Poesie di Massimo Francescon


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche

 
Lacrime tradite.
Le tue mani sgranate come petali di rose raccolte attorno alla mia nuda carne, gli occhi chiusi sui tuoi sogni verso l’opaco della luna… io, le fatalità, contate una per una, come grani di sale, nel banchetto di torpore e tiepide nicchie, con l’incanto di far caldo all’animo. Naufragato nell’abisso sibillino piango d’un pensiero: che non tornerai al richiamo di un mio verso, che con la mia poesia mi son lavato troppe volte la bocca!...
……
Nel bruciare di lucciole rosse sulle tue guance incantate,
Riconosco il profumo delle rose accatastate,
Ricordo la passione di notti avvolte in braccia fatate,
E dal ventre le vele sulle mie navi immacolate.

Punti di vita
A volte formica in balia della spuma,
che un po' ci gioca e un po' ti consuma,
Salata di mare, gonfia di timore
ubriaca di pazzia, digiuna d'amore.

A volte aquila, predatrice viscerale,
che al nemico nessun dolore, ma agli amanti sa far male,
Gonfia d'ore ne ignora il passare,
cammina svelta di bolina e non si sa voltare.

In questo incedere lento e composto,
di nave verso chissà qual posto,
A macinar il tempo scansando le onde,
un giorno dentro il solco netto, l'altro sulle sponde.

Che se la vita è un lampo, tu neanche una scintilla,
bianca luce di stelle che senza notte non brilla,
E rimane QUI solo il vento pazzo del destino,
a portarci verso SERA dal sole caldo del MATTINO

Tramonto di Sicilia
Cielo di fatica, aria giallo aspro,
si addormentano le ore ingoiate dal secco viaggio…

…Debole d'un bagliore che sembra vecchio, appeso a un solo raggio,
Si sposa al salato mare in un abbraccio immacolato,
E dal bacio all'orizzonte come coccola di lontano,
L'acqua porta sulle sponde il colore sin alla mia mano…

In una valigia di un giorno, che è cenere di parole,
mi porto le sfumature rosse degli occhi chiusi di questo sole.

Amore nel cortile di Castel Pulci
(Piccolo e umile pensiero al grande Dino Campana)

Sibilla è una stella cometa
non sarà mai l'incanto d'un poeta,
dai piedi sporchi di strada maledetta
da ogni bugia che nella carta riposa stretta.
Piuma d'airone e china in punta di dita
inventando i mondi da scoprire in questa vita,
e dai monti al mare le vele spiegate della mente
come mani dietro la schiena, legate a un filo di niente.

Ma è il solo sogno lo zucchero del cuore
l'incanto labile a celar che poi si muore,
i polsi tremano all'istinto di soffrire
le labbra piangono quando non sanno più come mentire.
E le nuvole tornano a coprire un raggio fioco
che follia vedermi Matto rotolare come un giuoco,
palla con le braccia dentro fune che respira
mi intreccio nei suoi capelli, mentre lontana lei m'ammira.

Infondo è questo l'imbarazzo della mia vita
che di giorno odio il suo profumo e poi la voglio fra le dita,
e come fare a colmare la lontananza
che questo forzato esilio gonfia il sangue ad oltranza.
S'infila in testa quel sorriso nascosto tra i mie fogli
l'unica foto che ricorda l'acqua che spuma sui suoi scogli,
mentre ne raccolgo le forme con il ciglio corrugato
sento nel mio pugno il bisogno, di sentirmi come amato.

Dalla finestra di questa prigione
noi Detenuti di prima stagione,
vediamo il sole da un lato diverso
a voi spetta il caldo, qui sempre cielo poco terso.
E corvi che gracchiano filastrocche sempre uguali
tanto lontano non si vola se ti tarpano le ali,
che un prato l'anno prestato a sfogare il nostro dolore
e un cappello per nasconderci agli occhi, di nostro signore.

La luna chiede tormento,
nei giardini disperati d'orrore,
come cani facciamo l'amore,
di noi Cani l'urlo nel vento,
di noi Pazzi il caldo lamento,
la nostra voglia correva al centro di un fiore,
nel folto del prato facevamo l'amore…..
a due spanne dall'erba facciamo l'amore.

Musica
La musica punge come una rosa
Di notte è una troia e di giorno ti sposa,
La musica puzza di mosto di vino
Inizia più dolce poi ti prende nel tino,
Colora le pareti di un rosso profondo
E dentro il bicchiere tiene in piedi un mondo.

Muffa di cantina e di travi coi ragni
Zingari in vetrina e storie di sogni,
La musica nasce, muore e può ritornare
La musica è di chi si sa incantare,
La musica vive e si incastra nel cuore
Si ruba l'anima e ci fa all'amore.


Home page  Lettura   Poeti del sito   Racconti   Narratori del sito   Antologia   Autori   Biografie  Guida   Metrica   Figure retoriche