Un giorno al supermercato Sono una donna come tante che lavora, ha dei figli un marito e tanti problemi, che corre sempre contro il tempo. Ma permettetemi di dire che sono una persona che trova il tempo di parlare con le ragazze dell'est quando al lavoro mi portano il caffè, mi piace ascoltare le loro storie, di dare sfogo ai loro pensieri mentre leggo negli sguardi degli uomini un viscido desiderio solo di sesso nei loro confronti. Un giorno fuori al supermercato c'era un polacco che chiedeva l'elemosina e all'inizio ci siamo scambiati dei sorrisi, poi abbiamo cominciato a parlare. Dopo un po' di tempo il signore polacco di nome Igor è stato assunto dal proprietario del supermercato, per la consegna a domicilio della spesa, e così Igor veniva a casa per la spesa. D'estate abbiamo bevuto insieme qualche bibita, io abito ad un terzo piano senza ascensore e lui sudava tanto, d'inverno si beveva una tazza di thè caldo gli facevo riscaldare un po' le mani sul termosifone e poi andava via. Per un periodo di tempo io ho deciso di preferire i piccoli negozi anche perché in quel supermercato era diventato impossibile fare la spesa, troppo affollato. Un giorno mi recavo all'uscita della scuola di mia figlia, e sento una voce chiamare "Signora buuona". Era Igor sempre tutto sudato, mi rincorse e mi disse "Signora io non più vedere te al supermercato Tu stai bene?" Io gli risposi: ho cambiato Igor, troppo stressante al supermercato, sto bene grazie. Sapete? Io conosco i proprietari del supermercato, e nessuno si era accorto della mia assenza, evidentemente per loro ero un numero. Per Igor io ero una persona. Immagini di sopravvivenza Quante volte ci è capitato di ascoltare gli anziani, ma non abbiamo mai visto quello che loro hanno vissuto ai tempi della guerra e di quali espedienti hanno vissuto pur di sopravvivere ,premettendo che la guerra è guerra in qualunque parte del mondo scoppia, e che lascia i segni dell'orrore dello stesso colore, in un nero, in un bianco e la stessa voglia sovrumana di sopravvivere. Vi racconto una storia realmente accaduta nel periodo della seconda guerra mondiale vissuta da un uomo che oggi ha 68 anni e gode di ottima salute fisica e che ha ancora tanta voglia di dare . Ciro nasce a Napoli nel 1937 ultimo di 6 figli una bella famiglia ma non ricca, i tempi erano quelli del fascismo e quindi già un clima di miseria, di costrizioni e regole. Ciro mi racconta e io lo ascolto guardando i suoi capelli bianchi il suo tic quando parla , la sua voce è calda i suoi occhi son lucidi. La mia vita la ricordo a partire dagli otto anni quando al posto della sveglia di oggi ci svegliavano le bombe , e tutti a correre nei ricoveri, i palazzi che crollavano, la gente che moriva davanti ai miei occhi, ho visto i tedeschi ammazzare senza pietà 4 giovani marinai americani,avrei voluto fermarmi pregare, ma c'era il più grande del nostro gruppo di 4 bambini che mi tirava per portarmi in salvo. Ho visto un tedesco con le due gambe amputate ancora sanguinanti su un carrettino che avrebbe dovuto trasportare frutta. O tedesco o americano non aveva più importanza chi fosse il nemico, io nutrivo un senso di pietà comunque per me erano solo esseri umani. Avevo solo 8 anni ma pesavano su di me quei pochi anni, perché combattevo per vivere come uno di 20. Scorrono veloci le parole di Ciro e io attraverso il suo racconto vedo immagini crudeli che quel bambino ai nostri giorni sta ancora vivendo dopo 59 anni in un' altra parte del mondo ma con lo stesso orrore, la causa è diversa ma quale guerra è giusta? Io ero il più piccolo del gruppo ma facevo le stesse cose dei miei compagni. Non c'erano soldi, nè cibo, nè acqua, nè luce Dio sa come siamo sopravvissuti. Abbiamo fatto di tutto pur di mangiare e di sfamare le nostre famiglie. Dalle sette del mattino (salvo se non dovevamo scappare ai ricoveri) io che ero il più piccolo avevo il compito in casa di accendere i carboni, e soffiare fino alle 16 perché erano bagnati e non prendevano fuoco (il carbonaio li bagnava per renderli più pesanti e più costosi) per poi raccogliere se avesse piovuto nei giorni precedenti con secchi l' acqua piovana e metterla a bollire, per versarvi dentro un torso di cavolfiore e dividerlo in otto. I miei vestiti erano quelli rivoltati al contrario dopo essere stati indossati dagli altri 5. La notte dormivamo tutti nella stessa camera ma non eravamo solo 8, a farci compagnia cimici, pidocchi e scarafaggi. Col carrettino che ci eravamo procurati io e i miei 4 inseparabili amici andavamo per le strade alla ricerca di cibo, o qualsiasi cosa da barattare per mangiare. Non ricordo di aver mai giocato o meglio giocavamo come ora giocano con i soldatini i bambini, allora eravamo i protagonisti di quel gioco. Poi arrivarono gli americani che regalavano gomme, caramelle, sigarette e lì venne messa alla prova la nostra intelligenza per guadagnare qualcosa. Essi erano assetati di donne e noi sapevamo dove portarli, ricevendo in cambio qualche dollaro. A loro piaceva bere e noi raccoglievamo tutti i resti nelle bottiglie di birra, creando nuove bottiglie aggiungendo un po' d'acqua e quindi ricavando un maggior numero di bottiglie. Avevamo lavorato in una vetreria e quindi rompevamo alcune bottiglie per poi levigare i bordi e venderli come bicchieri. Per strada si raccoglievano le cicche di sigarette e si recuperava il tabacco che finiva in coppetti di carta e si rivendeva come tabacco nuovo. E poi le enormi file uno sull'altro per un pezzo di pane che si attaccava alle dita tanto era bruciacchiato. La notizia del saccheggio alla manifattura di tabacco fu un fulmine a ciel sereno 5 volte avanti e indietro col fiatone per prendere il tabacco e portarlo a casa sempre per rivenderlo e mangiare, mangiare(oggi facciamo le diete e lo buttiamo per non ingrassare). Si recuperava di tutto per rivenderlo e un giorno il più grande del gruppo si arrampicò per staccare un tubo dell'acqua, anche il ferro era richiesto ma precipitò davanti ai nostri occhi e morì. Amico caro da cui ho imparato come sopravvivere, anche tu vittima di questa inutile guerra. E oggi quando vedo l' isola dei famosi, o qualche reality show dove si mostra la bravura di chi resiste ma a che cosa? A 20 anni mi sentivo già vecchio dentro ma la ripresa economica arrivò per tutti e anche per me . Oggi ho una bella famiglia non sono ricco, possiedo il dono della salute, e sono contornato da persone figlie e nipoti che mi amano. Ma soprattutto non mi sento vecchio sono in pensione e so fare di tutto, aggiustare qualsiasi cosa lo devo alla guerra? Questa è la storia di Ciro un uomo che ce l'ha fatta rispetto ad altri e che ci ha raccontato non come e perché scoppia una guerra, ma come si vive dentro l' orrore di una guerra e dello sforzo di sopravvivere che è uguale alla bimba coreana che correva nuda per salvarsi, al bambino iracheno che viene educato al fanatismo perché non conosce la differenza, al bambino dell'Uganda vittima delle fazioni e in tutte le altri parti del pianeta dove si combatte e dove non c'è giustificazione quando si sacrificano vite umane. "Ciao Ciro domani avrei uno specchio da molare". "Domani sono da te e dopo che ho terminato il mio lavoro mangiamo insieme due salsicce con broccoli e due bicchieri di falanghina?" "Va bene Ciro sei a cena da noi in fondo ci vuole così poco per essere felici." Un' anima allo specchio Nella parte meridionale di Napoli che si contrappone alla Napoli "bene" quella del nord e quindi da una parte l ' opulenza dei benestanti e dall' altra la speranza degli esclusi come due città parallele che si guardano e non si sfiorano mai, che nasce Vanusia. Una ragazzina dalla pelle color cioccolato, figlia di una bella prostituta non per vocazione ma una scelta dettata dalla miseria e dalla fame dell' immediato dopoguerra quando si dice il fine giustifica i mezzi. I balconi della sua casa danno su di una stradina colma di sapori e di odori dove riecheggiano ancora le tracce degli antichi mestieri , ma il profumo della brezza marina che Vanusia inspira ogni mattina gli rimarrà sempre addosso. La bottega del fornaio con l ' odore del pane caldo, l' arrotino con lo spruzzo dell' acqua che affila le forbici,un odore di metallo nell' aria , la taverna del vinaio con le fontanine vicino alle botti , il carrettino del panino con la ricotta fresca e l ' odore della pizza fritta che si mangia e si paga dopo otto giorni "oggi a ott" . Una età felice e spensierata da vera scugnizza napoletana: ma di animo sensibile e dedita più agli altri che a sè stessa soprattutto la sera quando sull' uscio di casa c'è la fila dei clienti della madre e lei come una chioccia stringe a sè i suoi quattro fratelli proteggendoli dai sospiri provenienti dalla camera accanto. "Mamma perchè hai scelto questo mestiere?c' è sempre un ' alternativa nella vita" "Nella mia non c' era, piccola a quell' epoca, nessuno mi ha guidato eravamo troppi e tutti affamati, ho scelto la strada più facile e veloce eanche se faccio il mestiere più antico del mondo non ho mai commesso il più atroce dei delitti: "l' aborto". "Cos' è l' aborto mamma?" "Significa togliere la vita ad una creatura prima che venga al mondo e siccome per me la vita è sacra io vi ho messo al mondo comunque amandovi per quello che siete, mie creature e tra queste tu la più sensibile la più allegra, nobile, e buona arriverai in alto VANUSIA" "Dove" ? "Dove ti porterà il cuore" "Sarà difficile arrivarci?" "Dovrai combattere sempre c'è di più della vergogna di una madre che fa la prostituta" "Cosa troverò"? "Troverai l' ipocrisia mascherata dal perbenismo, l' inganno, i falsi pudori, e l' egoismo devi sopraffarli con coraggio e con l' arma della cultura puoi difenderti" L'essenza di quelle parole rimbombano con un' eco sempre nella mente di Vanusia che donna profonda pensando a sua madre che ha sempre combattuto contro i pregiudizi pur di difendere sempre e comunque i suoi figli. Nonostante gli insegnamenti della madre l' infanzia di Vanusia viene privata dell' amore di un padre, si accorge da subito cosa significa la presenza di una figura maschile in casa vuol dire "rispetto" una parola a lei negata, infatti gli scherni e le offese delle coetanee di scuola ne sono la conferma. Vanusia mostra comunque un carattere forte e grazie alla sua tenacia ed alla sua intelligenza riesce ad avere poche amiche di giochi ma buone e tra queste Gabri amica del cuore, occhioni azzurri e lentiggini sul viso. Sono così colorate insieme quando con le fascette sulle braccia bussano alle porte senza vergogna pur di raggiungere il fine della loro missione: riempire il cestino di soldi per darli ai poveri; poi con le corde che il Signor Di vieto regala loro, costruiscono da sole le altalene che hanno come sedile le ruote delle auto abbandonate, e quante volte hanno dondolato mano nella mano guardando il cielo che si avvicina e si allontana. Ma il suo gioco preferito segreto è quello di scivolare all' indietro a cavalcioni sulla ringhiera della scala a chiocciola del palazzo di fronte al suo, portandosi giù dal quinto piano al piano terra sfidando la morte ma provando un' emozione indescrivibile. Al terzo piano di questo palazzo vive la Signorina Mirna un' insegnante marchigiana con la sua casa piena di libri dove Vanusia si rifugia spesso, affascinata dalla sua cultura. Una bella donna alta, bionda, un corpo statuario ma dalle tendenze particolari; infatti divide l' appartamento con un' altra donna dai tratti piuttosto maschili, ma con Vanusia si instaura un forte legame affettivo a loro non importa le dicerie della gente tanto comunque sono sole date lesituazioni ambigue delle loro case. Insieme parlano di arte, di cultura, di poesia: a Mirna piace insegnare e Vanusia è l' allieva ideale: una fontana inesauribile di curiosità, affascinata dai racconti della storia della letteratura, dalle teorie filosofiche e qualche volta ci ridono sopra. Vanusia pensa alla sua scuola, alle sue insegnanti che non sono come Mirna, questa donna ha la capacità di spiegarti la storia senza farti annoiare trasformando la sua casa in un salotto letterario. Ma Vanusia le fa anche altri tipi di domande tipo: "Mirna come avviene un rapporto sessuale?" "E' la fusione di due corpi dettata da un gesto d'amore" "Mirna cos' è l' amore?" "E' un sentimento puro piccola che ti prende e ti avvolge in uno stato di benessere fisico e mentale, una gioia nell' essere amati e altrettanta gioia nel darsi nel modo più assoluto" Vanusia è come ipnotizzata e attinge quanto di più vero ci possa essere nelle parole di quella donna esperta di vita, istruita e quindi affidabile. Un momento importante per la formazione di Vanusia del passaggio dall'infanzia all' adolescenza, fondamentale aver trovato la persona giusta al momento giusto. Intanto le sue forme fisiche vanno ad arrotondarsi, i seni le dondolano sotto la maglietta, un corpo acerbo contornato da un sorriso che non tutti sanno regalare la mulattina che tutti guardano con ammirazione ma che nessuno vuole a casa sua, e insieme ai suoi anni cresce sempre di più la rabbia che alimenta la voglia di dimostrare quanto c' è di bello e di grande in lei al di là del colore della pelle e dei pregiudizi. Arrivano gli anni della scuola superiore i più belli dove grazie agli insegnamenti di Mirna riesce a prevalere con le sue conoscenze a priori delle materie è proprio vero che con l' arma della cultura si acquista una forma di rispetto. La cosa più bella che colpisce Vanusia di quegli anni è la strada che percorre per raggiungerla, il centro storico di napoli, via S. Biagio dei librai, S.Gregorio Armeno, un odore di storia nei vicoli stretti caratteristici, pieni di tradizioni, colorati d'estate e fumanti d'inverno dal profumo delle caldarroste. Un contrasto dolce dalle maestose chiese ai candidi bucati al vento come bandiere da un balcone all'altro,quante risate quando assiste all' estrazione del lotto e i numeri desiderati non escono scatenando commenti dialettali divertenti. Il periodo di natale poi per chi ha il culto del presepe è un tintinnìo di suoni, luci e colori tante bancarelle, che annunziano l'evento più bello dell'anno per la nascita di "Gesù" ma che porta anche ricchezza sulla tavola e sono tutti più buoni perchè è l' unico mese che entrano più soldi. In questi anni prova qualche simpatia per dei compagni, qualche bacio ma quel che le ha descritto Mirna non si è ancora avverato finché un giorno mentre si reca alle solite sedute di cultura il suo sguardo si incrocia con un paio di occhi verdi di un ragazzo mai visto prima nella sua zona, un fisico da vero maschio, un brivido le attraversa il corpo. "Mirna di fronte al tuo palazzo c' è un ragazzo nuovo che mi guarda in modo diverso dagli altri e mi piace il modo con cui lo fa" "Segui il tuo istinto Vanusia e non reprimere i tuoi desideri è il momento di muoverti da sola va e dai ascolto al tuo cuore" Ogni volta che Vanusia si reca da Mirna con una tattica tutta femminile fa in modo di attirare l'attenzione di questo ragazzo che ricambia volentieri le sue occhiate. "Come ti chiami?" "Vanusia" "Io Giovanni ma per te sono John" "Si perchè ogni volta che ti guardo penso alla scena di un film americano dove io e te siamo i protagonisti e quale meglio di Jhon?" Una risata scocca sulle loro labbra contemporaneamente. Vanusia non immagina che Jhonn ha spiato le sue mosse che conosce il suo gioco segreto e perfino di quando balla sul terrazzo del palazzo del giocosegreto. Infatti il giorno dopo come sempre Vanusia va sul terrazzo, Jhon la segue in punta di piedi, nel salire immagine quelle movenze sensuali che ballano per lui, è una corsa senza fiato, il respiro affannoso, la porta semichiusa lascia intravedere la figura di Vanusia, raccoglie tutto il suo coraggio mentre il fruscìo del vento spalanca la porta: si trovano l'uno di fronte all'altro non c' è bisogno di parole, come due calamite si avvicinano sempre di più per raccogliersi in un abbraccio travolgente e appassionato. "Jhon io avverto una strana sensazione" "Anch' io cioccolatino mio ti ho desiserata dal momento in cui hai messo gli occhi tuoi nei miei" Nel ripostiglio del terrazzo i loro incontri fino a fondersi un giorno in un solo corpo, lì senza uno spiraglio di luce: come musica i loro sospiri d'amore, i corpi sudati, bagnati non conoscono letto, l' amplesso avviene sempre in piedi per fermarsi e per poi ricominciare con la stessa intensità, travolti dalle fiamme della passione, si cercano, si desiderano, insaziabili d' amore. Hanno la sicurezza di rivedersi sempre ma la consapevolezza che quella storia non avrebbe avuto futuro. L' impeto della passione in Vanusia si trasforma in amore un amore assoluto; di cui solo le donne sanno essere capaci, a costo di rimanere nell'ombra e consumare nel silenzio la sofferenza della propria dedizione all' uomo amato. Per Jhon Vanusia è una donna travolgente che nell'amore utilizza tutti e cinque i sensi elemento che differenzia la sessualità nuda e cruda da quella fatta di sensazioni e armonia in sintonia perfetta. Ma Jhon deve fare i conti con il moralismo dei genitori, non si tratta solo del colore della pelle Vanusia è la figlia di una prostituta e la società non perdona chi ha sbagliato anche se per una giusta causa e convincono Jhon a porre fine a questa storia. Jhon finge di accettare e continua a vedere la sua dolce e sentimentale Vanusia. "Dobbiamo stare attenti i miei non devono sapere" "Ma perchè cosa ho io che non va? io non faccio quello che fa mia madre" "Tu sei vera, spontanea, leale, dolce puoi suscitare solo invidia, ma ci renderanno la vita un inferno, non ci daranno tregua " "Non importa io ti amo e sono pronta a lottare per vivere accanto a te " "Se scelgo te devo rinunciare per sempre all' amore della mia famiglia, al mio lavoro, ma se rinuncio a te, perderò una parte di me" "Allora fuggiamo via lontano cominciamo una nuova vita " "Una notte mentre la città dorme scappano via e trovano rifugio in un convento nella parte nord di Napoli, accolti da una monaca conosciuta a casa di Mirna, la quale offre loro ospitalità per un breve periodo di tempo, per pensare al loro futuro e prendere una decisione. Qui vivono i momenti più belli della loro struggente e appassionata storia d' amore, saranno i ricordi a cui lei ricorrerà in futuro per trovare la forza di andare avanti. "Stai dormendo e sto ascoltando il tuo respiro nel silenzio senza accendere l'aurora" I capelli neri, lunghi e due riccioli che le coprono le spalle, un' immagine candida con il contrasto della sua pelle e le bianche lenzuola. "E' dolce risvegliarsi e trovarti accanto a me: Buongiorno amore mio" "Non ci sarà mai il sole nella nostra vita Vanusia" "Sarai tu il mio sole e io resterò in eterno a riscaldarmi" Sostenuti dalla forza del loro amore decidono di tornare dalle rispettive famiglie per sposarsi e formare una famiglia. Nella strada del ritorno camminavano mano nella mano finalmente alla luce del sole, e nella mente di Vanusia scorrevano le immagini di un futuro meraviglioso, un uomo che l' ama, un nido d'amore e tanti bambini: una famiglia degna di rispetto e soprattutto un padre per i suoi figli, tutto ciò che a lei era mancato. Quando ad un tratto sentono la terra tremare sotto i piedi, la gente lascia le auto e fugge sembra impazzita, i palazzi si svuotano; tutti si riversano nelle strade, si fermano sgomenti cercando di capire cosa stesse accadendo. "signurì fuite o' terremoto" Una corsa senza fiato per raggiungere i propri cari assicurarsi che stiano bene il loro amore in quel momento passa in secondo ordine. In quel preciso istante, le loro mani si lasciano lentamente, uno sguardo veloce e poi via ognuno ad abbracciare i familiari basta una calamità naturale a dividere un amore? Oppure le fondamenta di questo amore sono così deboli come quelle dei loro fabbricati? Abbandonano le proprie abitazioni pericolanti: John e la sua famiglia trovano accoglienza presso dei parenti nella zona di Varcaturo lontano dalla città, Vanusia con sua madre e i suoi fratelli trovano rifugio nei containers nel porto al freddo tutti a dormire insieme a gente sconosciuta a riscaldarsi con il fuoco con la tristezza nel cuore per aver dovuto abbandonare le case, le proprie cose, i loro letti e senza sapere quando fosse tornata la normalità. Normalità una parola banale, ma in certi momenti Dio solo sa quanto la desideri cose quotidiane che fai per abitudine e che poi ti rendi conto che sono gesti a cui non hai dato il giusto valore. Passano lunghi giorni e lunghe notti senza potersi lavare,mangiando i pasti forniti dal comune, un piccolo televisore che mostra le immagini di tutte le vittime di quel sisma con l'epicentro in Irpinia, Vanusia assiste a quella distruzione che in un attimo ha raso al suolo case, uffici, quanta fatica per costruire e un secondo per cancellare tutto, ogni traccia, i ricordi delle persone sotto le macerie. Si rende conto di quanto sia stata fortunata nonostante le precarie condizioni, ad essere viva e anche il suo John non importa dove sia purchè sia salvo. Decide di andare volontaria nelle zone più colpite dal terremoto per aiutare la gente disperata che ha visto in televisione ,una forza sovraumana che la spinge in quei luoghi soprattutto quando viene a conoscenza che gli sciacalli stanno approfittando della tragica situazione, per rubare di tutto. Come l' essere umano può diventare così cinico? Vanusia giunge in Irpinia con l' approvazione di sua madre che dopo questo tragico evento rinunciò al suo triste lavoro per sempre . Com' è vero che a volte un gesto così nobile di una figlia possa cambiare una madre ,ai figli si trasmettono i valori,si insegna la buona educazione ma ad un certo punto della vita sono loro ad insegnarci qualcosa ad indirizzarci la via giusta. Un immane tragedia vista così da vicino, ma Vanusia con John nel cuore e la forza dei suoi giovani anni scava nelle macerie assiste malati negli ospedali, protegge i bambini rimasti orfani dando conforto soprattutto agli anziani poichè si accorge che le vittime più deboli sono loro, perchè non hanno la forza fisica per ricominciare,infatti ascolta i loro racconti. Hanno già affrontato i disagi della seconda guerra mondiale e qualcuno anche della prima, non vedono futuro tanto la loro vita volge al termine che senso ha lottare ancora? Non sempre trova le parole giuste ma comunque regala loro un sorriso , gli stringe una mano, gli fa una carezza per non farli sentire abbandonati a sè stessi. Questi mesi trascorsi lì sono una grande lezione di vita per Vanusia :ha dato tanto ma ha ricevuto nella stessa misura ;dolore, sofferenza, disperazione che ti danno la maturità di capire quanto sia futile tutto il resto. Torna la normalità a Napoli nonostante la paura delle continue scosse e torna anche Vanusia che apprende con gioia della decisione di sua madre circa il suo lavoro. Chissà se John è al corrente di questi eventi, ora potrà amarla. Nei giorni seguenti la famiglia di John fà ritorno ma insieme a lui una esile donna con i capelli corti e dal volto anonimo. Vanusia comprende che è la sua fidanzata come ha potuto dimenticarla? Vigliacco senza aver il coraggio di parlare con lei,in quell'istante un malore Vanusia perde conoscenza viene trasportata in ospedale dove al risveglio viene informata di aspettare un bambino. Per un momento guarda fuori la finestra pensando sempre e comunque di essere fortunata : che buffo il destino mentre le toglie l' uomo che ama riesce a strappargli il frutto di quell'amore. L' amore di un figlio ,l 'unica ancora di salvezza per cui vale la pena di andare avanti dare a lui una degna vita di rispetto ma come senza un padre? Decide di mettere al mondo il suo bambino anche senza l' amore di John non avrebbe voluto che lui l' avesse sposata solo per la sua esistenza ce l 'avrebbe fatta anche da sola come sua madre purtroppo ma gli avrebbe dato tanto amore e una vita dignitosa lo giurò a sè stessa. Durante i mesi della gravidanza si alternano momenti di gioia e di disperazione ma trova un modo di come scaricare la sua rabbia il conforto letterario, inizia a scrivere anche per alcune testate giornalistiche per dare voce ai più deboli, agli emarginati e scopre questa sua grande capacità di arrivare nel profondo di chiunque riuscendo a fargli ritrovare la stima in sè stessi. Ed è proprio qui in queste redazioni che un pò per il suo stato e vuoi per i valori in cui crede nello scrivere che un collega si innamora di lei, è un uomo timido, introverso ma la postura le suggerisce estrema sicurezza. Finalmente un pò di serenità nella sua vita, un uomo che l'apprezza per quella donna che è nera e vera ma leale e sincera. Francesco accetta anche di amare suo figlio e le fa conoscere un mondo diverso di gente colta e senza pregiudizi dove conta quello che vali veramente e Vanusia si dimostra all' altezza della situazione con il sostegno del suo uomo scrive dei racconti che hanno un riscontro positivo nella critica. Tanto da farle vincere un concorso letterario prestigioso e alla premiazione arriva al primo posto,una felicità inaspettata dopo tanta sofferenza, dedicando questo premio a sua madre: "Mamma questa mia vittoria è anche la tua vittoria" La madre si nasconde dietro le lacrime, ma Vanesia la invita ad abbracciarla dicendole: "Eri tu che un giorno mi dicesti che sono altre le cose di cui vergognarsi" perché nonostante hai svolto quel lavoro io ti ho riscattata perché mi hai insegnato ad amare ed io sono il tuo premio." |