Poesie di Andrea Giancarli
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| Ne faccio la mia religione Tradito e nudo, disperso in una radura deserta, luogo di perdizione che ha il sapore della morte, sapore che a volte è più piacevole di quello insipido dell’abitudine. Si decolora tutto ciò che tocco qui, si disperde ogni speranza che qualche istante fa sembrava tale, e piano muoio già dimenticato prima di esserlo. Il silenzio che c’è qui è talmente assordante che piano divento cieco e muto per riequilibrare i sensi. Il silenzio che c’è qui è talmente denso che molecola dopo l’altra prende corpo e prolifera dinanzi ai miei occhi ormai orbi e sanguinanti… diventa uomo e parlandomi, pur essendo sordo, percepisco le sue grasse parole: “Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all’infuori di me”… come un cancro entrano in me e a testa china, prostrato e devoto ne faccio la mia religione. Insonnia |