Il camino
Compagno di mille pensieri.
Amico per solenni misantropi.
Assaggio di nuovo
la calda durezza del whisky.
La lingua struscia il ruvido palato.
Ancora infame è il tempo
che educa le rughe.
Di soppiatto scende la notte,
ad unire famiglie operose.
Mi perdo nelle fusa
della coperta di lana,
ritrovando la complicità
del ritorno di fiamma.
Felice di avere ricordi
e non odiosi rimorsi,
seguo l'inerziale movenza
che mi introduce al sonno;
nell'attimo in cui la fiamma,
teneramente s'apparta
nella mancanza d'ossigeno.
Falena
Semplice, inspiegabile, inscindibile.
Tra alba e tramonto, tra inizio e fine.
L'amore è un bruco che ritmicamente
si fa largo fra le consuetudini
e le rende istinti.
La metamorfosi è la via per
ingannare le divinità.
Trasformazione di una volontà ad esistere.
E come l'acqua, diventa molte cose.
Ma la sua essenza più intima è l'empatia.
La crisalide è vuota, la notte sostiene
il suo volo. Sulle sue ali è scritta
la storia di un'emozione destinata a perire.
La fine ed il tempo cercano un punto
d'incontro per obbedire al destino.
Eppure lei sa come volare lontano dal
comprensibile. Battiti frenetici, percezioni.
E' per questo che lei è...Falena.
La mia tribù
Lo steccato è enorme, come la loro
colpa. Hanno circondato la spontaneità.
I mandriani agitano i lacci del
condizionamento. La mia tribù si
rivolge agli spettri, per invocare
protezione.Ignari che essi adesso
si sono ingrassati. Rifocillati
dalla stupidità dei dotti. Non esiste
un assassino più letale di un governante,
travestito da sapiente. Sono l'ultimo
della mia tribù. Ho rotto le recinzioni
e fuggo lontano dalla noia. Governanti
e mandriani rinsaldano la falsa amicizia,
per riprendersi l'amore rubato dalla mia
follia. Non c'è spazio per le liste
autonome..e allora corro, come un mustang
impazzito, sulla reticente prateria.
Chi ostenta la bramata libertà, muore
da prigioniero. Domeranno il mio respiro;
ma non il mio spirito. Quando, infine,
anche la generale memoria mi volterà
le spalle..io rivivrò. Ma prima, chiederò
al Grande Cane..al nostro Grande Cane..
..il perché di tanta gratuita crudeltà.
Il giullare delinquente
Una strana aria è testimone del passaggio
di consegne. A braccia conserte e priva di
solidarietà, assiste impotente al viraggio
dei colori. Alveari di umanità, livellati
da rughe di bambini mal svezzati.
Il treno dell'esodo ha ripreso a viaggiare.
Il Sushi bar nasce con la nuova frontiera.
Un altro ideale deviato chiede di essere
trattato come un cliente privilegiato. La cappa
dell'occidente pone gli stessi interrogativi.
Quello che era per tutti, adesso è per pochi.
È il prezzo da pagare per avere l'occasione
di scrivere il proprio nome sulla pergamena della
competitività. Il giullare delinquente nasconde
il suo disappunto, fra le smorfie dei suoi sorrisi.
Si inchina di fronte alle tante maschere che lo
applaudono, elemosinando quello che un tempo
gli apparteneva. L'est sta scomparendo, fagocitato
dalla purulenta ostinazione dell'esondante ovest.
Unico punto cardinale in grado di concupire
anche l'arbitraria direzione del vento.
Una grande terra di nome occidente. Così
il referendum ha sentenziato ed il giullare
delinquente freddamente è stato giustiziato.
Restano però le sue movenze, rimangono di
lui le eteree essenze. Questo l'ovest non può
cambiare, nè tanto meno camuffare. Ci saranno
anche qui vestiti nuovi, cemento fresco ed alcool
per tutti.una lunga modulazione di valori
chiamati reati minori porterà il santo ovest
sull'altare dei più grandi e contesi falsi onori.
Il biancospino
Il patriarca vuole i suoi quadri appesi alle mie pareti.
Ma io ascolto, osservo ed aspetto.
Il parco dei sogni è invaso da illusi giardinieri che decidono le
sorti della libertà.
Il vento parla di battaglie da combattere e di cuori da uccidere.
E' tempo di cambiare le leggi.
I controllori sono ben nascosti e tramano nell' oscurità, pronti
a distruggere quello che i loro sensi non comprendono.
Vita da finto felice, è per chi pulisce i suoi occhiali e prenota
un posto per l'obitorio.
La lista è lunga.
Nel parco dei sogni, il biancospino resiste ai veleni ed ai
fuochi accesi dai dormienti.
Nessuna musica ne' poesie per la loro vacuità.
Il prato è pieno di disperati in cerca del potere, sogno ambito
per gli schiavi d'immagine.
Ignoranti e senza conoscenza, che annaspano come naufraghi, in un
mare di detriti.
Soggiogati da badesse che preparano pietanze con i loro stessi
cervelli.
Venerati da amici, tarlati da ipocrisia ed invidia che non
ammettono i loro fallimenti.
Nel parco dei sogni, il biancospino apre i suoi fiori solo ai
meritevoli, agli animi nobili ed ai ricchi di spirito.
Sono i cercatori.
Seguono l'umiltà della formica e l'astuzia del serpente per
sfuggire alla nullità.
Hanno danzato con i diversi, addolcito i mostri e placato i
tormenti dei senza -Dio.
Arrivano con la cacciata del levante e portano nuovi sogni da
trapiantare nel parco.
E' loro che io aspetto.
Ho voglia di cambiare le leggi.
Ho voglia di vedere il fiore del biancospino.
Per continuare a vivere.
Per continuare a ... sognare.
- Da Inquietudine, silloge di trenta poesie -
Solo
Una pianta può solo seguire le leggi della spontaneità.
La polvere può solo essere trasportata dal vento senza lacrime né gioie da
condividere.
Le correnti possono solo imporre ai mari moti perenni.
Solo impronte sulla sabbia da seguire.
Un bambino mai nato può solo immaginare come sarebbe stato.
Una possibilità non concessa può solo morire con il suo destino.
Una madre disperata chiede udienza alle stelle che possono solo non
rispondere.
Solo impronte sulla sabbia da vedere.
Una donna chiede amore ad una statua che può solo non ascoltare.
La pioggia benedetta è benvoluta solo dagli animi più sensibili.
La vera fine è amata solo da chi ha amato veramente il suo inizio.
Solo impronte sulla sabbia da coprire.
Solo sulla sabbia i segni di me.
E da solo, ad essa ritornerò. |