Racconti di Eleonora Foscari


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La direttrice
Un sorriso soddisfatto le incurvò le labbra, era riuscita a riprenderselo!
E non poteva crederci! Dopotutto la sbandata lui l'aveva presa, eccome, per quella smorfiosa che lo aveva irretito.
Non era bastato ricordargli i particolari di quel loro unico, focoso appuntamento, quello per il quale lui aveva dovuto inventarsi mille sotterfugi, raccontare alla moglie e alla famiglia una serie di improbabili eventi, pur di intraprendere il viaggio verso quella città così lontana dove si sarebbero finalmente incontrati.
Il ricordo la fece avvampare, fu come sentire ancora il sapore dei suoi baci, la pressione calda delle sue mani sul corpo. Quanto era stato forte e travolgente quel loro abbraccio! Le fece risvegliare ogni sensazione sopita ormai da tempo!
Poi il rientro nella normalità, lui tornato a casa, ad affrontare i tanti problemi della propria vita, lei rimasta di nuovo sola alle prese con tutte le difficoltà della sua.

Quando giunse, inaspettata, la tizia dai capelli biondi, una personcina timida, graziosa e arguta che se ne stava il più possibile in disparte: pittrice già affermata le cui opere cominciavano ad essere esposte un po' dappertutto.
Aveva alle spalle un passato doloroso, una violenza subita nell'adolescenza che l'aveva privata di ogni capacità di relazionarsi fisicamente con un uomo.
Gli era capitata nello studio per un problema di depressione, lui l'aveva fatta parlare a lungo e aveva potuto conoscere molte delle vicende tragiche che ne avevano segnato il percorso.
All'inizio ne fu intenerito, commosso per le gravi conseguenze che ancora ne condizionavano la vita.
Poi quella tenera comprensione si trasformè in qualcosa di più o almeno così gli parve.
Forse credette di amarla, fatto sta che con i suoi modi accattivanti riuscì a farla aprire e confidarsi sempre di più.

Lei conosceva tutto della nuova paziente perché lui, contravvenendo all'etica medica, l'aveva messa al corrente delle problematiche, della profonda prostrazione in cui versava la poverina, dei suoi ricorrenti propositi suicidi, e lei si era talmente intenerita che lo aveva pregato di fare qualcosa per salvarla.
Lo scongiurò addirittura di farle intendere che lui l'amava, pur di farle trovare una nuova ragione di vita. Le faceva davvero compassione.
Diresse benissimo le cose dalle quinte, aspettando il resoconto che lui puntualmente le faceva, come se insieme stessero facendo un'opera pia.
Quando però si accorse che lui si stava innamorando davvero della donna, la considerò una rivale e cominciò a denigrarla, a calunniarla, e tanto fece e tanto brigò che alla fine lui cedette e, malgrado sapesse le condizioni psicologiche in cui sarebbe precipitata la paziente, le disse di punto in bianco che non l'amava più, che si era sbagliato e che avrebbe voluto solo esserlo amico.
Ecco, aveva vinto, se l'era ripreso!

Un paio di giorni dopo ne parlarono tutti giornali, tutti i notiziari: la nota pittrice si era buttata giù da un ponte, quello famoso per il gran numero di suicidi all'anno..

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