Poesie di Diletta Giaquinto


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Diletta Giaquinto: sono io; nata il 16 agosto del 1995.
Sicuramente per molti di voi sono semplicemente una sconosciuta, forse solo un nome. Perciò voglio illuminarvi riguardo alla mia più grande passione.
Fin da quanto mi è stato insegnato a scrivere ho interpretato la scrittura come qualcosa di magico, qualcosa in grado di tramutare i pensieri da astratti quali sono a concreti.
Purtroppo la parola possiede il difetto di volar via, la scrittura serve proprio a trattenerla, a non farla fuggire.  A non farla andar via.
E con questo ben in mente io scrivevo emozionata da vedere quella trasformazione, felice di vedere la nascita delle mie idee, sicura che non si sarebbero perse come una goccia d’acqua sulla neve.
Questo è un bellissimo sito di poesie, formato da poeti che senz’altro hanno più esperienza di me in questo campo e lettori di poesie; per questo voglio parlarvi del mio viaggio attraverso tale arte. Un viaggio non concluso.
Più di due anni fa quasi per gioco, mi venne chiesto di scrivere una poesia. Lo feci e come d’incanto la mia vita cambiò.
Continuai a scrivere e mi inoltrai in quell’enorme armonia che esiste nella rima di una poesia, benché minima e semplice essa sia.
Parlare della poesia solo sotto l’aspetto della rima sarebbe da parte mia troppo riduttivo.
La rima infatti non è altro che la chiave, ma è la poesia la vera stanza.
La chiave serve ad aprire più facilmente la porta; la stanza ti fa scoprire un nuovo ambiente, una nuova realtà.
In sostanza la rima è apprezzata. Il contenuto della poesia: è quello che interessa al lettore.
Come nasce la poesia? Non spetta a me spiegare la nascita di una così soave arte. Non potrei nemmeno esprimere il mio pensiero.
Piuttosto potrei, e ne sarei ben lieta, spiegarvi l’origine delle mie poesie.
Nella poesia, come in tutto ciò che scrivo, seguo una regola fondamentale: scrivo quel che mi detta il cuore accompagnato dalla mente.
Riconosco che alcune delle mie poesie affrontano temi abbastanza forti data la mia età; ma in fondo cos’è l’età se non un numero. Non si è troppo giovani e non si è mai troppo anziani. La poesia stessa non ha età.
La maggior parte delle mie poesie nascono da riflessioni personali.
Sono convinta, infatti, che la poesia per quanto possa essere incisiva non può cambiare il mondo, non più ormai; ma può farlo riflettere. 
Se pensassimo prima di agire la nostra vita sarebbe diversa. Non dovremmo però pensare all’azione, ma agli effetti che essa avrà.
Mi auguro che le mie poesie possano aiutare.
In conclusione, visto che è la fine e che non vorrei annoiarvi più di quanto ho già fatto, desidero ringraziarvi miei cari lettori, perché è grazie a voi che la scrittura esiste.
Senza un lettore la parola “scrittore” ci sarebbe sconosciuta.  Senza di voi questo mondo non esisterebbe.
Diletta Giaquinto


 

Quando
un bambino
diventa adulto
nulla ricorda
di ciò che
un tempo
era stato.

L'età dell'immagine
e della sua fotocamera
nuova come un diamante
luccicante che acceca
gli occhi fieri e spaventati
dal suo flash.
L'età dell'immagine
e delle sue belle foto
guardate da occhi troppo
stanchi di vederle.

Rosso
Pensavo a te
come al rosso.
Ho riaperto gli occhi.
Nero.

I walk on a fragile line
I think this is a dream,
But my eyes are open:
I am alone in the snow,
I don't know where to go.
I am looking for you,
but you aren't here.
I am alone in the darkness.
You disappeared like a candle light.
You were my hope.
Now I have lost all hopes.
When I think about you,
about the day you left me alone.
When I remember you,
When I travel in my memories.
I laugh. I cry.
I miss you, but you can't come back to me.
I will never see you again.
And, when I think about this,
I walk on a fragile line.

Al tramonto del sole
sorge la luna
il buio cala sul mondo
la flebile luce illumina
i tetti delle case della città
oscurandone le finestre.

Allora
Quando il sole guardavo
quando le nubi non notavo
quando le stelle amavo
il cuore era senza dolore.

Con le lacrime
Sto scrivendo con la penna della speranza
parole dal colore dell'illusione.
Sto scrivendo con la penna dell'amore
parole piene di triste delusione.
Sto scrivendo con la penna del sorriso
ma nessuna gioia sul mio viso.
Sto scrivendo con la penna del pianto
e le lacrime dei miei occhi le scendono accanto.

Dentro gli occhi di un passante
ho guardato e visto una vita
senza gioia e felicità.
Piena di delusione e dolore.
Erano gli occhi di una persona.
Erano gli occhi di uno sconosciuto.
Erano i suoi occhi.
Gli occhi di una vita come tante.

Due anni
Ho riaperto quel vecchio quaderno
Strani scritti vi ho trovato
stani segni di tempo passato
All'interno di un quaderno.
Parole acerbe e immature
ordite e tramate sul telaio
come formiche nel formicaio
con forti evidenti tessiture.
Nessun nome trovai nel quaderno
solo fiumi di tristi parole
con cascate di delusione.
Nessuno scrittore, solo dolore
e una vecchia calligrafia.
Scavai nella mente e nel cuore.
Quella vecchia poesia era la mia.

Eclissi
Vederti soffrire,
vedere il tuo cuore perire,
vedere il tuo sguardo perso
verso un orizzonte spento.
La vita come una candela.
Un triste raggio di sole
ora tu sei.
I ricordi come rimpianti.
I sorrisi falsi amici.
Lividi coperti dal trucco
della finzione.
Lacrime del cuore nascoste
come il sole e la luna
durante l'eclissi.

Falena
Una notte.
Una luce.
Una falena.
La morte.

Granello di sabbia
Come sabbia nel deserto
un granello come un altro
sul suolo si posa.
Come vento su di esso
lontano smarrito e solo
ora unico è nelle rocce.
Come fango e neve.
Coperto nascosto e
dimenticato ormai dal sole.

Inchiostro
Scrivo parole
su un sole di carta.
Scrivo parole
con nubi di inchiostro.

L'uomo cieco
Colui che blocca il suo sguardo.
L'uomo cieco
colui che non vede oltre.
L'uomo è cieco
quando vede ciò che vuol vedere.

Nei suoi versi
Ho preso un vecchio quaderno
senza più pagine bianche.
Ho preso una vecchia penna
senza più inchiostro,
e vi ho scritto una poesia.
Nei suoi versi la nostalgia.

Nella stanza
Polvere sotto il letto
e un libro mai letto.
Scheletri dormono nell'armadio
e parole vuote da una rotta radio.

Nero su bianco
Resta come una cicatrice sul volto,
come un'indelebile ricordo di uno stolto.
Via non può più andare è incatenata
col nero di una vecchia penna dimenticata.

No!
Mi arrampico sui vetri,
cercando scuse ingiuste
colpe che più non esistono
per non voler pronunciar parola
togliendo la speranza.

Non so
Le ragioni per cui uccidere,
perché muoio ma mi fingo viva,
perché troppo tardi il mondo si pentiva.
È una poesia che non so scrivere.

Nulla
Nella notte dove il sogno non esiste.
Nella notte dove tutto diventa nero .
Nella notte dove nessun rumore affiora.
È in quelle notti che tocchi la morte.

Ostacoli
Difficile mossa superare
gli ostacoli evidenti e reali,
ma il cuore e la mente non leali
mai riescono a superare
quelli che in passato sono
riusciti a creare.

Perduto
Un fiammifero guardavo
Nella notte tetra e nera .
Il fiammifero osservavo
Nella notte di sé fiera.

Il fiammifero vedevo
Consumarsi nella notte.
Il fiammifero perdevo
Come fosse lei la morte.

Si perdeva la sua fiamma
Nella sabbia della stanza.

E quel buio della notte
Inghiottiva la speranza
Inghiottiva quella stanza
Per volere della sorte.

Non esiste più la fiamma,
Del fiammifero la forma.
Ho perduto ciò che ero
Ne rimane solo il dramma.

Senza sosta
Come un treno
che il tragitto attraversa senza sosta
tra tempeste e turbinii di tempo
malvagio e turbinii di vento
tremendo soffiando e strillando
ai finestrini come il tormento
di un tumulto di antiche voci
tentando di trovare protezione
alla tempesta di solitudine triste
nella mente tormentata.

Vuotezza
Discorsi vuoti
da bocche senza denti.
Argomenti vuoti
da uomini senza ragione.
Son ascoltati da orecchi
troppo stanchi
che hanno ormai perso
la voglia di ascoltare.

Son sola io
dentro mondo perso.
Io ci sto dentro
ma non è il mio.
Dentro una stanza
senza più speranza.
Nessuna compagnia,
nessuna persona amica
e nessuna persona nemica.
Non posso andar via.
I luoghi sono vuoti,
tutto è come il deserto
e vuoto il mio cuore sento.
Tutto era è bianco,
via il colore è andato,
si è dissolto e sfumato fino al bianco
in questo mondo ormai stanco.
Sola son io
e sola sarò fino al mio addio.

Come la foglia morta
che sul prato dorme.
Sogna il tempo
e il vento tremendo.
Piange
alle porte della neve
sapendo di non poter più
ridere alle porte del sole.

Monotono
Un suono monotono
un suono a un tono
un unico tono come il tuono
come un vecchio strumento sonoro
con un tasto solo.
E tetri i suoi suoni sono.
E cupo il suo frastuono.

I volti dell'amore
Come la nebbia mi offuscherai,
come il vento te ne andrai,
come la pioggia il mio viso bagnerai,
come il sole ritornerai.
Come la tempesta mi travolgerai,
come la neve tutto seppellirai,
come grandine sui vetri griderai
e come brina con dolcezza sulla mia pelle ti poserai.

Indignazione per il mio cuore
Indignazione verso il mio cuore,
sempre pronto ad amare,
sempre pronto a donare,
ripagato solo con monete di dolore.
Anche se in lui nevica,
sorrisi e apprensione agli altri dedica.
Non si accorge di fallire
quando è pronto per gli altri a soffrire.
Non mi accorgo di aver un cuore malato,
non mi accorgo di aver un cuore affranto.
Vorrebbe morire ma mai pensato.
È pronto a piangere pur di starti accanto.
Un cuore innocente con mille ferite.
Un cuore che ha perso mille partite.
Come una spugna il mio cuore,
ben inzuppato e impregnato di dolore.
Solcato da innumerevoli rimpianti.
Perderlo volevo.
Eppur a me appartiene.
Come all'uomo appartiene il pensiero.
Come la notte agli amanti.

Le cose migliori
Le cose che spariscono
che si dissolvono
come neve si sciolgono
dal solito coro fuori
le cose migliori
troppo veloci per afferrarle
troppo lontane per toccarle
come un fiume passa il tempo
e ora lontane le sento
dei trascorsi momenti mi pento
beato chi ancora le possiede
e altro tempo non chiede
son davanti ai tuoi occhi
eppur tu non le tocchi.

Magazzino di sorrisi
Alto nel cielo il sole,
nessuna nube offusca il cuore.
Solo i suoi raggi e il loro calore
dona colore alle parole,
che più non diffondono tetro rumore.
Guarda il sole e sorridi mi caro lettore.
Non pensare alla vita
come a un dolore
pensa al suo più bello umore
che a donarti è riuscita.
Sii felice della tua vita
godi i sentimenti più vivi e folli
prima che essa sia finita
e che la fortezza crolli.
Sotto le macerie luce non avrai,
ma i momenti felici come candele
ti guideranno. Mai ti perderai.
Mai muteranno in rigide catene.
Mai indirizzeranno il tuo cuore
Verso il rancore.
Di te non si blefferanno.
Sarai solo tu a dar alla notte il color blu.
Mai da solo ti lasceranno.
Loro esistono e nulla costano.
Ridere diverso ti farà vedere.
La luce mai stata così luminosa.
La vita mia così dispettosa.
Il nero mai così bianco
E di ridere mai sarai stanco.
È una cura migliore
A qualsiasi pozione.
È la più potente che ci sia
E cura ogni scura malattia.
Prova questo sentimento.
Rendi la tua vita un magazzino di sorrisi.
Cambia il tuo atteggiamento.
Manda la tristezza in crisi.
Stupisci, colpisci, divertiti.
Piangi, ragiona, perdona e all'allegria unisciti.
Ridi più spesso.
Inizia da adesso.

Nebbia
Chiudi e offuschi
gli occhi confusi
di chi il sole
guardava senza dolore.

Nei tuoi occhi
Ho guardato nei tuoi occhi.
Ho visto un vecchio volto triste.
I ricordi più non tocchi,
e le tue lacrime più non son viste.
Un tempo nei tuoi occhi guardando
un giovane allegro vedevo.
Ma il tempo è severo.
A questo stai pensando.
Hai dato tanto nella vita
hai ricevuto poco e ora è finita.
Chiuso in un triste e cupo istituto,
tutto è ormai perduto.
Il tuo sorriso passato e finito
come un petalo appassito.

Perfetta armonia
Pianta piccola
debole e forte
contro l'asfalto
vinci.
Piccola pianta
ora cresciuta
armonia perfetta
la tua vita
che come vita
perfetta armonia.

Perla
Una stella luccicante,
un raggio di sole accecante.
La vita: una perla.
Una perla nera.

Poesia
Una lacrima
di emozioni
gioia rabbia dolori
in una piccola goccia
che sul viso dagli occhi scende.

Rosa
Il fiore più bello
che riempie di gioia il cuore.
Il fiore più forte e delicato
odiato ma amato.
Un fiore così bello
presto muore.

Senza le ali
Un giorno ti preparerai a volare.
Lo stesso giorno le tue ali cadranno.
Per terra rotte e tagliate e piume non avranno.
Rigide sul suolo più non hanno valore.
Nel vuoto potresti buttarti
Ma sarà un volo triste e breve.
L'atterraggio sarà veloce e non lieve.
Eppur non puoi indietro trarti.
Anche senza ali il volo puoi iniziare.
Anche se senza le ali i tuoi sogni ti saranno leali.
Persevera, un giorno arriverai più in alto.
Un giorno vedrai al passato come a un ricordo lontano.
Un giorno i tuoi sacrifici non saranno vani.
Un giorno ti sembrerà giusto quel giorno in cui hai perso le ali.

Spento
Il sole tramonta.
Una speranza resta:
il domani ci ridia
il sole che la notte
ha portato via
spegnendoci il cuore.

Statua di cera
Alta, forte e possente.
Ogni sguardo su di te presente.
Ma al sole ti scioglierai
e ricordata più non sarai.

Suspance
Perché subito al dunque arrivare?
Perché tutto presto dissipare?
Io voglio la vostra curiosità aumentare,
non voglio togliere la speranza,
non voglio chiudere la porta della stanza.
Non ancora, non è giunta l'ora.
Non voglio togliere l'illusione,
non voglio passare subito alle parole.
Aspetta ancora un attimo,
aspetta fino alla fine.
Della mia volontà non ti infastidire
perché io son con te.
Io odio la risposta attendere.
La risposta così preferirei perdere.
Ma son proprio quei momenti
i più folli e i più belli.
Quei momenti che sembran non passar mai.
Gli unici che col vento
non vanno via come il tempo tremendo.

Albero
Foglie cadute
rametti tagliati
forza perduta.
Gioia di vederlo a terra.
Lo sguardo alto
una lacrima scende dal viso.
Cade sulla terra fredda.
Solo un ramo insieme a essa.
Rimane l'albero.

Underground (ad Alice)
Un luogo sconosciuto
un coniglio da inseguire
Il sentiero perduto
che l'uomo fa pentire.
Che strano questo nuovo mondo!
È tutto tondo.
Tutto bello fin troppo
normale è troppo poco.
Ma ora Alice, entrata tu sei
non accorgendoti che è l'ora del tè
col cappellaio matto
e di quel suo buffo ritratto,
di un gatto che sparisce
di nome e di fatto stregatto.
Ma qualcun vuol la tua testa.
E uno strano piano innesca.
E se il piano riesce
la regina farebbe festa.
Ma ad averla non riesce.
Tu scappi lontano.
Come un gabbiano
in cerca di un riparo.
Ed ecco, apri gli occhi.
Il mondo magico è svanito
tutto è finito.
Forse non era un mondo magico
forse era un mondo tragico.
Lo stesso mondo dal quale sei partita.
Lo stesso mondo che ha perso la sua partita.

Veleno nel giardino
In una forte o debole lite,
nessuno ha torto o ragione
e nessuna persona mite.
Se ci fosse,
nessuna lite sarebbe scoppiata,
nessuna parola odiata
e nessun caduto nella fossa.
Il rancore non sarebbe nato
e vendicativi pensieri non avresti pensato.
La rabbia non avresti coltivato.
Veleno nel tuo giardino non ci sarebbe stato.
Nessun erbaccia, ma solo il fiore dei fiori.
Quel fiore chiamato amore.

Attraverso lo specchio
Davanti a me uno strano oggetto.
Che strano progetto.
Serve a vedersi dal di fuori,
serve a vedere i nostri errori.
Mi avvicino e lo specchio osservo.
Una strana figura mi appare.
Una figura misteriosa mi fermo a guardare.
Per lei indignazione riservo.
Eppur se guardo meglio e osservo,
ha la mia stessa reazione.
È diversa da me ma dovrei essere io.
Vorrei voltarmi e dirle addio,
ma ha catturato e imprigionato la mia attenzione.
Parla quando parlo io,
distoglie il suo sguardo insieme al mio,
piange quando piango io.
È oscura, pensierosa, disillusa.
È affranta dal dolore del cuore mio.
Mi guarda e da me è confusa.
Quella persona sono io.

L'ultima pagina
Il nostro libro sentito e amato
Ogni sua pagina, ogni sua parola, letta
era per noi perfetta e bella.
Il punto finale da noi è odiato.
L'ultima pagina dobbiamo voltare.
Ma per noi è difficile da fare.
Dovremmo il libro chiudere,
ma è triste ciò chiedere.
Il libro ogni tanto potremmo riaprire,
sfogliare le pagine, sentirne le parole,
e con esse il battito del nostro cuore
che nel petto scoppiava. Ci faceva soffrire.
L'ultima pagina, la più attesa,
ora dobbiamo voltare.
Chiudere il libro e iniziare a volare.

Canzone senza melodia
Qui in questo gelo io starò.
Pensando ai giorni che ho perso già.
Insieme a te non starò più, adesso è troppo tardi ma
vorrei riaverti però non so,
tornare indietro almeno un po'.
Fa male pensare che non puoi più tornare da me.
Una vita senza di te è come un albero senza foglie.
Anche se bello non sarà mai completo.
Caduta a terra ora sei tu,
come una foglia secca e stanca
che non riesce più a star da sola su.
La vita senza di te è come un vento debole,
esiste ma ha poca forza per andare avanti.
In questa triste canzone,
nessuno conosce e mai saprà,
la tristezza di questa realtà.

I quesiti della vita
Chi può il mondo far pensare?
In chi puoi realmente confidare?
Chi è colui che regge il tuo cuore?
Quanta nebbia offusca il dolore?
Quale neve non si è mai sciolta al sole?
Perché nessuno crede nelle parole?
Perché la rosa è più bella di un fiore?
Quanti aromi danno alla vita il sapore?
Chi è pronto a non farti vacillare?
Chi, invece, cadere ti vuole vedere?
Sei pronto e orgoglioso a camminare?
Chi sulla tua vita ti vuole illudere?
Perché pensare che la vita è solo un'utopia?
Perché non pensare a una strada da percorrere?
Perché illudersi con alternative?
Quanti quesiti sulla nostra vita si affacciano?
Chi è riuscito a contarli?
E, chi alla fine dei giorni una risposta ha saputo dare
Ai quesiti che la vita è felice di regalare?

Il potere che non ho
Prendere piccoli pezzi di carta,
bruciarli se leggerli fa male.
Sarei felice di veder solo cenere.
Ma ciò che vorrei eliminare,
i miei ricordi,
Non posso cancellare.

I'm here
I'm here,
I'm sitting in the rain.
No umbrella I've got,
I have lost all hopes
That a day the rain will finish.
And, at last, the sun will arrive
With its rays on my skin.

La pazzia nella mia follia
Voglio cadere giù,
voglio buttarmi.
Non risalire più su
che solo ferite sa recarmi.
Nelle acque gelide non nuoterò,
immobile e inerme starò,
aspettando che lei a prendermi venga
e che le mie mani fredde prenda.
Il calore da me via è ormai andato,
il mio respiro più non lascia traccia,
deturpata e pallida la mia faccia.
Ogni pensiero in passato rimuginato,
ogni pensiero un tempo pensato,
ora nulla è come avevo immaginato.

Mi manchi
Addio.
Mai di dirtelo avrei pensato,
mai dalla mie labbra di averlo ascoltato.
Quella triste fine mai,
ma è la realtà ormai.
L'ho odiata. È arrivata.
L'ho amata. Se ne andata.
Un vuoto dentro il mio cuore,
una ferita senza sangue,
una ferita che trabocca di dolore.
Mi manchi! Ma sentirmi più non puoi.
Sono qui! Ma ormai son chiusi gli occhi tuoi.
Io devo dirti addio,
ma dimenticarti mai potrò.
Tu per sempre vivrai
laddove il sole non tramonta mai.

Nel silenzio
Vorrei nel silenzio stare,
nessuna inutile parola mai più ascoltare.
Ad alcuna domanda perdere il fiato,
per un orecchio di curiosità affamato.
Camminare attraverso il sentiero del silenzio,
non udire la voce del vento,
stare immobile su un pendio.
Della mia scelta non mi pento.
Dal mio orecchio ora non entra suono,
nulla la mia mente inonda di frastuono.
Pace porta alla mia testa e al mio cuore.
Ho capito ciò che è odiato.
Ciò che amo ora è svelato.
Io amo sentir del silenzio il rumore.

Non entrare
Non entrare nella mia mente,
non dimenticarlo, tienilo presente.
Ma se vuoi incamminarti nell'oscuro sentiero,
preparati a cambiare ogni tuo pensiero.
Non immaginerai mai e non provare
A decifrare tutto ciò che in essa puoi trovare.
Nei miei ricordi non frugare,
nella mia certezza dubbio non seminare.
Non provare nemmeno a capire
ciò che io ti potrei dire.
Il tempo ora è passato
da quando in essa ti sei addentrato.
Non avresti dovuto, tutto ora è perduto.
Dalla mia testa non uscirai.
Io possiedo la chiave.

Pezzi di legno
Pezzi di legno.
Secchi e inutili senza fuoco.
Ma una scintilla
In essi scoppia.
Una fiamma si genera, cresce sempre più.
Ora alta brucia nella secca legna.
La divora, la consuma.
Non rimane quasi niente.
Scompare la legna: solo carboni.
La flebile fiammella,
che ancora in essa vive,
si spegnerà.
Lasciando solo cenere.

Pioggia di petali
Seduta qui, su questa panchina,
il mio sguardo verso un albero dirigo.
È alto, forte, possente,
le sue cime sembrano toccare il cielo.
Eppur qualcosa di strano succede.
Un petalo cade a terra.
Ne susseguono gli altri.
Tutti i petali sono sul suolo.
Nessuno rimane con lui.
L'albero ora è spoglio.

Scappare … via
Intrappolata qui,
a sentire un uomo parlante.
Immobile così,
attenta verso un discorso insignificante.
Tante promesse e nessuna realtà.
Tante menzogne nascoste dietro la verità.
Parole vuote, tempo sprecato.
Il solito individuo di passaggio,
felice nel personaggio del saggio,
ma poco tempo e sarà odiato.
Non so dove, ma vorrei viaggiare.
Non so quando, ma vorrei scappare.
Ma l'unico viaggio che potrei intraprendere,
è vagare nella mia stanca mente.

Sparks fly
What are sparks?
Sparks are your emotions
which fly in your mind
when you stop
to think about creation.
In fact,
when you pause to reflect
on creation,
sparks fly in your mind.
Sparks fly when you see the sky.
Sparks fly when you talk about life.

The prison of the mind
Find in your mind
the key of the prison
which closes your eyes.
But you don't want to open the gate,
You want to stay there,
Into that room,
Into your thoughts.
Closed are your eyes,
closed is your heart,
closed is your mind,
closed in those walls.
In the inner part of you,
you are so confused.
It's the truth,
But you can't think.
You are locked in your mind.
You have flung the kea.
Look at you now!
What can you see?
Perhaps, a person in cage.
A person who thinks
about daily life,
and not about real life.

Voglio fuggire
Da questa vita dove piangere è comune,
da questa vita dove tutto è in frantume,
da questa vita dove il sole ormai è spento,
da questa vita e dal suo vivere tremendo,
da questa vita e dalle sue delusioni,
da questa vita e dai suoi infranti cuori,
da questa vita e dal suo ripetersi scacco matto,
da questo mondo ormai pazzo.

Ombra
Ombra del passato,
ombra di ciò che è stato,
ombra di color nero,
ombra lungo un oscuro sentiero.
Il tuo nome io conosco,
so chi eri un tempo,
il tuo sentiero non era fosco,
ma tristezza ora sento.
Da lei ti sei lasciata guidare,
da lei ti sei lasciata plasmare.
Ritornare felice non potrai
Se insieme a lei ancora starai.
Ritorna a sorridere, diventa ciò che eri.
Esci da quei cupi pensieri.

Vedere con la mente
Vorrei essere un'aquila
per vedere tutto accuratamente.
Vorrei essere una talpa
per vedere tutto e niente.
Vorrei essere un pesce,
nell'acqua sguazzare
e coi miei nuovi occhi
orizzonti marini esplorare.
Vorrei una soiola essere,
vedrei solo da un lato.
Essere una formica
e vedere e apprezzare il prato.
Vorrei essere un gatto,
attraverso la notte vedrei
e alle apparenze non crederei.
Vorrei essere il Cappellaio Matto;
vedere attraverso gli occhi di un pazzo
malato di magia
per poi scoprire che era solo fantasia.
Vorrei vedere attraverso
gli occhi di un bambino
Felice di non aver perso
nulla per un bottino.
Vedere tutto bello,
vedere tutto diverso.
Vedere la paura
come fosse un'avventura.
Vedere quel che gli adulti
Non riescono a catturare.
Loro riescono solo ad offuscare.
Non voglio così guardare.
I miei occhi vorrei cambiare,
avere nuovi occhi per osservare.
È una scomoda verità,
ma questa non è la realtà.
Io non ho capito niente!
Non devo cambiare gli occhi,
ma la mia mente.

Una sgualcita fotografia
Sapevo che un giorno tutto sarebbe finito,
sapevo che un giorno tutto sarebbe cambiato,
sapevo che quel giorno odiato sarebbe arrivato,
sapevo che il tempo non si sarebbe pentito.
Sapevo che da quel giorno avrei sentito la mancanza,
sapevo che da quel giorno avrei perso la speranza,
sapevo che non era giusto andare avanti,
sapevo che non avrei dovuto aver rimpianti.
Sapevo, anche, che mi sarebbero rimasti i ricordi,
gli stessi che ora vorrei bruciare col fuoco del dolore.
Gli stessi che ora vorrei cancellare con la forza del cuore.
Gli stessi indelebili ricordi, che mi tolgono il sole,
che mi fanno viaggiare, che mi fanno rivedere la vita
che mai avrei voluto lasciare, se non fosse stata la morte
a strapparmela via e a lasciarmi in mano solo una sgualcita fotografia.

Un desiderio deleterio
Davanti alla finestra soffocavi,
la tua finestra tanto amata,
allora ti conduceva per mano
lungo quei sentieri desolati.
Madame Bovary,
il tuo sguardo, la tua voglia
di guardar fuori,
di avere quello che sognavi e che volevi,
e sei caduta come una secca foglia.
L'albero ora risalire non potrai,
con l'arsenico ingerito, solo buio vedrai.
I tuoi occhi ora vedono altro,
lo sguardo pensante,
una morte voluta,
una vita ormai perduta.
"Starò bene" dicevi,
ma la tua fiamma perdevi.
Quella tua lettera solo lasciavi.
A tuo marito. Nelle sue tristi mani.
La tua delusione,
ti ha fatto compiere tale tragica azione.
Ora dormi, dolore più non senti.
La tua mano alla morte tendi.

Stress (mentale)
The stress puts on the first syllable.
It's incredible.
Mi scoppierà la testa.
Allora farò festa.
Brucerò, piangerò, annegherò.
Sorriderò, penserò, riderò.
A rigor di logica …
nessuna logica.
I don't know!
Life is a nightmare.

60 minuti
Ho un'ora libera.
Quante cose potrei fare!
Potrei impazzire, perdere il senno.
Ritrovarlo dopo tempo.
Potrei la tua opinione confutare
o la tua tesi confermare.
Potrei nei pensieri volare,
o galleggiare sulle onde del mare.
Potrei un libro leggere,
fuggire dalla realtà,
ma non devo la concezione
del tempo perdere.
Non l'avrò già persa?
Mentre penso alle cose da fare,
l'orologio inizio a guardare.
Il tempo è passato,
l'ora è finita,
l'idea che avevo pensato
con esso è svanita.

Aspetto qui
Addio ai sognatori.
Addio alle grandi azioni.
Addio alla felicità
Che mai più ritornerà.
Addio, fuggo via.
Vado lontano.
A presto delusioni.
A presto scacco matto.
A presto solito mondo pazzo.
A presto sopprimenti considerazioni.
Benvenuta malinconia.
Benvenuta nostalgia.
Benvenuta infelicità.
Benvenuta alla tristezza
Che mai mi lascerà.
Vi aspetto qui.

Com'è strano il tempo!
Quando lento deve andare
si affretta a passare.
Quando veloce può passare,
si ferma. Via non vuole andare.

Il culmine
Troppi impegni,
poco tempo,
noi siamo inermi.
Moriremo correndo.

In fondo al viale
Per tutta la vita
ho percorso il viale.
Ci sono riuscita.
C'era una panchina; era reale.
Su di essa sedute tre persone.
Assomigliavano a me,
a quando ero più giovane.
Nella mano avevano un qualcosa,
lo tenevano stretto,
poi ognuna prese il proprio pezzo.
Erano petali; formarono una rosa.
La rosa completata e finita,
verso di me giungeva,
ma in lei un mistero nascondeva.
Era la rosa della mia vita.
Le tre somiglianti persone
nel nulla scomparse,
la confusione totale apparse.
Forse avevo perso la ragione.
Solo una rosa per ricordare.
Per la mia vita, divisa in tre persone,
mai più dimenticare.

Note:
Le tre persone: le età della vita. Infanzia, giovinezza e maturità.

In queste mura
Intrappolata qui,
vorrei uscire,
tutto mi blocca.
È troppo tardi.
Parole vuote,
non posso uscire,
non posso fuggire.
Chi può capirmi?
"Non pensare! "
È l'unica cosa
che sanno dirmi.
L'unico consiglio.
L'unico che sappiano darmi.
È la mia prigione,
vedo la porta,
non la chiave.
Forse l'ho buttata.
Si, ora ricordo,
l'ho gettata via.
Lontano da me.

Nessuna certezza …
Nessuna certezza,
solo lo sguardo di un bambino.
Guarda sognante dalla sua finestra.
Solo essa dona luce
a quella buia e cupa stanzetta.
Il piccino conosce la verità
e vuole perciò, sfuggire a quella realtà.
È l'unica arma che li rimane.
Sognare.
L'unica che può ancora fare.
E sperare,
chi lo sa? Forse un giorno i suoi sogni
saranno realtà.

Per te
Ricordo e rido.
Ricordo e piango.
Sto scrivendo piangendo,
sono lacrime amare,
solcano il mio viso,
riempiono il bicchiere del dolore.
Lo sapevo, ma l'avevo perduto.
L'avevo messo via.
Non era una realtà mia.
Che proprio a lei fosse accaduto,
mai ci avrei creduto.
Tutto pensavo, immaginavo, domandavo,
ma mai l'inizio per una puntura.
La situazione non calcolavo,
mi faceva troppa paura.
Arrivò il resoconto. Solo silenzio.
Maledetto!
Hai cambiato la vita.
Hai distrutto la felicità.
Hai annegato la gioia.
Hai steso il velo della notte.
Essere impotente,
vederla cadere
e non riuscire a prenderla.
Nessuna speranza le è stata data.
Lei era solo spacciata.
Sei ancora con me, ma non lasciarmi!
Chi potrà riempire il vuoto?
Chi potrà regalarmi
Ciò che tu mi ha donato?
Nessuno sarà come te.
Gli altri nulla saran per me.
Tu sei una rosa in un deserto di asfalto.
Gli altri sono fiori in un'immensa campagna.
Io non ti lascio cadere nel burrone,
la morte non ti avrà.
Non lasciarmi!
Come affronterò il mondo?
Senza te toccherò il fondo.
Le lacrime non avranno fine.
Come la fiamma d'una candela non scomparire.
Sarai una ferita che mai guarirà,
un tormento che mai pace avrà.
Una storia a tragica fine,
un vuoto mai più riempito.
Un albero dalle alte cime,
crollato, abbattuto e sfinito.

Quel dolce sognare
Lasciati cullare
dalle dolci onde del mare.
Lasciati trasportare
Dal tuo dolce sognare.
Chiudi gli occhi, non la mente,
immagina, sogna, esplora,
anche situazioni ferme,
mettiti alla prova.
Ora puoi sognare,
ora il mare puoi attraversare.
Naviga con la tua barchetta.
Rema finché puoi,
guarda le sue onde finché vuoi.
Ma il mare ora è in tempesta.
Il vento è arrivato
e il tempo del mar calmo è passato.
Alla tua barca ti tieni stretto,
e con forza gli occhi chiudi.
Di guardar di fronte a te rifiuti.
Affogherai, annegherai, morirai.
Nessuna speranza vicino.
Apri gli occhi!
È giunto il mattino.

Senza te
Porta senza cardine,
libro senza pagine,
notte senza luna,
giorno senza sole,
mondo senza natura,
tortura senza paura,
sognare senza sperare,
penna senza inchiostro,
cuore senza amore,
ferita senza dolore,
pensare senza ragionare,
follia senza fantasia,
riflesso senza specchio,
orario senza tempo,
fine senza inizio,
sorpresa senza sorriso,
matematica senza numero,
rosa senza spine,
scrittura senza lettura,
parola senza effetto,
cielo senza stelle,
viaggio senza arrivo,
arancione senza giallo,
mattino senza gallo,
azione senza errore,
poesia senza magia,
uomo senza ricordi,
parlare senza ascoltare,
deboli senza forti,
Antartide senza ghiaccio,
circo senza pagliaccio,
film senza attori,
musica senza suoni,
fulmine senza luce,
fiamma senza calore,
pazzia senza illusione,
come
vita senza volontà.
Se non vuoi vivere la vita,
la vita non è più la vita.
Un albero senza linfa.

Son poeti
Son persone come altri,
la poesia è il loro dono,
la loro voce risuonante,
in questo mondo errante.
Son poeti, grandi persone,
saper il loro pensiero
è davvero un grande onore.
Sognano il mondo,
lo rendono più bello,
e nei loro versi
ci fanno volare
sulle onde della filosofia.
Ci fanno danzare, con la loro poesia,
sul palcoscenico del mondo.
Ci fanno riflettere, ragionare, pensare.
Come sarebbe il mondo senza di loro?
Una miniera senza l'oro.
La loro mente, la mente di un artista,
dei degni compagni nella pista
del faticoso gioco della vita.
Ci sorprendono con un abbraccio inaspettato,
ci deliziano con nuove ricette,
con un fil d'erba formano il prato,
e della torta ci tagliano le fette.
Ci fanno diventar esseri pensanti,
ci fanno sentir a casa anche se distanti,
ci fanno toccar con una mano il sole,
e l'altra ci stringono per farci sentire il calore.
Le loro poesie: opere che mai scompariranno.
Le loro parole: petali che mai appassiranno.

A notte fonda
A mezzanotte,
quando tutto dorme
mi fermo a ondeggiar
nel mar dei miei ricordi.
Com'è incantevole
A notte fonda pensare;
sapere che nessuno ti viene a svegliare
dal tuo dolce sognare,
in balia dei tuoi pensieri
in mezzo al mar dei tuoi ricordi.
L'immaginazione guida la riflessione.
Vedere tutto nuovo,
tutto diverso e bello,
e scoprir poi che era solo un sogno.
Che tristezza! Quanta delusione!
Era solo frutto dell'immaginazione.
Eppur è stato bello sognare
anche se non reale,
ha rallegrato il mio cuore,
spento ormai dal solito sole.

A te caro padrone
Ti ricordi di me?
Mi hai lasciato fuori al freddo
Senza di te.
Pensavo fosse un gioco,
non avevo pensato
fosse un piano meditato.
Mi hai chiamato come sempre
Sicuro che ti avrei ascoltato.
Mi fidai di te.
Non credevo che mi avresti ferito
mio caro amico.
Mi avevi promesso un rifugio
A fulmini e tempeste.
Tutte bugie!
Io non avevo la peste,
o qualche altra malattia,
eppur mi hai portato via.
Sei stato tu, non la morte.
Mi hai lasciato su quella strada desolata.
Per tanto tempo l'ho odiata
Credendo che fosse il nemico;
ma eri tu il falso amico.
Ti sarai dimenticato,
è passato tanto tempo,
ma io ti ho perdonato
e mai ti avrei abbandonato.
Tu eri il mio padrone,
io non ti avrei mai sostituito con altre persone;
Tu mi davi quel tanto amato pezzo di pane.
Io ero felice di essere il tuo cane.

Accendimi!
Se pensi stia dormendo,
se pensi stia morendo,
se pensi non sia in te nata
la tua idea è sbagliata.
Io esisto in chiunque
Ma non sono una cosa qualunque.
Rendo la tua vita migliore
Ma devi dedicarmi delle ore.
Forse non riuscirai a trovarmi,
Ma devi comunque provarci.
Se vuoi che venga in soccorso,
devi aver compiuto un percorso.
Se non l'hai ancora intrapreso
Non ti sei mai compreso.
Posso aiutarti a scrivere
E ti faccio bene esprimere.
Sono ciò che ti ispira a comporre,
ma sei tu che devi dei limiti porre.
Sono la tua creatività.
Non puoi intrappolarmi
Sono magia.
Puoi raggiungermi, prendermi
E trasformarmi in poesia.
Accendimi!
Tramutami in qualunque cosa
Tu voglia che io sia.

Alla mia morte
Starò seduta a guardare
Chi è venuto al mio funerale.
Scoprirò persone mai conosciute,
sarebbe meglio averle perdute.
Forse piangeranno
e solo bugie diranno.
Io non posso parlare,
non posso farmi ascoltare,
posso solo mentire,
perché chi tace non fa altro che acconsentire.
In realtà sono una bugiarda,
dicendo questo sono io la falsa.
Non starò vedendo,
non starò ascoltando,
non starò pensando.
Starò solo dormendo.

Amica dello scrittore
Solo tu sai tramutare
I miei pensieri in parole.
Solo tu con ardore
Questo mondo fai pensare.
Nella mia mano dritta stai.
Finché vita avrò
Mai ti lascerò.
Le persone a volte ferirai,
ti ameranno, ti odieranno,
ma mai seppellirti potranno,
qualunque parola scriverai.
Anche me odieranno
Per averti guidata in quella scrittura.
Io non ho paura.
Non sarai mai mia nemica,
sarai sempre gradita.
Sol di te mi posso fidare
Mia cara penna amica.

Colui che …
Nelle situazioni più tristi
Non tarda mai a venire
Ti supporta, ti ascolta
Ed è sempre pronto a intervenire.
Colui che ti capisce
È come un dono,
un vero scrigno,
con dentro un immenso tesoro.
Di lui ti puoi fidare;
ma attento!
Degli altri non lo puoi fare.
Se trovi un vero amico,
tienilo ben custodito.

Come fuoco
Quando il fuoco si spegne
La fiamma svanisce,
nessun calore emana
quel fuoco inesistente.
Adesso piangiamo,
quando scompare.
Adesso apprezziamo,
quando nessuna traccia rimane.
Ci manca, lo sappiamo,
vorremmo farlo ritornare
eppur non lo ammettiamo.
Rimaniamo a pensare.
I ricordi ci fanno soffrire.
Tortura giusta per averlo lasciato partire.

Il mai contento
In un regno incantato
Esisteva un principe
Al quanto maleducato,
che non era soddisfatto
di nessun dono
gli fosse fatto.
"non mi piace questo e quello,
brutto o bello,
pulito o sporco".
"ti abbiamo comprato un bel regalo
È un cavallino color bianco"
"un cavallino? Non mi piace,
nemmeno il color che voi tanto amate".
Passò un anno e il principino
Non ricevette nemmeno un regalino.
Finché un giorno:
" ti abbiamo comperato questo anellino"
"è bellissimo, proprio come lo volevo:
piccolo, elegante e di color nero".
Il principino capì la lezione
E si scusò con tutto il cuore
Per non esser stato contento
Di quel pensiero stupendo.

Inferno?
Non è l'inferno,
non esiste,
è solo un inverno.
Un inverno triste.

Pace
Pace
Parola di tutti sulla bocca
Pace
Nella mente di qualcuno
Pace
Nelle azioni di nessuno
Se il cuore di cattiveria trabocca.

Pensieri
Emergono sempre nella mente.
A volte sembrano apparire come per magia
Altre con la fantasia.
Ore e ore a pensare
a fatti già avvenuti
Per decidere poi cosa fare.
A volte dovremmo non pensare,
a loro non badare.
Riaprono cicatrici e rimpianti
Indici di sogni infranti.
I pensieri sono passati,
sono futuri.
I pensieri sono imprigionati
Solo tu puoi renderli comuni.
Il tempo portano via
Forse sono solo una bugia,
ti rapiscono, ti prendono,
ti lasciano nel deserto
a volte tolgono il vento,
A volte lo rimettono.
Sono tristi, allegri, cupi,
felici, speranzosi e disillusi.
Sono ogni cosa tu voglia che siano.
Sono i pensieri.
Pensa a ciò che sarai. Non scordar ciò che eri.

Sentimenti duraturi
Non mi sentivo in vena
Di scrivere poesie stasera,
eppur ne valeva la pena.
Ma quando il tuo cuore è affranto
E non sai per cosa o per quanto,
la solitudine è la miglior cura
per una delusione duratura.
Non si è purtroppo sempre felici,
come non si è sempre tristi,
ma i sentimenti più duraturi,
a volte sono i sinistri.

Son parole
Son parole
che possono portare il sole.
Ma se cambia la circostanza
una parola toglie la speranza.
"Salve"
una parola di benvenuto.
"Buongiorno o buonasera"
A colui che incontriamo
Di giorno o di sera.
"Bentornata"
a una persona appena arrivata,
e da noi felicemente tornata.
"Ciao"
A chiunque tu dirlo voglia,
piacere potrà recare
ma non farlo ascoltare
come una secca foglia.
"Addio" troppo triste.
Il più brutto "arrivederci"
che su questa terra esiste.

Una speranza all'orizzonte
Rare sono le volte
In cui tutto appare come realmente è.
Pochissime le volte
Dove si intravede una speranza all'orizzonte.

Vecchi e spenti rimpianti
Ricordi che non possono mai finire
Continui a rimuginare
Senza mai cessare di pensare.
Avresti altro a cui badare,
ma son troppo forti,
troppo importanti da poter cancellare.
"non è tempo questo,
per vecchi e spenti rimpianti";
così dai al tuo cervello una scossa
in modo che andare avanti possa.

Lo voglio
"Lo voglio"
due parole che possono cambiare
la vita di una persona.
Si promette che si amerà
per sempre l'altra amata metà
ma forse non si arriverà
a concludere quella sicura meta.
Una storia triste
eppur oggi esiste.
E allora si pensa a quanto
siano strani
quegli esseri chiamati umani.
La loro vita è come un rimpianto
promettono e mai realizzeranno.
È scomparso dal loro cuore
quel potente sentimento chiamato amore.
E si arriva alla fine dei giorni
rinfacciandosi tutti i rimorsi.

Vienimi a prendere
Non lasciarmi qui,
fammi uscire da questo inverno.
Non lasciarmi qui,
in questo gelo.
Portami lì, con te,
sotto il sole rovente
capace di sciogliere la neve
che bianca e fredda toglie il calore
al mio ormai spento cuore.
Non ne rimarrà niente.
Nulla resterà del gelo
se mi verrai a prendere.
Ma se lì mi lascerai,
soffocare sotto la neve mi vedrai.

Note:
Inverno: depressione.
Neve: rappresenta i pensieri negativi.

Il mio pensiero
Non ho paura di esser morta,
ma della chiusura di una porta
nel cuore delle persone
che per me non sono mai
andate in pensione;
e di certo, non mi hanno mai rivolto
un sorrisetto storto.
Sono triste invece per coloro che hanno creduto
A un così stupido sentiero,
tanto da pensar
che mai la morte possa cessar.
Sono delusa da coloro che circa questi argomenti
Sono scettici di natura,
ma forse è perché hanno davvero tanta paura.

Proverbi
Ci sono proverbi per ogni gusto,
giornate, momenti e perfino avvenimenti.
"ci lassa la via vecchia per la nova,
sape ci lassa ma nu sape ci trova",
disse una madre addolorata,
per la tragica partenza della figlia amata.
"tutti gli consigli senti,
ma lu to nullu lassare",
rispose la figlia
al quanto alterata.
"torci vinchiateddhu quannu è tenareddhu",
disse la madre rammaricata.
"cogli l'acqua quannu chiove",
disse un impresario a un suo amico caro.
"chioppe scampò e tutte le vie lavò",
rassicurano due commari che
dopo decenni parlano di nuovo.
"tacca lu ciucciu arunca vole lu patrunu",
lo sa bene un lavoratore
che deve sottostare al suo datore.
"non dimenticare mai le cose precedenti",
vi raccomando io,
perché molte delle cose più belle,
son proprio quelle.

L'attesa
Aspettare è una cosa
che vogliamo evitare,
a cui non ci teniamo a fare.
Di solito aspettiamo
sempre colui che tarderà
e che forse non verrà,
rimandando così un appuntamento
e facendoci solo perder tempo.
A volte o quasi sempre
ci arrabbiamo per il comportamento
che quella certa gente
dimostra nei nostri confronti.
Eppur non ci offendiamo
quando a tardare è colei che
tronca il nostro vivere.
Anzi la ringraziamo.
E che arrivi sempre più tardi ci auspichiamo.

Il canto del mare
Mille esperienze,
mille storie ormai consumate,
il mare ascoltava
nelle notti d'estate.
Ma giunse l'inverno
E nessuno più sente
Che il mare è solo e che
ha bisogno di sentir un perdono.
Non ha nessuno che
gli fa compagnia
E che lo tiene in allegria.
Vorrebbe tanto ascoltare qualcun' altro
E ondeggiare in sua compagnia di tanto in tanto.
Ma non c'è più nessuno
E per non piangere trova opportuno
Compiere un canto
Per non aver come amico nessun rimpianto.

Mani macchiate di sangue
Un ragazzo pronto di mente
Prese un fucile
E semplicemente
Sparò a quel vile.
Il cuore non pronto alla guerra
Quel gesto vide sbagliato,
quell'uomo ormai a terra
non era il nemico tanto odiato.
Il suo volto affranto,
le mani macchiate di sangue,
in un gioco
con lo scopo ignoto.
In passato, come lui quel ragazzo morto
Scese giù al porto
Per salire sulla nave
Che l'avrebbe fatto andare
In quel maledetto luogo,
pronto a difendere tutto
e non la vita.
L' "eroe" tornò a casa,
tutti felici per il suo arrivo,
ma sul suo volto nessun sorriso.
Non conosceva quell'uomo,
non ci aveva mai parlato,
eppur aveva sparato.
Cercava inutilmente un perdono
Che nessuno avrebbe potuto dargli
Per aver troncato una vita
Senza subirne i danni.
Ritornò in battaglia;
qualcuno dal pensiero opposto
caricò la sua arma
e sparò senza rimorso.

Fantasia
"mamma, mamma cos'è la fantasia?"
"è il frutto della tua immaginazione"
Rispose la madre con tanto amore.
"quindi posso fare ciò che voglio?"
"si, ma solo in sogno"
E così il bimbo incominciò a sognare…
"vorrei vivere in campagna,
anzi no, vorrei vivere in montagna
dentro una capanna.
Una tigre al mio fianco
Di color bianco
E una libreria
Con tanti libri
Di antologia.
Dipingere mille quadri
Senza aver paura dei ladri
E poi andare sulla luna
In cerca di fortuna
Tornare sulla terra
E non trovare più la guerra
Ma tanta pace nel cuore
Di tutte le persone".
Ma poi arrivò a una conclusione
Che avvolse di tristezza il suo cuore:
"il mio sogno è vivo,
ma non in questo mondo".

Figura eterna
È grande la sua gioia
Quando vede per la prima volta il suo bambino
Con il suo piccolo corpicino
E il suo viso piccino.
Lo tiene tra le braccia
Con molta ansia,
Perché non vuole farlo cadere
E nemmeno brutti sogni farli avere.
Con affetto si prende cura
Della sua dolce creatura
E di notte quando cielo è stellato
Gli fa notare la luna,
Per farli apprezzare
I doni che regala la natura.
Gli corre in soccorso
Quando ha dei problemi
E lo aiuta nella vita,
Per il proprio lavoro,
A esser fieri.
Questa la figura paterna,
Che senz'altro rimarrà eterna.

La lascio interpretare a chi lo vuole fare
Non ha senso questa poesia,
ma possiede molta fantasia,
che possono capire tutti
senza alcuna differenza nell'essere
bambini oppure adulti.
Non ha alcun senso logico
Proprio come un uomo
Che si vuol buttare da un burrone
Per metter fine al proprio errore.
Non so esattamente perché l'ho scritta,
forse perché non sapevo che fare,
o forse, perché no?
Magari a cose astratte mi piaceva pensare.
Non so con esattezza dove
Possa sfociare questa mia poesia,
ma so con certezza,
che non potrà mai essere una logica melodia.
E così, concludo qui,
lasciandola interpretare,
a chi è così perplesso da volerlo fare.

In the end
Sei alla fine,
ne hai fatta di strada
e ora eccoti qua,
a pensare e ripensare
ai tempi ormai andati;
tempi che forse non ritorneranno.
Ma in fondo, il tempo
Passa veloce, altro che lento.
E come causa ferite,
così le può guarire.
Rimarranno cicatrici:
ti aiuteranno a ricordare.

Natura
Mi inoltro nella foresta
E vedo un mondo nascosto
Ai miei occhi, perché mai
Prima d'ora mi ero accorta
Della bellezza che essa
Possiede nascosta.
Osservo tutto attorno a me,
anche i più piccoli dettagli,
non scappa nulla al mio sguardo.
Vedo pappagalli variopinti,
sembrano quasi dipinti
da una mano non a tutti ignota.
Animali, piante,
tutto il nostro vivere decora.
La natura ci avvolge con tanto amore
e tanta bellezza,
ma le nostre menti,
i nostri occhi,
sono talmente offuscati
da non notare
l' immensa bellezza che in sé custodisce.

Odio
Nei momenti più nervosi la usi con facilità
Tale parola che affligge dolore e malignità.
Ma è inevitabile, prima o poi lo sai,
In qualunque momento e in qualunque luogo,
alla persona tua nemica la dirai.
Ma l'odio è anche un sentimento passionale,
ma nessuno mai lo ammette,
come nessuno mai lo può negare.
Dipende solo alla persona che lo emette
Di specificare in che senso lo vuol far interpretare.

Sole…
Stella che con amore
Proietta luce con tanto ardore.
Riempie di gioia tutti,
Anche coloro che da tempo
Hanno dimenticato cosa significa
Esser contento.
Ha più di mille anni
E non si sa se può subir danni,
Ma se il sole non ci fosse
Di sicuro sarebbe sempre notte.

Solo un luogo
Mare,
tu che accompagnasti Ulisse
nelle sue lunghe avventure;
che fosti presente a molte guerre
avvenute su di te;
che affogasti molti uomini,
tanto da spaventarli;
perfino le navi più grandi
avevano paura di te;
tu che a volte sei calmo,
come Mosè, uomo mansueto,
ma che altre diventi irrequieto;
tu che fin dall'antichità sei stato
considerato una grande forza;
tu che al tuo interno
custodisci tesori e tante
vite onori della tua possente figura;
tu, stimato e rispettato
sei ora per l'uomo incosciente
solo un luogo
per il proprio interesse.

Un immenso pianto
Se non sei soddisfatto,
se per tutto sei affranto,
se il tuo cuore solo batte,
per qualcosa da combattere;
se della tua vita sei stanco,
non morire in un immenso pianto.
Non buttare via tutto,
per qualcosa che poi andrà distrutto,
se il mondo non ti appare bello,
chiudi gli occhi e immagina
ciò che può renderti contento

Un semplice "no"
Quando sei gioioso in quel che fai
nulla ti sembra lontano
tutto é vicino,
lo puoi toccar con una mano.
Ma quando quella gioia ti vien tolta,
é tutto il contrario,
da vicino a lontano.
E' triste tutto ciò, ma pur sempre la verità,
verità che purtroppo hai capito troppo tardi.
E' una lezione di vita, di cui spesso parli:
"una semplice volontà riesce in tutto
un semplice "no" rovina tutto".

Un solo sguardo
A volte le parole migliori
Non servono,
durante le delusioni
è meglio restare da soli.
Non si hanno parole appropriate,
ma solo parole tanto usate.
Le parole senza fine,
sono quelle parole che
non si possono ridire,
perché troppo lunghe da memorizzare,
per poi poterle ritrattare.
Ed ecco, proprio quando
Non appare un barlume di speranza,
un solo pensiero
colma la nostra ignoranza:
non si parla solo con le parole,
abbiamo due occhi,
usiamoli con tutto il cuore.
I discorsi di alto rango,
si fanno con un solo sguardo.

Il volere di una bambina
Vorrei tanto fare in modo
Che non ci fosse distinzione
Tra le persone
Di ogni nazione.
In fondo non importa la razza
O la pelle, e sono sincera,
che sia gialla, rossa o nera.
Non è importante come siamo esteriormente,
ma è fondamentale come siamo interiormente.
Vorrei che ogni persona sulla terra
Si rendesse conto del male che
Affligge ad altre persone
Senza saperne nemmeno la ragione.
Io spero
Che abbiamo amore
Verso altre persone;
Ma non un semplice amore,
bensì un amore spinto dal cuore.

Un barlume di speranza che si spegne
Nulla in questo mondo è sicuro,
nulla in questo mondo rimane così com'è,
e col passar del tempo lo hai compreso,
ma nonostante tutto continui a chiederti il perché.
Eppur la risposta non arriverà mai,
molti fattori, fin troppi
ti sviano dalla verità e lo sai.
Appena intravedi un barlume di speranza
Questo subito si spegne,
però col tempo puoi star certo,
che un altro se ne accende.

A un'amica dimenticata
Ciao cara coscienza,
è da un po' che non ti sento.
Ma di questo non mi pento.
Tutto bene, o almeno credo.
Ieri ho preso una decisione importante,
anche se per un mondo ormai mancante.
L'ho presa senza di te,
spero non ti offenda,
ma non volevo scomodarti
per poi nemmeno ascoltarti.
Sto bene senza te,
ma credo che tu non abbia senso senza me.
Mi dispiace,
ma non sei più presente
né nel mio cuore, né nella mia mente.
Arrivederci coscienza,
o per meglio dire:
io ti dico addio.

Amore venduto
Le sere sui marciapiedi
L'amore si vende
Per una stupida carta
Ogni valore perde.
Amore disilluso,
amore sconosciuto,
amore consumato,
amore rinnegato.
Amore illegale
Talvolta mortale.
Amore solo di nome.
Un uso inappropriato
Del suo soave significato.
Tutti falsi principi ammessi,
le persone sono oggetti
in mani che dietro loro
vedono solo l'oro.
L'amore aspetta muto e riluttante
Di passar come tutte le sere
Quelle ripugnanti pene.
Amore venduto:
la porta dei piaceri girante
su questo eterno cardine.

Il tempo
Ad alcuni può sembrar lento,
ma ad altri sembra svelto.
Non lo si può fermare
e nemmeno fare in modo
che più veloce possa andare.
È lui il nemico della giovinezza
che col passar degli anni
alla bellezza
può recar numerosi danni.
Come un rivale lo considera la nostra mente,
perché sempre sveglia e giovane
ella restare vuole.
Per non rimpiangersi il fatto
di saper meno di un altro
si affretta ad imparar sempre cose nuove.
Ma è inevitabile, il tempo infrange
Tutti i sogni non ancora realizzati.
Diamo sempre la colpa al tempo,
ma la verità la conosciamo:
il tempo è costante,
siamo noi che passiamo.

Mappa della vita
Ricordi passati,
ricordi sfocati,
ronzano nella testa
portando sconforto
oppure festa.
I ricordi:
la mappa della vita;
la segnano, la cambiano,
la rendono diversa.
La vita non è più la stessa.
Come un dardo
L'animo trafiggono, per gioco,
in uno spazio e in un tempo ignoto.
Il cuore ubriacato
E dalla mente accompagnato
Da essi si lascia condurre
Senza pensare al viaggio,
senza l'arrivo dedurre.
Realtà viste,
sbagli commessi,
sfide vinte,
situazioni vissute,
nei ricordi tutto resta.
Emozioni e sensazioni mai perdute.
Un profumo, una parola, un gesto,
tutto porta a loro
tutto ci guida
verso la mappa della vita.

Raccomandato
Che triste scena sto per guardare.
Cosa sto per farneticare?
Cosa bolle nella mia mente?
Quale brutta verità è presente?
Niente di cui non siate già al corrente.
Vorrei andar via.
Lo farò!
Ma ovunque andrò lo troverò.
Che ingiustizia è mai questa?
Son io l'unica a esser diversa?
Non è migliore di me ,
Forse più conosciuto,
ma il buon senso l'ha perduto.
Non ha niente di suo,
solo una parola.
Una parola tanto forte
Da far aprire
Come d'incanto tutte le porte.
Che strana magia.
Vorrei farla mia.
Ma l'unico modo che conosco
È mettere gli altri al secondo posto.

Il primo a perdere
Nessuno può capire
il dolore altrui,
nemmeno per sentito dire,
perché se non è lui a provarlo
nemmeno può manifestarlo,
e non può pretendere
di esser ascoltato,
perché in fondo si sa
lui non l'ha mica provato.
Solo chi dentro lo sente
Può gridarlo fortemente,
oppure per sé tenerlo.
È una scelta poco saggia
Parlarne con mondo,
non ti conosce e non ti difende,
chi di lui stupidamente si fida,
è il primo che piange e che perde.

Tagliente più di una spada
Uno strumento così forte
Le parole pronunciate
Tanto amate e apprezzate
Se di conforto
Al nemico sconforto
Come pillola sono usate.
Ma se usate come punizione
La vita conducono con afflizione.
Non si uccide una persona senza un'arma,
è normale,
eppur con la lingua si può
metter fine alla sua vita morale.
Quanto è saggio e veritiero,
l'uomo che la usa non per
distruggere, ma per edificare,
e non credo sia solo un mio pensiero.
Non si ferisce con la spada,
non si uccide sol col mitra,
la lingua usata male,
ROVINA LA VITA!

Rubare il dono più bello a un bambino
Ogni bambino possiede un dono bellissimo,
ma pochi adulti lo sanno.
E si servono di questa ignoranza
Per rubargliela via.
Ognuno è padrone della propria vita
Ma di certo non può esserlo un inerme fanciulletto,
che vien costretto da mattina a sera
a lavorar duro, anche in primavera.
Non ci possono esser per lui balocchi,
e non può dividere i suoi giochi
con i suoi cari amici,
anche se son pochi.
"Non lo si può trattare come vita umana,
è solo un oggetto, e non si
usa con lui nessun affetto".
Il pensiero della persona disumana.

Mi manca una bambina
Mi manca una bambina.
Ne resta solo un ricordo indelebile
Nel fulcro della mia mente,
di questa tale piccina.
Era agiata la sua vita:
due mani pronte a sorreggerla
in quelle impetuosi tempeste
pronte a sommergerla.
Sempre salva ne era uscita.
Ella era un fuoco
Che calore diffondeva
A ogni persona
Che vicina le era.
La fiamma col tempo
Perse calore
Andandosi via via indebolendo.
La fiamma smise di ardere.
Il cuore da bimba smise di battere,
una donna stava per nascere.
La donna i ricordi dimenticò
E la bambina abbandonò.
Era di un ignoto gioco
Una pedina,
di questo ne era sicura
quell'ormai cresciuta creatura.

La felicità
Ti trasporta via,
Lontano da questo mondo triste,
Lontano da tutto ciò
Che ti appesantisce.
Nei momenti bui non
Tarda mai a venire,
Ma sei tu che
Tardi a capire,
Che lei è lì con te.
Riempie quel vuoto che ti sommerge
E che per niente ti protegge.
Di lei ti puoi fidare,
E' del mondo
Che non lo puoi fare.
Sarà migliore la tua vita,
Se ad averla con te,
Sarai riuscita.

Una porta oscura
C'è una porta oscura
Nella tua mente.
È sempre presente.
Ha una strana serratura.
Come entrarci lo sai bene
Ma non vuoi ascoltar
Quelle offuscanti pene.
Eppure la porta hai aperto.
Uno sbaglio hai così commesso.
Una stanza buia
Vorresti non ci fosse nulla.
Parole cattive,
sbagli commessi,
ricordi che vorresti non ricordare.
In quella stanza tutte situazioni negative.
Avresti dovuto non entrare.
Il tuo unico barlume di speranza
È non pensare.
Facile a dire,
difficile a fare.
Ed eccoti li, seduta a rimuginare
Al centro di quella stanza
Del male.

After the storm
Il suo volto è sereno
Passata la tempesta
Percorsa nella sua fanciullezza.
Non ha più nessuno,
ma di certo non si sente sola:
ci sono i suoi amici libri
a tener con lei la parola.
Con i suoi capelli bianchi,
simbolo di esperienze e anche di rimpianti,
ella siede vicino al camino
cucendo un vecchio golfino.
E mentre compie il suo lavoro
Non và dicendo una parola,
ma in silenzio se ne sta,
chinando la testa in po' più in là.
Nessuno può realmente capire
A cosa lei va ripensando,
con quel suo volto così affranto.
Dolore e felicità,
ella ha vissuto nella sua vita,
piena anche di modesta libertà.
Eppur non ha paura di sparire,
ella sa che non morirà,
e seppur succederà,
presto in vita ritornerà.
Ma ancora neppur ci pensa,
ha altro a cui pensare,
ad esempio, quel vecchio golfino,
riuscire presto a riparare.

Il vecchietto
Zoppicando se ne va
un caro vecchietto,
col suo fedele bastone,
il passo lento e
un vecchio berretto.
Ricordando i bei tempi andati,
quand'egli forte e al pieno della giovinezza,
passava la sua fanciullezza
a lavorar nei campi.
Lavorare, lavorar e ancora lavorare,
questo il motto di un epoca antica
di cui non rimane nessuna traccia
se non un vecchio ricordo
nella mente di colui che la custodisce
con enorme rimpianto.

Il vuoto nella mente
Vorrei scrivere tante belle cose
E trattare argomenti
Che vanno di moda
In questi tempi.
Ma non mi viene nulla in mente
è come se ci fosse il vuoto,
avete presente?
Non voglio deludervi,
ma nemmeno parlare
di cose inutili.
Purtroppo è una brutta sensazione
E altro da dirvi non ho,
solo un'affermazione:
perdere le idee è proprio
una brutta delusione!

La morte è come la notte
La notte arriva come una ladra
E subito si impossessa del cielo
Facendo piangere tutte le persone
Che ancora il mattino volevano.
Come la notte
La morte si impadronisce
Della persona a noi più cara.
Noi piangiamo
Perché ancora in vita egli vogliamo.
Cerchiamo di non pensarci,
ma è impossibile di lui non ricordarci
perché rivediamo le stesse cose
ma egli ora è in mezzo alle rose.
Rivediamo gli stessi posti
dove egli era stato
e come un flashback
ritorniamo nel passato.
Ed eccolo lì, seduto accanto a noi
E col nostro cuore
Vediamo il suo volto che trasmette amore.
È di fianco a noi e
Proprio nel momento in cui andiamo a toccarlo
Egli scompare e non ci è più accanto.
Ed è così che arriviamo a una conclusione:
Egli per sempre vivrà, solo nel nostro cuore.

La salita della vita
Si sa che per riuscire in qualcosa
Bisogna fare un lungo tragitto
E non fermarsi mai di fronte
A qualche percorso che può sembrar poco diritto.
E per arrivare li su, in cima
Percorrere una strana salita,
fatta di enormi gradini
che costituiscono le difficoltà della vita.
Passano i mesi, i giorni, gli anni,
e ad ogni gradino si infittiscono gli affanni.
E proprio quando pensi di essere arrivata,
ecco che ritorna di fronte a te
quella enorme e infinita scalinata.
Vorresti ricominciare a camminare,
ma il dolore è tanto e
benché vorresti, non puoi respirare
per riuscire finalmente quella montagna a scalare.
Ma se non c'è la fai, non puoi arrenderti
Perché se lo farai,
puoi stare certo che mai più a scalarla riuscirai.

La magia di una semplice poesia
Se un giorno leggerai una mia poesia,
complessa o semplice che sia,
non giudicare le parole,
nemmeno la calligrafia del suo autore
o mio caro lettore.
Non è questo che dovrebbe interessarti
E tanto meno dovrebbe preoccuparti.
Piuttosto,
cerca di catturare l'immensa magia
intrappolata nelle poche righe
di questa semplice poesia.

Riflessioni di un bimbo mai nato
Perché cara mamma mi fai questo?
Perché ti rifiuti
Di dare alla luce un tuo figlioletto?
Io ero felice e
Attendevo con ansia
Il giorno in cui
Ti avrei reso mamma.
Eppur di me tu
Non ne hai voluto sapere
E senza pensarci su
Mi hai fatto vedere
Quanto cattiva tu sia stata nei miei confronti,
E ora mi scacci anche dai tuoi ricordi.
Altro non mi resta che pensare
A un giorno a cui
Nemmeno potrò partecipare.
Vorrei tanto vedere il tuo volto
Per cercare di capire
Il motivo che ti ha fatto agire
In questo triste modo.
Altro da dire non ho,
Ma un augurio prima di concludere ti voglio fare:
Spero soltanto che un giorno Dio ti possa perdonare

Ogni lacrima scesa dai miei occhi
Per ogni "NO" c'è una delusione,
per ogni delusione, una brutta sensazione.
Non si può tornare indietro nel tempo
E migliorare le cose solo per renderti contento;
perché in fondo sai bene
che nulla ormai può ridarti la felicità
e la gioia che avevi allora,
prima di sentir quella fulminante parola.
E ora pensi con rabbia,
da quella parola manipolata:
"ogni lacrima scesa dai miei occhi,
si rifletta sul volto che me l'ha provocata".

Una brutta storia
Perseguitata e violentata,
questa la vita di lei,
una povera donna ebrea
che ogni sera veniva maltrattata.
Non ha un nome, ma solo un numero
Marchiata come un cane,
le davano da mangiare
solo un misero e duro pezzo di pane.
Nessuno aveva pietà di lei,
era solo un oggetto da usare
e una volta utilizzato,
un oggetto da buttare.
Senza nemmeno una coscienza
ma uomini come loro,
con certe idee in testa,
usavano l'ebrea solo per far festa.
Ma in un giorno d'inverno,
la presero e la portarono
in una stanza di ferro;
vide una luce e poi, tutto si spense.
Non chiedeva molto; solo una vita
ricca di tanto e sincero amore,
ma nella sua misera impresa ha fallito,
ad avere quella sperata realtà non è riuscita.
Ora è troppo tardi. Tutto è finito.
Tutto in un immenso dolore.

Un SE per ogni occasione
Se ti stanchi ma vuoi leggere,
prova e riprova, mai più ti devi arrendere.
Se ti vuoi rassegnare,
solo a cose scoraggianti devi pensare.
Se vuoi sposarti,
la tua anima gemella devi trovarti.
Se vuoi odiare qualcuno,
non parlare più con nessuno.
Se vuoi volare,
buttati e al vuoto non pensare.
Se il tuo amico non ti è accanto,
pensa che forse anche lui è stanco.
Se vuoi smettere di leggere,
è troppo tardi, sei quasi alla fine,
perché non proseguire?
Se nessuno mai ti ascolta,
parla lo stesso, del resto chi se ne importa?
Se provi un dolore,
nel più profondo del cuore,
volta pagina e cercati una penna, una matita e un colore.
Se non smetti più di pensare,
basta! E buttali in mare.
E se hai davvero voglia di morire,
chiudi gli occhi e fai finta di dormire.

Per sempre con te
Era una notte fredda e triste
Quando ti ho lasciato
E solo ora mi rendo conto
Di ciò a cui ho rinunciato.
Ma ti prego non pianger per me,
Ricorda che sarò per sempre con te;
Il mio ricordo non ti lascerà mai sola,
E questa non è una semplice parola.
Credi in me, se ti metterai d'impegno
Ancora per poco tempo, tutto potrai fare,
Eccetto disperare o versare lacrime amare.
Abbi fiducia, un giorno su
Questa terra ci rincontreremo,
E mai più per altri morti piangeremo.
Non ci saranno più lacrime di dolore,
Ma solo lacrime di gioia in fondo al cuore.

(in onore di Chiara Schirinzi, in seguito alla scomparsa di Cosimo Schirinzi)



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