
come il filo che portava
distaccata la voce

come se in quei pochi metri
l’immensa lontananza del perduto.

Che stasera non dimentichi di nulla
e in un prossimo futuro:

non possa confondermi
dalla luce dei tuoi occhi
dal calore delle tue labbra
dalla dolcezza dei tuoi seni.

Il Dubbio
Quando le nostre anime
se caso mai
lasceranno questi corpi
per impadronirsi di altri
io canterò al Dio che non vedo.

Quando le nostre menti se ne andranno
per vagare nei mari dell’infinito
io canterò al Dio che non sento.

Quando dopo la putrefazione
nasceremo nello stelo di un fiore
io cantero al Dio che non credo.

Ricordi
Un’estate ormai finita
Rimpiango il tempo già passato
Rimane il tuo sorriso
tra i ricordi che mi porto
L’inverno freddo e cupo
si tinge ormai in un sospiro

Ho aperto il mio cuore a una donna che mi nega
Le sembianze sono strane
eppure son sicuro
Mi ha svelato il suo respiro

In un gioco molto strano
ho trovato la sua mano
Poi come forse è già accaduto
mi respinge sempre invano.

Eppure io l’ho vista a ciel sereno
Ascoltare il mio baleno

Gratificata nel suo cuore
mi respinge senza amore

Non rimane che un ricordo
tutto pieno di passione.

Cantico
Che io t’amo
lo sanno anche le farfalle
che me l’han letto nel palmo della mano.

Che io t’amo
anche le strade l’hanno capito
dal mio passo tremolato.

Che tu occupi la mia mente
lo sa tutta la gente
che vede nei miei occhi ciò che il cuore sente.

Che ti sogno anche la notte
lo sapran tutti
comprese le bigotte.

Un pensiero
Scrivendoti
Aspetto immagini
Poi vedendoti
Ti ho vicino

Corriamo verso lidi sconosciuti
Il cammino diventa sempre più incerto

Sulle orme di altri
Seguiamo
Sperando di essere nel vero

Il tempo ci rende sconosciuti ad entrambi

Oltre arriverò
Oltre arriverai
Là ci chiederemo
poi di nuovo il solito sbiadito
ma primavere rigogliose vorrei abitare
estati fulgenti assaporare
copiose di tutte le bellezze
in armonia con noi

La vita
Parlare delle nostre vite
ci porta ad essere sequenziali

uscire dai ritmi
ci rinnova nel desiderio

la possibilità di conquistarla
diventa più grande

poi fuggire
poi lasciare poi morire

è tutto cosi lontano
ermetico
rinchiuso in segreti

avere la forma
avere la spinta
avere

E’ meglio essere che rimanere

Da bambino
Maria Cristina dolce bambina

I tuoi occhi i tuoi capelli.
Un sorriso uno sguardo

le tue fossette
le tue lentiggini
il tuo essere Maria Cristina
Dolce bambina

Amico mio
Vorrei poterti parlare ancora di me
come facevo allora.
Vorrei poter sentire ancora di te
come era allora.
Caro amico mio.
Avrei voluto augurarti il Buon Natale oggi
Ho lasciato aperto il mio cuore
quando vorrai potrai entrare.

Il Calvario
Come vecchi bruciati dal sole e salsedine
si gonfiano i secchi riempiti di sangue e di spine
Quando finirà questo calvario?
Quando cadrà la fine?
Sulle tombe dei morti
sui corpi stravolti
sulle piazze svuotate
nelle case bruciate.
Quando finirà questo sudario?
Quando cadrà la fine?
Sulle fabbriche vuote, nelle scuole piangenti
sulle infinite ruote nelle macchine ruggenti.
Quando, quando, nei vostri occhi spenti.
Dall'orizzonte apparirà
allora
vi ricorderete dei vostri piagnistei
e pregherete
soffocando a stento la saliva
affidandovi ai vostri ignudi Dei.
Quando il cane che abbaia
trasformerà i suoi latrati in guaiti
e i vostri cuccioli spaventati
vi cercheranno con occhi smarriti
allora forse vi sentirete finiti.
E per quelli che saranno
l'alba diventerà corallo e
una nuova musica intonerà le note
per un diverso ballo.

Al mio primo amore
Mi ritorni alla mente
in un vestito chiaro
Coi tuoi occhi scuri
Coi tuoi capelli corvini
Col tuo bel viso
Mi ritorni alla mente con le tue dolci labbra
Il tuo sapore il tuo calore
Il mio desiderio
La gioia vissuta in quei momenti celati
il mio cuore scoppiava per te per noi.
Mi ritorni alla mente
Già madre donna irraggiungibile
Poi un bacio e ho sentito tutto il tuo amore.
E quando ti ricordo mi appari in un vestito chiaro
Con la pelle un po' scura
Coi tuoi occhi neri i capelli corvini
Col tuo viso da ragazzina
Calda accogliente
Perdutamente mia.

A Nadine
Ti ho cercata, di nuovo
nelle ore della giornata.
La notte quando mi sveglio
frugo nella mia mente
alla ricerca di una tua immagine
che mi riparli di te.
Amore che te ne stai così lontana
la tua essenza viaggia sopra a ogni confine
e ti riporta a me
Vorrei volare e rubarti il cuore
Nella tua dolcezza ho riscoperto l'amore.
In te la mia ipocrisia si sfalda
frantumandosi in piccole gocce .
Non importa se mi si spezza il cuore.
Non importa se così poche sono state le ore
ma sei tu che mi rimani dentro
con il tuo ricordo d'amore.

Libertà
Vecchia e antica amicizia
la mia novità
ti ha collocato nell'istmo della pigrizia.
Quando il vostro volto teso e contratto
mi addita
sento che qualcosa mi vien tolto.
quando dai vostri circoli chiusi
io fuggo
e dei pensieri più stravolti mi faccio paladino
mi sento rinato in questo cosmo meschino.
Lo so che ai vostri occhi
appaio come naufrago di mare
come straccione affamato
che chiede un po' di pane.
Nella mia credulità
aspetto ancora il vento
che mi aliti all'albero maestro
e mi porti lontano
piuttosto che passare sui vostri avanzi
e crogiolarmi piano.
Vento che gonfi il mio cuore
fammi volare oltre i confini dell'amore
strappami da questa terra
piuttosto che farmi appassire nella loro serra

Oltre
Quel giorno strano
che io ricordo bene
il mio cuore si è fermato.
Lì al di sopra
sentivo quel silenzio .
Per ben tre volte l'ho amato.
In quel posto
il tempo si è fermato
cercato, ritrovato.
Poi quel corpo inanimato
ho riconquistato.
Leggero come l'aria.
In quella stanza l'ho provato.
Un bagliore
poi se n'è andato

Il tempo
Qual è il tempo
qual è il tempo per vivere
qual è il tempo per morire
qual è il tempo
qual è il tempo per amare
qual è il tempo per capire
Nel tempo ci perdiamo nel tempo ci ritroviamo
Tutto questo tempo che ci riempie e ci rende
così miseramente confusi
Bugie nel tempo che sembrano verità
la nostra considerazione del tempo è così limitata.
Nel tempo vorrei trovare le mie vere radici
per essere per sempre nel tempo
Senza più perdermi.

Donna
Non sei diversa
Soltanto tu
Così bella inebriante mi appari
Mirabile visione
Soltanto tu
Così perversa così sensuale
Nei tuoi giochi di essere
corpi perfetti sinuosi inebrianti.
Soltanto tu.

Essere
Se io fossi ciò che sarei
volerei.
Se io fossi ciò che sarei
capirei.
Se io fossi ciò che sarei
sarei

L'essere donna
Donna che riempi i miei pensieri.
Esseri sempre più affascinanti che ti
inebriano.
Continuando a imprigionarti nel desiderarle.
È cosi difficile per me negarle
Amore e indifferenza
mi attraggono e mi respingono
gratificate da uno sguardo
giocano col tuo cuore
continuando a voler essere sognate
a voler essere anelate
ogni donna che amerai sarà l'altra parte di te
che non conosci mai
Sarà tutto quello che puoi bramare
per poi cadere nell'oblio credendo
che possa anche finire
E tu lo rinnovi ogni volta che entri in lei
per morire dentro e rinascere poi di nuovo
in una cornucopia che ti rimanda esattamente all'inizio
confuso azzerato pronto per un nuovo gioco
Donna sarai sempre
la parte di me che non conosco mai

Una parte di noi
Come pulcino che esce dal guscio
continua da tanti anni nel suo trambusto.
Ecco riapparirmi la condizione strana
di essere già stato di sentirmi ancora
ciò che io sogno
completamente libero
volare in spazi aperti, in nuovi universi.
Ma poi per caso, quasi per gioco
mi ritrovo tra voi
in nuvole, orizzonti
a rinverdir speranze
rinfrescando memorie
tra morti e vite
perduto prigioniero
ricercando identità
che poi rinnego.

Vuoti
Vecchie case ammassate, strofinacci consunti
si vedono dalle inferiate.
Fioche luci, ricordano dell'infinito cammino
lontani punti.
Come ratti infognati, ci appaiono
i volti di sudore bagnati.
A fianco il bel giardino verde e rigoglioso
a testimoniare l'ignoto.
Per i curiosi il senso diventa ricerca,
tanti rimangono vuoti
nei cuori e nei volti
sperando di trovare tra loro un suono nuovo
che si elevi dal coro.
Menti bacate
si scorderanno fra le cose del tempo
la morte
che come falce ne farà scempio.

Mantenere
Conoscere il proprio destino
mantenerlo
oltre la tua amata vita.
Alla riva spersa tra scogliere
con suo maleodorante lezzo
tutto rimane inalterato
così appariscente,
e tu perseveri continuando a perderti
complice
in spirali interminabili
affascinato da corpi sempre più belli
sempre più perfetti.
coniugando alle parole sublimi sensazioni
fino a venderti l'anima

Conquiste
Pensieri di ieri
pensieri neri.
Correre in nuovi lidi
cercarsi, trovarsi, amarsi.
Nei pensieri miei cupi e mesti
si imbarcano marinai dai cuori scuri.
Così navigando in oceani
scoprimmo terre nuvole orizzonti
scegliendo di essere
ciò che cercammo d'avere.
Nel nostro stupido rincorrere
trovammo nuove terre
per seminare pensieri vecchi e continuare.
Non volammo sopra
non cercammo oltre.
perdendo ancora la voglia di essere
pensieri aperti.


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