La pioggia
Un magico tintinnio
tra fatate speranze
e maliardo destino.
E’ in siffatto momento
ch’io pesco la pace,
scorgo quasi,
in taluna goccia,
un bagliore di armonia.
Vanno a formare insieme,
un morbido vetro
ove io mi riverbero.Terra mia
Quando il sanguigno crepuscolo
vien a lusingarmi,
mi sovviene il cimelio di glorie,
e di abusi,
gettati sull’abituale aspro terreno.
Molteplice il sangue versato,
per mezzo di brusche battaglie,
guidate da sogni ingloriosi
o epici ideali.
S’ode ancora lo sferragliar dell’acciaio,
il fragore rombante dei cannoni
e l’eco avvilito delle grida,
triste cornice di siddetti avvenimenti.
Ma pure lo sfarzoso suon
di melodica musica,
ritmo partecipe fin dagli arcaici tempi,
satura il tempo, colma le attese,
gli spazi, e lucida il cuore.
Mondo testimone di menti dall’acuto genio,
dispensatori d’arti ed estrose virtù,
egli conosce gli svariati talenti,
spaziano dalle magiche pitture,
che rievocano mistici paesaggi;
alle scienze,
colonna di nostra raffinata cultura,
fame furente di conoscenza;
alla poesia,
caratteri splendenti,
marchiati col fuoco
e con lo spirito nostro,
spingono la terra ben remota
da quel che è l’orlo d’un buio
e profondo baratro.
Il mammano ( A Tommaso )
Un primordiale legame,
una candida amicizia.
Non scarseggiano i litigi,
certo,
numerose le baruffe
e molteplici le baraonde,
ma ancor più folte le tregue.
Allietato il mio spirito hanno
fin dal giovane inizio
una sobria ingenuità,
nutrita forse da indulgenza
e sua spontanea sincerità,
frutto di tanta attigua sicurezza.
Un’intesa che aleggia oltre il tempo
insiste con il passare, di lui
vola oltre quel pregiudizio
che limita la concisa mente
di solito uomo.
Elimina la vergogna,
ente in probabile recesso.
Voliamo su ali, plasmate
di antica, e forse magica
immaginazione.
Attuiamo arcani viaggi,
basati su reciproca fiducia.
Sogni da noi condivisi,
talvolta respinti o ignorati.
Affiatamento che satura l’aria,
riempie fiammante lo spirito
che pondera in me e in
Te,
Mammano artista del cuor mio. |