Poesie di Simona Guarino


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche

 
Tu, l’immenso
Dolcemente mia,
in questo empireo eterno.
Vivono gli attimi
aspettando che tu,
li possa carpire.
Speranze fugaci,
nascondono
stille di rugiada,
in un nascente di emozioni.
Un tenero abbraccio
persuade la gioia,
la inebria e la infonde
dentro eteree note.
Uno sguardo
mi scorge
e capisco che c’è vita.
Un sospiro
mi anela
e scopro l’impossibile.
Il nulla
mi attorniava,
immerso
nelle sinuosità
delle mie inquietudini.
Non credevo nella sorte,
e negli impercettibili inizi…
Illusorie realtà,
scandivano
i miei giorni.
Le mani protese,
afferravano silenzi e,
inermi braccia,
stringevamo assenze.
All’improvviso,
Amore.
Una voce,
un sussulto,
un bagliore…
Tu, l’immenso.

Mutano gli animi
Ho trascorso inverni,
accanto al respiro
del tuo incessante esistere.
Ho colto limiti,
senza impedire
all’ineluttabilità,
di giacere ancora.
Attraversano risolute,
le tue braccia,
questo inerme corpo.
Lo sospingono
in aliti di vita,
lo sorreggono
sopra i rimorsi.
Anela all’infinito
questo tuo ritorno
e adombra titubante,
quel suo passo lieve.
Non avverto
la tua voce,
e non scorgo realtà.
Ma silenziosa e tenace,
è la tua presenza.
Onde che si infrangono
contro tersi desideri,
impotenti,
sopra solitarie umanità.
E poi,
di nuovo,
mutano gli animi.

A te papà
Sopita
diviene la notte,
nell’assenza
che ti ricorda.
Mani tese,
che uniscono il vuoto
al mesto mio dolore.
Riflette,
la tenue luce
all’alba del tuo apparire.
Eppure tu,
non ci sei.


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche