Poesie di Davide Emiliani


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Senti in cielo canta
la spogliata donna
dolce creatura ¹
in leggero alito

Su nell'infinito
così impalpabile
volteggiano i veli
i capelli suoi belli

Senti un volo d'ali
che dal cuore batte
più su, verso l'alto
tra amore e passione.

¹ La mia musa

Pensieri
E già nell'aria sento
il profumo di una nuova alba

ma ancor non vedo all' orizzonte
quelle anime lottatrici del mal tempo

Stiamo cadendo giù
Stiamo cadendo giù
nelle mani dei giganti
tra le fauci dei potenti

Stiamo cadendo giù
tra i sogni dei presenti
che siedono in prima fila

Stiamo cadendo giù
in basso, verso la fine
tra le casse e gli amplificatori

Stiamo cadendo giù
e lo spettacolo è cominciato
nulla può fermarlo

Anch'io
Anch'io
sono un fantasma
in questo lugubre
universo di morti
che fingono d'esser vivi.

Anch'io
torno in pace
al mio sepolcro
dove in festa
m'attendon l'anime purgate.

Nel silenzio dei miei pensieri
Nel silenzio dei miei pensieri
le onde potenti e increspate della lussuria
spaccano quel ponte così fragile
che il mio cuore aveva costruito.

Nel silenzio dei miei pensieri
quel ponte così fragile
chiamato "amore"
si inginocchia
a forze più potenti.

E nel silenzio dei miei pensieri
le onde della lussuria
innalzano la nera bandiera del piacere
costringendomi in terra
come un verme bavoso.

E tutto questo
nel silenzio dei miei pensieri.

Ragion per cui casco
Parlo di donne
di belle e di porche.
Parlo di sogni
di viaggi e d' inganni.
Ragion per cui casco
slitto negli oscuri scritti
e nelle sporche palle di un toro morto.
Poi rido a stento
piango e spendo
e rileggo i versi
di un sogno inventato.
Correggo e riscrivo
rileggo e poi straccio.
                         Getto via.
                             Cancello e poi uccido.

E parlo del mare
di un amore e del sole.
Parlo del buio
dei sorci e dei morti.
Ragion per cui casco
scrivo ed in fretta scarto
e ritrovo l' arte di quel toro morto.
Poi dormo e sogno
e mi sveglio sobrio
e penso all' arte
ai miei scritti più belli.
Li rileggo contento
confesso e poi mento
                         sono falso
                            e mi invento il cemento.

Dedicata a C.A.
Come la neve cade
armoniosa
leggermente posandosi
Aleggia nel vento
silenziosa
la tua vibrante ombra
E volteggia in un incanto
il biondo tuo sorriso
tra le fronde sempreverdi
e gli ippocastani
Ma il soffio del vento
s'alza in un brusio di voci
in un turbinio di foglie morte
in un galleggiare inerme
di pensieri persi
E silenziosamente la marea
si ritira trascinandoti con se
tra le nebbie della felicità

ricordo
Non ho occhi per guardarti
ne mani per toccarti.
Non ho sogni da regalarti
ne viaggi da proporti
ma ho nelle mani sabbia,
sabbia bianca di mare.
La sabbia dei ricordi più belli.

Non ho che il tuo ricordo
nemmeno le tue parole.
E non ricordo chi sei.
Non so più chi sei.

Verso l'ultima spiaggia
I grossi signori della terra
stanno sostituendo
acqua con petrolio
e conigli con leoni.
I pescatori del porto
aggiustano le reti
strappate dal dolore.
Gli uccelli nell'aria
volano sempre più in alto

Ci stiamo incamminando verso la fine
verso l'ultima spiaggia.

L' uomo seduto
Quando scoppia una lacrima
l' uomo seduto
abbassa la sua testa
e comincia a pensare
tenendosi il viso tra le mani.
E quell' uomo seduto
non s'alza
abbassa la testa
e comincia a ricordare
a lasciarsi andare
giù, in fondo
verso l' infinito dei suoi pensieri.

Quell' uomo seduto, poi,
s'alza
ci guarda e sorride
ci tende la mano.
( Dietro di lui uno spazio infinito
gli fa da sfondo )

L' uomo rovescia la sua sedia
la scalcia, la pesta
la rigira e la ripicchia
poi si ferma
pensa...
e scoppia un'altra lacrima.
Lentamente l' uomo
ricompone la sua sedia
vi ci siede
e ricomincia a pensare
tenendosi il viso tra le mani
come ogni giorno
come sempre


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