I passi…
Voce unica che risuoni
Nel vento delle foreste
Inchinati al tepore delle gemme
Che d'innanzi al gran passo
Annunziano il suo arrivo.
Che sia di rose il percorso
E di luce il suo respiro.
Apritevi dunque
Oscuri anfratti
Che non sia di paure
Ma di amore
La vostra natura.
Abbandonatevi alla luce
Che possa inondare i vostri cuori.
Fate entrare colei che muove
I suoi passi verso i vostri spiriti
Che i tempi siamo propizi
Che luce e pace
Nell'isola dei vostri spazi
Ricopra tutti voi
Come manto d'amore.Come aquile volano i pensieri
Come aquile volano i pensieri
Dispiegano ali immense
Come raggi di luce senza lame
Scintillano al sole
Veloci scivolano nel vento.
A occhi chiusi
Percorro i sentieri
I suoni dei pensieri
Tamburi lontani che parlano
Di te.
Mi sporgo sul nulla
Di questa vacuità
Nella quale nuoto senza movimento
Come vela che stanca ricade
Prego il vento.
Ancora tra fiori e luce
Vite in movimento perenne
Vento e sole che abbaglia
Diamante riflesso in questo cuore
Che non teme le ombre.
All'orizzonte
All'orizzonte della sera che incombe,
presente come colei che rimane,
resisto alla tentazione del ricordo
e chiudo gli occhi,
ritornando in me stesso,
ripercorrendo le vie,
che riportano,
che richiudono in se il fiore
che adesso ti dono
con mani sorridenti alla tua luce
che rischiara l'ombra dei miei gesti
pensati e mai nati.
All'orizzonte della sera che incombe,
pulsante come il pensiero che mi
attraversa,
respiro solitario la solitudine che
mi accerchia,
nel pacifico assedio del nulla,
mi preparo alla difesa a mani aperte,
nell'immobile azione dei miei sensi,
al tuo pensiero accesi.
Il vento che da questa valle,
rincorre le chiome di mute vedette,
si volta ad osservare
il silenzioso mio pensiero,
sorridente come pioggia sul deserto,
vivo
come il sangue che rincorre il mio
spirito.
Le nubi della coscienza
Lontananze di cieli,
labirinti e polverose nubi
dei desideri in sospeso,
orizzonte del cammino
mai intrapreso in coscienza
di vita,
per riprendersi l'esistenza,
appesa nell'armadio
del quotidiano vivere.
Uscire dalla porta
del comunque
spalancare le finestre
del così doveva essere
e respirare,
respirare lentamente,
riprendendosi i colori
rubati dal monotono
suono della ruota che gira.
Oscuratevi luminosi dubbi
e scioglietevi,
come lacrime
sul volto di chi perde,
perché solo perdendo,
ha senso ritrovare.
Riflesso
Il riflesso delle tue parole,
liquefatto sullo specchio
della mia coscienza,
abbaglia i movimenti
del mio corpo
e profondamente s'insinua,
come spirali di fumo,
nella materia del mio essere,
ne scuote le fondamenta,
terremoto improvviso
dal quale riemerge la tua immagine,
in controluce,
sulle mie mani. |