Poesie di Rosanna Guaitoli


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Effluvio
Ho indossato il nostro profumo stanotte,
resta una scia incandescente
che illumina i battiti del mio cuore.
Mi sembra di averti vicino
con il mio corpo pregno del nostro aroma.
Ricordo ancora l’odore della tua pelle
e la fragranza del battito delle tue ali.
Ti ho lasciato volare via,
mentre tarpavo le mie di ali…
Non resta che inalare il nostro effluvio
che si discioglie nel vento
e diventa,forse, il sapore di una stella
consumata dagli angeli

Er sogno
Noi nun è che semo gente de grandi pretese,
volemo solo avecce un tetto sopra la testa
e mentre il lavoro va e il debito resta
c’avemo da pagà tante de quelle spese!

C’accontentamo de un bagno un letto e ‘na cucina,
che poi potemo riempì de’ tanto amore
e se ‘sto modo de pensà ce rende onore
lo stipendio del mese ce basta pe’ la prima quindicina.

Noi famo tanto p’avé du’ cori e ‘na capanna,
‘na casa dove cresce la famiglia,
ma si er posto fisso uno nun lo piglia,
nun resta che sognà de giorno, nun solo quanno stamo a nanna!

Ce la costruiremo mattone su mattone
e faremo progetti in mezzo a li calcinacci,
andremo pure si vestiti co’ li stracci
e che sta volontà ce sia di sprone

E quanno ce vedremo concede er mutuo agevolato,
faremo i sacrifici col soriso,
perché ‘sto sogno de speranza intriso
finalmente l’avremo realizzato.

Sospeso
C’è sempre un sole che resta aggrovigliato nel cemento
Il raggio come un cappio incandescente,
smorza il pulpito di vita.
Fremente t’affacci sull’orizzonte
spiando l’estasi di uomini abbrutiti.
Scrivi di loro,
commenti le loro gesta
ataviche, indimenticabili,memorabili.
Ma tu chi sei?
Lascia vibrare la tua essenza
al di sopra del cielo.
Datti un nome,un volto,
una consuetudine che ti renda nostalgico.
Liberati dalla noia,
liberati dal peso della tua leggerezza,
liberati dalla libertà che credi di avere,
dalla prigione da cui ti senti evaso.
Mattone su mattone,
costruisci la tua nuvola.

Cercando il cacciatore di aquiloni
Figli del deserto,
Avvizziti dal vento.
Là, dove il sole non illumina,
Ma inaridisce.
Non esiste acqua,
Ma solo lacrime da bere.
Le pietre non si levigano,
Ma uccidono.
Vestiti d’ebano e rimpianti,
Si aggirano i sopravvissuti.
Ciechi lamenti,
Fiabe fraudolente
Narrate da barbe troppo nere.
I giochi sono proibiti,
I sorrisi sono proibiti,
Guardare negli occhi è proibito.
E’lecito soltanto scordare il volto di chi si ama.
Vado cercando l’eburneo tuo volto,
dagli occhi come fessure luccicanti.
L’azzurra mano che mira al cielo.
Scivola lento l’arcobaleno tra le tue dita,
Tra i chiaroscuri della tua anima bambina.
Ti cerco tra tempeste di sabbia che coprono il cielo.
Ti scorgo tra le pagine di un libro.
Ti trovo aggrappato ad un filo che vola alto.
Scavalca nuvole e montagne.
Vibra col soffio delle foglie che cadono in autunno.
Vince una gara tra ragazzini,
L’ultimo gioco prima di morire.
Ti raggiungo tra mille applausi
Che coprono il rumore della fine.
Stringo la tua mano insanguinata
Che ancora fa volare un aquilone.


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