Sei diventato uomo - mamma non lo faccio più!?- imploravi quando in castigo ti mettevo col visetto rivolto verso il muro in un angolo di casa. E io m'intenerivo e t'abbracciavo stretto stretto. Sei stato un bimbo spericolato, impavido, avventato ma affettuoso e dolce sempre. L'adolescenza ti ha donato quel giusto commistìo di arroganza e ribellione e ora, che sei alto e mi sovrasti e pieno di forza sei, uomo, come novello Achille di coraggio e giovinezza armato. io ti amo come allora, quando in castigo ti mettevo e ti chiedo scusa se non ho capito il tuo ardore nello sciogliere catene familiari affettuose, sì, ma delle quali tu bisogno più non hai. Cambiar pelle Lasciata per terra la vecchia veste dopo tanti contorcimenti la serpe si cambia d'abito per sette volte durante la sua vita conservando denti aguzzi sangue gelido e spire, o lingua biforcuta se vipera lo è. Quante volte ho cambiato pelle in vita mia? La prima per disperarmi la seconda per difendermi la terza per combattere la quarta per odiare la quinta per soffrire la sesta per dimenticare la settima per perdonare. Mai ho iniettato nelle carni altrui stille di veleno ma un dubbio mi tormenta: non ho più abiti, sette ne ho consumati, girerò nuda per il mondo vestita solo della mia anima. Danzando un valzer lento Siamo uomini senza ombre cavalieri senza destrieri fanciulli senza sogni pavoni senza piume. Danziamo questo valzer come fosse di Satie. Siamo madri senza sorrisi cani senza collare ballerini senza piedi sognatori ciechi. Danziamo, siamo viaggiatori senza meta, corridori senza gambe pittori senza sguardi cantori senza voce. Danziamo, come fosse di Satie, il valzer lento della vita, uditori senza orecchie vecchi senza speranza, soldati senza fucili animali senza pascolo. Danziamo questo valzer di Satie da un pianoforte senza coda da un musicista senza mani da un pentagramma senza note. Danziamo la sarabanda della vita in un valzer lento come fosse di Satie. Uccidere sogni Mi avrebbe fatto meno male un colpo sparato in pieno petto di certe tue parole che scordate hai. Io sempre invece le ricordo e ti assicuro che non servono pistole per ammazzare sogni. | Amo la pioggia Amo la pioggia quieta che sento tintinnare sul balcone quando, sotto le coperte, mi sveglio e pigramente, apro un occhio solo. Assaporo il tepore e mi raggomitolo, nel fluttuare del tempo che non ha spazio, succhiando il calore di chi mi sta accanto, come tenera piccola gatta riscaldata da colui che m?ama. Adoro la pioggia impetuosa e tuoni e lampi accecanti, splendido pretesto per cercare un nido tra le sue amorose braccia.3 dicembre 1984 Isogenato di metile, acido cianitrico, ammina monometlica e altri gas mortali uscirono quella sera dalla Union Carbide. Ma la sirena tacque e il gas, speditamente, avanzò casa per casa. Sui portoni delle soglie, a Bhopal, non c'era il segno rosso e l'angelo della morte entrò tranquillamente. Arraffò uomini, donne, bambini. La sirena della fabbrica non suonò e nessuno disse ai medici cosa curare mentre si compiva la carneficina. Un morto indù vale, soldo più, soldo meno, 500 dollari USA. Neppure nella morte sono eguali gli uomini. Per quelli di Ground Zero abbiamo commemorazione e pianti, per quelli di Bophal nemmeno un rimpianto. Languidamente Mi stendo mollemente al sole, pigra, in questa giornata calda. Amo questo calore e il frinire delle cicale mentre languidamente giaccio assaporo ricordi e voci mani e bocche che mi mancano ma che ancora avrò e sarò preda di passione infinita. |