Poesie di Marina Giuliani


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Braccia della notte
Strappami dalle braccia della notte
che mi tiene a sé avvinta forte;
strappami dal cupo cielo di cristallo
che gela le tenere gemme di rosa corallo.
E se soffrire dovrò
e se morire dovrò,
voglio i bagliori di una stella cadente
che rapida e guizzante precipiti lucente
in una notte estiva
in una notte di sogno
nell'immenso padre del mondo
che plachi per sempre la sua sete di amore profondo.

Linguaggio muto
Linguaggio muto ed inconsistente
che tutto copri ed includi
ti esprimi in cellule isolate
dove chi non è partecipe
non può penetrare.
Come un mollusco
nella sua dura conchiglia marina,
sbattuta sugli scogli
resiste agli assalti
ed agli urti ripetuti della furia
delle onde;
eppure è in me
frasi smorzate ed insignificanti,
pezzi di coscienza rarefatta.
E' mai possibile svilupparsi
su di un'illusione
allorquando potremmo ascoltare
l'immenso e molteplice
orchestrarsi dal senso sublime ed eterno!

Il naufrago
Sul mare sperduto il naufrago
invano
cerca un appiglio
Ma è solo, solo deve lottare
se non vuol soccombere,
nuota, ma è stanco:
non deve arrendersi,
come, invece, sarebbe dolce
abbandonarsi,
dimenticare per sempre,
sperdersi nel grande mare del nulla
ed essere felice ed ignaro
come gabbiano libero.
Il mare ti culla, ti chiama
come madre ti invita
ma tu non puoi
o forse ti spaventa
questo calmo stare,
e continui, continui
affannosamente a nuotare!

Il silenzio
Il silenzio è musica dei pensieri,
è arpa che il tempo fa risuonare
lenta,
nella tua mente;
è impercettibile eco di vita,
del dolore di fondo dell'esistere.
E' tracciato in noi dal divino principio:
è muto e sonoro
pausa e fermento
preparazione e mistico lancio
è tutto nel nulla.
è sublime nel baratro.

Odo la tua voce “Mare”
simile ad un’eco profonda,
ad un brusio di vita,
ad un canto sommesso.
Con te vive e palpita
l’anima mia
che mai trova requie,
che mai stanca smette.
Le acque mobili,
le fibre del mio essere
sono della stessa natura,
hanno la stessa essenza:
il movimento, la fluidità della vita
sotterranea ed intensa,
non è concessa loro la piatta calma
della solida terra.


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